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AGIS e le proposte per la ripartenza delle attività dal vivo

5 Mag

Da Pixabay.com (Libera per usi commerciali. Attribuzione non richiesta)

L’Agis (Associazione Generale Italiana dello Spettacolo) ha elaborato il documento “Lo spettacolo in Italia nella fase 2- Proposte per la ripartenza delle attività e per la riapertura al pubblico”. La proposta è stata concordata tra tutte le parti dell’associazione che vanno dallo spettacolo dal vivo agli esercenti cinematografici.

Si tratta di un documento importante perché traccia un percorso per lo spettacolo in Italia che parta dall’attuale “Fase 2” e ci porti gradino dopo gradino alla ripresa delle attività, fino alla desiderabile “Fase 3” quando le misure precauzionali non saranno più necessarie. Il documento può essere letto o scaricato a questo link:

AGIS_Proposte per lo spettacolo nella Fase 2.pdf (1)

I punti salienti sono:

  1. Cronoprogramma ripresa delle attività di spettacolo
  2. Misure di sicurezza per l’attività di pubblico spettacolo
  3. Cronoprogramma ripresa delle attività produttive
  4. Misure di sicurezza per le attività produttive
  5. Interventi pubblici di sostegno per la gestione del riavvio
  6. Proposte operative per le produzioni liriche, sinfoniche e coreutiche e per la filiera della musica. 

Per ogni settore di attività e per ogni tipologia di lavoratore sono previsti, nel dettaglio, le soluzioni alle innumerevoli problematiche che una ripresa di qualsiasi spettacolo con pubblico può presentare in epoca atroce di Corona Virus.

L’intervento di Natalino Balasso

Su questa linea si innesta l’intervento del grande Natalino Balasso, che si fa portavoce della proposta dell’altrettanto grande regista Gabriele Vacis, cioè quella di riaprire i teatri, poiché in tutti questi anni sono stati chiusi (per la maggior parte del tempo).

Questo perché un artista deve avere delle visioni, dare risposte non sanitarie o tecnologiche, ma progettare e immaginare quello che sarà il mondo di domani. Qui il video: 

 

Ananas Blog

Il Trioreno: 3 ragazzi geniali di Bologna

4 Feb

Il Trioreno (dalla pagina FB di Bob Messini)

Ci sono vari modi di scoprire qualcosa, per esempio quando qualcuno di influente te la segnala. E’ successo a molti recentemente col gruppo comico Trioreno, che sono stati citati da Natalino Balasso nel suo formidabile Discorso di Capodanno 2019, (minuto 13.15) con le seguenti parole: “C’è stato un trio di comici a Bologna. Si chiamava Trioreno. Erano geniali, per questo non senti parlare di loro e continui a sentir parlare di Boldi e De Sica. Il Trioreno aveva dipinto lo spirito della nazione attraverso piccole cose, ad esempio attraverso la lettura dei segnali stradali…

Balasso cita appunto lo sketch dei segnali stradali, visibile anche su Youtube:

Quello che stupisce (il video è del 1988) è il ritmo, l’energia con cui vengono smontati i luoghi comuni, con un meccanismo di call and response (botta e risposta) che in musica è tipico del blues e che nel Trioreno (qui sta il genio) viene riportato alla comicità e fa ridere tanto, tantissimo.

Per tornare alle origini, la storia del Trioreno è semplice: formato dai bolognesi Roberto Onofri, Marcello Foschini, Roberto (Bob) Messini, con l’aggiunta di un autore dietro le quinte (Mario Giorgi); la loro carriera è cominciata vincendo il Festival di Loano nel luglio 1987, che ha spalancato loro le porte alla partecipazione a Drive In (stagioni 1987/1988).

Qui ricordo bene che, ai tempi, guardando Drive In la genialità del Trioreno era evidente, anche se un po’ penalizzata da un minutaggio troppo breve e da una scaletta che accumulava gag una via l’altra. Invece in ciò che è caricato online si intuisce quale può essere l’energia sprigionata dal Trioreno dal vivo. Qui un altro sketch notevole, dal titolo “Professore”.

La visibilità post Drive In ha portato ad alcuni anni di lavoro intenso. In seguito il rapporto con la tv è stato un po’ discontinuo. Citiamo: “Fate il vostro gioco” (Rai 2, 1988), Europa Europa (Rai1 2 1989 e 1990) Roxy Bar (1994) Colorado Café (2006).

Come ci ha raccontato Bob Messini, i ragazzi bolognesi del Trioreno non avevano l’idea di come si gestisca o si sfrutti il successo; di come ci si venda o si monetizzi al meglio. Ingenuamente pensavano che il mondo dello spettacolo non fosse composto al 10% di “arte” e al 90% di pubbliche relazioni.

Però la buona notizia è che il Trioreno c’è ancora, non si è mai separato. Un po’ come certe band che non si sciolgono e che sono sempre in odore di reunion. Non tanto tempo fa c’è stata la realizzazione di “Triage” una trilogia di corti teatrali. I tre stanno seduti e usano ritmi più lenti, non per perdita di energia, ma per scelta artistica.

Picasso ha detto che “I mediocri imitano, i geni copiano”. I ragazzi del Trioreno sono dei geni e non hanno neanche copiato… alla faccia di Picasso! 

Ananas Blog

Rassegna stampa libera

27 Ott

LA CRITICA A ZELIG ha una storia che precede l’inizio di Ananas, anche se non ha mai avuto il filo conduttore e la continuità che il blog è riuscito a darle. Ha fatto molto scalpore l’articolo di Flavio Oreglio, ripreso recentemente dal blog, (assieme a uno analogo su Alberto Patrucco) ma non sono state la sole voci critiche. Proviamo a fare una breve rassegna stampa del passato:

NATALINO BALASSO: In un’intervista, Natalino Balasso (a teledicoio.blogosfere.it) spara a zero sulla commercializzazione di Zelig Circus (da non perdere).

GABRIELE CIRILLI (vedi link) e MAX PISU(vedi link): sempre dal medesimo sito intervengono sullo stesso argomento (con toni più moderati).

CLAUDIO BISIO: impedibile e serrata intervista da parte del giornalista dell’Espresso Riccardo Bocca, sui temi scottanti come “quelli di sinistra che fanno i soldi con Mediaset e con i film di Natale”. Nella stessa pagina: la smentita successiva di Bisio, la controsmentita del giornalista. Notare anche il compiacimento verso la parola stronzo (seppur citando Alberto Arbasino) “soddisfazione” tipica dell’ambiente zelighiano, già sottolineata nella serie Zelig Tales.  

ANDREA RIVERA: Il “citofonista” di Serena Dandini spara a zero su Zelig e non solo.

ALDO GRASSO: Un articolo “a fil di rete” in cui si fotografa il lato industriale di Zelig, divenuta una macchina commerciale e… basta.

STEFANO DISEGNI: il geniale autore e disegnatore satirico un po’ di tempo fa è uscito (su Sette, magazine del Corriere della Sera) con una striscia che sembrava un concentrato di Ananas Blog.

Trama: un tale in un bar che sta per raccontare una barzelletta, viene sequestrato da Gino & Michele che lo marchiano a fuoco. I due stanno facendo un rastrellamento di comici (oggi è il numero 274). Tutti devono appartenere a Zelig, e anche quelli che dicono una battuta al bar possono avere un nome buffo e un tormentone, quasi gratis, cedendo i diritti. Una radiografia ferocissima della realtà!

Della striscia conserviamo una foto presa col cellulare, di qualità scarsa. Stefano Disegni si era detto ben felice di spedirci una copia dell’originale, ma non è riuscito ancora a trovarla (per problemi all’hard disk).

Un dettaglio dellesilarante e veritiera striscia di Stefano Disegni

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