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A tutti gli autori: servono gag per Elisabetta Canalis!

21 Nov
Mediaset ci ha imposto un figone, ma non disperiamo: facciamo che la cosa sia fonte di gag e battute e ilarità

Mediaset ci ha imposto una bellona, ma non disperiamo: facciamo che la cosa sia fonte di gag e battute e ilarità

A tutti gli autori, a tutti gli autori! (stipendiati, aggregati e/o aspiranti). E’ il Vostro Gino Vignali che vi parla, il Piccolo Padre del cabaret italiano. Causa inserimento imposto dall’alto di Elisabetta Canalis,  il tanto agognato ritorno di Zelig al bel cabaret di una volta è rimandato “sine die” (e anche “sine qua non”) a data futura da destinarsi.
Allo stesso modo chiediamo a tutti gli autori un particolare sforzo creativo, per integrare la suddetta Canalis nella scaletta della trasmissione, per infondere nello spettatore il consueto senso di ilarità e bonomia. Io vi do gli spunti, poi è libera scelta e/o inventiva elaborare battute e gags a volontà che sottoporrete alla direzione artistica (ps: gli elaborati non verranno restituiti). Et vualà gli spunti:

SOTTOMISSIONE – in questo tipo di sketch la Canalis o è innamorata, interpretando se stessa, di un comico buffo o spiacevole d’aspetto o laido (tipo la Toniolo con Bruce Sketta a Metropolis); oppure si fa “personaggio” e vive un rapporto d’amore o sottomissione col comico. Non so, tipo è la fidanzata cafona del Gianni Cinelli che fa il cafone. Il figone che si mette in un ruolo di “La bella e la bestia” genera sempre divertimento.

SARDO – in questa gag la Canalis parla sardo veloce (o anche altro dialetto), magari dopo aver raccontato di Continua a leggere

… e se fosse Zelig a trainarci fuori dagli anni ’80?

19 Mar

tini_cansino_ieriLa comicità italiana non è mai uscita dagli anni ’80, da quel mix di personaggi  + tormentoni + ritmo+ figa che Antonio Ricci, con Drive In, modellò sull’immaginario erotico commerciale di Silvio Berlusconi. Antonio Ricci è ancora lì e quel modello di comicità anni ’80 domina ancora. Zelig afflitto da “personaggite” acuta con qualche monologo ogni tanto, Colorado uguale ma con + figa rispetto a Zelig (per un certo periodo è stata addirittura un covo di “Olgettine”).

Purtroppo Made in Sud (che il blog segue con interesse) si è adeguata al modello Drive In ed infestata da una “personaggite” allo stato puro, in cui i monologhi sembrano addirittura banditi (ma c’è un nutrito gruppo di “suddine” e la conduttrice figa – Gregoraci – appartenente alla cultura pop vip trash più di quanto lo fosse Carmen Russo all’epoca, e il ruolo di zimbello passato addirittura da Margherita Fumero a una donna bella (ma non corrispondente all’immaginario berlusconiano) come Fatima Trotta.  

Il modello si adeguava alle necessità Mediaset: A) ottimizzare al massimo gli ascolti con lo “scalettone” e la formula varietà; B) imbrigliare qualsiasi forma Continua a leggere

Gino e Michele rispondono a una domanda di Ananas Blog (a loro insaputa)

23 Feb

Gino e Michele a TvTalk

Gino e Michele a TvTalk

Durante la trasmissione TvTalk (vedi articolo precedente) cui partecipavano Gino e Michele (con Giancarlo Bozzo e Teresa Mannino), finita da pochi minuti, è stata rivolta loro una domanda dell’amministratore di questo blog. Col nick RobGav, avevo postato su TvBlog la seguente questione: “quando scade in contratto con Mediaset? Verrà rinnovato?” ed è stata  quella che è stata scelta dalla redazione, con l’aggiunta di un “verrete mai in Rai?”.

Gino e Michele, presi un po’ alla sprovvista da una domanda così pratica, hanno dato un’informazione interessante: il loro contratto è disgiunto da quello con Bananas, la scadenza di entrambi è nel 2014 (in parole povere, un’altra edizione e poi si vedrà). Peccato che poi hanno glissato sulle altre due che restano sospese in aria (probabilmente non hanno deciso ancora). Conoscere il futuro significa anche fare scelte su come rapportarsi a Zelig, se investire in essa energie o meno.

La notizia è stata subito ripresa da TvBlog nel post: Gino e Michele a TvTalk rispondono a TvBlog: “Il contratto con Mediaset scade nel 2014” 

E’ comunque un’ottima lezione manageriale (detto senza polemiche): teniamo disgiunte le sorti della trasmissione da quella delle nostre “partite IVA”, riduciamo a zero il rischio d’impresa, prendiamo uno stipendio da Mediaset, uno da Bananas. Ottimizzare tutto è il segreto!

Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

Tutta la verità sull’agguato a Maurizio Crozza

22 Feb
L'agguato

L’agguato

Maurizio Crozza contestato a Sanremo da alcuni spettatori, tra cui un militante del PDL, proprio mentre imitava Silvio Berlusconi è  stato un evento così anomalo che qualcuno ha pensato alla “combine” per far salire gli ascolti. Se invece mettiamo in fila la catena di eventi recenti, ci rendiamo conto che quell’agguato potrebbe far parte di un disegno più ampio, destinato a mettere in pericolo addirittura il lavoro futuro dello stesso Crozza.

Prima di Sanremo Silvio Berlusconi si era lagnato del festival secondo lui troppo orientato a sinistra e ne aveva chiesto lo spostamento a dopo le elezioni. Il solito “chiagni e fotti”, ovviamente. Il giorno dopo i fischi, sempre ovviamente, tutto il PDL ha fatto quadrato contro il “festival comunista”. Intanto la La7 (che perde 100 milioni di euro l’anno) è stata messa in vendita da Telecom in tutta fretta, a ridosso delle elezioni, a Urbano Cairo, ex collaboratore di Berlusconi, azione che ha scatenato e sta scatenando un putiferio.

Ecco che l’attacco a Crozza assume un significato diverso. Non che l’ordine di fischiare sia partito da Continua a leggere

Roberto Gavelli intervistato da TvBlog

9 Lug
In quanto amministratore di Ananas, sono stato intervistato dal prestigioso blog televisivo TvBlog, per una serie di interviste ad addetti ai lavori sullo stato della comicità italiana (a cura di Simone Morano.
(Leggi l’intervista su TvBlog) temi trattati? Il monopolio comico, la mancanza di “bio diversità” causa dominio dei varietà comici di prima serata.

E in questo panorama, come si inseriscono le corazzate Zelig e Colorado?

“Il vero problema è il monopolio Mediaset: questi due programmi dominano il mercato e stabiliscono cosa faccia ridere o no. La mancanza di concorrenza genera, a lungo andare, cattiva qualità: è inevitabile.
Non è che Zelig rappresenti il bene o il male: dipende da quello che fa. Se prendesse una pausa di riflessione e si rinnovasse, sarebbe un bene, ma uno Zelig che si ripetesse all’infinito diventerebbe un male. La stessa cosa vale per Colorado, uno Zelig ancora più smaccatamente commerciale, in cui ogni cosa è leggermente fatta peggio”.

Perché in Italia non ci sono gli stand-up comedian all’americana?

“Per colpa della “paranoia televisiva”. Nel tentativo ossessivo di rendere televisiva la comicità, c’è la paura che chi fa un monologo di quel tipo possa far “scappare” i telespettatori. Lo stand-up comedian se non vuole essere emarginato deve avere qualcosa che lo caratterizzi come personaggio (per esempio una giacca buffa). Quei comici che si guadagnano da vivere in giro per l’Italia usando solo la loro presenza scenica, un microfono e la luce che li illumina, sono visti con sospetto”.

Per concludere con alcune considerazioni su ciò che manca alla comicità televisiva:

Cosa manca alla comicità televisiva attuale?

“Proprio per il monopolio esistente, manca la “biodiversità”: per esempio l’improvvisazione. Tutti i capolavori di Renzo Arbore (Quelli della notte, Indietro Tutta) erano basati sull’improvvisazione, quella in cui il capocomico detta i tempi e si crea una specie di jazz della parola. Mancano da morire le sit-com e mancano trasmissioni degne della tradizione di Avanzi e Mai dire gol. E poi manca la seconda serata in generale”.

Viene citata La Famiglia Bernardoni di cui è stata raccontata la storia su Ananas (leggi la prima parte e la seconda parte)

L’intestazione “ex autore Zelig” dimostra solo una cosa. E’ una vecchia regola sentimentale: gli ex rompono sempre le palle ;).

R. Gavelli Amministratore di Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

L’impero provina ancora! (piani segreti di Zelig per la riscossa)

24 Mag
Un collaboratore del blog (chiamiamolo Alex) che continua a frequentare ogni tanto l’ambiente dei laboratori (ma chi glielo fa fare?), sentendo l’aria che tira, ha messo a punto una teoria molto attendibile su quali saranno i piani di Zelig per i prossimi anni. Non perdetevelo e, un giorno, potrete dire “ma io l’avevo già letto da qualche parte!”.

Guerre Battutari, L’Impero Provina Ancora e Il Ritorno dello Yesman potrebbero uscire prossimamente sugli schermi cabarettistici (nonché il prequel La Minaccia Bananas NDR). Dietro le quinte si continua a dire che è tutto incerto, che forse ci sarà una pausa di un anno, che forse Zelig Off non si farà più, che forse, addirittura, la prima serata non si farà più. Tutte palle. Vediamo perché: 

MEDIASET – Zelig ha (avrebbe) ancora Continua a leggere

Colorado: la sfida impossibile

27 Mar

Sulla prossima edizione di Colorado c’è molta incertezza. Per diversi motivi. Forse si può parlare di “commissariamento” da parte di Italia 1 (e, in senso lato, da parte di Mediaset). Il nuovo capo progetto non sarà più un addetto ai lavori cabarettistici, come Cesare Vodani, ma un uomo di televisione, vale a dire Dario Viola, autore anche dello show dei record.

Se così fosse, sarebbe comunque difficile rianimare uno show che, assieme al confratello di viale Monza 140, ha praticamente disossato la comicità italiana diventando, di anno in anno, sempre più inguardabile (festa festa festa, fa girare la testa testa testa, la teeeeeeesta).

Il primo scoglio da superare sono i 155 minuti da riempire quando tutti i monologhi, tutti gli interventi a schiaffo, tutti i “pupazzetti”, tutti i personaggi, tutti i calembour, tutte le battute, tutte le interazioni, tutte le offese tra i conduttori sono già stati usati in ogni variazione possibile.

Il secondo scoglio è che mancano talenti (oh, come mai?) e che, se ci sono, vengono portati in tv già bolliti e serializzati. Anche qui l’assurdo sovraffollamento gioca il suo ruolo decisivo.

Il terzo scoglio sono proprio le necessità della rete: obbligare degli over 50 a vestirsi da pupazzi (perché fino a una cert’ora ci sono i bambini davanti allo schermo), durare fino alle 0,30 per salire come share, eccetera, tutte necessità commerciali che hanno contribuito a uccidere la comicità italiana, che in realtà è stata già commissariata da anni.

Ci vorrebbe una lunga pausa di riflessione da parte sia di Zelig che di Colorado, un po’ come i divieti di pesca in mare, in modo che sia il novellame che i pesci più grossi inizino a respirare un po’ e a riprodursi seguendo cicli più naturali. L’unico varietà che ha funzionato bene è stato Italia’s got Talent. Forse ci sarà la tentazione di trasformare Colorado più in uno spettacolo d’arte varia, ma anche questo sarebbe uno snaturamento totale.

Insomma, si tratta di una missione impossibile: trasformare qualcosa di bollito in materiale fresco appena colto. In bocca al lupo comunque.

Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

Zelig 2012: l’edizione peggiore di sempre

17 Mar

La smorfia "finto offesa" numero 245.678 da parte di Claudio Bisio

 

il “biscotto” era pronto anche per la stagione 2012: la Rai berlusconizzata avrebbe opposto dei varietà destinati al flop e Zelig avrebbe fatto sfracelli negli ascolti.

Il giochetto era riuscito perfettamente anche l’anno scorso. Il format di viale Monza 140 era già stracotto, ma si era trovato contro Pupo, Emanuele Filiberto e Gigi D’Alessio.

Come una partita truccata dal calcio scommesse, i difensori si sarebbero Continua a leggere

la puntata 8 di Zelig (l’unica trasmissione in duplex)

10 Mar

La puntata 8 di Zelig ha totalizzato una media di 4.313.000 telespettatori e uno share del 17,29%, il più basso di sempre (forse sono state le partite di calcio…). Questo nonostante la Rai berlusconizzata continui a opporre degli Show molto deboli. In settimana il PDL ha fatto saltare la riunione di maggioranza perché si sarebbe parlato di Rai (chi tocca quei fili muore).

Ieri sera Paola Cortellesi pare abbia fatto gli auguri alla figlia del capo Fedele Confalonieri, come ha fatto clamorosamente osservare tv blog. (la scuola Paolo Uzzi fa proseliti?). Non dimentichiamo che la Cortellesi e Bisio sono i testimonial ufficiali di Publitalia e che all’inizio di stagione ne hanno aperto la convention.

Stupiscono i 4 milioni (cifra che porta verso il Bagaglino) come mai così tanti? Zelig è diventata una trasmissione duplex, in cui ogni gag è gemellata con qualcos’altro di già visto. Il monologo di Enrico Bertolino ieri sera verteva su come si comportano i  milanesi all’aeroporto, roba da anni ’90.

Per esempio (cosa segnalata da Simone Morano) settimana scorsa Rocco il Gigolò (guarda video al minuto 1.19′.30 “) risponde alla domanda “il posto più strano in cui ho fatto l’amore?” “è stato sul letto… era ancora in esposizione all’Ikea”,

Praticamente la stessa battuta (cambiando solo il marchio) era stata detta da Rita Pelusio a Zelig Off (guarda video di “è arrivata la Giovanna”) “il posto più strano in cui hai fatto l’amore?” “su una lavatrice… sì, ma ero da Trony”

“Non mi chiedermi” è un pezzo del 2004 già ricicciato in “Non perdiamoci di vista” nel 2008 su Rai 3, che è stato riproposto sempre venerdì scorso dalla brava Paola Cortellesi (che non voleva affaticare troppo i 22 autori). La quale ha fatto anche Silvana (personagio storico con la Gialappa’s).

E che dire di Ale & Franz ritornati a loro stessi col noir? Vabbè, dopo tanto tempo c’è la novità di uno che suona la tromba (anni e anni di riunioni)… Ma 4 milioni sono ancora tantissimi per vedere la replica della replica del già visto.

Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

aspettando la fine della prima serata (buone notizie in arrivo?)

5 Mar

Paradossalmente, il miglioramento del mondo comico televisivo, passa da cambiamenti esterni. Il cabaret è vittima delle prime serate monstre, che terminano a orari impossibili (usanza solo italiana, tipica del duopolio RaiSet) per racimolare qualche punto di share in più.

Purtroppo siamo al bunga bunga, con cast di 60 e passa comici, qualità scadente, scalette assemblate (e non scritte) fatte per attirare tutti i pubblici e tutti i target (fino alle 22.30 pupazzetti infantili, dopo una cert’ora battute pesanti), serializzazione selvaggia e spremitura di ogni tormentone, personaggio, gag… un inferno.

Per tornare alla normalità servirebbe recuperare la “seconda serata comica” che inizi a un orario decente e che duri un’ora, vero requisito per rilanciare il cabaret senza inflazionarlo, fagocitarlo, mortificarlo.

Recentemente anche Chiambretti e Maria De Filippi hanno auspicato uno “snellimento” della prima serata. La Dandini e Chiambretti, invece, si sono “schiantati” direttamente, allungando il brodo di una seconda serata, trasformandola in prima… E non venite a dire “non ci sono soldi”, allora gli altri paesi come fanno? Dite la verità: “Non ci sono soldi per finanziare la cresta che di solito ci facciamo sopra” 😉 .

Un segnale importante è arrivato dalla Direzione Intrattenimento Rai, neo struttura diretta da Giancarlo Leone (leggi articolo su DavideMaggio.it):

“ad annunciare le prime novità è lo stesso Giancarlo Leone su Twitter, ormai diventato anch’egli social-addicted.

L’intenzione è chiara: basta con la maratona no-stop della prima serata, che il più delle volte si dilunga fino ed oltre la mezzanotte: “Siamo l’unico sistema tv al mondo i cui programmi di intrattenimento durano anche oltre mezzanotte. Non è un bel sistema. Tra poco si taglia tuona Leone su Twitter”.

Utopia? Non lo faranno mai? Basterebbe un accordo tra Rai e Mediaset, e sarebbe la fine di una pratica atta solo a gonfiare lo share.

Comunque il declino inarrestabile della comicità televisiva italiana dipende in piccola parte da ciò che fanno gli addetti ai lavori, e purtroppo in larga parte da ciò che avviene al di là del mondo comico stesso. “Ma perché non ci sono idee nuove?” Che razza di domanda è? Non ci sono gli spazi per le idee nuove, dove gli spazi ideali sarebbero in seconda serata.

Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

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