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le liberatorie spiegate da Emanuela Dogliotti

14 Feb

 

in missione per conto di... Bananas!

Bananas srl ha ridefinito cosa sia un Laboratorio Zelig. Le nuove liberatorie contengono anche un patto di segretezza su tutto ciò che succede all’interno: l’inquietante Articolo 3 (leggi post) e il bizzarro invito a spogliarsi del proprio passato teatrale (leggi post).

Mercoledì 8 febbraio, allo Zelig Lab di Roma, presso il teatro Golden, c’è stato un intervento di Emanuela Dogliotti (responsabile Bananas dei laboratori), volto a spiegare le nuove liberatorie. Sicuramente la stessa azione è estesa a tutta Italia.

L’intervento è stato di 10 – 15 minuti prima che iniziasse lo spettacolo, forse un po’ poco per spiegare un tema così complesso. Se seguissimo Continua a leggere

Cancellate immediatamente l’Articolo 3!

2 Feb

 

Pare che, in un impeto di follia, Bananas srl, l’agenzia che controlla il marchio commerciale Zelig, voglia mettere il BAVAGLIO TOTALE a tutto quello che succede nei Laboratori Zelig, sul palco e dietro le quinte.

La clausola liberticida è contenuta nel famigerato Articolo 3 delle liberatorie di nuova generazione (leggi articolo precedente). Copia della liberatoria ci è giunta grazie a comici degli Zelig Lab, anche se si spera sempre in una burla ben congegnata.

Ma se fosse vero invitiamo Bananas srl a Continua a leggere

I laboratori sono il cuore del business Zelig?

13 Set

 

Di Gat  

Roberto Bosatra e Giancarlo Bozzo

ROBERTO BOSATRA (amministratore delegato) e GIANCARLO BOZZO (direttore artistico), in un’intervista a una rivista di settore dichiaravano che i laboratori sono la base del BUSINESS Zelig. Ho letto la cosa in una sala di attesa di un dentista, quindi non ne ho conservata una copia, ma il senso era, ed è chiaro.          

ZELIG è un marchio identificato con la comicità; è un prodotto televisivo di successo; è un’agenzia (Bananas) che rappresenta artisti come Ale & Franz e Checco Zalone, costituisce quindi una macchina per fare soldi.  Tra queste attività ce n’è una che sembrerebbe improduttiva, quella dei LABORATORI: facendo i conti della serva, bene che vada dovrebbero generare una leggera perdita.          

LA PRIMA osservazione (ovvia) è che i laboratori sono organizzati dalla stessa ditta che gestisce il business televisivo, quindi sono per forza parte integrante della “FILIERA PRODUTTIVA”.    

HO RECUPERATO però un’intervista a Roberto Bosatra (dal sito di Claudio Bisio), in cui parla anche dei laboratori:          

     In questi “incubatoi” facciamo crescere artisti che pensiamo      possano diventare dei nuovi talenti della comicità. Viste le risorse impegnate, in termini di tempo ma anche di denaro,  questi laboratori li consideriamo un po’ come la nostra divisione “ricerca & sviluppo”.

APPUNTO, la divisione ricerca & sviluppo è fondamentale nel BUSINESS di qualsiasi AZIENDA di successo. Si è mai vista una divisione ricerca & sviluppo in cui i “collaboratori” (in questo caso centinaia di comici) lavorino gratis per un numero imprecisato di anni? Non si è mai vista. Andrebbe rinominata divisione “SFRUTTAMENTO & SVILUPPO”.

 

UN DATO TENUTO NASCOSTO

 

 

NELLA VERSIONE ufficiale di Bananas ( vedi link) riguardo ai laboratori si parla di palestra, di mettersi in gioco, di sperimentare, di provare, cioè cose che sono in parte vere, ma non vi è alcun accenno agli affari, al businnes.  LO SCOUTING, la ricerca di nuovi talenti è importante, ma da alcuni anni Zelig in prima serata si fa ampiamente a tavolino, e ciò che arriva dai laboratori è minoritario. EPPURE considerare i laboratori il cuore del business non è sbagliato. Non è un caso che l’attività che sarebbe alla base di tanta RICCHEZZA sia organizzata quasi interamente sulla MANODOPERA GRATUITA (circa 25.000 ore l’anno, vedi link).

 I COMICI che frequentano i laboratori Zelig non vengono PAGATI, non hanno RIMBORSO SPESE, non gli viene riconosciuta neanche la SIAE, anche quando usano materiale di loro PROPRIETA’.      

SEMBRA QUASI di vedere una replica de Le Formiche, abile operazione messa in piedi da Gino & Michele sfruttando una montagna di battute prese gratuitamente da autori famosi e non, vivi e trapassati.     NEL CASO dei laboratori l’operazione è più complessa.

 Il sistema Zelig (Vedi link ansia 2) crea una RISERVA enorme di comici da cui PESCARE con comodo QUANDO SERVE. I comici sono tutti molto impegnati nel ciclo continuo di provini, laboratori e convocazioni per le trasmissioni, quindi rappresentano una FORZA LAVORO inesauribile: dilettantismo (LAVORO GRATIS) di molti al servizio del GUADAGNO DI POCHI.

PER FARE ZELIG in prima serata servono diciamo 5 o 6 comici all’anno provenienti dai laboratori, ma ne vengono tenuti impegnati circa 300. Come si spiega questa grandissima differenza?

 IL VANTAGGIO non sta solo nel materiale umano e creativo gratuito e sempre a disposizione.

 L’ARMA TOTALE DEL MONOPOLIO

 L’ARMA PRINCIPALE è che i laboratori, e il sistema di cui sono il motore, creano un REGIME DI MONOPOLIO che destabilizza qualsiasi tentativo di alternativa. IL MONOPOLIO È SIA UMANO CHE CREATIVO.

NON A CASO in Italia la concorrenza a Zelig è annichilita, se si esclude Colorado che però fa parte anche lui di Mediaset e che, guarda caso, si sta attrezzando con laboratori propri e sta comunque allargando la base dei suoi “lungodegenti”.

FACCIAMO UN ESEMPIO: sto realizzando una trasmissione comica e decido di puntare su comico. Il pericolo di perderlo è elevatissimo. Le sirene di Zelig sono potenti e suonano tutto l’anno: laboratorio, provini Zelig Off, laboratorio Zelig Off, Zelig Off, attesa Zelig prima serata, prima serata Zelig, altri laboratori, laboratori a tema, eccetera.

È FACILE che prima, durante, o appena dopo la nostra collaborazione egli sia distratto da una di queste sirene. Bene che vada si creerà una frattura, male che vada il frutto del mio lavoro finirà a Zelig che ha il potere di potersi prendere, in qualsiasi momento, ciò che gli interessa.

 UNA CONFESSIONE SORPRENDENTE

 UNA SERA che aveva alzato un po’ il gomito, un esponente di Zelig si vantò del fatto che le convocazioni per Zelig Off servono spesso a impedire che un comico vada da qualche altra parte: gli fanno fare un paio di puntate, lo illudono un po’, poi ovviamente lo mollano, facendo in modo però che ritorni sempre per avere un’altra dose di Zelig (il prossimo laboratorio, il prossimo provino, la prossima trasmissione). 

UNA BASE LARGA, costituita da centinaia e centinaia di persone garantisce un controllo molto importante sulle loro scelte artistiche, sulla stessa vita di ognuno di loro. Da questo sistema capillare si ottiene il monopolio sulla comicità in Italia (e sulla mente e sul cuore di ogni singolo comico). 

DA QUI NASCE IL TERRENO FERTILE PER IL BUSINNES ZELIG… ALLORA È IL CASO DI FARE ALCUNE DOMANDE:

1) COME MAI nelle comunicazioni ufficiali non si fa alcun accenno al fatto che i laboratori sono parte integrante di un business e rappresentano una divisione aziendale di ricerca & sviluppo? 

2) I COMICI che affollano i laboratori Zelig sono informati del fatto che stanno contribuendo (tramite lavoro gratuito) a un’attività che ha come scopo soprattutto quello di fare soldi? 

3) NON SAREBBE il caso di riconoscere ai partecipanti un “gettone di presenza”, dato che il loro lavoro costituisce il core business di un’attività che fattura diversi milioni di euro l’anno?

4) NON SAREBBE il caso di contrattualizzare chi partecipa ai laboratori, dato che il suo lavoro costituisce il core business di un’attività che fattura diversi milioni di euro l’anno?   

5) OMETTERE certe informazioni sugli scopi di un’attività non è in fondo un atteggiamento poco trasparente che costruisce un indubbio vantaggio per chi la organizza? 

 SONO DOMANDE che cercano di fare un po’ di luce nell’enorme ZONA D’OMBRA delle politiche di Zelig, in cui le regole sono molto “FLESSIBILI” e si piegano sempre nella direzione che fa COMODO a chi COMANDA (e guadagna cifre elevate). Per questo, da qui in avanti, cercheremo di potenziare il “sistema di illuminazione”.

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