Tag Archives: Scaldasole

Rispetto per Zac

5 Apr
Alberto Azarya (Zac) in una foto dal suo profilo Facebook

Alberto Azarya (Zac) in una foto dal suo profilo Facebook

Il titolo di questo post è una risposta implicita a un episodio non bello accaduto nell’ultima puntata di Eccezionale Veramente (leggi qui), relativo alla partecipazione di Alberto Azarya, più conosciuto come Zac. Zac è un nome noto specialmente nell’ambito del cabaret Milanese. Presentato come uno sconosciuto, ha esibito lo sketch “rifondazione paninara” che oggettivamente è la cosa sua più debole in repertorio. E’ stato fermato quasi subito da Abatantuono e liquidato in maniera spiccia e gelida anche dagli altri giudici. l’impressione è che il suo intervento sia stato “mirato” a presentarlo come uno “zimbello” e qualcuno ha segnalando la cosa al blog definendola sia violenta che poco rispettosa, insomma si è come voluto cancellare la storia professionale di un artista che ha un suo background e che gode della stima di molti colleghi. 

Così ricordiamo chi è “veramente” Alberto Azarya. Molti l’avranno visto in Mario, serie di culto di Maccio Capatonda andata in onda su MTV nel ruolo dell’inviato Amarino Mallo e ha avuto anche un ruolo nel film Italiano Medio (oltre a partecipare ad altri film tra cui La Banda dei Babbi Natale). Insieme a teatro, televisione e cinema, sul piano del cabaret, ha fatto parte del leggendario Scaldasole, che tanti talenti ha prodotto, fin dal 1994. Dall’esperienza nacque Cinici Comici Acrobatici, con la regia di Paolo Rossi e Scaldasole Night Live per 4 anni a Radio Popolare dove Zac faceva la sigla di apertura e chiusura. E’ stato più volte ospite di colleghi che hanno stima di lui, soprattutto Gianmarco Pozzoli e Gianluca De Angelis, ma anche di Sergio Sgrilli, il quale ebbe a dire: “Zac, quando vuole, uno spazio da me ce l’ha”. Continua a leggere

Chiacchierpillar e lo spirito di Scaldasole

13 Nov
Walter Leonardi e Flavio Pirini in un frame di Chiacchierpillar

Walter Leonardi e Flavio Pirini in un frame di Chiacchierpillar

Segnaliamo la web serie Chiacchierpillar, gemellata con la nota trasmissione radiofonica Caterpillar, serie che è visibile su Rai.it (Vedi qui) di: Alessio Tagliento, Flavio Pirini e Walter Leonardi, i cui nomi ricordano gli anni gloriosi di Scaldasole a Milano. Che cos’era Scaldasole? Beh la realtà che ha dato avvio a tutto: il primo laboratorio (ma anche free e anche anticommerciale) dapprima nella via omonima e poi al Barrios di via Barona; l’insieme di talenti underground già entrati nell’orbita di Paolo Rossi e poi andati spesso a conquistare anche il grande successo televisivo, comunque mai in modo banale.

L’idea di Chiacchierpillar nasce proprio dai “discorsi a vanvera” che si fanno in macchina quando si è in giro a far spettacoli, qui interpretati da Walter e Flavio che fa un ottimo lavoro di spalla (“Walter Leonardi e Flavio Pirini non si sa bene dove stiano andando ma rappresentano tutti noi nell’incontenibile voglia di dire la nostra su qualunque argomento) mentre Tagliento è dietro le quinte nel sedile posteriore e in prima linea di scrittura. Bisogna dire che Walter Leonardi è, come sempre, strepitoso. Gli basta un niente per riempire la scena, come succede anche in altri contesti, per esempio, in quel fenomeno virale che ha nome di Terzo segreto di Satira (vedi qui video sull’elettore di sinistra). Possiamo definirlo uno dei nostri migliori attori off?

Invece Caterpillar, tra l’altro, vede tra i protagonisti Paolo Labati, Marta Zoboli (che sul palco forma la coppia Marta & Gianluca, con Gianluca De Angelis che è un altro di quei nomi che hanno fatto grande Scaldasole) e anche Guido Catalano, strepitoso fenomeno poetico underground, tra i più apprezzati da Ananas Blog (leggi qui). 

Ananas Blog (Throw down like a barricade)

Martelli Frax tornate assieme!

12 Ott
Di Gat
Didi Mazzilli
La prima volta che vidi i Martelli Frax sul palcoscenico del Barrios di Milano (ex Scaldasole) rimasi sconvolto: tiravano acqua sul pubblico, urlavano, rimanevano in perizoma. La seconda volta andò meglio e dopo una frazione di secondo ero a terra a rotolarmi dal ridere.
I Martelli Frax, duo composto da Paolo Brandolini e Didi Mazzilli, portavano avanti un cabaret estremo, figlio di tanto Jango Edwards, in cui la provocazione clownesca non era mai fine a se stessa, pur arrivando all’eccesso di violare la sacralità della Barbie (brandita a gambe aperte come un esorcismo).
Dei Martelli Frax, Didi Mazzilli era (obiettivamente) quello che aveva il maggior “tiro” comico, però…
Qualche anno dopo mi capitò di assistere casualmente alla “lamentazione” di Paolo. Difficile interpretare il suo stato d’animo, che sembrava angosciato (per motivi facili da immaginare). I Martelli Frax erano approdati a un laboratorio Zelig (forse l’Artistico) e l’autore stava cercando di dividerli. «Paolo tu non fai ridere» gli diceva.
Insomma, c’è da chiedersi, si va a un laboratorio per migliorare i gruppi o per distruggere i gruppi?
Si va a un laboratorio per rafforzare i punti deboli o per far leva sulle presunte debolezze altrui mettendole in evidenza senza risolverle?
Non si rischia (facendo azioni simili) di incrinare soprattutto un’amicizia che, almeno dalle mie parti, è una delle cose più sacre esistenti sulla faccia della Terra?
Bah…  
Comunque l’azione ha avuto successo: i Martelli Frax si sono divisi e Didi Mazzilli è approdato a Colorado (nella sezione “entrate a schiaffo”.
Però… Però un duo crea più sicurezza, fa rendere di più anche il singolo, soprattutto in un ambiente in cui sempre meno gente regge uno spettacolo da solo. E poi in tv si viene triturati velocemente di questi tempi (soprattutto gli interventi brevi, tanto che alcuni autori Zelig stanno pensando a laboratori solo di entrate a schiaffo).
Inoltre, una comicità fulminante come quella di Didi Mazzilli avrebbe anche bisogno di “rifiatare”, avrebbe più possibilità se interagisse con un partner.
E poi non è vero che Paolo Brandolini non fa ridere.
I due soggetti hanno anche un lavoro serio, di giorno, forse non sono interessati alle problematiche del live, comunque da questo blog con tanta stima per tutti e due, lanciamo un appello: MARTELLI FRAX, TORNATE INSIEME!

I primi laboratori

15 Giu
Claudio Masiero ci ha mandato un altro pezzo “vintage”, questa volta sui primi laboratori. Chi si ricorda del Circolone di Legnano? Serate con Ale & Franz, Max Pisu, Leonardo Manera, Flavio Oreglio, ma anche con Dado Tedeschi, Italo Giglioli, Eugenio Chiocchi, eccetera, prima che i laboratori diventassero delle “macchine da provini”, delle produzioni in serie di pezzi comici. 

I primi laboratori (di Claudio Masiero)

PREMETTO che parliamo di “alcuni” anni fa: la telefonia cellulare ed internet non erano così capillari e tutto aveva dei tempi più umani.
CREDO o perlomeno penso, che poi ci sia stato un periodo di cambiamento, una sorta di zona crepuscolare. Quando si allungano le ombre, il buio si appropria di tutto ciò che hai attorno.
MA ALLORA c’erano i laboratori “vecchio stile”. Non conosco esattamente chi abbia avuto effettivamente l’idea di farli nascere ma, a quanto mi hanno detto, sono nati con l’esigenza di provare pezzi nuovi da inserire nel repertorio personale: pezzi di nuova stesura, i quali avevano bisogno di alcuni piccoli aggiustamenti prima di essere messi nello spettacolo, di modo da renderli perfetti per poter essere venduti in serata.
IN SERATA, non in televisione.
C’ERA un gruppo di comici, amici tra di loro, che condividevano lo stesso spazio con la sola mira di divertire divertendosi e di migliorare se stessi per il bene del pubblico.
UN PUBBLICO reale, vero, che avrebbero dovuto affrontare fisicamente dal vivo; un pubblico che se scontento si alzava dalla sedia e se ne andava.
I COMICI si consigliavano reciprocamente perché il loro fine ultimo era di non sfigurare nelle serata nei locali.
SI ARRIVAVA nel gruppo del laboratorio se si era invitati da uno del gruppo, e se eri invitato era perché avevi in qualche modo le carte in regola (anche se poi sul palco poteva salire chiunque in modo molto democratico, specialmente allo Scaldatole – ndr).
SE VINCEVI un concorso di cabaret era un buon biglietto da visita
POTREI citare i laboratori storici per eccellenza lo “Scaldasole“ di Milano e “Il Circolone” di Legnano in cui si aveva la possibilità di condividere il palco con Eugenio Chiocchi, Massimo Pongolini, Max Pisu, Diego Parassole, Francesco Foti, Alfredo Minutoli, Carlo e Simone, Stefano Chiodaroli, Claudio Batta, Henry Zaffa e altri che mi sarò sicuramente dimenticati… non me ne vogliano.
AVEVI veramente la possibilità di condividere il palco con dei mostri sacri, veri e propri animali da palcoscenico. Era forse cabaret all’atto pratico e non teorico.
ORA il buio avvolge e rende ciechi.
MA BASTA aver pazienza e un nuovo giorno nascerà.
 Nota: i primi laboratori avevano quello che ST (vedi link) rimprovera non esserci in quelli attuali, la centralità dell’attore, dell’artista. Inoltre costituivano un metodo di lavoro che non sarebbe impossibile recuperare, in cui i “fuoriclasse” si preparavano a diventare tali.
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