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“Licenziato” da Scorie diventa campione d’incassi

18 Mag
Checco Zalone

La storia è molto carina da raccontare e sembra uno di quei titoli del glorioso giornale Cronaca Vera. I successi di  Checco Zalone “Cado dalle nubi” e “Ma che bella giornata” (42 milioni di euro d’incasso, il secondo di sempre dopo Avatar) hanno avuto come artefice il regista e autore Gennaro Nunziante, che firmerà anche le prossime fatiche cinematografiche  di Checco Zalone (beato lui).

Nell’ambiente è abbastanza risaputo che nel 2008 Gennaro Nunziante era aggregato come autore a Scorie (Rai 2), una trasmissione di medio livello collassata dopo la partenza del conduttore Nicola Savino. Ebbene, Gennaro Nunziante fu “licenziato” dal programma, la sua collaborazione non venne ritenuta all’altezza (sui dettagli so poco, ma l’effetto è stato quello).
 
L’aneddoto secondo me dimostra una cosa molto seria: che l’autore televisivo (con le dovute eccezioni) è ormai diventato un “compilatore di scalette”, un “selezionatore di personale” “che anche le menti migliori possono trovarsi a disagio in un meccanismo che richiede poca qualità e molta capacità di galleggiare sapendo fare pochissimo.
 
E allora spariamo il titolo in prima pagina, uno di quelli che piacciono alle casalinghe, come se fosse la dimostrazione che nella vita contino anche le capacità: “Licenziato” da Scorie diventa campione d’incassi (manca solo la foto di una donnina svestita).
 
Alex (Ananas Blog: è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)
 

Nicola Savino a Rai 2? Missione compiuta!

15 Feb

Scorie colpita e affondata

Pare che Nicola Savino stia per approdare a Rai 2 e precisamente alla conduzione di I Love Italy. Se ne parla oggi su tvblog (leggi l’articolo), anche se i rumors su una sua epurazione da Colorado erano già circolati. Citiamo testualmente:

La storia di Savino è nota ai più: l’unica star della seconda serata di RaiDue, come non ce n’erano forse dai tempi di Chiambretti, aveva trasformato il suo sperimentale “Scorie in un programma concorrenziale, nonché striscia parodistica di successo dei reality aziendali.  Per questo Mediaset decise di proporgli un contratto per il solo gusto di strapparlo alla Rai, nel timore che Scorie continuasse a crescere nelle sue mire da prima serata (il cambio di conduzione a Elena Di Cioccio lo fece invece naufragare).

Poiché per uno come Savino, che non ha le physique du rôle per Canale 5, non restavano che le retrovie di Italia1, il conduttore si è “accontentato” per due anni di un programma forte sulla carta come Colorado, che però ne ha appiattito la forte personalità, e della nuova edizione-sgabuzzino di Matricole e Meteore.”

A parte le evidenti esagerazioni sulla forte personalità di Nicola Savino (ma l’hai mai visto condurre Walter Chiari?)  ecco un buon esempio di come funzionano le cose: un monopolio zelighiano – coloradista in cui anche una trasmissione di nicchia diventa potenzialmente pericolosa (sia mai che cresca e che vada in prima serata) e dev’essere soffocata nella culla.

La Redazione di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

Davide (il Vikingo) Fabbri a L’Isola dei Famosi

14 Feb

Davide Fabbri detto Il Vikingo, farà parte del cast non vip de l’Isola dei Famosi, che inizia questa sera su Rai 2 la sua ottava edizione. La presenza di un amico ci indurrà a occuparcene e a fare il tifo per lui.

Davide Fabbri è un infaticabile organizzatore di corsi di seduzione per aspiranti vitelloni e da tempo porta in giro degli spettacoli in cui la seduzione si coniuga con l’ironia, il ballo, l’animazione, la battuta, il cabaret (vedi il suo profilo su Facebook). E’ anche un personaggio non banale, ma poi se gli autori decidono di farti passare per truzzo, fanno vedere solo gli spezzoni in cui ti comporti da truzzo.

Il suo brano Cucca Dance rappresenta la filosofia obbligatoria del: cuccare o non cuccare, dilemma universale, del maschio nazionale.

Quest’anno l’Isola dei Famosi si andrà a confrontare col Grande Fratello e si presenta come edizione controversa per la presenza di Raffaella Fico (ex Colorado e Saturday Night Live Italia), una delle presunte Papi Girl più in vista, capace di scatenare addirittura la gelosia di Queen Nicole Minetti (ex Scorie e Colorado).

Comunque, in giorni in cui il denaro sembra poter comprare tutto, un applauso a chi si batte per una seduzione gratuita.

Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

Tempi duri per la seconda serata

17 Gen

Simona Ventura

Tempi duri per la seconda serata comica. Il Saturday Night Live Italia ha subito pure la grave partenza di Stefano Chiodaroli e sta vivacchiando: ieri sera 343.000 telespettatori e 9,19% di share, ma se vogliamo anche Gene Gnocchi (l’Almanacco del Gene Gnocco) sembra poco incisivo.

Intanto Signorini “impazza”, non ci sono tracce di Quork, Così Fan Tutte 2 è stata girata ma ci sono incertezze sulla messa in onda, forse aspettano di posizionarla contro il Consorzio Nettuno per strappare alla Rai la fascia dell’alba. Nel passato breve Scorie e La Tintoria si sono ripulite a vicenda e non hanno lasciato tracce.

Poi in parallelo Victor Victoria non verrà più prodotta da La 7 (non si schiodava da 2% di share o giù di lì) e Chiambretti sta languendo, probabilmente lo sposteranno nel week-end partendo dal traino Zelig del venerdì..

La notizia riportata dal sito Dagospia, è che anche Simona Ventura si è vista bocciare un progetto di trasmissione comica:
A proposito di Isola. La Mona Ventura voleva rimettere in pista uno show ironico e divertente, sulla falsa riga del rimpianto “Scorie” di Nicola Savino, alla fine di ogni diretta del reality show. Ma la Rete (Due) ha stoppato subito l’iniziativa e ogni entusiasmo venturesco. Mancano i fondi e il programma non si fa. Punto. Peccato!
Peccato davvero! Tempi duri per la seconda serata, che poi agli orari in cui va in onda è una terza…
La Redazione di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

Ruby-gate, Nicole, il caso e il crollo del sistema

2 Nov

La notizia del momento è lo scandalo Ruby-gate iniziato casualmente la notte del 27 maggio presso la questura di Milano (Ananas Blog aveva aperto da pochi giorni).

Lo scandalo ci interessa perché potrebbe contribuire alla fine anticipata del governo e, di conseguenza ad accelerare: a) l’implosione del PDL, b) la fine del berlusconismo, c) il crollo del medioevale duopolio televisivo, d) l’apertura di nuovi spazi creativi anche per la comicità. Si tratta di eventi improrogabili, ma potrebbero arrivare prima del previsto.

Sarebbe un effetto strike con birilli che cadono uno dopo l’altro! Protagonista casuale dello scandalo è Nicole Minetti che intervenne presso la questura di Milano (preumibilmente) su richiesta diretta di Silvio Berlusconi. Nicole Minetti… che è stata ballerina a Scorie e Colorado, ora consigliere regionale in Lombardia… Ecco, è bello pensare che l’effetto domino sulla politica italiana e cambiamenti che riguardano l’intero paese (stiamo giocando, ovviamente) passino anche da chi ha partecipato a una trasmissione comica. 

la redazione di Ananas Blog

Crisi del Live: cause che si sovrappongono

2 Nov
Crollo delle entrate e tutti dormono…

LE CAUSE (INTERNE) che hanno contribuito alla crisi del live sono come linee che viaggiano parallele e si intrecciano: è difficile dire quale inizi per prima, quale sia la conseguente dell’altra.

GLI INTERVISTATI spesso hanno opinioni differenti, ma ci sono dei punti comuni. C’è l’unanimità, o quasi, nel considerare i laboratori come una delle cause principali.

IL MOTIVO È SEMPLICE: il laboratorio garantisce uno spettacolo con una ventina di comici che vengono gratis a cui il gestore offre appena “un panino e una birra”. Ciò è conveniente rispetto a una programmazione in cui si deve pagare un cachet professionale.

L’INFLAZIONE DI LABORATORI (intrattenimento a costo zero) può spiegare la “desertificazione” di Milano, in cui in certi locali (per esempio la Bellingereta, la Taverna dei 7 peccati, il Derbino, il Ca’ Bianca e molti altri) la programmazione di cabaret è andata a morire o si è diradata notevolmente. In alcuni casi non esiste addirittura più il luogo fisico. È naturale che le cose finiscano, ma poi non c’è stato alcun ricambio.

UNA VOLTA i locali dell’area milanese pur pagando cifre non altissime, avevano una programmazione costante che consentiva di lavorare molto, di farsi un nome, di “esistere” e di acquisire prestigio sul live, cosa praticamente negata alle attuali nuove leve.

CI SONO MOLTI modi di fare la gavetta, ma il locale (pur pagando meno della convention o della serata di piazza) sembra essere la palestra più importante, quella dove si impara davvero il mestiere.

PUÒ DARSI che il cabaret nei sopraccitati locali sia finito per stanchezza, per la fine naturale di un ciclo, ma al loro posto non è nata nessuna proposta professionale, mentre sono fiorite tante iniziative dilettantistiche (i laboratori). Parliamo di dilettantismo perché un laboratorio, tranne rarissimi casi, non produce alcuna ricchezza per i comici, anzi li abitua a lavorare in pari o in perdita.

CI È STATA segnalata anche la desertificazione di zone come il bergamasco e il bresciano in cui i locali che programmavano i comici hanno tutti (o quasi tutti) smesso, oppure hanno diradato notevolmente. Il Fandango di Castelmella – Brescia era uno dei più noti, dove il comico faceva “apertura” a band come i Dirotta su Cuba o i Casinò Royale. Palco difficile, impegnativo, ma di grande soddisfazione per chi ne usciva vincitore.  

DIFFICILE VALUTARE l’effetto della televisione. Si tratta di una variabile impazzita. Lo stesso Zelig portando la novità del cabaret in tv, e grazie poi al travolgente successo del Circus, ha favorito l’esplosione del live e il lievitare dei cachet. ALCUNI IMPRESARI che hanno vissuto quegli anni ruggenti ci hanno fatto notare che, per un certo periodo, anche i comici esclusi da Zelig ricavavano un aumento del lavoro, poiché i big erano così richiesti da chiudere i loro calendari con largo anticipo. Così restava spazio anche per i comici meno famosi.

ESISTEVA una “sinergia” tra i big e i mestieranti che è andata quasi del tutto perduta, assorbita da una fascia crescente di dilettantismo.

IN ALCUNI ANNI si è arrivati a un’inflazione di cabaret in tv. Non solo Zelig, ma Colorado e Bulldozer (fotocopie di Zelig) e il prolungamento di Zelig con Zelig Off. Inoltre i comici in quel periodo hanno iniziato a debordare anche in altre trasmissioni (un esempio classico: “Guida al Campionato” fino all’anno scorso).

INSOMMA, la gente ha iniziato a vedere tanto cabaret gratis in tv ed è stata sempre meno motivata a pagare per vederlo dal vivo. INOLTRE sono iniziate le operazioni “mordi e fuggi”, il cui scopo principale sembrava quello di produrre qualcosa, farsi dare i soldi e via.

MENTRE Zelig e anche Colorado nascono e si sviluppano con una vocazione di incremento del live (che però si sta indebolendo sempre di più), Bulldozer è indicata da diversi addetti ai lavori come l’esempio più illuminante di operazione fine a se stessa. LA TRASMISSIONE di Rai 2 (che non era neanche inguardabile) ha costituito una fonte di arricchimento per chi l’ha prodotta (Magnolia), ma non per chi l’ha interpretata (i comici).

POI SONO arrivati La Tintoria, Scorie, Saturday Night Live Italia, Stanno tutti bene, eccetera, cose talvolta anche ben fatte, ma incapaci di incidere sulla popolarità del comico e sull’incremento del lavoro (vedi link sull’inconsistenza della seconda serata).

I LABORATORI altro non sono che la drammatizzazione dello stesso, ripetuto, usuratissimo format televisivo: c’è il bravo conduttore, talvolta la soubrette, c’è il ritmo di un comico via l’altro, c’è il monologhista, ci sono le battute a schiaffo, ci sono i personaggi, c’è il pezzo musicale…

QUALCUNO ha identificato nel 2006 l’anno del grande crollo del live, anche se i contraccolpi sono iniziati molto prima. Nel 2006 si veniva dagli anni d’oro, dal periodo dei cachet da favola (a un certo punto Anna Maria Barbera – Sconsolata usciva a 25.000 euro, anche se è durata poco).

SICURAMENTE NEL 2006 era in piena attività la creazione del dilettantismo: sempre più comici esordivano in tv senza avere uno spettacolo, quindi si trattava di gente che non poteva contribuire all’incremento del live, non avendo l’impatto giusto per affrontare il pubblico.

I LABORATORI aumentavano in maniera esponenziale, creando ondate di comici che avevano solo i 4 o 5 minuti. LE CARRIERE TELEVISIVE diventavano sempre più brevi e ininfluenti, la rotazione continua dava l’idea che fosse il format a essere vincente, indipendentemente dal comico.

ANCHE LA QUALITÀ media si abbassava in maniera esponenziale e ciò arrivava come benzina sul fuoco a diffondere ancora di più i fattori che favorivano lo sterminio del live.

(continua…)

L’inconsistenza della seconda serata e la crisi del live

4 Ott

Quelli della notte

Di Alex

Le trasmissioni comiche di seconda serata sembrano non servire a un tubo, se non a loro stesse.

«Ho fatto tutte le puntate per tre anni, ma da lì non ho avuto neanche una serata, manco uno che mi abbia chiamato per avermi visto in tv.»

Il collega mi parlava di una trasmissione fatta bene, per carità, di qualità, piccolo fenomeno di culto, di quelle che iniziano alle 23.45 e terminano quasi all’una, che fanno un ottimo share (relativo all’ora), ma che sono viste da pochi.

«Se non fai serate a cosa ti serve?» concluse.

Già, a cosa serve una vetrina televisiva, se non a farti lavorare di più? Anche gli usciti dal Grande Fratello sfruttano l’essersi fatti la doccia in mutande, e i rutti a microfoni aperti, e gli sproloqui nel confessionale, per fare ospitate in discoteca.

La seconda serata comica potrebbe essere una valvola di sfogo per l’enorme pressione/tensione che si crea verso gli attuali unici sbocchi per la carriera di un comico: Zelig e Colorado (chissà perché vanno tutti lì, che strano! Come sono strane le persone!)

Mi viene in mente Quelli della notte, formidabile fucina di personaggi, col capocomico numero uno Enzo Arbore, fatta solo per una stagione; mi viene anche in mente il Costanzo Show che non apparteneva al genere, ma che lanciava i comici e contribuiva all’esplosione dei loro cachet; mi viene in mente Mai Dire Gol, che pur andando in onda a orari più decenti, potrebbe fare da esempio a come si mette in piedi un’ora di altissimo livello.

Adesso cos’è successo? Le cose che vanno in seconda serata diventano di culto, ma è un culto debole, che non viene praticato? Il fenomeno di nicchia non corrisponde più a un pubblico di nicchia? Oppure la nicchia esiste ma è stata murata?

600, 700mila spettatori equivalgono a una quindicina di Stadi Meazza messi in fila uno dopo l’altro. Possibile che tutta sta gente non abbia voglia di vedere i loro beniamini in tournee? Possibile che tante ore di messa in onda non creino un minimo di tendenza? Lo spettatore con abitudini notturne, che dovrebbe essere anche più giovane della media, non esce mai la sera?

La seconda serata, insomma, sembra essere diventata un fenomeno televisivo fine a se stesso… oddio, se ti danno i soldi per produrre mica gli dici di no: anzi, arraffi quel che puoi finché dura, e paghi i comici 400/500 euro lordi a puntata e magari li sottoponi all’ennesimo provino anche se li conosci da una vita.

Tra 10 anni, quando si tratterà di andare con nostalgia al passato, guarderemo i video di Scorie, Tintoria, Stanno tutti bene, Quork? È più probabile di no.

La seconda serata comica (che non aiuta i comici) forse soffre del declino assurdo del nostro paese: decadimento civile, politico, amministrativo, bassa qualità dell’informazione, pessime fiction, pessime sitcom, monopolio Mediaset della comicità in prima serata, decadenza della scuola attoriale italiana, eccetera.

Tutto un calderone insomma? Siamo bolliti e non torneremo più freschi?

Forse è così, ma la seconda serata comica per smuovere un po’ le acque, per tornare a essere trainante dovrebbe innalzare notevolmente il tiro, ma di brutto brutto brutto!

 

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