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Vicidomini il più grande comico morente (monografia)

20 Ott

Un’iconica e linguale immagine di Nicola Vicidomini. Foto di Claudio Castello

E’ uscita un’importante (e per certi versi sorprendente) monografia: “Il più grande comico morente. La comicità e il teatro di Nicola Vicidomini”. Mimesis Edizioni Milano. A cura di Enrico Bernard.

(Qui per acquistarlo) è un incredibile e sicuramente meritato fuoco di fila di saggi dedicati all’arte del nostro Nicola Vicidomini da parte di estimatori che “parlano” con cognizione di causa.

Questo è eclatante già a partire dalle prefazioni a cura di Cochi Ponzoni e Nino Frassica e dalla Postfazione di Maurizio Milani. Quindi vediamo apposto a inizio e fine volume il timbro dei massimi rappresentanti della comicità surreale italiana. Cochi Ponzoni scrive:

“La sua poetica visionaria, innovativa, estrema e dalle venature punk, coadiuvata da una fisicità ed energia fuori dal mondo, è in grado di colpire davvero nell’intimo. Credo che questo magister della follia, incarni oggi, in assoluta autonomia, un vero e proprio filone culturale a sé…” 

Invece Frassica ribadisce che:

“Nel panorama attuale poche cose sono in grado di sorprendermi e divertirmi, agli spettacoli di Vicidomini rido moltissimo. Rido per le canzoni al pianoforte, per i versacci, per le situazioni surreali inimmaginabili, per il suo essere costantemente e senza tregua politicamente scorretto, indecente, animalesco…”

Maurizio Milani chiude con:

‘Nicola Vicidomini è il più bravo comico della sua generazione.
Dispiace che alcuni anziani del comune di Gioia Tauro sono andati in Comune a lamentarsi appena è apparso in Tv. Ecco intercettazione ambientale della lamentela.
Anziani: “Ieri in televisione c’era un comico che ci ha fatto paura, sia per l’aspetto che per le cose che diceva…”’ 

Tra i saggiatori c’è anche l’amministratore di questo blog che, non potendo competere con tanta saggezza e gloria artistica, si è focalizzato sul rapporto tra il nostro eroe e la televisione comico commerciale Continua a leggere

Vicidomini, Cochi e il passaggio di testimone della “follia”

12 Apr

Nicola Vicidomini col Maestro Cochi Ponzoni

I tempi d’oro della follia creativa comica che sfocia in genialità, nel nostro paese, sono legati ad alcuni nomi riconducibili alla “scuola milanese” tra cui spiccano Iannacci (come padre spirituale e direttore artistico), Cochi e Renato, Felice Andreasi, Lino Toffolo e, perché no, Mario Marenco, cresciuto alla corte di Arbore, ma unito agli altri dalla stessa “fattanza” gioiosa e surreale. Marenco ci ha lasciato da poco (qui un esempio della sua genialità, la poesia Sfranta) creativo fino all’ultimo in un contesto che l’aveva sostanzialmente reso marginale.

Ricordando il passato, ci si chiede chi, ai nostri giorni, ne porti avanti il testimone. Un testimone viene dato di persona a chi farà altri scatti in avanti e, in questo senso, qualcosa è successo. Nicola Vicidomini (vedi Pagina FB) porterà il suo nuovo spettacolo (Fauno) al teatro Vascello di Roma il 28 aprile, 11 maggio e 26 maggio. Per l’occasione Nicola sta facendo telefonate in diretta agli amici che vengono pubblicate su Facebook. Tra gli altri Maurizio Milani, Emanuele Salce, Nino Frassica, Francesco Scimemi, Cochi Ponzoni. Proprio quest’ultimo compie un “passaggio di testimone”. 

Qui la telefonata Cochi/Vicidomini.

Cochi attribuisce all’amico il titolo di “magister della follia” e riconosce solo due eredi della tradizione gloriosa del passato: Maurizio Milani e appunto Nicola Vicidomini. dice che ci sono cose interessanti, che sono come dei “lampi”, ma gli unici restano loro due. La conversazione è interessantissima anche per gli aneddoti su Jannacci, Cochi e Renato, Andreasi e via discorrendo, un mondo che è ancora vivo e attuale. E che adesso (sappiamo) ha dei continuatori.

Consigli per gli acquisti: esistono due artisti caratterizzati (l’uno) da una scrittura surreale degna o anche superiore a quella di tanti comedian internazionali, dove Codogno può essere la metafora di qualsiasi luogo alla periferia di qualcosa, quindi comprensibile a tutti e (l’altro) con elementi linguistici e visionari che vanno anche oltre ciò che è stato sognato dai “folli” del cabaret italiano, ma inseribile nel filone della comicità degli eccessi che gode di estimatori in tutto il mondo… 

Detto ciò: non è che qualche piattaforma innovativa tipo Netflix fosse interessata a cogliere al volo l’occasione? Tipo una roba da produttori illuminati?…

Ananas Blog

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