Tag Archives: Sitcom

I provini per I REC in LOVE, sitcom “patrocinata” da Ananas Blog

16 Dic

 

dal sito di immagini gratuite Pixabay.com

dal sito di immagini gratuite Pixabay.com

Ananas Blog è sempre attenta alle innovazioni creative, visto che viviamo in un’Italia in cui la creatività comica sta viaggiando da tempo nel suo periodo più oscuro. A tal proposito, l’amministratore di Ananas sta lavorando a un progetto di sitcom dal forte contenuto innovativo. Si tratta di I REC in LOVE, che racconta le vicissitudini di una coppia di giovani videomaker. Ci sono alcune novità di linguaggio che non anticipiamo, sicuri (per il momento) di arrivare per primi anche rispetto agli “ammericani” (sssssh).

Per individuare la coppia di protagonisti con cui verrà girata la pilota, viene messo in atto un “provino online”, con caratteristiche “etiche” e a “chilometro zero”. Perché sottoporre i provinanti a durissime trasferte e a “mezze giornate” in cui se ne starebbero ammucchiati come bestie?  Soprattutto, perché usare i video dei provinanti per implementare format e portali che poco o niente hanno a che fare con il progetto vero e proprio? (vedi certi “Uffici Facce” NDR). Continua a leggere

ci manca gente tipo Lena Dunham

18 Lug

Si avvicina la pausa estiva in cui Ananas Blog andrà in pausa per un mese/40 giorni. Si chiude una stagione interessante in cui, forse, si sono gettate le basi per una serie di cambiamenti. Complice una crisi devastante, complice il fatto che c’è chi sta innovando davvero. Certo, siamo in ritardo come sempre, caratteristica in generale diventata cronica nel nostro paese.

Così guardi sempre con un po’ di stupore al mondo anglosassone e ti chiedi, per esempio, com’è possibile che là ci siano personaggi come Lena Dunham, (qui Wikipedia), 28 anni, taglia dal 48 al 50, regista, attrice e sceneggiatrice (stica…) artefice della serie di successo Girls, di cui è protagonista, sceneggiatrice e produttrice esecutiva (da noi abbiamo i “capiprogetto assemblatori”).

Qui sotto il suo intervento al David Letterman Show, in cui si può notare la personalità vibrante e la grande simpatia, oltre a certi aspetti nevrotici del suo carattere che lei è riuscita a trasformare in “racconto”:

Ecco, in Italia mancano tante cose, tra cui gente come Lena Dunham o strutture che consentano alle nostre Lena Dunham di emergere.

Ananas Blog (Long May You Run)

Noanda sceglie per voi: le sitcom “The Millers” e “The Middle”

14 Giu
Noanda Tania Moroni si spreme le meningi per voi

Noanda Tania Moroni si spreme le meningi per voi

Noanda Tania Moroni (che sembra abbia avuto un ruolo decisivo negli “strani eventi” che portarono alla nascita di Ananas Blog) si occuperà di recensioni di sitcom di marca anglosassone (in seguito anche di stand up). Quali sono le sitcom, del presente o del passato, che sono interessanti e che meritano una visita? (qui il suo sito e qui la sua pagina FB). Tutto ciò fa parte di un progetto di rilancio della sitcom in Italia. Buona lettura!

The Millers e The Middle (di Noanda Tania Moroni)

Ebbene si, lo confesso, sono appassionata di serie tv, soprattutto sitcom. E di Stand Up. Da quando ero bambina. E’ colpa di Eddie Murphy e del suo spettacolo “Nudo e Crudo”. Era il 1987 ed io avevo un Video 2000, il cugino sfigato del VHS. E registrai lo spettacolo e lo riguardai migliaia di volte.  Le serie tv invece, grazie ai Robinson e ai Jefferson, a Blossom e ad altre della mia infanzia, cerco di guardarle tutte, almeno la prima stagione o il Pilot, non so perchè, è proprio una malattia. Forse mi piace vivere le vite degli altri? O forse sono solo una delle tante persone annoiate dalla realtà che si drogano di fiction?

Ma chissenefrega… Qualche mese fa ho trovato per caso The Millers, una serie tv del 2013, che era appena uscita in italia su Comedy Central. E’ una delle innumerevoli sit che hanno come argomento LA FAMIGLIA. The Millers: una famiglia come tante, con la madre Carol, il padre Tom, la figlia Debbie sposata con Adam, che si è anche “riprodotta”; il figlio Nathan, Anchorman televisivo, divorziato di nascosto dai genitori.

SPOILER se vuoi vedere la serie, non leggere qui sotto 🙂

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The Millers (link all’immagine)

I genitori Carol e Tom lo vanno a trovare e Nathan finge, con la ex  moglie accondiscendente, di essere ancora sposato, ma  qui il colpo di scena: quando Tom scopre che il figlio ha divorziato, lascia istantaneamente la moglie dopo 50 a passa anni di matrimonio. Un momento davvero esilarante. I Millers sono una famiglia tipicamente atipica, il cui nuovo “assestamento parentale” inizia proprio in quel momento. I genitori si separano fisicamente: Tom va a vivere da Debbie, Vegana sposata con Adam, cresciuto in una comunità hippy (e la loro acuta bambina) e Carol da Nathan, suo figlio prediletto e di cui ha manipolato la vita fin dalla nascita. Continua a leggere

Ombrelloni di seconda mano

26 Ago
le due immagini di copertina: bella ragazza in costume a sinistra, grafica a destra

le due immagini di copertina: bella ragazza in costume a sinistra, grafica a destra

Ombrelloni è la sitcom estiva di Rai 2 che va in onda in strisce quotidiane alle 21.05 da lunedì a venerdì (vedi puntate su Rai.tv). Nelle comunicazioni ufficiali viene presentata come la prima sitcom in costume, cosa propriamente non vera. E’ noto che da un anno (primo caricamento su Youtube il 5 luglio 2012) è stata prodotta Bagnini (vedi canale Youtube), che ha totalizzato quasi 70.000 visualizzazioni e che è passata anche su Italia 2 (aprile 2013). Le due sitcom sono simili (nella seconda ci sono i 2 bagnini come protagonisti) a partire dal titolo costituito da un solo “sostantivo” per arrivare alle tematiche, ma questo è probabilmente dovuto al fatto che le situazioni da spiaggia si assomigliano tutte (quelli che ci provano con la bellona, le regole del playboy, eccetera).

Rai 2 si vanta di aver prodotto la "prima sitcom in costume"

Rai 2 si vanta di aver prodotto la “prima sitcom in costume”

Ombrelloni è prodotta da Rai Fiction e ideata dall’artefice di Boris, Luca Manzi, anche se nella sitcom non c’è traccia dell’irriverenza di Boris. Anche gli ascolti non sembrano aver riscaldato lo share. Tra gli interpreti Karin Proia e Michela Andreozzi. Bagnini, invece, è il tipico prodotto indipendente realizzato con passione e col sogno di  fare una propria sitcom. L’ideatore è il giovane comico toscano – pratese Ciccio Toccafondi. Nel cast Stefano Martinelli, Sergio Forconi, Katia Beni, la Miss Toscana Federica Bertolani, e Sylvie Lubamba con la guest di Luca Calvani.

Cosa succede quando hai realizzato una tua sitcom che ha avuto dei riscontri buoni e, mentre stai cercando di farle fare un salto di qualità, arriva la “corazzata Rai 2” con qualcosa di simile? Che il tuo prodotto rimane in secondo piano, rischia di essere bruciato da chi ha una forza mediatica infinitamente superiore. Inoltre l’effetto psicologico può essere devastante.

Ci si chiede se Ombrelloni sia stata realizzata dopo aver “visto” Bagnini. In tal caso sarebbe un furto d’idea, con la malafede della dichiarazione che si tratti della prima sitcom in costume. E’ invece più probabile che la sitcom di Rai 2 sia stata fatta ignorando l’esistenza di Bagnini. Questo è comunque poco serio, vista la pretesa di Ombrelloni di essere, oltreché televisiva,  anche web series e  chi si occupa di web series dovrebbe conoscere il format di Ciccio Toccafondi visto che se ne è parlato negli spazi specializzati (uscì anche un articolo sul noto magazine Visionaryweb).

Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

Roberto Gavelli intervistato da TvBlog

9 Lug
In quanto amministratore di Ananas, sono stato intervistato dal prestigioso blog televisivo TvBlog, per una serie di interviste ad addetti ai lavori sullo stato della comicità italiana (a cura di Simone Morano.
(Leggi l’intervista su TvBlog) temi trattati? Il monopolio comico, la mancanza di “bio diversità” causa dominio dei varietà comici di prima serata.

E in questo panorama, come si inseriscono le corazzate Zelig e Colorado?

“Il vero problema è il monopolio Mediaset: questi due programmi dominano il mercato e stabiliscono cosa faccia ridere o no. La mancanza di concorrenza genera, a lungo andare, cattiva qualità: è inevitabile.
Non è che Zelig rappresenti il bene o il male: dipende da quello che fa. Se prendesse una pausa di riflessione e si rinnovasse, sarebbe un bene, ma uno Zelig che si ripetesse all’infinito diventerebbe un male. La stessa cosa vale per Colorado, uno Zelig ancora più smaccatamente commerciale, in cui ogni cosa è leggermente fatta peggio”.

Perché in Italia non ci sono gli stand-up comedian all’americana?

“Per colpa della “paranoia televisiva”. Nel tentativo ossessivo di rendere televisiva la comicità, c’è la paura che chi fa un monologo di quel tipo possa far “scappare” i telespettatori. Lo stand-up comedian se non vuole essere emarginato deve avere qualcosa che lo caratterizzi come personaggio (per esempio una giacca buffa). Quei comici che si guadagnano da vivere in giro per l’Italia usando solo la loro presenza scenica, un microfono e la luce che li illumina, sono visti con sospetto”.

Per concludere con alcune considerazioni su ciò che manca alla comicità televisiva:

Cosa manca alla comicità televisiva attuale?

“Proprio per il monopolio esistente, manca la “biodiversità”: per esempio l’improvvisazione. Tutti i capolavori di Renzo Arbore (Quelli della notte, Indietro Tutta) erano basati sull’improvvisazione, quella in cui il capocomico detta i tempi e si crea una specie di jazz della parola. Mancano da morire le sit-com e mancano trasmissioni degne della tradizione di Avanzi e Mai dire gol. E poi manca la seconda serata in generale”.

Viene citata La Famiglia Bernardoni di cui è stata raccontata la storia su Ananas (leggi la prima parte e la seconda parte)

L’intestazione “ex autore Zelig” dimostra solo una cosa. E’ una vecchia regola sentimentale: gli ex rompono sempre le palle ;).

R. Gavelli Amministratore di Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

La Famiglia Bernardoni: breve storia avventurosa di un format indipendente

12 Mag

La Famiglia Bernardoni

La storia dei Bernardoni comincia nel lontano 2004, ma vale la pena di essere raccontata. Volevo realizzare una Famiglia Addams i cui componenti si comportassero con la tranquillità rassicurante di una Casa Vianello.

Sviluppai l’idea con Davide Colavini che “inventò” il personaggio di Gino Bernardoni e, in seguito, anche con Massimiliano Conte che curò la regia.

La puntata zero fu girata senza una lira, ma in una bella casa di Milano 2, con protagonisti Davide Colavini, Terry Schiavo, Paola Passarello e Andrea Longo.

Il risultato fu molto “pesante” nei contenuti: c’era una battuta sull’incesto (che, per inciso, fu quella che fece più ridere la Gialappas), c’erano promiscuità sessuale spinta, considerazioni sui preservativi, un ex operaio Fiat usato come schiavo e giocattolo erotico, traffico di neonati, eccetera. Però il tono di normalità riusciva a far “passare” ogni turpitudine.

Quella pilota diventò la puntata numero 3 della serie  poi andata in onda su Italia 1 sia in prima che in seconda serata.

http://www.youtube.com/watch?v=i0s2pp6eMv4

Qualcuno della struttura sitcom di Mediaset disse che, se fosse dipeso da lui, la Bernardoni l’avrebbe prodotta anche subito. Ma alla Gialappas ci arrivammo per una serie di coincidenze.

Quell’anno Mai Dire Grande Fratello & Figli avrebbe aperto ai contributi esterni, selezionati attraverso il concorso Mai Dire Web. Massimiliano Conte fu tra i vincitori (tra loro ci fu anche Marcello Macchia alias Maccio Capatonda). Conte propose La Famiglia Bernardoni che piacque. Per la produzione ci saremmo appoggiati alla leggendaria Barter, da cui tanti sono passati.

Ma era già arrivato agosto e le cose erano ancora in alto mare. Mediaset aveva offerto una cifra troppo bassa. La trasmissione cominciava l’ultima settimana di settembre e questo voleva dire consegnare il primo VHS entro la metà dello stesso mese.

Scrivemmo comunque le sceneggiature di 8 puntate da 3 minuti e mezzo. Poi scoprimmo che erano diventate molto “popolari” dietro le quinte, che erano piaciute molto, tra gli altri, sia ai tre Gialappi che a Mister Forest che all’autore Fabrizio Testini. Nella scrittura potevamo esagerare. Non ci fu quasi nessuna censura. Potevamo esplorare anche l’assurdo. Cito la seguente perla, quando Ercole, l’amico del cuore di Gino propone:

«…A proposito di carte, che ne direste se ci facessimo una bella partita a Ciulapatata?»

«Ah, che bel nome, che cos’è?»

«Niente, è un gioco che facevamo da giovani: in pratica chi vince va letto con la donna dell’altro.»

«Sì, l’idea mi piace!…»

«…Gino, perché non hai giocato l’asso?»

«Che domande Luisa, devo perdere: sua moglie è un cesso!»

«Ah, adesso ho capito: per un attimo ho pensato che non mi amassi più!»

Il destino girò dalla nostra parte: non ricordo perché, ma la prima puntata di Mai Dire Grande Fratello e figli saltò. Quel budget venne spalmato sulle altre puntate e ci furono i soldi (oltre al tempo) per produrre La Famiglia Bernardoni.

Girammo tutto a rotta di collo in tre giorni. Il clima era euforico. Ne erano un po’ tutti contagiati, troupe compresa, per l’assurdità sconsiderata e dissacrante del progetto.

Si sa che spesso certe produzioni sono funestate da una tensione e da una pesantezza estrema, con un risultato finale che è pure scadente; altre volte invece Continua a leggere

lo stato della sitcom in Italia

5 Nov
Così fan Tutte, spostata anche per motivi di wurstel

La notizia non è tanto che All Stars, la sitcom con un cast stellare (Diego Abatantuono, Fabio de Luigi, Bebo Storti, Ambra Angiolini, il calcetto…) sia andata male, ma che vada male anche un gioiellino come Big Bang Theory (Italia 1 ore 19.30). Un prodotto decisamente malriuscito italico e uno riuscito bene d’oltreoceano, accumulati dallo stesso destino.

Se il cabaret in Italia è in stato comatoso (ucciso in pochi anni da politiche di sfruttamento selvaggio) la sitcom (e la derivata sketchcom), che potrebbe essere una palestra per talenti comici, che potrebbe essere un fiorire di idee e di creatività, sembra non passarsela troppo bene.

Quante puntate pilota di sitcom sono state girate? Quanta gente si è messa assieme per realizzare un’idea a costo zero? Un numero enorme, ma di questo non è trapelato quasi niente in tv.

Il pubblico rifiuta la sitcom, e sembra non volerne sapere di guardarla nelle fasce orarie commercialmente più appetibili.

Così Fan Tutte (con Debora Villa e Alessia Marcuzzi) in fascia preserale andava male proprio come Big Bang Theory, poi è stata spostata in seconda serata (per motivi di wurstel) ed è andata bene, tanto che se ne è decisa una seconda edizione però con un budget quasi dimezzato (fonte Endemol, a meno che il budget dimezzato non sia stata una scusa per pagare poco chi nella redazione di Ananas Blog ha partecipato alla sua realizzazione ;).

Medici Miei in prima serata è andata male. Il tentativo di spostare Don Luca su Italia 1 e di dargli un’aura giovanilistica pure. La prima serata All Stars + Sketch Show con Ale & Franz è stata al di sotto delle aspettative (Sketch Show si è almeno difesa, ma è rimasta sotto la media di rete (SEGNALIAMO PRECISAZIONE DA PARTE DI UN NOTO “PRECISINO” E “FINTO GIORNALISTA”: La sketch-com “Sketch Show” non è al di sotto delle aspettative della rete…i dati di riferimento di Luca Tiraboschi (direttore di rete Italia 1) erano il 9%. Con questo share la rete si sarebbe detta “…pienamente soddisfatta ritenendo di aver centrato l’obbiettivo” NOTA PER IL PRECISINO: NON C’E’ ALCUN COMPLOTTO O COMPORTAMENTO VISCIDO DIETRO QUESTA NOTA! ) e ci sono serie possibilità che la prossima edizione, se si farà, vada in seconda serata con sfrondamenti al budget).

La Rai: non pervenuta, si ricorda un 7 vite su Rai 2, con ascolti bassissimi.

Intanto riparte una nuova edizione di Camera Cafè, forse l’unico prodotto che ha possibilità di essere competitivo (anche se si prospettano tagli di budget alla parte autorale e attoriale).

La sitcom non rientra tra i pilastri della tv generalista (vedi post) e vive la sua agonia dignitosamente, a meno che qualcuno o qualcosa non riescano a defribillarla!

La Redazione di Ananas Blog

 

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