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ZELIG, LA CREAZIONE ARTIFICIALE DELL’ANSIA(3)

21 Mag

Ricordo di Marino Guidi

Di Gat

Marino Guidi è morto d’infarto nel gennaio del 2006 a soli 49 anni: una perdita enorme. Era un comico della vecchia scuola e un ottimo attore. Era anche una persona trasparente, era facile capire cosa gli passasse per la mente. Marino Guidi faceva parte dei mestieranti esclusi dal giro che conta, considerati portatori di  comicità troppo popolare, ma alla fine era riuscito a entrare alla corte di Zelig. Era il 2005: anno terribile, in cui la creazione dell’ansia era in fase acuta (vedi i due link precedenti).

Marino Guidi arrivò a Zelig in uno stato d’animo particolare. L’anno prima erano stati lanciati Pino Campagna e Franco Neri che avevano fatto il boom. I due erano, al pari di Marino, due comici  per anni emarginati da Zelig. In una situazione simile è logico pensare: «Dopo i mestieranti cinquantenni del sud, adesso tocca a me che sono un mestierante cinquantenne del nord». Vedeva i suoi compagni di gavetta diventati popolari, vedeva la grande occasione a portata di mano, quella che gli avrebbe cambiato la vita.
Per due settimane qualcuno si dimenticò di dirgli che era stato convocato per Zelig Off. Marino aveva avuto pian piano notizia di tutti quelli che erano stati chiamati, mentre lui non aveva ricevuto alcun segnale.
È importante capire la tremenda tensione che si prova in una situazione del genere: in un ambiente che ti sottopone a una attesa continua, in cui le risposte definitive non arrivano mai. Marino Guidi, messo nel tritacarne di Zelig, era entrato in un ambiente ansiogeno e la mancata convocazione aveva aumentato una pressione psicologica già enorme. Il non dire a qualcuno la verità per due settimane, dandogli l’idea che fosse stato scartato (cosa terribile data l’importanza della posta), è molto pesante. Se non è stato fatto apposta si tratta di una grave dimenticanza, se è stato fatto apposta si tratta di un comportamento irresponsabile.
La tensione a cui è stato sottoposto Marino Guidi poteva essere evitata con un po’  di verità?
E’ giusto sottoporre chiunque a un trattamento del genere (indipendentemente dal suo stato di salute)? Assolutamente no. Se creo un ambiente ad alta pressione, metto in pericolo tutte quelle persone che hanno un cuore debole, oppure spingo alla depressione quelle che sono fragili di nervi. Marino, superato il brutto momento, aveva intrapreso il percorso descritto nel post 2 (https://ananasblog.wordpress.com/2010/05/20/zelig-la-creazione-artificiale-dell%e2%80%99ansia2-un-anno-con-ivan-zeligovic/). A Zelig Off aveva subito l’onta delle convocazioni a macchia di leopardo: chiamato a fare la prima puntata, ma non la seconda (chissà perché), poi la terza, eccetera, altro meccanismo creatore di ansia.
In quel periodo aveva poche serate perché Zelig Off, a cui si arriva dopo fatiche inenarrabili, è poco più di un laboratorio tv e non dà incremento di popolarità. Era perciò nel periodo di maggior stanchezza e tensione da parte di tutti quelli che vivono anno dopo anno la scalata all’olimpo di Zelig. È un caso che Marino Guidi sia morto proprio nel periodo in cui la curva dello stress, per chi aspira a Zelig, giunge fatalmente al culmine? Forse non lo è.
Marino Guidi è morto d’infarto nel gennaio del 2006 a soli 49 anni. Si tratta di una perdita enorme. Aveva messo in gioco tutte le sue speranze. È giusto ricordare quello che gli è successo, sperando che un giorno i comici non debbano più compiere un percorso in cui stress, paura, tensione e senso di precarietà siano così intensi.
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