Tag Archives: Marco Marzocca

la terza puntata di zelig (che è anche la 101)

28 Gen

 

baila guapa, canta, ma non imitar!

La terza puntata di Zelig ha registrato un buon 21,55% di share e 5.467.000 telespettatori (forse approfittando della non concorrenza di Pupo e Albano, ma perdendo un milione di capocce rispetto all’anno scorso). Era pure la numero 101 in generale (detta anche “101 modi di banalizzare la comicità”). Comunque, esaurito l’effetto celebrativo, questa puntata era proiettata verso il futuro. Vediamo cosa è successo (ospite d’onore l’Avatar di Gino Vignali in rosso):

Parte l’ennesimo Demasiado Corazon… Dopo neanche un minuto scatta la promozione al film Benvenuti al Nord… Gianluca De Angelis intercettazioni, Maurizio Lastrico con le terzine (dopo neanche un minuto scatta la metafora della diarrea, del sedere, dei maroni, del mal di pancia), Kalabrugovic (interminabile), Gioele Dix che raschia un po’ il fondo del barile (differenza tra auto di oggi e di una volta, sottraendo repertorio a Enrico Bertolino).

Salve, sono il Gino Vignali: avete visto che inizio? Ci abbiamo messo tutti i pezzi più di qualità che abbiamo, più quelli surreali milanesi, così non ci accusano di essere banali, avete capito?

Rocco Ciarmoli messo in panchina dopo l’orrida chiusa col doppio senso della patata? Bah… SIMONE BARBATO: che fa 30 secondi su 6 minuti, gli altri sono di ammiccamenti da parte di Bisio (sono una coppia ormai), conferenza stampa coi Boiler (bizzarro omaggio a Matteo Monforte), Paolo Labati a schiaffo, Noir con Ale e Franz (quando sembra finito, dura ancora, tipo Quarter to three fatto live da Bruce Springsteen), Paola Cortellesi viene scongelata per cantare Gallipoli, un omaggio in stile Giorgia alla città salentina. Fa vedere che è brava. Stop.

Scusate ancora, sono sempre il Gino Vignali: avete visto che colpo il Paolino Jannacci? Suo padre parlò male di Zelig e noi ci abbiamo assunto il figlio, così abbiamo fatto la figura dei signori e gli è pure passata la voglia di criticare (adesso aspettiamo che la figlia dell’Incontrada sia in età da lavoro…)

Giuseppe Giacobazzi col classicone del monologo sulle pubblicità, Bisio e Cortellesi accennano al famosissimo “testa spalla” di Don Lurio e Lola Falana (Paola ha ancora velleità di show girl, gliele spegneranno a poco a poco). Nuzzo e Di Biase, Claudio e Paola col pezzo simil teatrale, simil Gaber, simil tv in bianco e nero, ma conclusa con un rutto. Gene Gnocchi timbra il cartellino col suo simil Maurizio Milani, allora perché non usare l’originale? Perché Milani ha criticato Gino e Michele?

Sono il Gino, intervengo per smentire: il Maurizio Milani non lo chiamiamo perché c’ha l’aria trasandata, che a Mediaset porta male. Se sei di sinistra, almeno vestiti bene, due disgrazie in una volta non sono accettabili!

Mr Forest, noooooo (scusate). Battuta verità: “Paola si ispira a Belen” (in effetti la conduzione è simile, se Belen migliora nel canto non si nota la differenza). Senso D’oppio. Marco Marzocca filippino, lo fa controvoglia e l’ha pure dichiarato in un’intervista (tra l’altro una volta usciva a un’ora meno tarda). Bisio fa da spalla sgranando gli occhioni almeno una ventina di volte. Lella Costa (che si alternerà a Debora Villa) sperduta in quella scenografia rutilante e poco convinta nel suo monologo sulle donne belle (già sentito).

Bisio e Cortellesi salutano i 60 anni della scuola d’arte drammatica Paolo Grassi… Ma la Cortellesi lo sa che Zelig ha appena “impiantato” delle “false scuole di recitazione” in tutta Italia? Chiude manuel Chuparosa alias Paolo Casiraghi, che alla fine lo prende sempre in quel posto da un gay. L’ultimo blocco ce lo risparmiamo.

Pezzo migliore della serata: Nuzzo e Di Biase.

Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

 

Benvenuti nel cimitero degli elefanti…

16 Gen

Zelig Arcimboldi in prima serata si sta rivelando una specie di “cimitero degli elefanti”: un luogo in cui tanti veterani tornano a ripetere quasi gli stessi gesti, le stesse battute, le stesse gag, intasando un cast già sovraffollato.

Zelig vive 2 stagioni: nella prima c’è voglia di nuovi talenti; nella seconda entrano in campo le agenzie e vengono chiamati i veterani a fare i “minutaggi importanti”. Questo significherebbe che: 1)  i capi (bravi a fare affari) si fidano poco dei nuovi talenti; 2) i veterani hanno bisogno di tornare nel tritacarne tv, anche se dovrebbero avere tutte le carte in regola per “volare da soli”. 

Cosa spinge i senatori della risata a tornare, invece di Continua a leggere

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: