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i laboratori Zelig sono un business: ecco la prova definitiva

27 Giu

Pubblichiamo un documento normalissimo (da un lato) e straordinario (dall’altro). Si tratta di una pagina del bilancio Bananas 2009, acquisito tramite una semplice visura camerale, in cui si fa un consuntivo dei risultati ottenuti (fai click sull’immagine per ingrandirla):

dal bilancio di Bananas srl del 2009

Nel documento si sottolinea la soddisfazione per un utile d’esercizio di 1.246.034 Euro (con 16.406.211 Euro di fatturato e 11.276.613 Euro spesi per “servizi”). Più sotto si analizzano i motivi di tanta soddisfazione, individuando in tre fattori le basi del successo: A) l’agenzia B) la coproduzione televisiva C) I Laboratori. (vedi penultimo capoverso)

La dichiarazione è molto sincera e corrisponde al vero. Si tratta di un’ammissione cristallina: laboratori, agenzia e produzione tv fanno parte della stessa filiera e, coordinate tra loro, producono utili. Raramente si è visto qualcosa di più chiaro. (Nel bilancio 2008 c’erano le stesse conclusioni NDR).

Insomma, i laboratori sono una divisione interna a Bananas, perfettamente integrata alla strategia aziendale. Del resto l’ha ammesso candidamente anche l’Amministratore Delegato Roberto Bosatra: ‘… questi laboratori li consideriamo un po’ come la nostra divisione “ricerca & sviluppo”‘ (leggi intervista completa).

Allo stesso modo il concetto “Ogni attività lavorativa è presunta a titolo oneroso salvo che si dimostri la sussistenza di una finalità di solidarietà in luogo di quella lucrativa…” apre un mondo: i laboratori Zelig hanno operato totalmente come se non ci fosse una finalità lucrativa, invece c’era e c’è eccome.

Roberto Gavelli Amministratore di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

PS il documento è talmente chiaro che è impossibile aggiungere altro. L’unica cosa che si può precisare ulteriormente è che i laboratori non sono finalizzati direttamente a portare comici in agenzia, ma a creare materiale tv. L’agenzia ne guadagna se c’è esposizione televisiva, ovviamente (ma bisogna scriverlo? è autointuitivo come accendere un ventilatore). Poi ci possono essere un’infinità di casi specifici, si va dal fenomeno Ale & Franz e Checco Zalone a quello che fa poche serate e pagate male; c’è chi se ne va verso altre agenzie, chi torna, chi arriva per la prima volta, eccetera.

Affetto e benevolenza: due “sentimenti” poco probabili

23 Giu

Nell’analisi delle liberatorie Zelig (innescata dal video di Ruben Marosha) ci occupiamo di quella sulla “prestazione d’opera gratuita”, che sembrerebbe voler mettere una pezza fiscale a uno dei temi più controversi delle politiche Bananas, quello della “gratuità” nei laboratori:

L’accenno al Dpr 445/2000  (Testo Unico in materia di documentazione amministrativa) sottintende  che chi firmi il falso commetta un reato (queste cose vengono spiegate ai comici?). Più giù è contemplata l’unica possibilità: che la prestazione sia avvenuta per “affectionis vel benevolentiae causa” (in parole povere per “affetto e benevolenza”). Cosa significa?

Partiamo dalla decisione della Corte di Cassazione, sezione lavoro, 26 gennaio 2009, n. 1833, la quale afferma che: “Ogni attività lavorativa è presunta a titolo oneroso salvo che si dimostri la sussistenza di una finalità di solidarietà in luogo di quella lucrativa…”

La liberatoria vorrebbe affermare che esista una finalità  che sollevi dall’obbligo di qualsiasi retribuzione. Il bello è che la decisione sopraccitata nasce dal caso di due persone che lavoravano assieme e che erano in relazione sentimentale…

Ovviamente la mancanza di una liberatoria prefigurerebbe una prestazione “in nero”. Ma è comunque strano che Bananas, negli Zelig Lab, oltre a essersi ritagliata una totale esenzione Enpals (vedi post precedenti sull’argomento), sia sia anche “concessa” una totale esenzione dalle retribuzioni previste dalla legge quando c’è un fine di lucro (ricordiamo che Bananas fattura una media di 15/16 milioni di euro l’anno).  

Inoltre c’è anche la totale perdita dei diritti Siae da parte dei comici, anche se l’azione comporta cifre molto basse e sembra avere un impatto più psicologico che economico. Bisogna anche ricordare che la prestazione di ogni comico, non è ristretta ai 3 minuti del pezzo, ma comprende spesso una giornata lavorativa che può arrivare a 10 ore e oltre (tra prove, spostamenti, serata).

Roberto Gavelli Amministratore di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

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