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l’invettiva di Ruben Marosha

14 Feb
invettiva from Barcellona

Oggi Ruben Marosha ha postato un’invettiva, registrata dal suo esilio estero di Barcellona, che è preparatoria all’uscita del terzo video sui Laboratori Zelig, prevista per venerdì 17 febbraio, nel pomeriggio.

L’invettiva se la prende col lavoro gratuito, le false liberatorie, l’omertà, la “casta comica” che ha ridotto a servaggio l’intera comicità italica, (anche se ciò sembra un malcostume che riguarda molti altri lavori in Italia).

GUARDA IL VIDEO INVETTIVA

I toni sono molto forti. Il materiale che andrà online venerdì si preannuncia molto “caldo” e senza “censure”. Sicuramente i tempi (tra tentaitivi di mettere tutto a tacere e Articoli 3) forse meritano una reazione più esagitata del moderatismo che contraddistingue questo blog.

Comunque metteremo il link al di là della “crudezza” dei contenuti. Ricordiamo che Ananas Blog non può pubblicare video, può solo inserire link a video pubblicati da qualche altra parte.

Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

Torna online il video reportage di Ruben Marosha

23 Lug

Ma in Italia (paese dalla democrazia declinante, molto indietro nelle classifiche della libertà d’espressione), non si può mai stare sicuri…

Ruben in posa “rivoluzionaria”

Torna online il primo video del reportage che Ruben Marosha ha girato dietro le quinte degli Zelig Lab (leggi post di commento).

Il video era stato rimosso da YouTube in modo arbitrario: avrebbe violato la privacy di qualcuno, non si sa di chi, cosa che ha reso impossibile modificarlo (tenendo presente che la fisionomia dei protagonisti era stata oscurata e le voci alterate).

Comunque adesso è disponibile:

GUARDA IL VIDEO SU VIMEO.COM

Una preghiera: se qualcuno rilevasse una violazione alla propria privacy contatti chi detiene il materiale (Ruben Marosha). Se la richiesta è ragionevole, provvederà alle modifiche del caso. Altrimenti (in mancanza di una motivazione e di fronte a un attacco anonimo) ci saranno tutti i motivi per gridare alla censura.

Comunque chi non ha ancora visto il video, si sbrighi, non si sa mai…

Il reportage ha messo alla luce alcune gravi irregolarità. Bisogna precisare (come già scritto in precedenza) che le voci di “mazzette” per accedere agli Zelig Lab sono infondate, soprattutto non fanno parte delle procedure di Bananas srl. Però dietro le quinte la voce circola (io stesso ne fui colpito ingiustamente), quindi il video, in quel passaggio, cattura un esempio degli umori presenti nell’ambiente.

Le gravi irregolarità riguardano la modulistica, la “ragione sociale” stessa dei laboratori, mostrando esempi di come i comici firmino liberatorie che, fatte analizzare, si sono rivelate quasi del tutto o del tutto incongruenti. E’ andata così: a) pubblicazione del video b) inchiesta successiva.

L’inchiesta è partita, la rimozione del reportage non servirebbe più, perché si può dire che i buoi sono già scappati dalla stalla…

Faccio alcuni esempi dell’analisi critica delle liberatorie: quella Siae presenta un buco clamoroso: non viene indicata l’opera rappresentata, cioè l’unico dato attraverso il quale un funzionario può verificare la legalità della serata. E’ come se a un palazzo mancasse… il palazzo! (leggi il post Le liberatorie: una “truffa” basata sull’autocertificazione? )

La dichiarazione che il repertorio è frutto d’improvvisazione è semplicemente ridicola: gli Zelig Lab praticano l’esatto contrario dell’improvvisazione che come “arte” viene addirittura combattuta ed emarginata. Leggi i 12 motivi che “demoliscono” il concetto di improvvisazione.

Eccetera, eccetera. Insomma, l’inchiesta è basata su dati di fatto incontrovertibili, spesso anche su dichiarazioni fatte dalla stessa Bananas srl che ammette candidamente che i laboratori sono una delle travi portanti del business Zelig (leggi post)

Questo grazie al reportage (di cui si spera di pubblicare la seconda, interessantissima parte). 

Roberto Gavelli Amministratore di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)
 

Ananas Blog a rischio oscuramento?

3 Lug

A partire dal 6 luglio L’Autorità sulle comunicazioni (Agcom) avrà la possibilità di chiudere i contenuti online praticamente senza contraddittorio, in nome di una pretesa difesa del diritto d’autore, provvedimento fortemente voluto da Mediaset e dal PDL. La cosa sta creando una vera e propria rivolta. Leggi l’articolo su l’Espresso.it “Golpe sul web: fermiamoli” in cui si riporta che:

“L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il prossimo 6 luglio varerà le nuove regole per la tutela del diritto d’autore in Rete autoattribuendosi il potere assoluto di vita e di morte su ogni contenuto pubblicato dagli utenti on line attraverso servizi resi disponibili da soggetti italiani o stranieri.

“Secondo la nuova disciplina toccherà, infatti, agli uffici dell’Autorità, su segnalazione dei titolari dei diritti, ordinare, all’esito di un procedimento sommario destinato a concludersi in cinque giorni e senza contraddittorio con l’autore e/o l’utente che ha caricato on line il video, ordinarne ai provider l’immediata rimozione o, qualora il contenuto risultasse ospitato da fornitori di servizi stabiliti all’estero, un filtraggio che valga a renderlo inaccessibile ai naviganti italiani.”

Insomma, nel nostro caso sarebbe sufficiente denunciare che il blog usa la parola “sfruttamento” che è un marchio registrato di Bananas srl, per ottenerne la rimozione di intere inchieste, o addirittura l’oscuramento del blog… Scherzi a parte il problema esiste.

C’è un precedente non molto positivo: il primo video dell’unico reportage sul mondo del cabaret, quello di Ruben Marosha, è già stato rimosso arbitrariamente. Praticamente avrebbe violato la privacy di qualcuno, non si sa chi, cosa che ha reso impossibile qualsiasi correzione.

L’ambiente è così “arretrato” da non sopportare 6’34” di dietro le quinte. Possiamo vedere, leggere, ascoltare di tutto, dai dispacci di WikiLeaks alle intercettazioni, dai fuori onda ai video rubati col telefonino (vedi bestemmia di Berlusconi), ma non possiamo guardare pochi minuti di reportage sul cabaret. Non solo: così rischiamo di non vedere anche il resto del filmato che è di altissimo interesse. Siamo trattati come bambini che non devono sapere.

Così, nell’ultima Corea del Nord esistente in Italia, l’unica voce critica ufficiale (il blog) potrebbe subire degli attacchi. Certo, Bananas srl (che ha smentito di essere la “fonte” della rimozione del video) potrebbe anche essere tentata dal dare “fastidio”, anche se poi l’azione attirerebbe molta attenzione sul blog e Bananas srl è un’entità molto chiusa su se stessa, che preferisce il silenzio.

Comunque nei prossimi giorni seguiremo tutte le iniziative che stanno cercando di contrastare il tentativo di mettere il bavaglio al Web e alla libera informazione.

Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

La trascrizione del video censurato!

18 Giu

Il video (censurato) di Ruben Marosha è un favoloso e illuminante spaccato del mondo dietro le quinte dei laboratori Zelig. In attesa che sia ripristinato e che venga pubblicato altro materiale facente parte della stessa inchiesta (per uscire almeno un po’ dalla Corea del Nord informativa, in cui i “reportage” non devono essere visti, ma le “false dichiarazioni a valanga” sono considerate la normalità), pubblichiamo la trascrizione dei dialoghi.

Precisiamo che la battuta su presunte “mazzette” pagate per accedere ai laboratori è da considerarsi un’uscita di fantasia di chi l’ha pronunciata. Zelig non usa questi metodi e nessuno che collabori col blog, pur non risparmiando critiche feroci a quell’ambiente, ci ha mai creduto.

Trascrizione Video Ruben Marosha

La Redazione di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

Reportage video Zelig: arrivano i primi tentativi di censura…

15 Giu
Appena cominciato e già si censura?

Il primo reportage sul “lato oscuro” dei laboratori Zelig (vedi video completo finché è possibile!) sta già scatenando le prime reazioni e i primi tentativi di censura (leggi l’intervista a Ruben Marosha). Riceviamo la seguente lettera che Ruben ha inviato come risposta a YouTube:

PRECISAZIONE: L’ATTACCO NON ARRIVA DA BANANAS. CI E’ ARRIVATA COMUNICAZIONE UFFICIALE SUL FATTO CHE BANANAS NON HA MESSO IN ATTO ALCUN TENTATIVO DI RIMUOVERE IL VIDEO.

“Gentile responsabile,
ho ricevuto in data odierna la segnalazione che spedisco in allegato, nella quale mi si invita ad intervenire su di un video che ho caricato sulla rete Youtube
(http://www.youtube.com/watch?v=JgO7hQvwlM0)
Mi si indica che nei due punti “3_15” e “4_ 17” (credo si riferiscano ai minuti di scorrimento del video). il video presumibilmente violerebbe qualche norma.
Desidererei essere informato su che tipo di norma possa essere stata infranta.
Considerando che ho personalmente curato l’alterazione visiva e vocale al fine di non rendere riconoscibile alcun soggetto ripreso, proprio in rispetto alle norme sulla privacy, non saprei sinceramente dove e come intervenire per correggere un eventuale mio errore.
Vi prego pertanto di darmi comunicazione in maniera più dettagliata, tenuto conto che mi si è dato un tempo di 48 ore per farlo.
Desidererei aggiungere che il mio video ha una funzione informativa e si richiama al legittimo diritto di cronaca democraticamente sancito.
Inoltre attendo eventuali istruzioni sulle mie azioni nel caso in cui invece non sia stata violata alcuna norma e sulle garanzie che il video non subisca limitazioni censorie pertanto non giustificate, che porterebbero invece in quel caso ad una limitazione dell’informazione, e quindi al contrario ad un danneggiamento della mia libertà di cronaca e dei miei diritti di utente e cittadino.”
 AGGIORNAMENTO AL 16.06: IL VIDEO E’ STATO RIMOSSO.
Commento: per il momento sembra più un tentativo di intimidire. E’ probabile che il reportage abbia colto nel segno, abbia colpito là dove non si doveva andare a parare (ssssh, non pensate, non parlate, sssssh…). Il video presenta volti pixellati e voci alterate.  YouTube non specifica nulla. Guarda il facsimile della comunicazione…

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il primo video dell’infiltrato nei laboratori Zelig!

13 Giu

 

Ruben sta registrando...

È online il primo video tratto dal reportage che Ruben Marosha ha girato dietro le quinte dei laboratori Zelig. (Leggi intervista a Ruben). A questo (della durata di 6’35”), ne dovrebbero seguire altri tratti dalla totalità del materiale girato.

Vediamone le caratteristiche: le immagini sono prese con telecamera nascosta. La qualità è ovviamente bassa. Inoltre sono stati oscurati i volti, alterate le voci (che sono state sottotitolate), cioè  si è evitato qualsiasi riferimento utile all’identificazione dei presenti per non violare le norme in materia di diritto d’immagine e privacy. Questo rende il video di non facilissima “visione”.

L’ambientazione è nello stesso laboratorio, ed è suddivisa in 4 scene. Ruben, sotto le “mentite spoglie” di Humber Sorana, dialoga con: A) un comico B) un autore C) una rappresentante dell’organizzazione D) una cabarettista. In grafica sono presenti delle considerazioni scritte sul tema dei laboratori. 

Guarda il video completo di Ruben Marosha. (AGGIORNAMENTO AL 23.07.2011: DOPO LA RIMOZIONE DA YOUTUBE E’ STATO RIPRISTINATO AL SEGUENTE INDIRIZZO: http://vimeo.com/user7771448/videos)

Le 4 scene, nel montaggio, si intrecciano. Raccontiamole una per una:

A) UN COMICO: Ruben fa domande sull’utilità di così tanto lavoro gratuito. Il comico gli dà ragione, ma ammette che non ci sono alternative. Lui stesso frequenta 4 laboratori alla volta. Sembra rassegnato: o fai così o non hai speranze, anche se tanti fanno la fame e pochi si arricchiscono.

B) UN AUTORE: Ruben fa le stesse domande maliziose, l’autore (uno locale di supporto, non quello ufficiale di Zelig) gli conferma che si possono fare anni e anni di laboratorio, che le risposte ci sarebbero, ma che non verranno mai date.

L’autore fa una dichiarazione sorprendente (probabilmente una boutade): una dell’organizzazione Bananas gli ha detto che molti comici pagano per accedere ai laboratori, della serie: “qua fuori c’è la fila, quindi non fate troppo gli schizzinosi” (SICURAMENTE SI TRATTA DI UNA BATTUTA INFELICE, NON RISULTA CHE SIANO MAI ESITITE FORME DI “PEDAGGIO” PER ACCERE AI LAB ZELIG E CIO’ NON FA PARTE DEI METODI BANANAS).

C) UN’INCARICATA dell’organizzazione locale del laboratorio (quindi non appartenente a Bananas) gira con le due liberatorie che i comici devono firmare (su questo si apre un mondo: ne parleremo ampiamente in futuro). Lei ammette candidamente che: se non firmi non vai sul palco, che la firma ti toglie ogni possibile tutela su ciò che fai, che certifica la gratuità del tuo intervento, che la pratica deriva dagli accordi presi con Zelig/Bananas.

UNA CABARETTISTA, giustamente alterata, racconta che lei è iscritta alla SIAE, i suoi pezzi sono depositati, ma nella liberatoria questa opzione non è prevista (?!?).

Inizialmente si è rifiutata di firmare, per non dichiarare il falso, poi con la minaccia di non salire sul palco (pensiamo a tutti i sacrifici fatti e alle speranze bruciate per arrivare fin lì NDR) ha firmato la liberatoria.

L’autore Zelig, saputo delle sue resistenze, si “è inca***to” e non l’ha fatta salire comunque sul palco.

Il semplice episodio, così com’è raccontato, è di una tristezza unica, per la violenza coercitiva che contiene e per la ritorsione meschina verso chi ha osato porsi dei problemi, verso chi non ha accettato supinamente quello che viene richiesto dal sistema.

L’episodio è come un terremoto che rade al suolo uno degli argomenti usati ossessivamente da alcuni (o molto ingenui o molto in malafede): “Nessuno ti obbliga, non c’è la pistola puntata, uno partecipa a quel sistema per sua volontà”. Dicendo così si ignora quanto il sistema sia basato sulla coercizione e sulla violenza psicologica, su tante piccole “estorsioni” come quella documentata.  

Ruben fin qui ha fatto un ottimo lavoro. Si tratta di una innovazione: per la prima volta una video inchiesta sbarca nel mondo grigio e chiuso del cabaret zelighiano (in ritardo di almeno 10 anni). Professionisti tipo Le Iene o Report avrebbero fatto un lavoro molto più raffinato, ma le cose vanno paragonate al contesto: i primi televisori in bianco e nero erano molto più grezzi di quelli attuali full HD, ma costituirono una grandissima novità.

Quindi, Ruben, bisogna ammettere che, pur nella povertà assoluta dei mezzi che avevi a disposizione, sei stato grande!!!

Roberto Gavelli Amministratore di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

 *qualcuno potrebbe erroneamente osservare (in buonafede o no) che il blog dia credito a personaggi la cui identità non è accertata. In realtà non è così: il materiale video di Ruben Marosha è stato girato davvero dietro le quinte di alcuni laboratori Zelig. Nessuno è stato capace di smentire questa cosa, anzi anche sul blog Ruben è stato oggetto di critiche proprio per questa azione specifica. Quindi c’è tutto il diritto di commentare il video in cui sono rappresentate dinamiche che, per chi ha letto il blog a fondo o per chi conosce l’ambiente sono esempi fulgidi di ciò che succede. Esempio: un comico afferma di frequentare diversi laboratori contemporaneamente. Questo è un esempio vivente del fenomeno “il nomadismo tra i laboratori” illustrato quando si ignorava addirittura l’esistenza di Ruben Marosha. Chiaroveggenza o semplice conoscenza dell’ambiente? La seconda.

Aspettando il video (per uscire dalla Corea del Nord…)

11 Giu
Ruben Marosha

Il blog seguirà con molta attenzione l’uscita del primo video girato da Ruben Marosha dietro le quinte dei laboratori Zelig. Come ripetuto più volte si tratta di un punto di svolta.

Il cabaret italico è cresciuto negli ultimi anni al di fuori di qualsiasi osservazione, analisi, inchiesta, critica.
Visto che ci sono stati alcuni intoppi di natura tecnica, l’attesa ha fatto un po’ slittare tutta la linea editoriale.
L’esordio di questo blog, poco più di un anno fa, è già stato  una grossa novità. Qualcuno (addirittura) non ha retto l’emozione ed è andato un po’ troppo sopra le righe, facendo qualche fallo di reazione eccessivo.
Però un anno di controinformazione dovrebbe aver aiutato un po’ tutti ad accettare chi esercita il semplice diritto di cronaca.
Allora restiamo in attesa di questo piccolo/grande passo in avanti verso le delizie della democrazia (che di solito garantisce più benessere e produttività rispetto alle dittature), un passo che inevitabilmente ci porta a uscire dalla Corea del Nord vissuta in questi anni.
 
Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare).
 
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