Tag Archives: Simone Barbato

Claudio Bisio vs Simone Barbato, la “sfida” infinita.

15 Apr

 

Bisio Barbato a Italia's got Talent ripresi da Striscia la Notizia

Bisio Barbato a Italia’s got Talent ripresi da Striscia la Notizia

Uno dei post più letti di Ananas Blog è Claudio Bisio vs Simone Barbato (leggi qui) sul curioso rapporto tra il noto conduttore e il mimo e cantante lirico che ha partecipato ad alcune edizioni di Zelig. Si faceva osservare come Bisio fosse invasivo verso uno sketch che, altrimenti, non avrebbe retto. Alla fine ci si chiedeva (profeticamente): “Possibile che non ci fosse un altro metodo, magari meno efficace come resa televisiva, ma più di aiuto a Simone Barbato e alla sua crescita artistica?”

La questione ha avuto un seguito clamoroso, dato che Simone Barbato sta partecipando a Italia’s got Talent, su Sky 1, di cui Bisio è uno dei giurati. Nella puntata del 9 aprile (qui live su TvBlog) il pelatone ha addirittura rotto il protocollo, è salito sul palco per fare da spalla allo sketch del mimo. Alla fine commozione dei due e anche di Vanessa Incontrada in quanto ex conduttrice Zelig (commozione un po’ inesplicabile). Continua a leggere

La puntata 12 di Zelig 2012

14 Apr

La puntata numero 12 (per quel che vale la numerazione: per esempio la puntata finale è stata registrata prima della 13esima e della 14esima) ha totalizzato 4.734.000 telespettatori, in risalita rispetto alla settimana precedente. Esaurito Frizzi, da venerdì prossimo se la vedrà con Carlo Conti (il biscotto prevedeva ascolti trionfali contro avversari deboli, forse riusciranno comunque a riportarli sui 5 milioni).

Vediamo a grandi linee i contenuti: apre la Cortellesi con una freddura davvero ghiacciata (mi sono riposato a casa – allora sei in una casa di riposo)  Stefano Bellani, Simone Barbato (il più amato, questa volta senza bis), Bertolino con qualche battuta sulla Lega (materiale già invecchiato dai recenti avvenimenti) e poi il vintage della parodia dei milanesi e dei call center, Giorgio Verduci che canta (novità). I Boiler (con Cinelli rimasto appeso).

I Pali e Dispari, Rocco il Gigolò (in promozione col libro edito da Mondadori), Fausto Solidoro il cui minutaggio scende da 7 a 4 minuti (probabile taglio di montaggio, ma sempre con conduzione alla “allunga il brodo”), Gioele Dix incazzato contro i writer (trovato lo spunto per altri 30 pezzi?), I Senso D’oppio…

Manuel Chuparosa – Paolo Casiraghi. Finalmente Paola Cortellesi viene lasciata da sola senza la ridondante presenza di Bisio… è la prima volta… nooooo, entra Bisio travestito da Chuparosa, manco stavolta si sono fidati! I Sagapò, che chiudono con la finta interrogazione con risposte stupide (forse per infarcire di battute un pezzo in cui il Gino non crede?), Andrea di Marco, poi balletto con Simone Barbato protagonista.

Gli Emo (che provano a uscire dai soliti tormentoni e interagiscono con un giocatore di rugby), Torna Diego Parassole, uno dei nostri migliori monologhisti, con un pezzo tratto dal suo spettacolo sulla green economy, Leonardo Manera – Batista, Paola Cortellesi canta (quindi si rianima) centone Cristina Aguilera: bel pezzo. Paola torna in stand by. Max Pisu in versione papà, Bellani.

Bove e Limardi killing me softly, Salvatore Marino, l’ottimo Antonio D’Ausilio (dal 15 al 20 al teatro Pier Lombardo di Milano), esordio assoluto di Alessandro Serra, da Roma, con le domande deficienti! Chiusura in gloria con canzone da arrivederci (goodbay, goodbay)… Pezzo migliore della serata: I Pali e Dispari.

Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

sosia di Simone Barbato vince le primarie di Palermo

6 Mar

u g u a l i !!!

Le primarie di palermo, con la vittoria di Fabrizio Ferrandelli contro Rita Borsellino (candidata Pd, IDV e SEL) stanno terremotando l’intera politica italiana. L’evento verrà usato per sottrarre la segreteria a Pier Luigi Bersani, strappare la “foto di Vasto”, creare un raggruppamento al centro che convogli PD, Terzo Polo e PDL e istituisca un “Governo Tecnico a vita”.

Tutto questo verrà innescato dalla vittoria a sorpresa dell’ex IDV… Ma come si è maturato un simile cataclisma? Semplice, Ferrandelli è sosia ufficiale di Simone Barbato, il mimo di Ovada e il più amato di Zelig. Molte persone fanno click sull’immagine di Barbato, lo cercano sui motori di ricerca, non è un’ipotesi peregrina che lo abbiano votato per sbaglio a Palermo, dicendo “mi ha fatto ridere, sarà un buon sindaco”.

A volte la popolarità si trasforma in icografia e l’adorazione del mito si trasferisce sul suo sosia (cambiando la storia d’Italia per sempre)

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la puntata numero 7 di Zelig

3 Mar

muy spompado corazòn

 La puntata numero 7 di Zelig, forse complice il bel tempo, ha totalizzato solo 4.994.000 telespettatori e un 20,36% di share (non eccelso). Comunque c’è tempo per rifarsi. Dalla Rai berlusconizzata è atteso il “soccorso Arcore” grazie al quale verranno messi in contrapposizione su Rai 1 varietà sempre più deboli ;). 

E’ difficile pensare a come possa arrestarsi l’emorragia di telespettatori (talvolta anche i conduttori sembrano addormentarsi, anche Simone Barbato è sembrato col repertorio esaurito). Ieri c’è stata qualche novità, come la grande guest Ennio Marchetto, l’ospitata di Carlo Verdone (in promozione col suo film) intervistato dalla Cortellesi che faceva Silvana de La vita in Diretta (così fa un personaggio e sfoga un po’ le velleità artistiche, come direbbe il Gino Vignali).

E’ tornato anche Giovanni Vernia – Johnny Groove, il cui film è in uscita nelle sale il 9 marzo. Del film ne ha accennatto appena, molto in fretta, in chiusura del pezzo. E’ probabile che torni anche prossima puntata che cade, appunto, lo stesso giorno. Purtroppo il bravissimo Leonardo Manera si è segnalato per la battuta: “le unioni gay sono una botta di culo” (se la proponi a un autore in un laboratorio, alzerà il sopracciglio e dirà: “non è televisiva ed è omofoba” e poi farà un faccia fighetto – disgustata).

Ospite la nazionale italiana di ginnastica ritmica (così c’è un po’ di show e si vedono delle belle gambe e sembra un varietà, come direbbe il Gino Vignali). Da segnalare l’ottimo pezzo dei Pali e Dispari. Altra novità: il bravissimo Lauretta che ha imitato Bossi e Di Pietro, rivoluzione pesante, dato che a Zelig odiano le imitazioni (Bazzoni fu scartato per questo, nonostante fosse fortissimo, cosa che fece la fortuna di Colorado).

La Cortellesi ha riproposto il classicone “Non mi chiedermi” (Silvana, non mi chiedermi… ma un’IDEA originale, mai? Si è pure portata gli autori personali…). Altra sorpresa: coi Sagapò si ride ancora. Eccetera, eccetera.

Pezzo migliore della serata: I Pali e Dispari.

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Simone Barbato: il più amato di Zelig?

11 Feb

la locandina c'è, ma la tournee dov'è?

Ieri sera Zelig ha ottenuto un più che buono 23,1% di share e 6.249.000 telespettatori. Forse il numero è un po’ drogato dal fatto che tutta Italia è sotto la neve e se sta in casa davanti alla tv. Comunque è un messaggio a chi a ogni calo di share ripete: sono alla frutta. Alla frutta lo sono creativamente; moralmente non hanno mai assaggiato neanche gli antipasti, ma commercialmente sono vivi.

Il dato più interessante è stata la presentazione con grande enfasi di Simone Barbato, messo ad aprire la serata.  Sembra infatti che il Mimo di Zelig (come si autoproclama la sua pagina Facebook) abbia quel tipo di consenso che accomuna i grandi e i più piccoli, insomma che mette d’accordo tutti.

Ieri sera è addirittura partita una richiesta di bis e il pubblico sembrava conoscere bene le sue interpretazioni storiche come “la morsa” o “la farmacia”. E poi Bisio ci credeva di più rispetto agli altri comici su cui “timbra il cartellino” con poca convinzione e la consueta professionalità.

Dall’osservatorio in miniatura di Ananas Blog, il “mimo di Ovada” è fonte di una messe notevole di contatti. “Claudio Bisio versus Simone Barbato” (leggi il post) che risale addirittura al giugno del 2010, continua a essere letto soprattutto da chi  digita “Simone Barbato” sui motori di ricerca (vedi immagine sotto):

il "long seller" Claudio Bisio versus Simone Barbato. I picchi coincidono con la prima serata Zelig

Ovviamente, come si sa, Ananas Blog è l’unico sito di informazione della Corea del Nord cabarettistica. Quindi tutti quelli che cercano qualcosa tipo su Google finiscono qua. Ma la sproporzione tra quelli che cercando info su Simone Barbato sono approdati al blog e gli altri è imbarazzante. Egli ha totalizzato 2.505 “termini di ricerca”, il secondo è Federico Basso con 396; terzo Rocco Ciarmoli con 275 (ma che conta un “Rocco Zelig” a 303). Quinto Il “Sindaco di Ibiza Colorado” a 242.

Ma l’altro lato della popolarità televisiva come viene vissuto?  Difficile reperire informazioni su di lui. Pare non abbia un sito ufficiale. Non ci sono schede del suo spettacolo. Anche se “smanettando” risulta ci sia un “Rido & Canto” in cui si esibisce nella doppia veste di tenore e comico, accompagnato dal maestro Dennis Ippolito; e un minishow da 20 minuti con spalla l’amico Roberto Giordano.

Su youtube si possono trovare molte esibizioni canore di notevole spessore, come per esempio Granada (guarda video) sempiterno cavallo di battaglia del grande Claudio Villa.

Insomma, un artista poliedrico che fa tv per poi “investire” in progetti di qualità? Questo era un luogo comune degli anni d’oro del cabaret (faccio tv per fare teatro), anche se adesso i progetti di qualità sono quasi estinti.

Comunque, da quel che sembra, il più amato dal pubblico.

Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

la quarta puntata di Zelig (col record stagionale)

4 Feb

La puntata numero 4 (o 102 se preferite) ha realizzato un buonissimo 5.866.000 telespettatori col 22,45% di share. Il resoconto della puntata non è pervenuto per motivi tecnici.

Si segnala il clamoroso esordio di Francesco Damiano (GianLorenzo) e il clamoroso ritorno di Stefano Bellani. Timida apertura alla satira (battute sul bunga bunga e su Fassino).

Turn over che si preannuncia caliente (a fine stagione forse si sforerà il tetto dei 70 esseri umani coinvolti).

Quasi 300 click sul blog da gente che ha digitato “Simone Barbato” sui motori di ricerca (un interesse che, su questa piccola audience è notevole, e che surclassa quello per tutti gli altri comici, con l’eccezione forse di Rocco Ciarmoli) meditate gente, meditate: fate il meno possibile…

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la terza puntata di zelig (che è anche la 101)

28 Gen

 

baila guapa, canta, ma non imitar!

La terza puntata di Zelig ha registrato un buon 21,55% di share e 5.467.000 telespettatori (forse approfittando della non concorrenza di Pupo e Albano, ma perdendo un milione di capocce rispetto all’anno scorso). Era pure la numero 101 in generale (detta anche “101 modi di banalizzare la comicità”). Comunque, esaurito l’effetto celebrativo, questa puntata era proiettata verso il futuro. Vediamo cosa è successo (ospite d’onore l’Avatar di Gino Vignali in rosso):

Parte l’ennesimo Demasiado Corazon… Dopo neanche un minuto scatta la promozione al film Benvenuti al Nord… Gianluca De Angelis intercettazioni, Maurizio Lastrico con le terzine (dopo neanche un minuto scatta la metafora della diarrea, del sedere, dei maroni, del mal di pancia), Kalabrugovic (interminabile), Gioele Dix che raschia un po’ il fondo del barile (differenza tra auto di oggi e di una volta, sottraendo repertorio a Enrico Bertolino).

Salve, sono il Gino Vignali: avete visto che inizio? Ci abbiamo messo tutti i pezzi più di qualità che abbiamo, più quelli surreali milanesi, così non ci accusano di essere banali, avete capito?

Rocco Ciarmoli messo in panchina dopo l’orrida chiusa col doppio senso della patata? Bah… SIMONE BARBATO: che fa 30 secondi su 6 minuti, gli altri sono di ammiccamenti da parte di Bisio (sono una coppia ormai), conferenza stampa coi Boiler (bizzarro omaggio a Matteo Monforte), Paolo Labati a schiaffo, Noir con Ale e Franz (quando sembra finito, dura ancora, tipo Quarter to three fatto live da Bruce Springsteen), Paola Cortellesi viene scongelata per cantare Gallipoli, un omaggio in stile Giorgia alla città salentina. Fa vedere che è brava. Stop.

Scusate ancora, sono sempre il Gino Vignali: avete visto che colpo il Paolino Jannacci? Suo padre parlò male di Zelig e noi ci abbiamo assunto il figlio, così abbiamo fatto la figura dei signori e gli è pure passata la voglia di criticare (adesso aspettiamo che la figlia dell’Incontrada sia in età da lavoro…)

Giuseppe Giacobazzi col classicone del monologo sulle pubblicità, Bisio e Cortellesi accennano al famosissimo “testa spalla” di Don Lurio e Lola Falana (Paola ha ancora velleità di show girl, gliele spegneranno a poco a poco). Nuzzo e Di Biase, Claudio e Paola col pezzo simil teatrale, simil Gaber, simil tv in bianco e nero, ma conclusa con un rutto. Gene Gnocchi timbra il cartellino col suo simil Maurizio Milani, allora perché non usare l’originale? Perché Milani ha criticato Gino e Michele?

Sono il Gino, intervengo per smentire: il Maurizio Milani non lo chiamiamo perché c’ha l’aria trasandata, che a Mediaset porta male. Se sei di sinistra, almeno vestiti bene, due disgrazie in una volta non sono accettabili!

Mr Forest, noooooo (scusate). Battuta verità: “Paola si ispira a Belen” (in effetti la conduzione è simile, se Belen migliora nel canto non si nota la differenza). Senso D’oppio. Marco Marzocca filippino, lo fa controvoglia e l’ha pure dichiarato in un’intervista (tra l’altro una volta usciva a un’ora meno tarda). Bisio fa da spalla sgranando gli occhioni almeno una ventina di volte. Lella Costa (che si alternerà a Debora Villa) sperduta in quella scenografia rutilante e poco convinta nel suo monologo sulle donne belle (già sentito).

Bisio e Cortellesi salutano i 60 anni della scuola d’arte drammatica Paolo Grassi… Ma la Cortellesi lo sa che Zelig ha appena “impiantato” delle “false scuole di recitazione” in tutta Italia? Chiude manuel Chuparosa alias Paolo Casiraghi, che alla fine lo prende sempre in quel posto da un gay. L’ultimo blocco ce lo risparmiamo.

Pezzo migliore della serata: Nuzzo e Di Biase.

Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

 

Claudio Bisio – Simone Barbato, una coppia che “funziona”

18 Feb

Il 10 giugno 2010 avevamo pubblicato un post dal titolo “Claudio Bisio versus Simone Barbato” (leggi) che non aveva sollevato un grandissimo interesse (200 contatti o giù di lì).

Il senso del post era: Claudio Bisio, di solito attento a far risaltare il comico cui fa da spalla, stranamente ammazzava di battute Simone Barbato, come fanno i conduttori con smanie di protagonismo verso i comici considerati deboli.

Inoltre: perché si accede al Tempio della Comicità se non si hanno i requisiti?

Nel cast Zelig 2011 Simone Barbato è ancora presente, con lo stesso meccanismo: Bisio (aiutato dalla Cortellesi) lo massacra di battute, il pezzo funziona perché Bisio lo fa funzionare. Dell’efficacia di Simone Barbato, da solo sul palco, non avremo mai notizie.

Il post, proprio nelle ultime due settimane, sicuramente grazie anche all’apporto dei motori di ricerca ha avuto un vero e proprio boom di contatti, ed è arrivato velocemente a superare gli 800 click.

Ma che senso ha fare la (presunta) selezione durissima per arrivare a Zelig, per poi dover fare un pezzo tutto basato sulla scarsa efficacia di chi sta sul palco? Il senso c’è e ci sono anche delle utilità (nell’ottica zelighiana). Proviamo a elencarle:

1) umiliare tutti quelli che fanno comicità fisica e che sono molto più bravi di Barbato (lui fa tv, e voi no).

2) stabilire il principio che le scelte sono arbitrarie (comando io e faccio ciò che voglio).

3) comunque creare artisti che non sono autonomi, ma dipendenti da Zelig (il pezzo di Barbato da solo non cammina).

4) dimostrare che il format è tutto, che funziona a prescindere da chi ci metti.

Queste azioni creano disagio psicologico nella massa di chi si accalca nel tentativo di fare Zelig, soprattutto quest’anno in cui il turn over selvaggio lascerà un sacco di gente col “sedere per terra”. E stiamo parlando di quelli che fanno la trasmissione, figuriamoci quelli che non la fanno!

La Redazione di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

Claudio Bisio versus Simone Barbato

10 Giu

Claudio Bisio è il numero 1 dei conduttori (seguono tutti gli aggettivi positivi di questo mondo e forse non bastano…), e si è sempre adoperato per far risaltare al massimo il comico cui faceva da spalla, anche quando il pezzo non era proprio a prova di bomba.

Altri conduttori anche bravi non fanno così, si inseriscono nei vuoti, nelle mancanze del comico presunto debole con delle battute, prendono loro le risate, fanno un po’ come il torero col toro: piantano le battute come banderilla sulla schiena del malcapitato.

Il pubblico si diverte e la cosa funziona non per merito di chi è al centro della scena, ma per chi gli dovrebbe fare da spalla. È anche un gioco facile e non dà la misura di quanto valga il comico, non lo si fa crescere (a meno che non lo si voglia relegare già dall’inizio a bersaglio e basta).

Bisio, giustamente, ha sempre cercato di valorizzare chi aveva al suo fianco, facendo un passo indietro, mettendosi al suo servizio.

Questo atteggiamento è crollato di fronte a Simone Barbato, il mimo dell’ultima edizione di Zelig. Lo si è visto soprattutto nella puntata del 30.03.2010 (vedi link).

Presente anche la brava Vanessa Incontrada, Bisio si è dedicato al “massacrarlo di battute”, come farebbe di solito un conduttore un po’ egoista con un comico considerato debole.

Il sottotitolo di ogni battuta di Bisio era: questo qua non fa ridere, ma chi ce l’ha messo sul palco? Solo dopo 45 secondi ne aveva già sparate tre su questo tono.

Simone Barbato ha anche qualche trovata buona (esilarante quella del flipper), però non meriterebbe forse che fosse verificata l’efficacia di ciò che fa? Non dovrebbe tentare di stare sul palco 3/4 minuti facendo lui il comico, con l’ausilio di una spalla che è comunque la numero 1 delle spalle?

Insomma, una cantante giovane che tutti gli acuti glieli fa Mina, imparerà mai a diventare una cantante professionista? Certamente no.

Ho trovato il tutto poco comprensibile, probabilmente un segno dei tempi e ho provato a fare delle ipotesi:

1) La direzione artistica e autorale di Zelig considera che Simone Barbato non regga neanche i 3/4 minuti, quindi abbia bisogno dell’intervento di Bisio e delle sue battute che salvano il pezzo comico (c’è da chiedersi perché allora gli facciano fare tv).

2) Oppure è considerata una genialata ammazzare di battute Barbato, che magari così diventa un personaggio simpatico.

3) oppure è ininfluente tutto: di Simone Barbato si sa già che farà il solito anno standard zelighiano e poi “tanti saluti”.

4) Oppure è prevista la vendita di un pacchetto che comprende spettacoli con Simone Barbato, Claudio Bisio e Vanessa Incontrada.

Domanda: possibile che non ci fosse un altro metodo, magari meno efficace come resa televisiva, ma più di aiuto a Simone Barbato e alla sua crescita artistica?

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