Tag Archives: Neolingua Cabarettistica

Dizionario di Neo lingua Cabarettistica (lettera E)

18 Apr

La Neolingua Cabarettistica è il linguaggio rinnovato apposta per alterare la realtà e fregarvi, che è stato codificato dal sociologo normanno Omar Bashuner (leggi i post precedenti). Con questa siamo arrivati alla lettera E.  

EMITTENTI – Strutture manageriali attraverso le quali si procede alla distribuzione prodotti audiovisuali su di un dato territorio, ovvero quella rete di raporti commerciali esistenti previa contrattazione. L’EDITORE ne definisce i parametri contenutistici, estetici e morali. Esse rispondono ad un “cartello” mediante la disposizione del quale nessuno spazio può essere concesso ad EDITORI non in linea con Continua a leggere

Dizionario di Neo lingua Cabarettistica (lettera D)

5 Gen

La Neolingua Cabarettistica è il linguaggio rinnovato apposta per alterare la realtà e fregarvi (leggi i post precedenti). Con questa siamo arrivati alla lettera D.   (a cura di Omar Bashuner) 

DECISIONE – Qualsiasi applicazione che sia in totale e coincidente linea aziendale della PRODUZIONE del PROGRAMMA. È imprescindibile quindi la totale simbiosi tra le direttive del Management, gli AUTORI ed i COMICI. Ogni decisione contrastante o fuorviante dalle direttive manageriali infatti sarebbe presa in considerazione come motivo di rescissione contrattuale o come scatenante per eventuali cause/diffide da utilizzare a scopo deterrente. 

DERIDERE – Uso della visibilità Continua a leggere

Dizionario di Neo lingua Cabarettistica (lettera c)

1 Lug

La Neolingua Cabarettistica è il linguaggio rinnovato apposta per alterare la realtà e fregarvi (leggi post precedenti)

(a cura di Omar Bashuner) 

CABARET – Genere d’espressione artistica, le cui regole sono dettate da tempistica, contenuti e linguaggio elementare, facilmente fruibili da parte del pubblico. Anticamente imprigionato nei meccanismi “dal vivo”, in cui si usava dire che rompesse con la “quarta parete teatrale”, oggi si è liberato (vedi LIBERTÀ) di quella obsoleta metodologia in direzione dell’edificazione della QUARTA PARETE TELEVISIVA, i cui principi sono sanciti nelle QUATTRO REGOLE: nessun camuffamento o travesimento, nessun contenuto politico (eccezion fatta per espliciti mandati dell’ESTABILISHMENT), abolita la SATIRA e nessuna iniziaiva tesa a sorprendere, come il rapporto diretto con il pubblico (a tal fine imprescindibile è il LAVORO degli AUTORI). Decisamente da evitare inoltre qualsiasi dinamica possa portare alla nascita di correnti filosofico-politiche come accadde sciaguratamante nel passato (Dadaismo, Surrealismo, American Performances). 

CABARETTISTA – Qualsiasi ARTISTA che, occupandosi del settore CABARET, rispetti le QUATTRO REGOLE, fermo restando che il relativo giudizio di QUALITÀ viene attribuito solo ed esclusivamente dai CRITICI televisivi.

CHIUSA – Termine con il quale si usa indicare la conclusione di un PEZZO. Normalmente deve essere il messaggio più semplice dell’intero TESTO, al fine di renderne fruibile il senso del CONTENUTO. La formula più diffusa è quella del TORMENTONE (che si rifà al “jobberwockie” inglese), grazie al quale viene giustificata tutta l’efficacia del numero di CABARET, anche in caso non abbia una particolare “vis comica”.

COMICITÀ – Nome attraverso il quale si indica un’azione tesa ad intrattenere un pubblico, senza alcuna valenza “riflessiva”, come si usava erroneamente nel passato. Ciò che rimane dal mondo antico è l’saltazione del “fuori luogo”, considerata come elemento “ristabilizzatore” delle regole compartite. È anche un termine che indica un genere, quello del mero intrattenimento.

COMICO – Oltre che indicare la PROFESSIONE di chi si occupa di fare COMICITÀ nel mondo del CABARET, il COMICO deve sottostare alla figura dell’ AUTORE che lo guida nel perseguimento delle QUATTRO REGOLE. Il termine può essere anche usato come aggettivo per indicare colui che intrattiene (e che non necessariamente debba “far ridere”)

CONFEZIONE – Termine con il quale si indica il PRODOTTO televisivo finito, in riferimento a PEZZI COMICI, preparati in LABORATORIO. Senza la supervisione degli AUTORI è impensabile che ciò possa avvenire e, per tanto, che un PEZZO possa essere presentato all’interno di una programmazione o FORMAT televisivo. Per quanto possibile la CONFEZIONE dovrà mantenere le sue caratteristiche intatte anche in riferimento agli spazi LIVE (l’obiettivo è la totale coincidenza tra PRODOTTO TELEVISIVO e quello LIVE al fine di prevederne e controllarne il “bacino d’utenza” sotto il profilo dell’ASCOLTO). 

CONTENUTO – Tutto ciò che concerne le ricerche di MARKETING, i messaggi dell’ESTABILISHMENT o le necessità della PRODUZIONE. Anticamente il CONTENUTO veniva pericolosamente affidato alla LIBERTÀ dell’ARTISTA, creando spesso i presupposti per il sorgere di attriti tra ESTABILISHMENT e PROLET.

CREATIVITÀ – Prodotto risultante dalla combinazione tra le QUATTRO REGOLE e le differenze Continua a leggere

Dizionario di Neo lingua Cabarettistica (lettera B)

29 Mag

Omar Bashuner ci invia la lettera b del dizionario di Neolingua Cabarettistica (vedi lettera a), cioè quel tentativo di riformare le persone attraverso il linguaggio, in cui per esempio i “provini” diventano “laboratori” (o viceversa)  e il “lavoro gratuito” viene rinominato come  “palestra”.

2º APPUNTAMENTO CON IL DIZIONARIO DI NEOLINGUA CABARETTISTICA*

* liberamente ispirato a “1984” di George Orwell, onde evitare di essere accusati di plagio per “tutti i miei articoli” presenti, passati e futuri. 

BARZELLETTA – Espediente arcaico di intrattenimento per il pubblico, caratterizzato da un rovesciamento comico di un fatto quotidiano, che perciò diventa singolare. Nonostante la sua origine volgare e dissacrante di stampo proletario si può ricorrere alla barzelletta come sistema popolare per riempire l’emergenza di un vuoto televisivo allrquando si vengono a creare i TEMPI MORTI. Non vi erano problemi di paternità per quanto riguarda le barzellette fino a quando non si è intervenuti su questa carenza legislativa grazie alla standardizzazione di programmi di comicità televisiva (Zelig, Colorado Caffè, Saturday Night Live Italia,…)

 BRAVO – Giudizio di valore che viene attribuito all’artista allorquando soddisfi determinati requisiti. Per ricevere tale riconoscimento, l’artista deve garantire in primis l’innocuità della sua azione artistica verso l’ESTABILISHMENT, in secondo luogo il rispetto del senso comune (riferito al TARGET e alle fasce orarie televisive di riferimento), infine il suo lavoro dovrà svolgersi in sintonia con le gerarchie autoriali di riferimento (comiche, drammatiche, culinarie, documentaristiche, ecc.). Si sottointende che nessun giudizio di BRAVURA potrà essere attribuito ad alcuno che non abbia mai calcato il PALCOSCENICO televisivo. Pertanto tale giudizio potrà essere certificato solamente da una giuria competente (appositamente garantita dalla televisione).

 BRAVURA – Facilmente rintracciabile tramite archivi televisivi, è una qualità decisa e attribuita dai critici, ufficialmente autorizzati dai titolari delle emittenti nazionali. L’insindacabile giudizio del critico televisivo (equiparato al giornalista in visione della riformulazione della legge sull’Ordine dei Giornalisti a favore della sua versione originale del 1925) è così l’unico riferimento ufficiale che attribuisce agli artisti qualsiasi valutazione di merito.

BURLA – Termine considerato abiguo durante una certa fase storica (1997-2001), arriva oggi a definirsi uno strumento dal duplice significato e regolamentato. Nel caso essa venga eseguita dall’ESTABILISHMENT (manager) nei confronti dei PROLET (comici), assume un valore positivo e goliardico, qualora avvenga il contrario assume i connotati giuridici della truffa e del reato. 

 BUNGA BUNGA – Espressione goliardica accettata comunemente per mitigare eventuali controversie derivanti dal mondo del lavoro. Il concetto di Bunga Bunga  coincide con il senso del giusto sacrificio necessario affinché si possa ricoprire un ruolo socioeconomico nella società contemporanea (es: “Questo laboratorio di cabaret è un “Bunga Bunga” per il successo televisivo“). La sua pratica ha origini antichissime e ad essa sono stati associati significati diversi secondo il periodo storico di riferimento (l’illuminismo, il modernismo, il berlusconismo, ecc.). 

“BANANAS” – Figura di perfetto ed efficente stile organizzativo, con lo scopo di riunire in un unico organismo autoreferenziale, competenze artistiche, manageriali, e critiche di costume della nuova SATIRA (es: “Siete proprio dei “bananas!“). Tali organismi hanno come obiettivo ultimo la produzione di utili finanziari, secondo l’ordine “piramidale snello” in cui l’artista (che appartiene alla “base”) deve contribuire alla realizzazione di questi utili unicamente con una partecipazione lavorativa non retribuita. pari e non inferiore al 93,2% dell’utile degli incassi finali goduti dal management (la “punta”). Questo modello, svilupatosi nel mondo della comicità, si è ben presto esteso a molti altri settori produttivi nazionali.

Omar Bashuner

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