Tag Archives: serate

… cosa aspettate ad agire?

11 Lug
La desertificazione era prevedibile (dal sito di immagini gratuite Pixabay.com)

La desertificazione era prevedibile (dal sito di immagini gratuite Pixabay.com)

Ricevo l’ennesima lamentazione sul lavoro che non c’è. Assisto all’ennesima lamentazione pubblica sul lavoro che non c’è. Vengo a conoscenza dell’ennesima situazione precaria o disperata, anche (o soprattutto) per il lavoro che cala sempre di più.

“Ci sono poche serate” è il succo del discorso, anche se c’è poco in generale. Ma le serate sono il motore di tutto. Alla fine si va in televisione per quello, no? Sono la benzina nel motore del comico.

Rispondo, commento, considero che l’attuale situazione era facilmente prevedibile già quattro anni fa, in pieno delirio comico cabarettistico. Aggiungo che certe situazioni sono state anticipate da Ananas Blog, scritte, analizzate, alla nausea. E’ innegabile, sono cose risapute, non c’è alcun compiacimento. Manco l’antipatia del “Io l’avevo detto”. Continua a leggere

Le domande che contano davvero

25 Feb

Questo post contiene domande a cui non è facile dare una risposta, ma che consentirebbero di farsi un quadro reale sullo stato della comicità in Italia.

Ricordiamo che l’attore comico/cabarettista è l’unica “non categoria” esistente in Italia, dove anche i terzi violoncelli delle orchestre sinfoniche di periferia hanno una loro minima lobby.

Se esistesse una categoria, terrebbe sotto controllo le cifre dell’industria comica e, grazie anche a questo, cercherebbe delle contromisure alla crisi terribile che attanaglia il settore.

Il peso politico dei comici potrebbe essere tremendo. Basti pensare agli sconquassi prodotti da un vecchio stand-up comedian come Beppe Grillo.

Le domande riguardano i guadagni, ed è logico che su questo ci sia una certa discrezione, ma facciamole lo stesso (e sono tante):

1) Qual è l’attuale media Continua a leggere

Comici che osano lavorare: Giusy Zenere

22 Giu

Di Gat

Giusy Zenere

È difficile, in questi giorni di giugno, coinvolgere Giusy Zenere in qualche progetto perché ha il calendario abbastanza pieno.

Verrebbe da dire: come si permette? È poco rispettoso nei confronti della massa di comici televisivi usciti dai laboratori che vanno in tv e poi lavorano poco o non lavorano e che (come da programma standard Zelig) tra un po’ spariranno anche dalla tv.

Che maleducazione!

Giusy Zenere ha vinto l’edizione del 1996 de La Sai L’ultima? E qui lo snob che fa le trasmissioni fighette, alzerà appena il labbro per manifestare il suo disgusto verso l’odiata serie b della comicità.

Giusy ha un naso importante (importantissimo) ma ha anche vinto nel 1993 il concorso per il “Lato B” più bello d’Italia (wow); riesce a imbruttirsi oppure a essere attraente a seconda delle circostanze, a seconda di cosa voglia comunicare; così sul palco come nella vita: è simpatica e la simpatia è autoironica, ma anche sexy.

Giusy è padrona del palco, fa ridere. Pare che lavori molto perché è puntuale, professionale e porta sempre (o quasi sempre) a casa il “risultato”, altra cosa che farebbe inorridire i puristi del cabaret (far ridere il pubblico live da soli? È una cosa old school, superata).

Giusy si rifà alla tradizione di Gino Bramieri, un gigante del nostro varietà. Bramieri era anche un formidabile barzellettiere, e uno degli incubi peggiori è immaginarlo alle prese con uno dei fighetti di adesso che fanno trasmissioni comiche snob: labbro e naso arricciati come se ci fosse vicino un bidone dell’umido vecchio di una settimana: “Hai detto delle barzellette! Non è televisivo!”.

Giusy Zenere, in un ambiente in cui le donne soffrono e si lamentano, non sembra soffrire troppo la lontananza da una certa tv, forse perché comunque lavora abbastanza e il lavoro rende indipendenti: dai laboratori, dai provini, dallo stillicidio delle convocazioni, eccetera.

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