Tag Archives: Paolo Mariconda

Intervista a Paolo Mariconda su Challenge 4, tv e web

6 Mar
Un frame da Challenge 4, con conduttori e panelist

Un frame da Challenge 4, con conduttori e panelist (da Davide Maggio)

Paolo Mariconda è un autore televisivo, artefice anche de Gli Sgommati, Made in Sud, Stasera tutto è possibile. Recentemente ha lavorato ad alcuni format sperimentali per Rai4: Ah Ah Car e, soprattutto, Challenge 4, una sfida tra cabaret tradizionale e youtuber. Non tutto è andato per il meglio, ma il rapporto tra comicità e web non finisce certo qui, anzi ci dovremo fare i conti sempre di più in futuro. Lo abbiamo intervistato proprio su questo tema importantissimo:

PAOLO, QUAL ERA L’IDEA DI BASE E LO SCOPO DI CHALLENGE 4?
Avevo l’esigenza di destrutturare e dare una scossa al genere comico del cabaret live, quello che esplose televisivamente con Zelig passando poi per Colorado Made in Sud (che spesso, in questo blog è definito scalettone, termine sul quale nutro delle perplessità…)
Condividevo con autori come Sarcinelli, Santucci, Belardi, Lubrano, D’Angelo e Colabona la necessità di rinnovare e dare freschezza al genere raccontando in parallelo due linguaggi comici: il cabaret live  e le nuove forme comiche sul web.
Il cabaret live ha una metrica di scrittura, ma purtroppo è passato da genere a logica di mercato: chiunque abbia tre minuti comici può accedere ottenendo la patente di comico televisivo (ergo: serate etc.) pur non avendo alle spalle una reale gavetta. A poco a poco però anche il mercato delle serate non ha più sorretto, vanificando anche la corrispondenza tra tv e indotto live.
Ma la cosa più preoccupante sono soprattutto i temi trattati sui palchi live dai “cabarettisti”. Sempre gli stessi, sempre allo stesso modo. Non parlo di tv, ma di serate. Per essere franco, rispettando il lavoro di tutti, ci siamo fatti un abbuffata (anche col mio contributo) di sketch, tormentoni, parodie, personaggi, battute e giochi di parole. Ad un certo punto ho sentito nostalgia di personaggi alla Rezza, Guzzanti o dei raffinati esperimenti linguistici alla Ale e Franz o Ficarra e Picone.
Poiché io stesso vengo dal cabaret, amo la comicità ed i comici, volevo fare qualcosa: lanciare un grido, un segnale un allarme. Parallelamente ho visto che nel web le cose erano diverse: se si parla comicamente di temi classici lo si fa in maniera più attuale, più completa, così anche per temi come la discriminazione sociale, la povertà, differenze uomo donne o cibo, sesso, politica etc.

QUALI DIFFERENZE TROVI COL WEB?

Il web è un altro linguaggio, più libero. Mi è sembrato però molto più attento a voler dire qualcosa facendo ridere piuttosto che voler far ridere e basta. Allora ho pensato di mettere a confronto i due generi. Tutto in un teatro live, dove sul palco, ad uno stesso tema, corrispondesse il numero live vecchia scuola ed il suo corrispettivo web in video. Volevo anche un dibattito, per questo ho pensato di destrutturare ancor di più il live mettendo sul palco dei panelist che alla fine delle sfide commentassero. Questo non è riuscito bene anche per la presenza inutile (e di cui faccio mea culpa) dei due palchi in contemporanea. Un errore di cui spiegare le origini qui sarebbe lunghissimo ed inutile. Però l’intento era quello di creare un dibattito, un confronto che potesse in qualche modo aiutare la ” vecchia scuola” (a mio avviso un po’ consumata) a cogliere un segnale di rinnovamento narrativo.

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Scegli tu il nuovo capoprogetto di Colorado!

15 Feb
da Pixabay.com

da Pixabay.com

Passati per sempre gli anni della gestione di Cesare Vodani, e anche quelli dell’interregno di Dario Viola, adesso Colorado deve andare alla ricerca di un nuovo capoprogetto, che possa accompagnare il format così com’è o contribuire a qualche forma di rinnovamento. Non è facilissimo.

Alle spalle c’è l’onda perfetta del flop di Luca e Paolo le cui conseguenze (si immagina) siano pesantissime almeno a livello psicologico. Vediamo, con un sondaggio informale, quali potrebbero essere i candidati.

Sono consentite le risposte multiple:

Ananas Blog

un “brava” a Maria Bolignano

17 Dic
una posa plastica di Maria Bolignano

una posa plastica di Maria Bolignano

il 15 e il 16 dicembre 2015 è andata in onda su Rai 2, in seconda serata (cominciata alle 23, una rarità), la sitcom live Fatti Unici, prodotta dalla Tunnel, l’agenzia di Made in Sud. Maria Bolignano dirige un commissariato, ha una storia segreta con un collega, Paolo Caiazzo e un fratello ai domiciliari (Ciro Ceruti). Format di Nando Mormone, scritto con Lello Arena, Ciro Ceruti, Paolo Caiazzo, Maria Bolignano, Francesco Albanese. Tra i protagonisti anche Floriana De Martino (che salutiamo), Giorgio Melazzi e Simone Gallo. La sitcom è come ce la si aspettava: sgarrupata nella struttura, piena di gag e di situazioni che non ci azzeccano l’una con l’altra. Si è salvata, però, da un bagno di sangue di ascolti: il 15 dicembre ha totalizzato: 789.000 spettatori e uno share del 5,18%; il 16 dicembre: 824.000 spettatori e uno share del 5,19%.

In tutto ciò, in un format dove tutto è sgarrupato, non c’è struttura vera e propria e le gag partono alla rinfusa, emerge Maria Bolignano. Come attrice e come attrice comica è sempre sul pezzo. Non perde un colpo. Gioca di sponda con qualsiasi cosa succeda e lo fa in modo efficace. Si era visto che aveva un suo perché anche alla conduzione dello sfortunato Il Boss dei Comici. Qui ha dimostrato il suo valore anche in un contesto ambientale ostico, in cui sarebbe stato facile perdersi. Maria riesce comunque sempre ad azzeccare il tempo teatrale e quello comico, sia fronte alle situazioni spiazzanti, alle “quasi improvvisazioni” e alle situazioni più slapstick. Piaciuta molto. Merita di essere vista anche in altri progetti più importanti. Continua a leggere

a quando il cedimento strutturale di Made in Sud?

16 Nov
Scene così fino a quando?

Scene così fino a quando?

Questo articolo parla di “preveggenza”. Dato che ogni cosa umana ha un inizio, uno sviluppo e una fine, è facile prevedere anche la fine degli scalettoni comici televisivi di prima serata (leggi qui per saperne di più). Anche di quello che adesso sembra godere di maggiore salute, vale a dire Made in Sud.  L’evento è atteso con trepidazione da quelli che soffrono lo strapotere di Made in Sud (soprattutto a Napoli), è temuto da coloro che ne fanno parte (i cosiddetti Neo Mormonici). Un conto, però, è la “cancellazione dai palinsesti” un conto è il “cedimento strutturale”, vale a dire il punto di rottura dopo il quale comincia il declino. Quello di Zelig iniziò con la seconda stagione a conduzione Cortellesi/Bisio; quello di Colorado con la fine della gestione Vodani. Si può notare come quest’anno Colorado farà ben 21 puntate. Quindi tra punto di rottura e cancellazione possono passare anni e anni. In questo post ci concentreremo sui fattori che possono indurre il cedimento strutturale di Made in Sud, cioè il punto in cui giunti in coppa a o Vesuvio, non si farà altro che scendere: Continua a leggere

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