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cose che hanno davvero rotto: la battuta offensiva

30 Apr

Misteri di una conduzione che sembra già del paleolitico

produzione obbligata di battute denigratorie…

Mina, fai battute sulla "bocca storta" di Totò!

La conduzione della “risata italica” è da anni monotematica,  basata in modo ottuso su una sola gag: la battuta offensiva. Non che questo genere di battuta non abbia un suo perché, ma quando è l’unico esistente, alla fine stufa (e il pubblico si sta stufando).

Un conduttore e una conduttrice: il conduttore fa battute offensive sulla conduttrice, la conduttrice fa battute offensive sul conduttore. Quasi ogni comico che arriva fa battute offensive o sul conduttore o sulla conduttrice.

Ogni tanto vengono lette mail o letterine del pubblico (vere o finte che siano) che contengono battute offensive sul conduttore o sulla conduttrice (o su tutti e due)… Si può dire “che palle!” o è offensivo?

Spesso la conduttrice è molto carina, oppure è una bellissima donna. Per quale motivo il conduttore e i comici la dovrebbero insultare? Nella vita non succede. Il comico (e non solo lui) che incontra una ragazza carina cerca di essere gentile, di piacere, di fare il simpatico. Allo stesso modo un comico che incontra un capocomico (nella vita) cerca di arrufianarselo.

Così perché la conduttrice dovrebbe offendere il capocomico? Che senso ha? Si è mai visto Mina o Raffaella Carrà (per citare il glorioso passato) prendere di mira la scoliosi di Totò, il nasone di Gassman, la boccaccia di Sordi o la mascella quadrata di Mastroianni?

Si è mai visto Marcello Marchesi chino a testa bassa a scrivere battute sulle gemelle Kessler che sono “ignoranti” e che “non parlano l’italiano”? o sulla pettinatura di Ornella Vanoni? Adesso ci sono squadre di autori che mettono giù tutte le possibili battute offensive, maschiliste, omofobe, misogine, eccetera eccetera.

Vabbè, lasciamo perdere la nostalgia. Anche senza fare paragoni col passato glorioso, la battuta offensiva, come unico modo di vedere la conduzione ha davvero rotto le palle (senza offesa per la seconda volta). 

Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

i misteri della conduzione: Geppi Cucciari

20 Feb

 

Geppi Cucciari

Il primo mistero della conduzione è: come mai non si eliminano mai i propri difetti? Il secondo mistero è: quanto conta la nostra tradizione, quella in cui, per esempio, Mina faceva da spalla a Gaber o a Walter Chiari?

Dopo aver trattato Victoria Cabello e Paola Cortellesi, passiamo a Geppi Cucciari che conduce il quotidiano G’day su La7 e che sta vivendo un periodo d’oro, ospite applauditissima alla serata finale di Sanremo.

Recentemente Aldo Grasso ha parlato di lei, concentrandosi sul fatto che, pur bravissima, non riesca Continua a leggere

i misteri della “conduzione comica”: Victoria Cabello

5 Feb

Sono in arrivo le trasmissioni di Panariello (Canale 5) e della Guzzanti (La7). Con loro, buona parte degli Show Man e delle Show Girl saranno scese in campo, da Checco Zalone, alla Dandini e Chiambretti; da Maurizio Battista a Enrico Brignano (andati in onda su Rai 2). Intanto Bisio e la Cortellesi mantengono il primato degli ascolti, Crozza è diventato il numero 1, Savino ha la grande occasione de L’Isola dei famosi eccetera, eccetera.

La conduzione comica è un passaggio fondamentale per fare “carriera”, per fare il salto di qualità, ma anche per venire ridimensionati. La cosa strana è che le capacità di conduzione sembrano “immutabili”: metti qualcuno a condurre e si trascina i suoi pregi e i suoi difetti all’infinito. Ananas Blog dedicherà alcuni post a questo mistero, che è il più grande di tutti.

Cominciamo dalla brava Victoria Cabello: quando conduce Quelli che il calcio… (edizione che stenta negli ascolti) e c’è una gag, sembra divertirsi molto: spesso ride come una pazza, rovescia la testa all’indietro, si piega a metà, tutto molto spontaneo, però…

La “spalla comica” non dovrebbe avere un ruolo istituzionale? Nel senso che dovrebbe fingere serietà, in contrapposizione al comico che rappresenta il “momento di rottura”?  Un po’ come faceva Carlo Campanini con Walter Chiari o Mario Castellani con Totò? Oppure, senza andare troppo indietro nel tempo, come fa quella volpe di Fabio Fazio con la Littizzetto?

Si tratta di regole vecchie, obsolete, appartenenti a un passato remoto, che andrebbero rottamate? Eppure la vecchia tv in bianco e nero ce la portiamo ancora dentro. Italia 1, per esempio, farà una prima serata con la parodia dell’Odissea, chiaro rimando a quelle che il Quartetto Cetra facevano ne La biblioteca di studio 1. Bisio e la Cortellesi rendono omaggio a Don Lurio e Lola Falana (e a Mina e Gaber), qualsiasi comica un minimo ambiziosa si rifà a Bice Valori e Franca Valeri…

Insomma, se Victoria Cabello sottolinea qualcosa ridendo come una pazza, sottrae (forse) il metro di giudizio allo spettatore, l’unico che avrebbe il diritto di sganasciarsi. Certe gag possono essere irresistibili, altre meno, ma questo lo dovrebbe decidere (forse) chi guarda.

Eppure lo stile è quello, immutabile. Misteri della conduzione… Difetto macroscopico o innovazione nello stile? Mistero, appunto.

Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

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