Tag Archives: Satira

Comici in… censurati e la stand up che sbarca in Calabria

13 Dic
La Locandina

La Locandina

Partiamo dalla serata del 5 dicembre 2015 e da uno spettacolo rigorosamente stand up, intitolato Comici In… Censurati, che si è svolto al teatro Morelli di Cosenza. Spettacolo di satira sui temi sia del sesso e della crisi, con protagonisti Francesco Arno, Sergio Silvestri, Alvin Tripodi, Vincenzo Comunale, Claudio Masiero e Romina La Mantia. Gli argomenti sono stati trattati in modo reale, a volte crudo, si è parlato tra l’altro di:

la crisi dei migranti vista da chi è un volontario, la riflessione su come  anche in periodi di crisi economica c’è chi ci rimette e chi ci guadagna, la visione della crisi sociale dovuta alla burocratizzazione della società, il sesso proposto in modo subliminale nei programmi televisivi, il ribaltamento dei luoghi comuni sulla semplicità di fare battute sulle donne, la sacralità del pene e della vagina e l’uso di un linguaggio autocensurato ogni qualvolta si parla degli organi genitali. Eccetera. Sempre privilegiando il punto di vista personale del comico. Continua a leggere

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il futuro della stand up comedy italiana

31 Ago
dal sito di immagini gratuite https://pixabay.com/

dal sito di immagini gratuite https://pixabay.com/

Parte una nuova stagione e si può dire che la stand up comedy sia stata ormai sdoganata. Ci sono tante realtà, tanti comedian e la televisione non è più un tabù. Il merito principale è stato della “visione” di Filippo Giardina, fondatore di Satiriasi, che ci ha creduto contro ogni evidenza, ottenendo i risultati che sappiamo. Adesso, però, la situazione è come in quei videogame in cui hai superato il primo livello e passi al livello superiore dove ci sono altri draghi, altri mostri, altri alieni da combattere.

La stand up italiana potrebbe fermarsi al “primo livello” e non andare da nessuna parte, per una serie di motivi facili da capire. Gli stessi motivi che mettono in ulteriore crisi la comicità italiana in generale. Lo sdoganamento della stand up, nell’ultimo anno, purtroppo ha prodotto un dibattito sterile: cos’è la stand up, cos’è la satira, cos’è un comico, un comico è quello che fa ridere, io è 20 anni che faccio stand up, eccetera. Discussione inutile attorno alla quale si è perso solo del tempo. 

Allora entriamo nel cuore del problema, che è la mancanza di quella “filiera” di quel “ciclo virtuoso” che esiste nel mondo anglosassone e non solo: la stand up di qualità che poi sfocia nelle grandi serie tv, nei grandi show, nelle grandi sitcom, persino nelle web serie e nel cinema di successo internazionale. Senza ciò la stand up si accascia e muore per mancanza di sbocchi. Nel nostro paese questa filiera sta mancando da troppo tempo. Continua a leggere

scrittura comica: le attuali difficoltà…

2 Apr
La "forbice" della battuta?

La “forbice” della battuta?

Ananas Blog, nella figura del suo amministratore, sta portando avanti un progetto di Stand Up Liquida (leggi qui articolo), liquida nel senso che non è legata a luoghi particolari, ma che può essere fatta anche a distanza, anche tramite alcuni degli strumenti tecnologici come Skype, Google Drive, YouTube, eccetera. Questo in attesa che qualcosa possa maturare. (PS: tra non molto qualcosa maturerà 😉

Venendo a contatto con pezzi che talvolta sono scritti apposta oppure che vengono recuperati dai “cassetti” in cui erano custoditi o che fanno parte del repertorio, viene fuori un po’ troppo spesso un difetto di base, un vizio di forma che magari rende meno efficaci le buone intenzioni di partenza. In parole povere: la scrittura rimane un po’ troppo  superficiale, un po’ troppo legata alla battuta che finisce per spersonalizzare tutto. Continua a leggere

Flop comico a San Remo: Luca e Paolo non originali sul matrimonio gay?

15 Feb
Luca e Paolo matrimonio gay a San Remo

Luca e Paolo matrimonio gay a San Remo

Del flop comico di San Remo si è detto molto, soprattutto legato alle performance non brillanti di Angelo Pintus e Alessandro Siani, colpevoli di aver portato del repertorio un po’ fuori luogo (vecchie battute per Siani con luoghi comuni su nani e ciccioni e materiale da Colorado per Pintus), ma, si è detto, per fortuna ci hanno pensato Luca e Paolo a risollevare le sorti: “Con Luca e Paolo finalmente a Sanremo la satira decolla.” commentava quasi commosso l’Huffington Post (Leggi qui). Uno degli sketch più celebrati era quello delle nozze gay che si è chiuso addirittura con un sonoro “Vaffanculo” (vedi qui lo sketch su Rai.Tv).

Peppe e Ciccio matrimonio gay a Metropolis

Peppe e Ciccio matrimonio gay a Metropolis

Il meccanismo comico è semplice: di fronte all’altare Luca Bizzarri è entusiasta della vita a due, Paolo Kessisoglu invece, smonta tutto poiché ne vede l’aspetto negativo. Concetto: alla fine i problemi matrimoniali sono universali. Continua a leggere

Breve storia della censura televisiva comica in Italia seconda parte

14 Gen

 

la forbice della censura tv taglia in modo soft (dal sito di immagini gratuite Pixabay.com)

la forbice della censura tv taglia in modo soft (dal sito di immagini gratuite Pixabay.com)

Nel post precedente (leggi qui) si è raccontato di alcune realtà satiriche che hanno rischiato in prima persona, senza paura, pagando le conseguenze della loro libertà di espressione (il caso tragico di Charlie Hebdo, quello “vintage” di Hustler e, in piccolo, in Italia Ananas Blog e Ruben Marosha). I casi italiani sono più soft poiché per almeno 10 anni la censura comico televisiva ha “anestetizzato” tutto o quasi, rendendo la comicità qualcosa di separato dai contenuti, creando anche una vasta “comunità” di persone coinvolte nel sistema di potere.

LA PRIMA LINEA DI CENSURA – La struttura organizzativa delle trasmissioni comiche bloccava (e blocca ancora) sul nascere ogni forma di “pensiero non conforme”. La tecnica è semplice, basta dire: “questa cosa non andrà mai in tv”. Naturalmente esiste l’elenco di argomenti sgraditi: politica, sesso, religione, mestruazioni, nazismo, mafia, eccetera. Nel corso degli anni i comici hanno imparato a “pensare televisivamente” a produrre già in fase creativa sketch e monologhi e battute “tv compatibili”.

Gli autori sono stati e sono in prima linea in questa forma di selezione, indirizzata a bloccare ogni contenuto potenzialmente fastidioso. Alcuni di loro sono attivissimi nella satira online, magari poi continuano ad applicare la censura soft tv, senza rendersi conto della contraddizione. Oppure se ne rendono conto benissimo, ma l’Italia è comunque il paese delle “terre di mezzo”, dei “compromessi su tutto”.

Il fatto che la community comica sia così ampia aiuta la censura soft dei contenuti: i cast contano anche 40/50 comici, c’è una rotazione continua, c’è gente che spera di entrare, c’è gente che spera di ritornare. Le persone coinvolte ammontano a molte centinaia, ognuna con un passato (come minimo) di accettazione verso la censura televisiva. Difficile, se non impossibile, aderire alle regole di un ambiente e poi, di colpo, scoprirsi fustigatori del sistema.

Fabrizio Casalino vs Camperisti

Fabrizio Casalino vs Camperisti

IL CASO CASALINO – Zelig è riuscita nell’intento di azzerare ogni “fastidio”, tanto che il Presidente di Mediaset S.p.A., Fedele Confalonieri non ha mai dovuto una sola volta “alzare la cornetta” per esporre anche una sola lamentela.  Un lavoro che, da un lato, si potrebbe definire altamente professionale. Invece Colorado ha registrato il caso clamoroso di Fabrizio Casalino, passato al monologo stand up, che il 16 settembre 2013 se la prese con la categoria dei camperisti, ricevendo una serie di insulti e minacce. La storia è raccontata nel post: Camperisti in rivolta contro Fabrizio CasalinoCasalino era stato in precedenza oggetto di insulti per aver preso di mira i gay (nella figura di quelli che costituivano lo staff di Belen Rodriguez).

Sicuramente l’ottimo Fabrizio si è visto, a mano a mano, ridurre gli spazi come monologhista in favore di sketch meno “pericolosi”. Può essere che la censura tv colpisca nel tempo, emarginando i contenuti più sgraditi, senza mostrare una eccessiva fretta (che sarebbe sospetta). Casalino però non la pensa così, ritiene si sia trattato di semplici scelte editoriali e di turn over dei personaggi.

LA SECONDA LINEA – Pensando male, però, si può immaginare che le “scelte editoriali” costituiscano una seconda linea di censura. Non si creano martiri, ma solo persone di cui pian pianino ci si “scorda il numero di telefono”. Un caso sospetto è quello del comico calabrese Francesco Arno che ha fatto solo poche puntate a Made in Sud, parlando esplicitamente di ndrangheta, per esempio nella puntata del 18 novembre 2013 (guarda qui il video su Rai.TV).

Bisogna darne atto a Francesco Arno: il pezzo è forte, soprattutto quando il tema ndrangheta entra nel vivo del monologo e si intuisce dietro le battute l’indignazione di chi le pronuncia. Si percepisce quasi la tensione, l’idea di un “corpo estraneo” in una trasmissione che resta composta principalmente di personaggi e tormentoni. Voci semiufficiali riportano che Francesco Arno sia stato escluso perché non aveva abbastanza repertorio. Casualmente, però, uno parla di ndrangheta e poi, puf, scompare.

In ogni caso la censura comica italiana raramente è aggressiva (tipo quando ricorre agli “editti bulgari”) in generale è soft, ma molto efficace. 

Ananas Blog (Long May You Run)

attacco alla libertà di satira e di parola, cosa si rischia in Italia?

8 Gen

 

Charb (Stephane Charbonnier) direttore di Charlie Hebdo, uno dei martiri dell'attacco terroristico

Charb (Stephane Charbonnier) direttore di Charlie Hebdo, uno dei martiri dell’attacco terroristico

Un commento di Roberto Pozzi, che inserisco anche qui, pone delle interessanti riflessioni su un tema che, abbiamo scoperto tragicamente, riguarda la libertà di ognuno di noi, il diritto di satira e, finanche, il futuro dell’Europa stessa:

“Ciao amministratore, propongo un dibattito sui limiti della satira, un ricordo per i vignettisti, giornalisti, poliziotti, guardie del corpo, ecc.. morti. Un qualcosa, dai… C’è stata una strage per alcune battute e noi siamo i giullari che davanti al Re sono disposti a farsi tagliare la testa per una risata, tagliente appunto. La situazione è veramente complessa. Ci sono diritti acquisiti da anni di illuminismo e sensibilità diverse, la libertà d’opinione contro la rabbia. Onoriamo i morti in maniera degna. Con una risata sopratutto. C’è tanto senso del ridicolo in tutto quello che è successo ieri. Dall’indizzo sbagliato, al cane che i terroristi hanno fatto scendere dalla macchina, ai documenti lasciati, all’aver freddato un poliziotto dal nome arabo… neanche tutta la redazione di Charlie Hebdò avrebbe immaginato una cosa così assurda. E se penso al fatto che ai martiri gli aspettano 72 vergini quando morranno rido immaginadomi quante di più se ne è scopate da vivo Wolinsky. Con rispetto per tutte le donne, per carità. Perchè sono loro che ci salveranno, visto che “Dio”, in qualsiasi forma viene immaginato, è sempre maschio. Viva la satira.” Continua a leggere

il progetto Milan’s Comedy Club di Luca Martera

22 Nov

L’apertura di un Comedy Club a Milano, magari bilingue, magari dove si faccia una comicità diversa da come siamo abituati, quindi basata sui conflitti e le differenze culturali? Ci sta pensando Luca Martera, autore tv, regista e documentarista con una predilezione per la satira e la comicità; consulente per i media tra l’Italia e gli Stati Uniti (leggi qui). Il progetto, per il quale è già stato trovato il locale adatto in zona Garibaldi, nascerà in corrispondenza dell’Expo 2015 ed è spiegato in questo video:

(Altre informazioni sono contenute nell’articolo “Milan’s Comedy Club: Italiani con inglese fluente cercansi” (Leggi qui)

“Un comedy club a Milano nasce anche dall’esigenza di fornire un tipo di intrattenimento realmente internazionale che, in vista dell’Expo 2015, si propone di offrire un’alternativa originale in fatto di nightlife ai milioni di turisti che transiteranno per la città. 

La scaletta tipo del Milan’s Comedy Club prevede circa 10 esibizioni di 7-8 minuti con un cast in parte fisso e in parte a rotazione legato alle presenze di passaggio a Milano. Lo spettacolo sarà in lingua inglese con alcune parti in italiano (tradotte al momento) e sarà cura del direttore artistico fare in modo che ci sia sempre un equilibrio fra i temi e i diversi gruppi etnici coinvolti per avere sempre materiale fresco e originale.”

Se siete interessati, come comedian o come possibili “soci fondatori” potete contattare Luca Martera tramite i suoi canali social. Ananas Blog, comunque, seguirà l’iniziativa ogni volta che ci saranno novità.

Ananas Blog (Long May You Run)

Satira sul web: il dramma della monetizzazione

22 Gen
i soldi sono un azzardo e tutti fanno il loro gioco

i soldi sono un azzardo e tutti fanno il loro gioco

Questo è il quarto articolo di Ananas Blog sulla satira sul web. Sarebbe meglio dare un’occhiata anche al primo post: Liberi battutisti o servi della gleba? al secondo Territorio felice o guerra tra bande? e al terzo: Copioni o costruttori di fotocopiatrici?

“E’ sempre preferibile restare due minuti al sole che un anno sotto la pioggia” (da: l’Adorabile Giulia di Gilbert Sauvajon).

 Nella satira sul web dove vigono “collettivi” di battutisti con decine, centinaia di autori, non si può eludere il tema della “monetizzazione”: tutta questa attività produce o produrrà del denaro? qualcuno, approfittandosene, si arricchisce? (NB: Ananas Blog, considera  da SEMPRE sbagliato il sistema basato sul “Tanta gente che crea e alcuni che fanno i selezionatori”. I laboratori di cabaret, che sono strutturati su questo principio, stanno portando al collasso la comicità italiana).

Un dirigente di Kotiomkin, alcune settimane fa, mi ha giurato e spergiurato che Kotiomkin (che ha una “palestra” di circa 700 autori) MAI E POI MAI MONETIZZERA’, insomma che l’attività è totalmente no profit. Ma è credibile che un gruppo di 700 persone, molte delle quali comici (quindi presi dall’ansia della visibilità e del successo e alle prese con una crisi lavorativa senza precedenti) stia assieme per la voglia di totale dilettantismo? Impossibile, ovviamente.  

SEGNALI DAL PROFONDO – Cito un articolo di Kra, autore cresciuto su Spinoza, passato ad Umore Maligno (adesso non ne fa più parte). U.M. è stata una “scissione” da Spinoza. (qui il post di Kra). Alcune frasi estrapolate:  Continua a leggere

Satira sul web, copioni o costruttori di fotocopiatrici?

15 Gen
una serie di battute originali appena sfornate...

una serie di battute originali appena sfornate…

Questo è il terzo articolo dell’approfondimento di Ananas Blog sulla satira sul web. Per proseguire sarebbe meglio dare un’occhiata al primo post: Liberi battutisti o servi della gleba? e al secondo post Territorio felice o guerra tra bande?.

“E’ sempre preferibile restare due minuti al sole che un anno sotto la pioggia” (da: l’Adorabile Giulia di Gilbert Sauvajon).

Parliamo dell’abitudine di copiare battute altrui: esiste nel web? E’ la prassi? la battuta copiata non è un tema secondario, poiché può addirittura diventare un caso politico, come successe per le battute di Spinoza “prese” da Luca Barbareschi in Barbareschi Sciok su La7. L’incidente fu usato dal potente portavoce grillino Claudio Messora (guarda video dal minuto 19,20) per attaccare la legge sul “copyright in rete” di cui l’Onorevole Barbareschi era tra i promotori.

Se uno prova a chiedere a qualche addetto ai lavori, riceverà delle risposte nette: “Nessuno copia, i plagi sono solo casuali” (la maggioranza minimalista) oppure: “Tutti copiano, tutti si spiano a vicenda, ma nessuno lo ammette” (La minoranza agguerrita). Nessuno può negare, però, l’incredibile numero di battute simili o uguali tra loro che vengono sfornate a getto continuo dai collettivi di satira.

E quasi tutti ignorano o fingono di ignorare (o emettono solo qualche sterile protesta) che il vero “movimento” è altrove, giocato sulla pelle anche dei battutisti, usati come “riempitivo”. Continua a leggere

Satira sul web: liberi battutisti o servi della gleba?

3 Gen
battutisti satirici trasportano il moderatore del sito per cui scrivono

battutisti satirici trasportano il moderatore del sito per cui scrivono

“E’ sempre preferibile restare due minuti al sole che un anno sotto la pioggia” (da: l’Adorabile Giulia di Gilbert Sauvajon).

Ananas Blog dedicherà una serie di articoli di approfondimento sul tema della satira sul web, soprattutto su quelle realtà (Spinoza è stato il capostipite) che producono “in serie” battute sull’attualità, spesso mobilitando una notevole numero di aspiranti battutisti (e anche una squadra di grafici, visto che molte battute sono delle caption, cioè delle scritte su un’immagine grafica).

Già ma la satira sul web che cos’è? Un’isola felice oppure un luogo in cui si consumano guerre, vendette, tradimenti? Una repubblica di “uguali” o un regno in cui pochi “signorotti” (ostili tra loro) traggono potere dalla fatica di tutti? Un posto in cui l’ingegno altrui è rispettato oppure in cui la “creatività” non esiste poiché “tanto copiano tutti”? E’ il motore di un rinascimento culturale oppure un fattore di appiattimento e di banalità conformista? Continua a leggere

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