Tag Archives: Milano

Salviamo la Corte dei Miracoli!

21 Lug
il logo dell'evento

il logo dell’evento

Chi è Renato Converso? Che cos’è la Corte dei Miracoli? Il primo è un cabarettista di lunga esperienza, “maestro” di tanti altri che sono cresciuti grazie anche a lui; il secondo è un locale storico di Milano, palestra per molti talenti comici, di cui proprio Renato è stato ed è l’animatore.

Giunge notizia che la Corte dei Miracoli sia a rischio chiusura per motivi che possono sembrare quasi evidenti: è in corso la tendenza dei locali (cioè gli unici luoghi in cui la comicità possa davvero crescere) a scomparire. Milano è stata particolarmente colpita negli ultimi 15 anni.

Renato Converso ha lanciato la seguente iniziativa: Un MIRACOLO per La Corte dei Miracoli Cabaret di Renato Converso
CARI AMICI che avete riso e vi siete emozionati per 30 anni anni insieme a noi. AIUTATECI a tenere in VITA questo piccolo grande TEATRO non politicizzato e aperto a tutti che ha aiutato a crescere grandissimi artisti Con un piccolo contributo potete SALVARCI” (qui la pagina Facebook).

Ananas Blog appoggia pienamente il progetto, senza entrare troppo nel merito: c’è una persona che ha dato “tanto” e che sta chiedendo “qualcosa”. Oggi stesso, in quanto amministratore del blog, aprirò il portafogli e farò una donazione. Invito anche gli altri a fare altrettanto. Qui le istruzioni:

“Basta recarsi in una tabaccheria/lottomatica e fare la vostra LIBERA OFFERTA sul NUMERO DI CARTA della Corte dei MIRACOLI (riferendo il codice fiscale qui sotto riportato)
PostePay n°: 4O23 6OO9 O177 31O3
CF: CNV RNT 52A01 H579 S”

Roberto Gavelli Amministratore di Ananas Blog (Long May You Run)

Annunci

La Grande Bellezza comica (recensione)

5 Mar

(Qui sopra il trailer del vero film)

La Grande Bellezza comica è un film del 2013, girato nel mondo del cabaret, a opera del regista Paolo Sorrisino, vincitore del “Golden, che due Globe!” e del Premio Oscar come migliore “tristezza non protagonista” 2014.

Regia: Paolo Sorrisino; Produzione: Merdusa; Interpreti principali: Tony Servile; Carlo Merdone; Iaia Debole, Galatea Zanza, Antonello Venduto, Sabrina Chestrilli.

RECENSIONE – In una Milano degradata e dedita a una comicità banale televisiva, ma in cui sono presenti i ricordi della grande bellezza comica del passato, contrapposta allo squallore del presente, si aggira Jep Tormentone (interpretato in modo superbo da un Tony Servile in stato di grazia). Jep Tormentone è un autore comico, ex attore ed ex cabarettista che negli anni ’80 ha azzeccato una trasmissione di culto, ma che da allora ha smarrito la sua identità firmando trasmissioni sempre più brutte, commerciali e senz’anima. Egli conosce bene quel mondo, si sa muovere al suo interno, è amico un po’ di tutti.

Inizialmente vediamo Jep in una di quelle serate con 30 comici in cui tutti devono dimostrare che c’è divertimento, c’è energia, c’era pure un vip, “complimenti per ieri sera, wow, siete grandi”. Dove passano comici televisivi, ex televisivi, aspiranti televisivi; autori frustrati, autori scorbutici, autori alcolizzati;  produttori ex intellettuali, attori porno in cerca di alternative, ex veline, bonazze improvvisate conduttrici, teatranti di strada con la libidine dello sketch tv; dove impazzano travestimenti, gag di ogni tipo e allegria sparsa a piene mani su un fondo di evidente disperazione. Poi il giorno dopo tutto finisce su Facebook a foto sgranate e taggamenti selvaggi. Paolo Sorrisino ci mostra con grande talento visivo quel mondo assurdo e sopra le righe senza esprimere alcun giudizio morale, cercando di catturarne l’essenza e donandola allo spettatore. Continua a leggere

la speculazione comica e la banca cabarettistica

13 Feb

Cattedrali Cabarettistiche nel Vuoto

Ieri sera, a Presa Diretta, Rai 3, splendido reportage sulla speculazione immobiliare a Milano: vengono costruiti grattacieli che rimangono vuoti, ma che vengono messi “a bilancio”, il cui valore serve per farsi finanziare altre costruzioni. Per soddisfare la richiesta di cemento si devasta il territorio a danno dei terreni agricoli. Molte cave abusive vengono nominate “laghetti per la pesca”.

E’ la metafora perfetta della crisi del cabaret italico: sostituiamo “grattacieli vuoti” con “vuote prime serate” il cui share viene messo “a bilancio” e usato per farsi finanziare altre prime serate vuote di ogni contenuto artistico.

Sostituiamo “cave di materiale edile, fatte passare per altro” con: “fabbriche di pezzi televisivi, fatte passare per altro” e la coincidenza è perfetta. Poi c’è la devastazione del territorio: non ci sono quasi più locali di cabaret e l’origine della “speculazione” è in tutti e due i casi Milano.

A proposito, recentemente su Facebook si sono visti molti commenti attorno alla proposta lanciata da un cabarettista, quella di formare una Banca del Cabaret (Bancabaret) che sarebbe una sorta di mutuo scambio di lavoro tra comici.

Forse è qualcosa di utopistico. In molti commenti si è però sottolineato come la tv abbia distrutto tutto (a tal punto che lavorano poco anche i “televisivi” NDR). Insomma, anche quella discussione è un segnale della crisi che sta attraversando il settore.

D’altronde cosa vuoi aspettarti? Quando si costruiscono solo “grattacieli vuoti” l’unico prodotto è il degrado.

Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

il vento, quanto sta cambiando?

3 Giu
il minareto più alto d’Europa…

Giuliano Pisapia non potrà costruire la moschea più grande d’Europa perché c’è già a Cologno Monzese. Il viandante stanco che percorre la Tangenziale Est ne può scorgere lo svettante minareto stagliarsi contro al cielo azzurro.

Il Fatto Quotidiano ha pubblicato un articolo sulla presunta crisi di Mediaset: quotazione in borsa scesa di quasi il 20% in un mese, calo di ascolti, investitori in possibile fuga, incombente sentenza sul lodo Mondadori, spettro dell’ autunno del patriarca, cioè di un declino speculare a quello del Premier.
Meno male che c’è Zelig che costituisce una cassaforte per le reti del Biscione. Quest’anno ha fatto ascolti da record, anche grazie alla sfida (della serie “ti piace vincere facile?”) con competitor debolissimi come Pupo e Gigi D’Alessio.
 
(Notare che Gigi D’Alessio, quest’anno, ha raggiunto il “triplete”: ha fatto vincere Zelig, Pisapia e De Magistris!).
 
Ma il vento sta cambiando davvero? E’ stato fatto notare ampiamente come tanti fenomeni abbiano avuto la loro “culla” a Milano: fascismo, craxismo, leghismo, berlusconismo. I primi 2 si sa come sono finiti, i secondi 2 sono in crisi profonda.
C’è un quinto fenomeno deleterio, verticistico, poco rispettoso delle regole, nato anch’esso a Milano che invece gode di ottima salute: lo zelighismo. Non solo vanta un monopolio assoluto (con la succursale Colorado), ma è riuscito a vampirizzare qualsiasi forma di creatività. di opposizione e anche di libero pensiero (la paura è il sentimento più forte tra i frequentatori).
Abbiamo poche possibilità di finire tutti berlusconiani (soprattutto dopo le ultime elezioni), ma ci sono ottime possibilità di essere zelighisti in eterno.
Non si scorge alcuna possibilità di declino di quell’impero della risata su cui “non sorge mai il sole”. L’unica possibilità è che il berlusconismo (cui Zelig è strettamente legato grazie a quel milione di euro a puntata o giù di lì che percepisce) crei un effetto a catena. Un bel filotto: caduta del Berlusca, crollo del duopolio, crollo del monopolio comico, obbligo di farsi venire delle idee, impossibile: non abbiamo più idee…
 
Ananas Blog (a cura di Alex: è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

Viaggi, traffico, soldi, laboratori e rimborsi

21 Ott
Stare ore in coda è a proprio carico

Prima o poi bisognerà raccontarla la storia dei viaggi, in giro per un’Italia disastrata sia nel traffico stradale che nelle ferrovie, per frequentare i laboratori. Anni di laboratorio (a proprie spese) equivalgono anche (e non solo) ad anni di spostamenti.

Nel post precedente abbiamo evidenziato la necessità e le motivazioni di un rimborso spese. Ma, visto che anche i viaggi contribuiscono ai laboratori e i laboratori contribuiscono al business Zelig, cerchiamo di quantificare qual è la spesa aggiuntiva che il comico (togliendosela dalle proprie tasche), offre a Bananas o  (anche)  a Colorado.

Mettiamo che da Livorno debba andare al laboratorio Zelig di Firenze al teatro Puccini, per far vedere un personaggio che conoscono già a memoria. Mi bevo un ponce da Civili per tirarmi un po’ su e parto. Ho due possibilità:

1) Fare la Firenze-Pisa-Livorno che non è a pedaggio: 186 km (tra andata e ritorno calcolati partendo da viale Italia), e 2 ore e 44 di tempo stimato;

2) Prendere l’autostrada: 236 km e 2 ore e 34 di tempo + pedaggio 12 euro e 80.

La Firenze-Pisa-Livorno è un po’ la Salerno-Reggio Calabria della Toscana, piena di rallentamenti e lavori in corso, dove è altissimo il rischio di rimanere imbottigliati.

Calcoliamo i costi di andata e ritorno. Prendiamo un’utilitaria a benzina, con un costo chilometrico stimato di euro 0,230 (fonte www.aci.it).

Per il percorso autostradale (236 km) il rimborso stimato sarebbe di: 54,3 euro + 12,80 di pedaggio = 67,1 euro. Per tutte le 14 date di laboratorio farebbero 939,4 euro! (speriamo di fare meno date possibile!).

Col percorso breve  (186 km) sarebbe: = 42,8 euro (x 14 = 599,2 euro). Anche qui si spera di essere chiamati poco…

 Facciamo un altro esempio: sono di Mestre, ho fatto un anno di laboratorio in Veneto e ho “vinto” la partecipazione a un altro laboratorio a Milano allo Zelig di viale Monza, magari il prestigioso Artistico.

Questa sera avrei un’uscita con amici Al Vapore, a rilassarmi, ad ascoltare buona musica, ma vuoi mettere?!

Mestre – Milano e ritorno, partendo da centro città, fanno 518 km! Pedaggio 32 euro!

Si passa per forza per la terribile autostrada A4, con punti davvero tremendi come la barriera Milano Est, la Tangenziale Nord e la Tangenziale Est, in cui la coda e il rallentamento sono assicurati.

Rimborso chilometrico: 119 euro + pedaggio = 151 euro. Se faccio 10 date di laboratorio sono 1.500 euro!

Alla faccia del laboratorio artistico, lo chiamerei laboratorio industriale!

Poi c’è gente che dice: ma per fare Zelig certa gente sarebbe disposta a pagare. Togliamo il “sarebbe” e mettiamo il “lo sta già facendo da anni”.

Fonti: www.viamichelin.it e www.aci.it

il rimborso chilometrico comprende: quota capitale, carburante, pneumatici, manutenzione -riparazione. Ognuno può divertirsi a calcolarlo in base alla propria autovettura.

La Redazione di Ananas Blog

Lo sterminio del live 3 (percezione della crisi)

8 Set
Non tutti vedono l’avanzare del “deserto”

ALCUNI COMICI e impresari sostengono che la crisi non esiste, che chi è bravo lavora e lavorerà sempre.

QUESTO è in parte vero. Lavorano soprattutto i mestieranti, quelli che (paradossalmente) non disdegnano di usare anche l’animazione, le barzellette, le imitazioni, eccetera, tutte cose che sono detestate da chi produce televisione e che vengono represse sistematicamente a partire dai laboratori.

LAVORANO soprattutto quelli che non hanno mai fatto televisione o che l’hanno fatta dopo aver già lavorato tantissimo come gavetta (vedi Giacobazzi, Faraco, La Ricotta, Pucci, eccetera).

MA CI SONO anche molti che, nonostante la bravura dal vivo, lavorano poco e sono “disastrati” dallo sterminio del live. Questo sembra vero soprattutto al nord, soprattutto nell’area milanese.

UNA CAPITALE IMPOVERITA

CURIOSAMENTE proprio Milano è la città in cui il pubblico spende di più nel teatro (80 milioni e 400mila euro nel 2009 – dato dall’Annuario Siae) e in cui non dovrebbe mancare la voglia di vedere degli spettacoli di comicità divertenti, ben fatti, dove la gente potenzialmente uscirebbe e spenderebbe di più rispetto a tutto il resto d’Italia.

MILANO inoltre è la capitale del cabaret, così come Roma lo è del cinema. A Milano ci sono tutte le produzioni che contano. Eppure la vicinanza dell’industria del comico, invece di un fiorire, sembra favorire una desertificazione.

È UN’INCONGRUENZA, è come se a Roma ci fossero meno case di produzione cinematografiche e meno attori e registi rispetto al resto d’Italia.  Non sembra che, per esempio, a New York la presenza del Saturday Night Live e del David Letterman Show abbia provocato la quasi estinzione del live comico.

INVECE alcune zone come la Romagna (con l’indotto della sua industria del divertimento) e il sud, con l’estate lunga e piena di eventi e con le sue sagre e feste patronali in cui ci sono ancora tanti budget per gli spettacoli, sembrano avvertire meno la crisi.

PERÒ NON È DATO di sapere se chi lavora molto viva comunque una flessione. Passare da 150 serate l’anno a 80, per fare un esempio, sarebbe un buon risultato (come valore generale), ma costituirebbe comunque un calo preoccupante.

LO STESSO discorso varrebbe se uno passasse, sempre per esempio, da 1.000 euro di media per serata a 600 euro di media.

ANDREA VASUMI, monologhista, conduttore ufficiale delle serate Ridens (con migliaia di biglietti staccati e palazzetti dello sport pieni) ci ha detto di aver visto di anno in anno il proprio lavoro crescere. Merito anche di bravura, affidabilità, dell’agenzia giusta, di spaziare su molte cose. Ma la crescita sembra più un’eccezione.

UN IMPRESARIO, pur consapevole del calo generale di “fatturato”, ci ha detto che la crisi non esiste. Secondo lui se uno è bravo lavora, se uno è scarso non lavora. La (pseudo) crisi, sempre a suo modo di dire, starebbe tutta lì: nel fatto che ci siano troppi comici “scarsi” che non contribuiscono minimamente al miglioramento della situazione, che quindi fanno crollare il fatturato generale.

SE È VERO che lavorano soprattutto quelli bravi, soprattutto con metodi considerati antitelevisivi, sembra quasi che l’immensa macchina di scouting fatta di provini e laboratori e passaggi tv abbia l’effetto di abbassare la qualità media e di favorire (di riflesso) lo sterminio del live. Ma di questo parleremo anche nei prossimi post.

(Continua…)   

Milano, un racconto del 1998

28 Mag
Un breve racconto di com’era Zelig prima dell’onda anomala televisiva, scritto da Claudio Masiero, che ha vissuto quei periodi e li ricorda senza polemiche e inutili nostalgie. E’ interessante notare come in quegli anni ci fossero elementi positivi oggi in disuso. Le “aperture” chi le fa più? Eppure sono state per anni la vera palestra per apprendere il mestiere, imparando da quelli bravi.

 Correva l’anno 1998, e a zelig c’erano i provini… di Claudio Masiero

      L’usanza era di fare provini a porte chiuse, con solo gli operatori del settore, con la direzione artistica: Giancarlo Bozzo, Gino & Michele ed altri del loro enturage (al mio era presente solo Bozzo)
per accedere a queste selezioni era semplice: si fissava un appuntamento e il martedì mattina designato ci si presentava.
Era una vera e propria audizione, molto formale senza telecamere in vista, che all’epoca mettevano più imbarazzo che altro. Era un ambiente familiare se mi consentite il termine ( e rimane a mio avviso ancora quello il modo più educato ).
Ovviamente le risate mancavano come nella maggior parte dei provini a porte chiuse, ma chi ti visionava era anche discreto e spietato allo stesso tempo: chi si meritava una prova gli concedevano un’apertura non retribuita con un artista. All’epoca, a Zelig, la settimana di serate era dal martedì al sabato, ed il sabato era serata doppia una alle 21.00 e poi replica alle 22.30/23.00.

Continua a leggere

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: