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Serial Writers (il concorso)

18 Mar

La5

Che potrebbe anche essere un “Serial Stagisti”

Minimum Fax e La5 (canale digitale terrestre Mediaset) indicono il laboratorio di scrittura Serial Writers (vedi scheda partecipazione), il cui obiettivo è: “formare gli studenti alla narrazione seriale televisiva. Otto settimane per scoprire i segreti delle grandi serie di successo e per ideare progetti originali che verranno sottoposti all’attenzione del canale televisivo.”

Su La5 va in onda lo spot che dice “La prossima serie di La5 potrebbe essere la tua”. Non manca molto al termine per la selezione finale (31 marzo).

Ora, ragioniamo: nuove menti creative che mettono giù nuovi format in Italia, adesso, è come mandare dei donatori di sangue al castello di Dracula. Nel nostro 150enario paese c’è il monopolio dei format, il declino creativo, la burocrazia soffocante sulle idee, eccetera eccetera.

E’ più probabile che iniziative del genere servano piuttosto a reperire “stagisti mascherati”, giovani che pur di fare tv sono disposti a lavorare per un tozzo di pane. Abbiamo parlato di questa usanza nell’intervista “Il primo pentito di fiction”. Mentre il bunga bunga cabarettistico si fa sui comici, nel campo della “fiction” la ricerca spasmodica di manodopera gratuita talvolta è spostata al campo autorale.

Comunque il training fa sempre bene. Se un giovane volesse farsi tentare dall’avventura sappia comunque quello a cui potrebbe andare incontro.

Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare) 

 

Il primo “pentito di fiction”

20 Nov

Per dare uno sguardo più ampio al mondo televisivo abbiamo intervistato una persona che lavora nel mondo delle produzioni tv. La persona in questione disapprova certi metodi, ma non ha ancora le spalle sufficientemente coperte per svelare la sua identità. L’abbiamo chiamato in codice “Pentito di Fiction”. Le cose che ci racconta non contengono fatti o nomi specifici, ma semplicemente una critica generale ad alcuni aspetti del sistema. Cominciamo…

VOGLIAMO PARLARE DELL’USO CHE TALVOLTA SI FA DEI GIOVANI AUTORI?

Okay: determinate case di produzione (di cui non facciamo i nomi per “discrezione”) prendono un gruppo, un’ammucchiata di giovani aspiranti sceneggiatori o scrittori. Li reperiscono tramite scuole di scrittura, conoscenze dirette o anche solo da gente che ha mandato una mail. Dopo di che li mettono a lavorare A COTTIMO (vengono pagati a sketch o a sceneggiatura) senza garanzie di entrate. Infatti è impossibile che un giovane scriva così tanto da riuscire a guadagnare appena decentemente.

QUANTO DURA QUESTA FORMA DI PRECARIATO?

Con questo sistema un giovane aspirante autore/sceneggiatore può rimanere vincolato per mesi e mesi a una produzione, a tempo pieno o quasi. Visto che è inesperto e che ci mette molto a realizzare qualcosa che possa andare in onda, produrrà sempre poco o pochissimo.

COSA SUCCEDE A FINE PRODUZIONE?

Non c’è alcuna garanzia di entrare in un contesto più professionale. Non gli si garantisce una continuità lavorativa perché non c’è, mancano gli spazi. I programmi da fare sono pochissimi. L’inglobare e fagocitare tutti questi giovani fa sì che si crei un Continua a leggere

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