Tag Archives: provini Zelig

Zelig: un suggerimento per la prossima stagione tv

3 Giu
a sorpresa esce un comico

a sorpresa esce un comico

A partire da martedì 4 giugno, presso viale Monza 140 – Milano, inizia (condotto da Katia Follesa e Davide Paniate) “Zelig in progress” i provini che l’anno scorso furono preparatori a Zelig Off. Altre date 5, 11, 12 giugno (vedi sito). Le truppe di Bananas sono un po’ demotivate, il calo di ascolti, una certa difficoltà creativa, Colorado che impazza coi suoi varietà simil Zelig ma più commerciali, più da battaglia e Made in Sud che ha risucchiato tutto il filone  partenopeo e meridionale. Intanto si preparerebbe il grande ritorno di Bisio (che però non è una novità).

In questo quadro Ananas Blog suggerisce l’acquisto a parametro zero di un fuoriclasse: Carletto Bianchessi. Pur essendo un mestierante esperto ha già fatto vedere di essere “televisivo”. Le 2 apparizioni a Colorado hanno dimostrato la sua esplosività e la sua resa anche sul piccolo schermo come si evince in modo chiaro dal video (guarda video Bianchessi a Colorado). Le curve di ascolto, il pareri degli addetti ai Continua a leggere

provini 2012: quest’anno nessuna “spremuta”?

17 Mag

Sembra che quest’anno non ci saranno i famosi “provini televisivi” di fine maggio – inizio giugno, uno dei riti più solenni della liturgia zelighiana, rinominati anche “tritacarne” o “spremuta di sangue”. Ai tempi belli si apprestava Zelig Off (che forse quast’anno non si farà) autentica trasmissione “specchietto per le allodole” e la tensione saliva al massimo. Il comico, grazie a ciò, era al servizio di Zelig praticamente tutto l’anno (vedi post “un anno con Ivan Zeligovic”).

Arrivavi in viale Monza 140 (a tue spese) dopo una stagione di laboratorio (a tue spese) e scoprivi con grande desolazione una scaletta di 30 – 35 comici, compresi quelli che non avevano fatto laboratori, compresi quelli che facevano una comicità non gradita ai capoccioni, compresi quelli che non avevano speranze. Finiva all’una e 30, tornavi a casa (a tue spese) spesso all’alba, tutto per il “divertimento” dell’Imperatore e della sua Corte.

Un momento: l’Imperatore e la sua Corte rinunceranno facilmente alla loro presa sulle persone? Proprio adesso che la benzina è alle stelle, che forse Zelig si prenderà una pausa? Sappiamo che il rito solenne è più soddisfacente tanto quanto è inutile, stressante e dispendioso. Sul sito di Area Zelig (vedi link) il 4, 5, 6 giugno è programmato uno “Zelig in progress”:

“Zelig in progress presenta le nuove leve della comicità italiana che sperimentano i propri numeri comici davanti ad un pubblico vero. Per tre serate a Zelig Cabaret vi saranno comici che provengono dai laboratori di tutta Italia che presentano nuovi personaggi e testi inediti, portando ciascuno la propria esperienza ma con l’inconfondibile impronta di Zelig. Le serate sono condotte da Federico Basso e Davide Paniate.”

Un rito minore o il tentativo di mettere in piedi una 3 giorni di tritacarne con 30 – 35 – 40 comici a serata, come ai bei tempi? Sappiamo che parte importante del rituale è chiamare le cose con un altro nome. La fabbrica di pezzi televisivi si chiama “scuola di recitazione”, così dei provini un po’ inutili e sovraffollati si possono chiamare “Zelig in progress”.

Inoltre tutta la struttura burocratica, l’infinita mole di lavoro gratuito va in qualche modo giustificata, bisogna dare un contentino a tutti (magari mentre si pensa già a un periodo di vacanza in località turistiche tipo Puerto Farloccos in Messico). Perché la solennità del rito è più importante del contenuto.

Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

Un racconto sui laboratori zelig (da parte di un comico)

6 Giu

Un comico ci ha inviato una dettagliata, sofferta analisi sul sistema dei laboratori Zelig, su quella palestra assurda da cui molti escono più mingherlini e meno sani, in cui gli istruttori sono meno tonici e meno preparati degli allievi. Preferisce rimanere anonimo e in fondo al post spiega i motivi. Dopo aver verificato la sincerità estrema e la verità del racconto abbiamo deciso, comunque, di pubblicarlo. Imperdibile!

Quello che vorrei fosse chiaro a tutti quelli che gravitano attorno agli ZeligLab d’Italia, è che  questi  non servono ai fini del provino per entrare in trasmissione.  Spesso sono controproducenti. Il “sistema” Zelig dei laboratori serve a creare un bacino di seguito, di fidelizzazione di telespettatori e una generale schizofrenia negli aspiranti comici.

Di solito viene raccontato che l’unico modo che hai per accedere alla trasmissione televisiva è quella di fare questi passaggi: prima un provino per un laboratorio, se poi il laboratorio va bene, un provino per accedere a (magari per più di una puntata) “Zelig off”, poi magari, in base ad un apprezzamento di pubblico misurato anche tramite i contatti online, in prima serata alla trasmissione regina della tv comica italiana.

Chi onestamente  segue questo iter, si accorge o scopre che in realtà molti comici “arrivati” sono passati avanti senza troppi balzelli. GARANTITO. A volte, per coprire quest’ultimo aspetto, a comici bravi visti o che si sono proposti  direttamente, viene fatta fare qualche serata in qualche laboratorio poco prima dei provini, per salvare la faccia al sistema.

Il vero problema è: se il laboratorio è gestito male dagli autori, o vengono dati consigli assurdi ai partecipanti, si rischia di essere condizionati negativamente. Chi partecipa volenteroso ai laboratori si affida ai consigli di questi ultimi con l’idea di proseguire verso il miraggio della tv, e cerca in questo modo di accontentare la loro visione anche se può essere sbagliata, volutamente o involontariamente.

Succede spesso che sul palco, dopo alcune serate di laboratorio, si perde la sicurezza che ti ha fatto arrivare fin lì: i consigli dell’autore tolgono personalità al comico. Poi rimaneggiare il testo e l’idea  fanno perdere la freschezza e le convinzioni (Si è mai vista una palestra dove molti iscritti diventano meno muscolosi? NDR)

A me è successo. Se ho iniziato i laboratori 4 anni fa ad un certo livello, li ho terminati ad un livello più basso riguardo l’impatto comico sul pubblico. Alcuni comici può darsi che crescano, altri decrescono. Il metodo degli autori non è mai propositivo, si basa sul farti vedere le cose sbagliate, i difetti che metti  nel pezzo, ma non incentiva , non incoraggia gli aspetti positivi.

Scopri subito che c’è una comicità “per la tv” che ha tempi stretti, diversi dai tuoi, che devi far ridere “la media” di chi guarda, ti devi trasformare in un prodotto commerciale e come tale sarai vendibile se ti vestirai in un certo modo, se affronterai certe tematiche “comode”. Tutto in nome del: “Se vuoi arrivare a Zelig, devi fare così!”.  Si instaura quel clima di insicurezza e paura di sbagliare che Ananas descrive molto bene.

Ad un comico decente (uno che  fa già le sue serate e ha un seguito di pubblico),  vengono dati dei consigli ai quali lui stesso non crede troppo, ma il ragionamento che entra nella sua testa è Continua a leggere

Provini Zelig: il solito “bunga bunga”

26 Mag

Sala del Bunga Bunga

Zelig: manipolazione e uso del mistero

16 Mag

Non si sa niente… non hanno deciso…

Giancarlo Bozzo spiega i provini Zelig (e il blog ci mette i sottotitoli)

27 Apr
Giancarlo Bozzo

Quando un dirigente Zelig rilascia dichiarazioni ufficiali, la mente va subito a come sia ben diversa la realtà delle cose, ai metodi poco ammirevoli con cui viene gestito il tutto.

Non fa eccezione Giancarlo Bozzo, direttore artistico e principale organizzatore di quella bizzarra macchina di lavoro gratuito e ipersfruttamento dei comici.

Sul sito di AreaZelig (vedi intervista completa) ci parla dei provini. Il Blog fornisce un servizio di sottotitolazione: la trascrizione delle partole di Bozzo e, tra parentesi in rosso, la dura verità delle cose: 

“Provini a Zelig, eeeeh… bisogna capire un po’ di cose (solo un po’, capirle tutte farebbe scappare a gambe levate). Diciamo che questo è un piccolo promemoria per chi volesse affrontare questo momento.

“Che cosa ci interessa? Ci interessa la qualità, ci interessa l’originalità, quindi non pezzi di altri (ci interessano i vostri pezzi!). Ci interessa il talento, naturalmente; il buon gusto, perché non è ultima questa cosa.

“Certamente uno che viene a fare un provino, deve avere una forza di volontà molto grande (per sopportare la trafila di laboratori e provini, le umiliazioni, la mancanza di risposte, gli alti e bassi continui) e deve avere l’intenzione di lavorare moltissimo (lavorare moltissimo gratis, ovviamente),

“perché fare comicità non è andare al bar e dire una barzelletta agli amici, è molto altro: è capacità di stare sul palco, di muoversi, di gestire la propria voce, di avere battute, per forza (per forza devi avere le battute tue, col piffero che gli autori scriveranno battute per te), e di avere un buon rapporto col pubblico (per 3/4 minuti e basta), dal punto di vista della capacità di coinvolgimento, di complicità (non si sa come, visto che è vietato interagire col pubblico).

“È un lavoro molto duro questo del comico (e noi faremo di tutto per renderlo più duro possibile), per cui non è mai facile, non si parte mai da “tanto sono simpatico”. Per cui diciamo che la cosa che serve di più in assoluto a un comico o a una persona che vuole fare questo lavoro è proprio la grande volontà, la grande passione (così va avanti all’infinito, nonostante le innumerevoli delusioni e le speranze che vengono massacrate), un po’ di talento, perché serve,

“e poi bisogna lavorare moltissimo (gratis, ovviamente, senza rimborsi spese, senza SIAE e senza ENPALS, però al servizio di un’azienda che fattura 15/16 milioni di euro l’anno) e questo, con tutto il rispetto (rispetto è un eufemismo, naturalmente) per chiunque venga a fare i provini, però questa è la condizione sine qua non per andare avanti (anche se poi chi va avanti, ciclicamente, torna al punto di partenza).”

La redazione di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

 PS per fare un raffronto con la realtà si può leggere il racconto di Manuelita Vella oppure quello di Giulia Ricciardi, molto più veritieri di qualsiasi dichiarazione ufficiale

Un infiltrato presso i laboratori Zelig…

26 Apr

Su Repubblica.it Torino è uscito l’articolo (vedi link), già segnalato nei commenti del blog, su un curioso esperimento: un comico finto albanese si è “infiltrato” nel sistema dei laboratori Zelig. Riportiamo l’articolo completo. La cosa era anche nell’aria. Un’azione simile ci era stata suggerita da più parti. Qualcuno l’ha messa in pratica:

Si finge albanese per smascherare i trucchi della «fabbrica dei comici» di Zelig. La storia, va da sé, è divertente. Lui, Marco P. (chiede di restare anonimo), è un attore di solida formazione: Dams a Bologna, master in arte scenica a Barcellona. Si fa chiamare Ruben Maroscia. Mago dei travestimenti, nei panni del timido straniero appena giunto a Torino da Tirana si presenta al vivaio di Zelig e viene preso. Comincia il suo anno di formazione, a settembre, senza che nessuno si accorga di nulla. Intanto osserva, prende nota, prepara il «colpo». La burla va in scena giovedì sera all’Alfa Teatro, dove è in programma una sessione di provini: il pezzo di Marco, questa volta nella parte di un immigrato siciliano, contiene tra le righe un duro attacco alla «lobby»: artisti sfruttati, pezzi rubati, diritti d’autore inesistenti, selezioni truccate (il cahier de doléances completo su www.ananasblog. wordpress.com).

Il tutto viene filmato e tra qualche giorno sarà probabilmente visibile su YouTube.Il pubblico crede che sia una gag e ride, ma dietro le quinte succede il putiferio. “Sono stato preso a male parole dagli organizzatori — dice Marco — Ma la mia voleva essere solo una burla. Volevo dimostrare che cosa significa essere un attore vero. Zelig è diventato un franchising che produce comici usa e getta, buoni per i tre minuti del passaggio televisivo. Solo che tutti sognano quei tre minuti e finiscono dentro un meccanismo che li spreme e li butta via. O accetti le regole della lobby o sei fuori. E la maggior parte dei cabarettisti pur di lavorare abbassano la testa. Io sono consapevole di essermi messo contro il sistema. Pazienza, me ne tornerò in Spagna. La televisione italiana non mi interessa, non c’è arte è solo business”.

Allineato sul fronte della protesta antiZelig, che dilaga sui siti e nei blog degli aspiranti comici, è anche Mauro Giorcelli, talent scout, storico organizzatore del Festival Nazionale del Cabaret e scopritore a suo tempo di Luciana Littizzetto, lui pure vittima dello scherzo di Marco P. “Si presentò al nostro laboratorio Trovariso nei panni di Ruben Maroscia, l’albanese — racconta — E’ stato bravissimo, ci sono cascato come un merluzzo. Un artista che ha messo a fuoco molto bene il meccanismo perverso di Zelig: crea una rete, un monopolio. Chi non ha il marchio è fuori. Io stesso ho sempre più difficoltà ad organizzare il Festival del Cabaret. Gli artisti vogliono andare in televisione. Ma il sistema dei tre minuti in tv non crea professionisti ma gente che, messa in palcoscenico per un monologo di un’ora, fa pena e viene fischiata. Quello del comico è un mestiere che s’impara a teatro e non s’inventa. Quelli davvero bravi, mi vengono in mente Sconsy, Luca e Paolo, Ficarra e Picone, prima di arrivare a Zelig sono passati dal Festival. Eppure oggi tutti, allettati dal sistema dei provini e delle serate, vogliono fare tv. Una fila lunghissima di poveri illusi”.

Una piccola annotazione: la storia dimostra anche come i laboratori Zelig operino praticamente “in nero”. In qualsiasi scuola, seminario laboratorio gli iscritti portano i documenti, declinano le loro generalità. Qui si va a casaccio.

Ananas Blog

La visita del Cardinale…

16 Apr
Michele Mozzati

Giovedì 14 aprile Michele Mozzati (del duo Gino & Michele) si è presentato a sorpresa alla quartultima serata del laboratorio Zelig di Santargangelo (ex Rimini, ex Riccione).

Quando un cardinale visita una parrocchia di provincia c’è sempre una certa fibrillazione.

Una volta una contadina russa, vedendosi entrare in casa Stalin in persona, raccontò poi che “Il ritratto del segretario del partito era apparso sulla porta”. Non lo aveva mai visto dal vivo!

L’effetto dev’essere stato simile, anche se non così stupefacente e non su tutti.

Comunque è normale che uno dei soci di maggioranza vada a controllare una delle “fabbriche di pezzi gratuiti” (mascherate da laboratorio e finalizzate al business).

L’effetto sui comici è il seguente: “urca, allora se mi ha visto Michele Mozzati, ho più possibilità”, “Se è venuto a vederci, vuol dire che ci tengono a questo laboratorio.”

Per tenere vive le speranze la gente si aggrappa a ogni appiglio. Dall’altro lato, la dirigenza bananifera ha tutto l’interesse ad alimentarle, poiché è abituata a fagocitare le speranze delle persone. Non ne può fare a meno.

È sicuro che si sta preparando un altro di quei vergognosi bagni di sangue: 4 giorni di provini, 30/35 comici a serata (anche quelli che non interessano), gente che sale sul palco all’una di notte e passa.

Pare si cominci domenica 22 e lunedì 23 maggio.

Una roba oscena, ma dopotutto anche un cardinale ha diritto ogni tanto a divertirsi. Anche il Papa, anche i parroci…

La Redazione di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

Gino Vignali e la natura del potere Zelig

15 Apr
Il Politburo zelighiano

Per capire la natura del potere Zelig si può iniziare dalla Grande Porcata del 2004: una trentina di comici fecero le foto ufficiali di Zelig Off, ma solo la metà andò in trasmissione.

È un caso UNICO nel mondo dello spettacolo che, in altri settori meno “rassegnati”, avrebbe fatto partire come minimo delle cause di risarcimento. (L’episodio è raccontato nel primo post di questo blog, il 19 maggio del 2010)

In quel caso ci furono comici che avevano perso le speranze che furono riattivate da quella convocazione. Ci furono altri che, seppur scartati, furono lasciati a cuocere nell’attesa delle convocazioni al giovedì, fino alla fine.

La natura del potere Zelig non è né buona né cattiva, è INDIFFERENTE e PRIVA DI SCRUPOLI (per capirci meglio: “indifferente” nel senso che non c’è empatia verso i comici; “priva di scrupoli” nel senso che preferisce tenere all’oscuro il più possibile i comici, mentre gli scrupoli dovrebbero indurre a dire la verità ai diretti interessati, come qualsiasi codice etico, morale o religioso consigliano o impongono)

Per mettere in piedi un sistema pieno di carognate come quella raccontata sopra, occorre non solo indifferenza verso il prossimo, ma anche una buona dose di SADISMO (può essere che “carognata” e “sadismo” siano termini coloriti, ma non sono distanti dalla realtà: far fare le foto ufficiali di una trasmissione a chi si sa che non farà quella trasmissione, è indubbiamente un bruttissimo tiro).

I metodi zelighiani sono punitivi verso le persone, spesso in modo bizzarro e inutile (coinvolgere persone che non interessano è ovviamente bizzarro e inutile e poco corretto verso quelle persone). Vanno oltre la normale manipolazione che servirebbe per avere successo.

Questo è vero per il comandante in capo Gino Vignali, per la coppia Gino & Michele, per il direttore artistico Giancarlo Bozzo (una direzione artistica ossessionata dalla segretezza) e via via, giù fino all’ultimo autore.

Facciamo un parallelo tra le storie raccontate da Giulia Ricciardi e Manuelita Vella (ma di simili o peggiori ne sono successe a centinaia!) e lo zelig Off del 2004: IL MECCANISMO È LO STESSO.

Ci sono le lusinghe, la sensazione di avercela fatta (indotta artificialmente), la mazzata finale, la richiesta o la possibilità di tornare per altri anni.

Nel caso sciagurato di Zelig Off 2004 ci sono dentro fino al collo Gino Vignali, Michele Mozzati, Giancarlo Bozzo. Ripeto: non è mai successo che si facciano le foto ufficiali di una trasmissione con gente che non farà la trasmissione.

Nel caso di Manuelita Vella gli autori del laboratorio di Piacenza sembrano aver portato avanti, nel loro piccolo, il ciclo in modo autonomo, come fossero dei piccoli Vignali.

La domanda è: ma chi fa delle cose simili, chi ha imposto dall’alto un sistema di questo tipo che cos’è? Una persona priva di morale? Uno persona che sente di dover calpestare il prossimo per avere successo?

Perché qualcosa deve esserci.

Comunque, per concludere, la natura del potere Zelig è detestabile soprattutto perché si nutre dello sfruttamento delle speranze della gente (che esista uno sfruttamento delle speranze è evidente: la motivazione principale di chi si sobbarca sacrifici enormi per anni è quella di accedere, un giorno, al superenalotto dell’occasione televisiva).

Roberto Gavelli, Amministratore di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

Provini Zelig Del 06.06.2010, terza grande spremuta di sangue

6 Giu

Di Alex

Un saluto ai provinanti! Potrei stare lì con voi, ma giro al largo perché ho fiutato da tempo l’odore della trappola.
Forse le cose da conoscere non le conoscete tutte.
Forse dovreste saperne di più.
Lo sapete che i giochi sono già fatti e che tutta questa roba si potrebbe evitare tranquillamente?
Sanno tutto o quasi di voi:
sanno bene cosa fate sul palco
sanno chi farà la trasmissione
(ma mica lo vanno a dire agli interessati, ci mancherebbe!)
sanno chi verrà scartato
(ma non glielo diranno, fa parte del rito)
Sanno chi non ha nessuna possibilità di essere scelto, e non adesso, addirittura nei prossimi anni
(ma mica glielo dicono, metti il caso che non torni!)
Sanno tutto, potrebbero risolvere il problema con una manciata di telefonate.
Ma vuoi mettere il rito della spremuta di sangue?
Io sono scappato da questi riti.
Fare l’agnello mi innervosiva troppo.
Ma voi cosa farete? Per quanti anni ancora? Quanto metterete ancora l’anima in un rito diventato (praticamente) inutile e (perlomeno) evitabilissimo?
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