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Satira sul web: il dramma della monetizzazione

22 Gen
i soldi sono un azzardo e tutti fanno il loro gioco

i soldi sono un azzardo e tutti fanno il loro gioco

Questo è il quarto articolo di Ananas Blog sulla satira sul web. Sarebbe meglio dare un’occhiata anche al primo post: Liberi battutisti o servi della gleba? al secondo Territorio felice o guerra tra bande? e al terzo: Copioni o costruttori di fotocopiatrici?

“E’ sempre preferibile restare due minuti al sole che un anno sotto la pioggia” (da: l’Adorabile Giulia di Gilbert Sauvajon).

 Nella satira sul web dove vigono “collettivi” di battutisti con decine, centinaia di autori, non si può eludere il tema della “monetizzazione”: tutta questa attività produce o produrrà del denaro? qualcuno, approfittandosene, si arricchisce? (NB: Ananas Blog, considera  da SEMPRE sbagliato il sistema basato sul “Tanta gente che crea e alcuni che fanno i selezionatori”. I laboratori di cabaret, che sono strutturati su questo principio, stanno portando al collasso la comicità italiana).

Un dirigente di Kotiomkin, alcune settimane fa, mi ha giurato e spergiurato che Kotiomkin (che ha una “palestra” di circa 700 autori) MAI E POI MAI MONETIZZERA’, insomma che l’attività è totalmente no profit. Ma è credibile che un gruppo di 700 persone, molte delle quali comici (quindi presi dall’ansia della visibilità e del successo e alle prese con una crisi lavorativa senza precedenti) stia assieme per la voglia di totale dilettantismo? Impossibile, ovviamente.  

SEGNALI DAL PROFONDO – Cito un articolo di Kra, autore cresciuto su Spinoza, passato ad Umore Maligno (adesso non ne fa più parte). U.M. è stata una “scissione” da Spinoza. (qui il post di Kra). Alcune frasi estrapolate:  Continua a leggere

Satira sul web, copioni o costruttori di fotocopiatrici?

15 Gen
una serie di battute originali appena sfornate...

una serie di battute originali appena sfornate…

Questo è il terzo articolo dell’approfondimento di Ananas Blog sulla satira sul web. Per proseguire sarebbe meglio dare un’occhiata al primo post: Liberi battutisti o servi della gleba? e al secondo post Territorio felice o guerra tra bande?.

“E’ sempre preferibile restare due minuti al sole che un anno sotto la pioggia” (da: l’Adorabile Giulia di Gilbert Sauvajon).

Parliamo dell’abitudine di copiare battute altrui: esiste nel web? E’ la prassi? la battuta copiata non è un tema secondario, poiché può addirittura diventare un caso politico, come successe per le battute di Spinoza “prese” da Luca Barbareschi in Barbareschi Sciok su La7. L’incidente fu usato dal potente portavoce grillino Claudio Messora (guarda video dal minuto 19,20) per attaccare la legge sul “copyright in rete” di cui l’Onorevole Barbareschi era tra i promotori.

Se uno prova a chiedere a qualche addetto ai lavori, riceverà delle risposte nette: “Nessuno copia, i plagi sono solo casuali” (la maggioranza minimalista) oppure: “Tutti copiano, tutti si spiano a vicenda, ma nessuno lo ammette” (La minoranza agguerrita). Nessuno può negare, però, l’incredibile numero di battute simili o uguali tra loro che vengono sfornate a getto continuo dai collettivi di satira.

E quasi tutti ignorano o fingono di ignorare (o emettono solo qualche sterile protesta) che il vero “movimento” è altrove, giocato sulla pelle anche dei battutisti, usati come “riempitivo”. Continua a leggere

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