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Crisi spettacoli dal vivo e Coronavirus: che fare?

6 Mar
Auditorium vuoto

Auditorium vuoto (da Pixabay.com: Libera per usi commerciali. Attribuzione non richiesta)

Stiamo vivendo nel clima drammatico e surreale, di una crisi “virale” che fino a poco tempo fa sembrava appartenesse solo ai film catastrofici o a qualche lontana zona del terzo mondo. In un quadro generale in cui il nostro paese (così come il mondo intero) rischia una recessione senza precedenti, uno dei settori più colpiti è quello degli spettacoli dal vivo.

Questo a cascata coinvolge  tutto ciò di cui vivono i comici: spettacoli live, convention, serate di piazza, eventi di ogni tipo, corsi e docenze, per arrivare alla TV. Infatti il Coronavirus ha impattato sulle registrazioni della nuova stagione di Colorado. Dal sito TicketOne si può notare come tutte le date siano state cancellate fino al 25 marzo (vedi qui) in attesa di sapere quando verranno recuperate, sembra che finora sia stata registrata una sola puntata delle 8 previste.

Da TicketOne (link sull’immagine)

La comicità ha bisogno di un pubblico e gli assembramenti, in epoca di contagio, devono essere evitati. Ciò porta a un risultato devastante: il totale annichilimento della possibilità di lavorare. Con l’aggravante di un settore marginale, di cui nessuno sembra occuparsi anche per colpa della sua mancanza di “peso specifico”.

Ananas Blog ha deciso di dare voce a un ambito così dimenticato e così drammaticamente  colpito, interpellando gli addetti ai lavori. Cominciamo dal grande Stefano Chiodaroli (noto anche e non solo per le sue apparizioni a Colorado nel panni del Panettiere).

Stefano Chiodaroli

Stefano Chiodaroli

Stefano, già il 26 febbraio, sulla sua pagina Facebook postava un appello che iniziava così:  

“Ministro Franceschini, se ci sei batti un colpo. Noi artisti come tutti i fratelli italiani, imprenditori e lavoratori stiamo subendo le ovvie conseguenze sociali del Virus, ma mentre per altre categorie si immagina una solidarietà e qualche forma di aiuto per gli artisti non si sente volare una mosca…”

Già allora la situazione appariva drammatica.

Interpellato telefonicamente Chiodaroli ha tenuto a sottolineare il massimo rispetto verso l’attuale contesto sanitario e le misure drastiche per tentare di arginare l’epidemia.

“Quello che non accetto, invece, è l’annientamento della nostra possibilità lavorativa. Se non lavori dal vivo non ci sono sussidi, non c’è la possibilità di lavorare in remoto, niente. Non possiamo essere considerati un danno collaterale. Rifiuto l’idea che ci si possa impedire di lavorare. Cosa che per la legge dei grandi numeri sta passando sotto silenzio.”

Sono parole forti che però riflettono in pieno la situazione. Chi lavora dal vivo è una pedina sacrificabile? Passato il virus chi s’è visto, s’è visto? Sì, ma allora che cosa fare per combattere tutto ciò?

La chat “Se i conosci li eviti”…

Stefano ha sottolineato la chat di Whatsapp “Se li conosci li eviti” che è attiva da tempo per identificare e segnalare le “sole” vale a dire gli organizzatori che tendono a tirare i bidoni non pagando i comici. Recentemente la chat è diventato uno sfogatoio in cui il tema principale è la crisi da virus. Viene anche usata per idee e suggerimenti e proposte.

“Tanti sono rassegnati e depressi e hanno bisogno di aiuto e di non essere lasciati soli” ci ricorda Stefano il quale annuncia che, tra tanto dolore e tanta incertezza, sta nascendo anche l’idea di promuovere iniziative concrete. “Le petizioni servono a poco, bisogna fare qualcosa di più efficace.”

Da quel che ho capito, l’idea è quella di organizzare una manifestazione che abbia un’eco più forte di un semplice sfogo online. Siamo rimasti d’accordo che Ananas darà spazio all’iniziativa appena sarà resa nota.

Le misure di contenimento del danno?

Il discorso è scivolato poi sul lato delle proposte. Qui ci siamo resi conto che c’è molto lavoro da fare. Si tratterebbe di:

  1. Elaborare delle misure concrete e realizzabili.
  2. Aprire un tavolo di trattative col Ministero preposto e/o col Governo.

Secondo Stefano Chiodaroli, andrebbe applicata una sospensione dei mutui, dei tributi, delle cartelle esattoriali ai lavoratori colpiti dalla crisi. In parole povere: se c’è una sospensione del lavoro (per 2, 3 mesi o oltre) si sospendono (non si cancellano) gli oneri finanziari.

Inoltre si calcolerebbe un forfait come “indennità mensile di disoccupazione” (sempre per la durata della crisi).

Su come articolare la proposta e su come riconoscere gli aventi diritto (nel settore c’è sempre la polemica tra chi lo fa a tempo pieno e chi come secondo lavoro) ovviamente non c’è ancora nulla. Bisognerebbe lavorarci con impegno e massima competenza.

Un’altra iniziativa, su cui si è discusso un po’ oziosamente, potrebbe essere quella da parte della Siae di stanziare un fondo di solidarietà per chi si è visto saltare spettacoli ed eventi a ripetizione. Bisogna vedere se è fattibile, se la Siae sta pensando a qualcosa del genere o meno o se andrebbe sollecitata.

Detto ciò seguiremo l’andamento della crisi vista da chi la vive sulla propria pelle, con massima attenzione al “cosa fare”.

Out of the darkness!

Ananas Blog

alcune iniziative comiche quasi “sindacali”

9 Dic
Stefano Chiodaroli

Stefano Chiodaroli

Stefano Chiodaroli ha aperto un gruppo su WhatsApp, dal titolo “Se li conosci li eviti” il cui tema di discussione è svelato dallo stesso Chiodaroli sulla sua pagina Facebook in data 7 dicembre 2015: ‘Ne fanno parte comici professionisti che hanno la possibilità di segnalare nomi e cognomi di ladri, truffatori, pasticcioni, promoter, organizzatori, padroni di locali da cui hanno preso fregature, o non sono stati pagati. Se imbrogli un artista li imbrogli tutti. Diventerai l’eroe negativo della nostra chat... Preparati a sentirti rispondere: “grazie, ma per quella data sono già occupato “‘. 

L’iniziativa sta riscuotendo un certo successo. Molti comici anche di rilievo ci stanno scrivendo e si sta creando uno scambio di opinioni e di informazioni utili sul tema “fregature”. Qua e là emerge anche il desiderio di affrontare altri problemi del settore (si sa, i bidoni sono di varia natura, anche il mondo della tv ne è pieno), però si tratta di un primo passo, cioè quello di fare qualcosa su un tema che riguarda l’intera “comunità”. 

Eugenio Chiocchi

Eugenio Chiocchi

Altresì interessante è il progetto di Eugenio Chiocchi sulla creazione di un “Albo dei Comici Professionisti”. E’ un’idea in fase di elaborazione il cui obiettivo è semplice: mettere in evidenza chi vive di arte comica a tempo pieno. Un nucleo forte di chi lo fa di mestiere è indispensabile per iniziare a invertire la crisi. Inoltre viviamo una confusione paralizzante: per esempio i professionisti vengono provinati assieme ai debuttanti, creando la categoria unica del “gioco al massacro”, cosa che non è utile a nessuno.

Sulla creazione di un database professionale ci sarà da ragionarci sopra e anche Ananas Blog dirà la sua. L’iniziativa di Chiodaroli e quella di Chiocchi sono quasi “sindacali” anche se non prefigurano la nascita di un sindacato vero e proprio. Però rappresenterebbero un primo passo verso qualcosa di più efficace. Il più grande tabù del settore comico è infatti la creazione di un’associazione di categoria. Appena se ne parla, vengono fuori i motivi per cui è impossibile farla e si viene presi da una strana malinconia apatica. Eppure resta una strada che adesso è necessaria e che presto sarà obbligatorio percorrere per ragioni stringenti di sopravvivenza.

Ananas Blog (Throw down like a barricade)

Attori in difesa del diritto d’immagine: l’incontro milanese di “Artisti 7607”

28 Giu

Cinzia Mascoli di Artisti 7607

Mercoledì 27 giugno, presso la Salumeria della Musica, Milano, si è svolto un incontro dell’associazione “Artisti 7607” che è stata creata “…per raccogliere, gestire e salvare (da appropriazioni indebite e gestioni oscure) i fondi derivati dai diritti d’immagine e destinati all’assistenza degli artisti stessi”.

I diritti d’immagine (più propriamente “diritti connessi”) sono quelli che spettano non agli autori, ma agli interpreti/esecutori di un’opera e che muovono una cifra considerevole, calcolata in 60 milioni di euro l’anno.  

Fino a poco tempo fa questo denaro veniva gestito in monopolio dall’Imaie (Istituto Mutualistico di Artisti- Interpreti- Esecutori). L’Imaie ha accumulato un “ammanco” di diritti ancora da erogare  stimato attorno ai 130 milioni di euro. Dalle ceneri dell’Imaie, commissariata, è nato il Nuovo Imaie. Questa storia incredibile è raccontata in un video shock realizzato dalla stessa Artisti 7607:

Guarda il video “Una commedia italiana che non fa ridere”

 Tra gli interpreti Franca Valeri, Elio Germano, Claudio Santamaria, Valeria Golino, Continua a leggere

la vita, il palco, la filosofia: intervista a Stefano Chiodaroli

18 Gen
il grande Stefano Chiodaroli

Stefano Chiodaroli, uno dei comici di maggior talento del panorama italiano, divenuto popolare grazie al personaggio del panettiere di Colorado Cafè e di Mariano, il carcerato della sitcom Belli Dentro; al cinema è stato tra gli interpreti de “I fiori del male”, il film di Michele Placido dedicato alla banda Vallanzasca e mille altre cose…(link al sito ufficiale).

Stefano Chiodaroli vanta anche un primato lusinghiero: è tra i più amati dagli addetti ai lavori, per la sua originalità e la sua forza sul palco, per i suoi personaggi estremi e surreali. Insomma i gourmet della risata, i sommelier del cabaret lo gustano con particolare piacere. È anche una persona colta e ha una filosofia tutta sua.

Anche se lui si schermisce e non vuole passare per maestro di vita, per dispensatore di perle di saggezza, questa intervista è consigliata, come lettura, soprattutto ai giovani comici.

 QUANTO È IMPORTANTE PER TE LA FORMA FISICA?

Moltissimo, i mali dello spirito spesso si possono curare con la cura del corpo.

CHE RAPPORTO ESISTE TRA SESSO E COMICITÀ?

Il sesso e’ un argomento inesauribile per il comico, qui albergano le pulsioni più vere e i desideri più reconditi, sta al comico dire l’indicibile e svelare le ipocrisie.

LA TELEVISIONE: PROSTITUTA MERCENARIA, TENERA AMANTE O AMICA DAL DUE DI PICCHE FACILE?

Un elettrodomestico  da usare per quel che ci può dare… Si consiglia la fuga prima di esserne consumati (Chiodaroli avrebbe potuto fare il panettiere all’infinito, a Colorado NDR).

SE POTESSI GUARDARE NEGLI OCCHI UN COMICO EMERGENTE E DIRGLI CIÒ CHE PENSI, COSA TI SENTIRESTI DI DIRGLI?

Di considerare sé stesso, il proprio “brand” da servire e non diventare invece il travet dei “brand” altrui (Zelig, Colorado).

CHE IMPORTANZA HANNO PER TE CINEMA E TEATRO? (MAGARI ANCHE IN RAPPORTO ALL’IMPORTANZA TELEVISIVA)

Il teatro è il luogo della libera ed arbitraria espressione della nostra creazione artistica, purtroppo e’ stato snaturato dalla tv: averla fatta diventa l’unica referenza, e il palcoscenico viene usato per riscuotere in moneta contante il prestigio maturato nel piccolo schermo. 

Il cinema se fatto bene ci rende immortali.

QUALE OPERA LETTERARIA O QUALE SCRITTORE HANNO DESCRITTO MEGLIO CIÒ CHE PROVA UN ATTORE (LA SUA ANIMA, I SUOI PENSIERI)

Yoshi Oida “l’attore invisibile”.

CHI AMMIRI DAVVERO NEL CAMPO DELLA COMICITÀ?

Albanese, Verdone, Corrado Guzzanti.

QUAL È IL TUO SOGNO PIÙ GRANDE? IN CHE MODO TI SENTIRESTI DAVVERO REALIZZATO?

Vorrei interpretare una serie poliziesca e comunque consolidarmi in ruoli drammatici anche al cinema (senza rinnegare la mia origine comica).

SE DICO “CIRCOLONE DI LEGNANO” CHE COSA TI VIENE IN MENTE?

Il luogo dove il 12 marzo 1998 ho inventato il personaggio del panettiere… e che ancora frequento: e’ uno dei pochi spazi veramente liberi dove gli artisti possono proporre le loro opere prime senza che siano vincolate ad altro che non sia la gioia dell’invenzione (uno dei primi veri laboratori di cabaret NDR).

A COSA STAI LAVORANDO?

Un fotoromanzo colorato, un programma televisivo ed una fiction di sbirri.

UN MESSAGGIO FINALE A CHI TI PARE…

In generale servirebbe più coraggio e meno ipocrisia. Il comico è come un alchimista e non si può precludere nessuna oscenità. I risultati sono divertenti, ma il conformismo in cui finiamo per imbatterci è sconfortante, pas mal. A me basta avere di che vivere e divertirmi.

 Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

Riparte il Saturday Night Live Italia

30 Nov

Di Gat

E’ in fase produttiva la nuova stagione del Saturday Night Live Italia, che andrà in onda su Italia 1 in seconda serata, format sicuramente difficile visto che si confronta con una leggenda quale è l’originale americano.

Nel cast c’è la presenza di un pezzo da 90 come Stefano Chiodaroli e questa è una buonissima base di partenza. Poi ci sono Demo Mura e Carlo Pistarino (che sono anche due formidabili battutisti), Gigi Garretta, Alessandro Brunello e altri…

Il progetto prevede l’interazione con personaggi conosciuti come Walter Nudo (11.12.2010: Walter Nudo è saltato NDR), Elenoire Casalegno,  Laura Freddi, il DJ e producer Tommy Vee… Speriamo non diventi la versione comica dell’isola dei Famosi!

Il coefficiente di difficoltà è notevole. Però c’è la necessità di creare non solo il terzo polo comico, ma anche il quarto, il quinto, il sesto, eccetera. La comicità italiana è al punto creativo più basso, vige la monocoltura, e le politiche dei “grandi capi” sembrano puntare all’esaurimento della vena  senza che sia lasciato nulla per il futuro.

Così “facciamo il tifo” sperando che il SNL Italia trovi una buona formula produttiva, faccia ascolti decenti, si espanda e diventi un polo d’attrazione per comici e attori.

Giovanna Senatore dice la sua sul laboratorio femminile

5 Ott
Giovanna Senatore

Giovanna Senatore è comica, autrice e produttrice. Ha voluto dire il suo punto di vista sul laboratorio femminile (e sui lab Zelig in generale). Ci sono cose molto interessanti, per esempio il fulminante inizio sul “motivo incomprensibile” per cui si fa un lab femminile (da non perdere) e, più avanti, l’assurdità dello stesso pezzo fatto in una miriade di posti diversi.

  

Io ho frequentato i laboratori Zelig sia in veste di comica che in veste di autrice. Che dire: tante belle parole durante le “fantomatiche riunioni” di inizio stagione, ma poi…

Le donne e la comicità secondo “gli autori bravi e famosi” sono due mostri difficili da accoppiare.

Se sei “attraente non fai ridere” (e chi l’ha detto? ma gli autori bravi e famosi lo ripetono spesso), se usi una comicità “cerebrale” non ti capiscono (e chi l’ha detto?).

Perciò la donna deve fare la comicità maschile.

E allora perché fai un laboratorio donne?

In realtà di laboratori ne ho visti tanti, Oggi le Comiche, No limits, Laboratorio Artistico… ma di differenze non ne ho mai trovate, sempre la stessa comicità, quella che piace a chi? Bah! Anzi, se vogliamo dirla tutta, ogni volta che qualcuno osava cambiare le cose, andare appena controcorrente, poi a Zelig non si è più visto per un po’ (comici entrati dalla porta ed usciti dalla finestra).

Ricordo Stefano Chiodaroli (laboratorio Zelig no-limits) uscito a metà spettacolo inferocito perché non gli facevano fare le cose provocatorie che aveva in mente (e pensare che per il titolo del lab non dovevano esserci limiti!)

Ma torniamo ai lab donne: che dire? EVITATELO, sia se siete comiche, sia se siete autrici. Perché se prima i laboratori erano fatti per imparare, ora servono solo per “tenervi buone”.

Ricordo che all’inizio fare il laboratorio donne era una sorta di ripiego: al Laboratorio Artistico non c’è spazio, allora facciamo laboratori alternativi, con nomi che attirino l’attenzione: “Oggi le comiche” che prima ancora era “Women in Laugh”. Bello, poteva pensare il pubblico, una roba nuova. Balle. Sempre la stessa sbobba. Sempre gli stessi pezzi. Sempre quelli.

Io con un pezzo da 5 minuti ho fatto 40 laboratori, ma che ho imparato? Niente, anzi sì, ho imparato che ad un certo autore piaceva una battuta, ad un altro non piaceva, QUINDI IN BASE A CHI C’ERA, IL PEZZO LO DOVEVO CAMBIARE.

Perché in realtà a nessuno interessava cosa la comica presentava, se era un pezzo nuovo o no, l’importante era che la SERATA ANDASSE BENE. Per forza, il pubblico PAGAVA e la comica non GUADAGNAVA. E perché avrebbe dovuto? Era un laboratorio…

Conclusione: confronta anche gli altri racconti al femminile (Giulia Ricciardi e Romina La Mantia) e la descrizione del lab femminile come area di parcheggio (Oggi le comiche 1 e Oggi le comiche 2).

Dobbiamo raccontare ciò che succede nel nostro ambiente. Via la paura, usciamo da un clima tipo “Iran” ed entriamo nella normalità della democrazia…

 

Fuga da Colorado

3 Ott

(Di Gat)

Colorado, in pochi anni, ha perso diversi “pezzi pregiati”, cioè artisti preparati e potenzialmente in grado di fare della comicità di buon livello.

Pensiamo a: Rocco Barbaro, Stefano Chiodaroli, Fabrizio Casalino, Andrea Ceccon, Pino e gli Anticorpi, Bianchi e Pulci, Pozzoli e De Angelis, Rita Pelusio, eccetera.

Ma quanto entusiasmo ci metteva Rita Pelusio nel fare la Winx? (Forse lo stesso che ci mettono I Turbolenti a fare i Teletubbies…)

Abbiamo raccontato le difficoltà del comico coloradiano nel post L’intervento a gamba tesa e l’abbassamento del livello qualitativo in: Riparte Colorado, unica probabile assente: la risata.

Ma nei confronti di Zelig stiamo già raccogliendo interventi di comici che raccontano a viso aperto le loro esperienze (e che confermano i contenuti del blog). Si tratta della rottura di un tabù, quello della PAURA e del SILENZIO che sta facendo uscire l’ambiente dalla Corea del Nord, dall’Iran, dalla Birmania, per portarlo verso un minimo di libertà di espressione.

Invece non abbiamo ancora una testimonianza ufficiale coloradista, ma tanti racconti dietro le quinte.

Premesso che a Colorado ci sono ancora ottimi artisti, sembra che la pressione stia nella spinta ad ABBASSARE il più possibile ciò che si fa rendendolo:

1) Il più possibile “televisivamente commerciale”.

2) Il più possibile “puerile”.

3) Il più possibile “personaggio e travestimento”.

4) Il più possibile “tormentone da ripetere in coro”.

5) Il più possibile “riscrittura continua” (intervento a gamba tesa).

Questa è la pressione interna, poi uno fa quello che può per contrastarla, ma è difficile per il comico sfornare qualcosa che sia degno delle proprie potenzialità: è più facile un’involuzione che un’evoluzione.

Forse questa è una delle cause della “fuga di cervelli comici” da Colorado.

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