Tag Archives: Marta Zoboli

Chiacchierpillar e lo spirito di Scaldasole

13 Nov
Walter Leonardi e Flavio Pirini in un frame di Chiacchierpillar

Walter Leonardi e Flavio Pirini in un frame di Chiacchierpillar

Segnaliamo la web serie Chiacchierpillar, gemellata con la nota trasmissione radiofonica Caterpillar, serie che è visibile su Rai.it (Vedi qui) di: Alessio Tagliento, Flavio Pirini e Walter Leonardi, i cui nomi ricordano gli anni gloriosi di Scaldasole a Milano. Che cos’era Scaldasole? Beh la realtà che ha dato avvio a tutto: il primo laboratorio (ma anche free e anche anticommerciale) dapprima nella via omonima e poi al Barrios di via Barona; l’insieme di talenti underground già entrati nell’orbita di Paolo Rossi e poi andati spesso a conquistare anche il grande successo televisivo, comunque mai in modo banale.

L’idea di Chiacchierpillar nasce proprio dai “discorsi a vanvera” che si fanno in macchina quando si è in giro a far spettacoli, qui interpretati da Walter e Flavio che fa un ottimo lavoro di spalla (“Walter Leonardi e Flavio Pirini non si sa bene dove stiano andando ma rappresentano tutti noi nell’incontenibile voglia di dire la nostra su qualunque argomento) mentre Tagliento è dietro le quinte nel sedile posteriore e in prima linea di scrittura. Bisogna dire che Walter Leonardi è, come sempre, strepitoso. Gli basta un niente per riempire la scena, come succede anche in altri contesti, per esempio, in quel fenomeno virale che ha nome di Terzo segreto di Satira (vedi qui video sull’elettore di sinistra). Possiamo definirlo uno dei nostri migliori attori off?

Invece Caterpillar, tra l’altro, vede tra i protagonisti Paolo Labati, Marta Zoboli (che sul palco forma la coppia Marta & Gianluca, con Gianluca De Angelis che è un altro di quei nomi che hanno fatto grande Scaldasole) e anche Guido Catalano, strepitoso fenomeno poetico underground, tra i più apprezzati da Ananas Blog (leggi qui). 

Ananas Blog (Throw down like a barricade)

la maledizione della ripetizione

8 Feb

La nostra comicità è intrappolata nel “sortilegio della ripetizione”. Sotto il cielo italiano la sorpresa e l’imprevedibilità l’avevano sempre fatta da padrone. Milano, per esempio, era grigia e industriale, ma da lì nascevano dei fenomeni irregolari come Jannacci, Fo, Gaber, il Derby, i “comedians” del Teatro dell’Elfo.

Questo prima che finissimo tutti senza speranze nella trappola della ripetizione, il cui scopo sembra sia quello di “fidelizzare il pubblico” ammazzando la risata, vista come pericoloso elemento di anarchia. Un altro scopo potrebbe essere quello di produrre in serie tanto materiale a basso costo: prendo il file doc della prima puntata e ci scrivo sopra gli sketch successivi (a cett, cett, sono Figo, maresciallo Tony Figo, fai schiiiiifo).

Anche Zelig Uno appena concluso, non si è sottratto a questa regola ferrea. Prendiamo a esempio uno dei personaggi  più riusciti, la SoS  Tata della bravissima Maria Pia Timo. L’ingresso dev’essere sempre uguale: stesso passo, stessa postura, stesso modo di reggere la cartelletta, il “Buonasera” modulato sempre nello stesso modo. A un certo punto, sempre nella stessa modalità, la tata leggerà delle lettere provenienti da località che sono giochi di parole, sempre sullo stesso stile di battuta (sempre parodia dei nomi di paesi lombardi): Manganellate sul Membro, Leccate sul Collo, Menate da Basso. Alla risata sulla battuta, la tata farà una pausa e guarderà il pubblico (sempre nello stesso modo), alzando la testa sempre con la stessa angolazione. Continua a leggere

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