Tag Archives: Satira

Parliamo di Gio Pizzi in quanto youtuber e non solo

29 Apr

Giò Pizzi (da Cercatori di Atlantide, link all’immagine)

Andiamo con ordine. Gio Pizzi (Giovanni Pizzigoni) si presenta così: “Mi occupo di doppiaggio, vlog, attualità, cinema e satira!” ed è noto soprattutto per il canale Youtube (vedi qui il canale) GioPizzi – attualità e cultura pop, che conta più di 228.000 iscritti. E’ attivo anche su Facebook, Twitter, Instagram e su altri luoghi dai nomi morbosamente anglosassoni: Twitch, Patreon, Spreaker (vedi qui) ma questo importa poco, ciò che importa è lo stile che rappresenta (salvo smentite) una novità in campo satirico.

Gio Pizzi ricorda un po’ un Saverio Raimondo più giovane e più peloso, meno propenso alla battuta e più all’approfondimento. Di solito la satira comica si appoggia su un evento, un titolo di giornale, un fatto che viene riassunto in poche parole, poiché la necessità è quella di arrivare alla battuta. Ciò porta alla semplificazione, all’imprecisione ed è a rischio di uso dei luoghi comuni. Gio Pizzi lavora molto sulla documentazione (questa è la novità) quindi riesce nel compito arduo di informare facendo intrattenimento. Ovviamente le battute e le gag sono più dilatate. Un esempio notevole è il video sull’Alt-Right (una roba brutta che tutti noi dovremmo conoscere):

Probabilmente il video successivo è più facile come paragone con la comicità italiana, visto che parla del famigerato Congresso delle Famiglie di Verona, derivato da una ideologia che è stata presa spesso di mira dalla satira. Anche qui c’è l’aspetto informativo che viene prima di tutto:

Insomma, la sensazione è quella di aver imparato qualcosa e di essersi divertiti, rivolti però alla direzione corretta, quella della realtà, con la possibilità, la voglia di andare a leggersi qualcosa di più sul tema. Forse si potrebbe prendere a esempio il lavoro di Giò Pizzi, magari scrivendo cose un po’ più documentate, prima di arrivare alla battuta e alla conseguente risata (che devono esserci comunque).

Un ultimo video suggerito, con un meccanismo più easy: Pizzi che legge i commenti offensivi…

Ananas Blog 

Il ritorno di Daniele Luttazzi in TV?

4 Gen

Daniele Luttazzi (da: biografie online)

Notizia davvero clamorosa con cui si è aperto il 2019, vale a dire il possibile ritorno di Daniele Luttazzi in TV, precisamente su Rai 2. La cosa è stata resa pubblica dalla conferenza stampa (vedi qui) del neo direttore Carlo Freccero (sotto la cui precedente direzione lavorò anche l’amministratore di questo blog, nel lontano anno 2.000). 

“Ci siamo incontrati, c’è in vista un progetto per l’autunno. La satira libera è un’altra caratteristica del servizio pubblico ed è finita l’epoca di Berlusconi e di Renzi.”

Chi segue questo blog sa bene quanto sia stato auspicato il rientro di Daniele Luttazzi sui palcoscenici che gli competono. Per tre semplici motivi: 1) le censure appartengono, come detto da Freccero, a un’epoca che ormai non esiste più. 2) I presunti casi di plagio, al di là di come la si pensi, non costituiscono un motivo di emarginazione o di ostracismo. 3) Daniele Luttazzi può piacere o meno, ma è innegabile che sia una spanna sopra quasi tutti.   

Facciamo un breve riassunto: già nel gennaio 2013 pubblicavamo il post Daniele Luttazzi assolto da ogni accusa di plagio, in cui si elencavano una serie notevole di “ruberie” avvenute nel mondo della comicità senza che nessuno battesse ciglio (Visto e considerato che: nel mondo della comicità il concetto di plagio e di copia è sostanzialmente nullo, frutto questo di una legislazione assente e di una consuetudine inveterata…). Ergo, Luttazzi meritava l’assoluzione piena a prescindere da colpe presunte o reali.

Nel marzo del 2015 veniva pubblicato il post Svelato il complotto ai danni di Daniele Luttazzi, che partiva dal fatto che Luttazzi fosse indagato per frode fiscale (poi assolto). Da lì si prendeva spunto per evidenziare una “congiura del silenzio” facile da spiegare: il nostro eroe stava bene lì dove stava. “Dove Luttazzi? Cosa sta facendo? Non sarebbe il caso tornasse in scena? Se fai queste domande a qualche collega o presunto tale, l’impressione è che tutto si risolva con “un’alzata di spalle”, anzi c’è quasi come un muro di gomma. E’ brutto dirlo, ma Daniele Luttazzi fa comodo lì dov’è. Un concorrente in meno.”

Insomma, l’accusa di frode fiscale era un ulteriore motivo per sancirne l’indegnità, mentre magari il sentimento dell’ambiente (che è sempre molto competitivo) era quello del “ma sì, un rivale di meno”.  

Il 22 aprile 2016 usciva il post: Urge il ritorno immediato di Daniele Luttazzi!!! Scritto in seguito a un clamoroso caso di plagio passato in tv in prima serata (pari, pari da George Carlin e Sergio Viglianese) senza che ci fosse alcuna conseguenza, anzi, con la promozione in finale dell’autore dello scippo. Era un ulteriore prova della non colpevolezza di Luttazzi.

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Comici in… censurati e la stand up che sbarca in Calabria

13 Dic
La Locandina

La Locandina

Partiamo dalla serata del 5 dicembre 2015 e da uno spettacolo rigorosamente stand up, intitolato Comici In… Censurati, che si è svolto al teatro Morelli di Cosenza. Spettacolo di satira sui temi sia del sesso e della crisi, con protagonisti Francesco Arno, Sergio Silvestri, Alvin Tripodi, Vincenzo Comunale, Claudio Masiero e Romina La Mantia. Gli argomenti sono stati trattati in modo reale, a volte crudo, si è parlato tra l’altro di:

la crisi dei migranti vista da chi è un volontario, la riflessione su come  anche in periodi di crisi economica c’è chi ci rimette e chi ci guadagna, la visione della crisi sociale dovuta alla burocratizzazione della società, il sesso proposto in modo subliminale nei programmi televisivi, il ribaltamento dei luoghi comuni sulla semplicità di fare battute sulle donne, la sacralità del pene e della vagina e l’uso di un linguaggio autocensurato ogni qualvolta si parla degli organi genitali. Eccetera. Sempre privilegiando il punto di vista personale del comico. Continua a leggere

il futuro della stand up comedy italiana

31 Ago
dal sito di immagini gratuite https://pixabay.com/

dal sito di immagini gratuite https://pixabay.com/

Parte una nuova stagione e si può dire che la stand up comedy sia stata ormai sdoganata. Ci sono tante realtà, tanti comedian e la televisione non è più un tabù. Il merito principale è stato della “visione” di Filippo Giardina, fondatore di Satiriasi, che ci ha creduto contro ogni evidenza, ottenendo i risultati che sappiamo. Adesso, però, la situazione è come in quei videogame in cui hai superato il primo livello e passi al livello superiore dove ci sono altri draghi, altri mostri, altri alieni da combattere.

La stand up italiana potrebbe fermarsi al “primo livello” e non andare da nessuna parte, per una serie di motivi facili da capire. Gli stessi motivi che mettono in ulteriore crisi la comicità italiana in generale. Lo sdoganamento della stand up, nell’ultimo anno, purtroppo ha prodotto un dibattito sterile: cos’è la stand up, cos’è la satira, cos’è un comico, un comico è quello che fa ridere, io è 20 anni che faccio stand up, eccetera. Discussione inutile attorno alla quale si è perso solo del tempo. 

Allora entriamo nel cuore del problema, che è la mancanza di quella “filiera” di quel “ciclo virtuoso” che esiste nel mondo anglosassone e non solo: la stand up di qualità che poi sfocia nelle grandi serie tv, nei grandi show, nelle grandi sitcom, persino nelle web serie e nel cinema di successo internazionale. Senza ciò la stand up si accascia e muore per mancanza di sbocchi. Nel nostro paese questa filiera sta mancando da troppo tempo. Continua a leggere

scrittura comica: le attuali difficoltà…

2 Apr
La "forbice" della battuta?

La “forbice” della battuta?

Ananas Blog, nella figura del suo amministratore, sta portando avanti un progetto di Stand Up Liquida (leggi qui articolo), liquida nel senso che non è legata a luoghi particolari, ma che può essere fatta anche a distanza, anche tramite alcuni degli strumenti tecnologici come Skype, Google Drive, YouTube, eccetera. Questo in attesa che qualcosa possa maturare. (PS: tra non molto qualcosa maturerà 😉

Venendo a contatto con pezzi che talvolta sono scritti apposta oppure che vengono recuperati dai “cassetti” in cui erano custoditi o che fanno parte del repertorio, viene fuori un po’ troppo spesso un difetto di base, un vizio di forma che magari rende meno efficaci le buone intenzioni di partenza. In parole povere: la scrittura rimane un po’ troppo  superficiale, un po’ troppo legata alla battuta che finisce per spersonalizzare tutto. Continua a leggere

Flop comico a San Remo: Luca e Paolo non originali sul matrimonio gay?

15 Feb
Luca e Paolo matrimonio gay a San Remo

Luca e Paolo matrimonio gay a San Remo

Del flop comico di San Remo si è detto molto, soprattutto legato alle performance non brillanti di Angelo Pintus e Alessandro Siani, colpevoli di aver portato del repertorio un po’ fuori luogo (vecchie battute per Siani con luoghi comuni su nani e ciccioni e materiale da Colorado per Pintus), ma, si è detto, per fortuna ci hanno pensato Luca e Paolo a risollevare le sorti: “Con Luca e Paolo finalmente a Sanremo la satira decolla.” commentava quasi commosso l’Huffington Post (Leggi qui). Uno degli sketch più celebrati era quello delle nozze gay che si è chiuso addirittura con un sonoro “Vaffanculo” (vedi qui lo sketch su Rai.Tv).

Peppe e Ciccio matrimonio gay a Metropolis

Peppe e Ciccio matrimonio gay a Metropolis

Il meccanismo comico è semplice: di fronte all’altare Luca Bizzarri è entusiasta della vita a due, Paolo Kessisoglu invece, smonta tutto poiché ne vede l’aspetto negativo. Concetto: alla fine i problemi matrimoniali sono universali. Continua a leggere

Breve storia della censura televisiva comica in Italia seconda parte

14 Gen

 

la forbice della censura tv taglia in modo soft (dal sito di immagini gratuite Pixabay.com)

la forbice della censura tv taglia in modo soft (dal sito di immagini gratuite Pixabay.com)

Nel post precedente (leggi qui) si è raccontato di alcune realtà satiriche che hanno rischiato in prima persona, senza paura, pagando le conseguenze della loro libertà di espressione (il caso tragico di Charlie Hebdo, quello “vintage” di Hustler e, in piccolo, in Italia Ananas Blog e Ruben Marosha). I casi italiani sono più soft poiché per almeno 10 anni la censura comico televisiva ha “anestetizzato” tutto o quasi, rendendo la comicità qualcosa di separato dai contenuti, creando anche una vasta “comunità” di persone coinvolte nel sistema di potere.

LA PRIMA LINEA DI CENSURA – La struttura organizzativa delle trasmissioni comiche bloccava (e blocca ancora) sul nascere ogni forma di “pensiero non conforme”. La tecnica è semplice, basta dire: “questa cosa non andrà mai in tv”. Naturalmente esiste l’elenco di argomenti sgraditi: politica, sesso, religione, mestruazioni, nazismo, mafia, eccetera. Nel corso degli anni i comici hanno imparato a “pensare televisivamente” a produrre già in fase creativa sketch e monologhi e battute “tv compatibili”.

Gli autori sono stati e sono in prima linea in questa forma di selezione, indirizzata a bloccare ogni contenuto potenzialmente fastidioso. Alcuni di loro sono attivissimi nella satira online, magari poi continuano ad applicare la censura soft tv, senza rendersi conto della contraddizione. Oppure se ne rendono conto benissimo, ma l’Italia è comunque il paese delle “terre di mezzo”, dei “compromessi su tutto”.

Il fatto che la community comica sia così ampia aiuta la censura soft dei contenuti: i cast contano anche 40/50 comici, c’è una rotazione continua, c’è gente che spera di entrare, c’è gente che spera di ritornare. Le persone coinvolte ammontano a molte centinaia, ognuna con un passato (come minimo) di accettazione verso la censura televisiva. Difficile, se non impossibile, aderire alle regole di un ambiente e poi, di colpo, scoprirsi fustigatori del sistema.

Fabrizio Casalino vs Camperisti

Fabrizio Casalino vs Camperisti

IL CASO CASALINO – Zelig è riuscita nell’intento di azzerare ogni “fastidio”, tanto che il Presidente di Mediaset S.p.A., Fedele Confalonieri non ha mai dovuto una sola volta “alzare la cornetta” per esporre anche una sola lamentela.  Un lavoro che, da un lato, si potrebbe definire altamente professionale. Invece Colorado ha registrato il caso clamoroso di Fabrizio Casalino, passato al monologo stand up, che il 16 settembre 2013 se la prese con la categoria dei camperisti, ricevendo una serie di insulti e minacce. La storia è raccontata nel post: Camperisti in rivolta contro Fabrizio CasalinoCasalino era stato in precedenza oggetto di insulti per aver preso di mira i gay (nella figura di quelli che costituivano lo staff di Belen Rodriguez).

Sicuramente l’ottimo Fabrizio si è visto, a mano a mano, ridurre gli spazi come monologhista in favore di sketch meno “pericolosi”. Può essere che la censura tv colpisca nel tempo, emarginando i contenuti più sgraditi, senza mostrare una eccessiva fretta (che sarebbe sospetta). Casalino però non la pensa così, ritiene si sia trattato di semplici scelte editoriali e di turn over dei personaggi.

LA SECONDA LINEA – Pensando male, però, si può immaginare che le “scelte editoriali” costituiscano una seconda linea di censura. Non si creano martiri, ma solo persone di cui pian pianino ci si “scorda il numero di telefono”. Un caso sospetto è quello del comico calabrese Francesco Arno che ha fatto solo poche puntate a Made in Sud, parlando esplicitamente di ndrangheta, per esempio nella puntata del 18 novembre 2013 (guarda qui il video su Rai.TV).

Bisogna darne atto a Francesco Arno: il pezzo è forte, soprattutto quando il tema ndrangheta entra nel vivo del monologo e si intuisce dietro le battute l’indignazione di chi le pronuncia. Si percepisce quasi la tensione, l’idea di un “corpo estraneo” in una trasmissione che resta composta principalmente di personaggi e tormentoni. Voci semiufficiali riportano che Francesco Arno sia stato escluso perché non aveva abbastanza repertorio. Casualmente, però, uno parla di ndrangheta e poi, puf, scompare.

In ogni caso la censura comica italiana raramente è aggressiva (tipo quando ricorre agli “editti bulgari”) in generale è soft, ma molto efficace. 

Ananas Blog (Long May You Run)

attacco alla libertà di satira e di parola, cosa si rischia in Italia?

8 Gen

 

Charb (Stephane Charbonnier) direttore di Charlie Hebdo, uno dei martiri dell'attacco terroristico

Charb (Stephane Charbonnier) direttore di Charlie Hebdo, uno dei martiri dell’attacco terroristico

Un commento di Roberto Pozzi, che inserisco anche qui, pone delle interessanti riflessioni su un tema che, abbiamo scoperto tragicamente, riguarda la libertà di ognuno di noi, il diritto di satira e, finanche, il futuro dell’Europa stessa:

“Ciao amministratore, propongo un dibattito sui limiti della satira, un ricordo per i vignettisti, giornalisti, poliziotti, guardie del corpo, ecc.. morti. Un qualcosa, dai… C’è stata una strage per alcune battute e noi siamo i giullari che davanti al Re sono disposti a farsi tagliare la testa per una risata, tagliente appunto. La situazione è veramente complessa. Ci sono diritti acquisiti da anni di illuminismo e sensibilità diverse, la libertà d’opinione contro la rabbia. Onoriamo i morti in maniera degna. Con una risata sopratutto. C’è tanto senso del ridicolo in tutto quello che è successo ieri. Dall’indizzo sbagliato, al cane che i terroristi hanno fatto scendere dalla macchina, ai documenti lasciati, all’aver freddato un poliziotto dal nome arabo… neanche tutta la redazione di Charlie Hebdò avrebbe immaginato una cosa così assurda. E se penso al fatto che ai martiri gli aspettano 72 vergini quando morranno rido immaginadomi quante di più se ne è scopate da vivo Wolinsky. Con rispetto per tutte le donne, per carità. Perchè sono loro che ci salveranno, visto che “Dio”, in qualsiasi forma viene immaginato, è sempre maschio. Viva la satira.” Continua a leggere

il progetto Milan’s Comedy Club di Luca Martera

22 Nov

L’apertura di un Comedy Club a Milano, magari bilingue, magari dove si faccia una comicità diversa da come siamo abituati, quindi basata sui conflitti e le differenze culturali? Ci sta pensando Luca Martera, autore tv, regista e documentarista con una predilezione per la satira e la comicità; consulente per i media tra l’Italia e gli Stati Uniti (leggi qui). Il progetto, per il quale è già stato trovato il locale adatto in zona Garibaldi, nascerà in corrispondenza dell’Expo 2015 ed è spiegato in questo video:

(Altre informazioni sono contenute nell’articolo “Milan’s Comedy Club: Italiani con inglese fluente cercansi” (Leggi qui)

“Un comedy club a Milano nasce anche dall’esigenza di fornire un tipo di intrattenimento realmente internazionale che, in vista dell’Expo 2015, si propone di offrire un’alternativa originale in fatto di nightlife ai milioni di turisti che transiteranno per la città. 

La scaletta tipo del Milan’s Comedy Club prevede circa 10 esibizioni di 7-8 minuti con un cast in parte fisso e in parte a rotazione legato alle presenze di passaggio a Milano. Lo spettacolo sarà in lingua inglese con alcune parti in italiano (tradotte al momento) e sarà cura del direttore artistico fare in modo che ci sia sempre un equilibrio fra i temi e i diversi gruppi etnici coinvolti per avere sempre materiale fresco e originale.”

Se siete interessati, come comedian o come possibili “soci fondatori” potete contattare Luca Martera tramite i suoi canali social. Ananas Blog, comunque, seguirà l’iniziativa ogni volta che ci saranno novità.

Ananas Blog (Long May You Run)

Satira sul web: il dramma della monetizzazione

22 Gen
i soldi sono un azzardo e tutti fanno il loro gioco

i soldi sono un azzardo e tutti fanno il loro gioco

Questo è il quarto articolo di Ananas Blog sulla satira sul web. Sarebbe meglio dare un’occhiata anche al primo post: Liberi battutisti o servi della gleba? al secondo Territorio felice o guerra tra bande? e al terzo: Copioni o costruttori di fotocopiatrici?

“E’ sempre preferibile restare due minuti al sole che un anno sotto la pioggia” (da: l’Adorabile Giulia di Gilbert Sauvajon).

 Nella satira sul web dove vigono “collettivi” di battutisti con decine, centinaia di autori, non si può eludere il tema della “monetizzazione”: tutta questa attività produce o produrrà del denaro? qualcuno, approfittandosene, si arricchisce? (NB: Ananas Blog, considera  da SEMPRE sbagliato il sistema basato sul “Tanta gente che crea e alcuni che fanno i selezionatori”. I laboratori di cabaret, che sono strutturati su questo principio, stanno portando al collasso la comicità italiana).

Un dirigente di Kotiomkin, alcune settimane fa, mi ha giurato e spergiurato che Kotiomkin (che ha una “palestra” di circa 700 autori) MAI E POI MAI MONETIZZERA’, insomma che l’attività è totalmente no profit. Ma è credibile che un gruppo di 700 persone, molte delle quali comici (quindi presi dall’ansia della visibilità e del successo e alle prese con una crisi lavorativa senza precedenti) stia assieme per la voglia di totale dilettantismo? Impossibile, ovviamente.  

SEGNALI DAL PROFONDO – Cito un articolo di Kra, autore cresciuto su Spinoza, passato ad Umore Maligno (adesso non ne fa più parte). U.M. è stata una “scissione” da Spinoza. (qui il post di Kra). Alcune frasi estrapolate:  Continua a leggere

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