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Anatomia di uno zimbello (televisivo)

23 Giu

Uno dei fenomeni peculiari del bizzarro mondo comico televisivo italiano è la figura dello “Zimbello”, detto anche “Riempitivo”. Si tratta di una figura destinata a passare, che viene messa in tv proprio per la sua debolezza comica. Il vero problema è questo: lo Zimbello sa di esserlo, oppure è preda di aspettative segrete e struggenti?

Nel primo caso si tratterebbe di un gioco condiviso, nel secondo di una forma di crudeltà, carica di un cinismo disgustoso. Siamo sul filo: potrebbe essere un modo irresponsabile di usare le persone oppure una fucina di talenti… ah saperlo!

Lo zimbello (o Riempitivo) viene valorizzato ben oltre i suoi meriti. E’ come se i capi ci dicessero: “Oh che giusti che siamo, quanto siamo fighi, creiamo l’oro dal nulla!”. Allo stesso modo gli altri comici, i conduttori risaltano nella Continua a leggere

I Buratori (burocrati autori) terza parte

12 Giu

In che modo la professione dell’autore comico è diventata una sorta di caporalato.

Ecco la terza e ultima parte di una ponderosa analisi sulla strana figura dell’autore Zelig (e dell’autore comico moderno in generale), scritta in collaborazione con Omar Bashuner. Si tratta di un imperdibile racconto,  che a molti potrebbe risultare amaro per le verità che mette in evidenza. I buratori, tra l’altro, potrebbero rischiare l’estinzione in seguito alla grave crisi (televisiva e live) che investe il settore.
TERZA PARTE (Caporalato, credibilità, usare la speranza, la “bolla cabarettistica”).

Il caporalato (vedi definizione su Wikipedia) è un fenomeno spesso legato al crimine organizzato, nulla che vedere con ciò di cui stiamo parlando, anche se in senso lato ci sono delle analogie.

Il caporale sceglie tra lavoratori in nero, li conduce in luoghi di lavoro abusivi, prende una percentuale sulla paga già bassa del lavoratore.

Gli autori devono “radunare” un certo numero di comici, alcuni dei quali verranno “convocati”. Il lavoro nei laboratori è parzialmente abusivo, nel senso che non viene riconosciuta l’Enpals, la Siae non finisce agli aventi diritto, le liberatorie quasi sempre riportano una realtà che sul palco non esiste. Spesso si firma per “improvvisazione” o per “affetto e benevolenza” cosa che esimerebbe dal riconoscere una retribuzione.

I selezionati dai caporali prendono una paga Continua a leggere

Guida pratica per cabarettisti: verso i provini farlocchi

31 Mag

Da lunedì 4 giugno, fino a mercoledì 6 ci saranno i provini (denominati Zelig in Progress) che si apprestano a essere quelli più assurdi di tutti i tempi. Alcuni partecipanti, interpellati, non sanno perché ci vadano, rispondono cose tipo “boh, mi faccio vedere”.

I famosi braccini corti bananiferi, in tempi di costo della benzina alle stelle, se proprio ci tengono ad avere il solito carnaio umano (gratificante per l’autostima), perché non pagano quelli che fanno da comparse alla sagra del proprio egocentrismo?

Inutile farli questi discorsi, più che “In Progress” siamo “in Regress.” Allora, visto che la “tassa” è da pagare, visto che un po’ di gente andrà comunque, ecco una guida pratica per abbattere o eliminare del tutto i costi di trasferta:

CAB POOLING – 4 o 5 cabarettisti che vanno allo stesso provino, con la stessa macchina. Un carico di gente speranzosa che divide le spese di viaggio. E che inganna il tempo parlando male di Gino & Michele.

SERATING – Tecnica con la quale si abbina la trasferta del provino con una serata pagata nei pressi di Milano (il giorno successivo o il precedente). Se ci riuscite, col cachet coprite le spese di trasferta e, magari, ci guadagnate pure qualcosina.

Se siete bravi potreste addirittura trovare Continua a leggere

Come una carriera che rotola via

21 Giu

Di alex

 

Una volta i tuoi spettacoli erano così pieni di energia
Davi consigli ai principianti nei tuoi anni migliori, ti ricordi?
Il tuo manager ti disse “Stai attento,
Stai rischiando il declino”
ma pensavi che fosse uno scherzo
Ridevi di questo
Di quelli che lavorano poco e galleggiano a fatica
Ora non ridi più
Ora non sei più sicuro
Nella ricerca faticosa
Della tua prossima serata
 
Come ci si sente?
Come ci si sente
Senza un’identità artistica
Sconosciuto alla platea televisiva
Come in una carriera che rotola via?
 
 Sei stato il re dei locali più famosi
Eri okay come monologhista
Ma ti piaceva bere prima e dopo lo show
Nessuno ti ha fatto fare teatro
Per sviluppare il tuo talento
E ora devi abituarti
Dicevi che non avresti  mai cercato di svenderti
Alla strega del successo
Ma adesso sai
Che lei non ti sta fornendo alcun appiglio
Mentre tu la guardi negli occhi
E dici “hai un posto per me?”
 
Come ci si sente?
Come ci si sente
Arrivato in ritardo ai provini
Sconosciuto alla platea televisiva
Come in una carriera che rotola via?

L’inspiegabile caso di Carletto Bianchessi

1 Giu

Di Gat

 

Carlo Bianchessi

CARLO BIANCHESSI, ovvero l’energia dispiegata sul palco, l’abilità di aggredire il pubblico e di strappargli le famose risate di pancia, abilità che si manifesta e ottiene risultati anche nelle condizioni ambientali più difficili.

QUANDO si parla di lui, del fatto che non si è quasi mai visto in tv, ogni tanto qualcuno dei presenti dice che non si è rinnovato, che fa le solite cose da anni, eccetera. Succede sempre così: la colpa è del singolo, mai del sistema.
ALEGGIA talvolta la parola “ingestibile”. Cosa vuol dire? Siccome ci pagano (e talvolta anche bene) non dovrebbe spaventarci l’occasione di gestire un talento. Anzi sarebbe l’occasione per un “allenatore” di dimostrare che sa fare il suo mestiere.
ADESSO che in tv è passato di tutto, e che tante nuove proposte hanno una vita di un paio di anni (se va bene) oppure vivacchiano nelle retrovie, oppure cadono nel dimenticatoio; adesso che anche la “vecchia comicità” viene messa senza imbarazzi in prima serata; adesso che c’è un sacco di gente che sta al palcoscenico come Dracula sta all’aglio, pensiamo che la lontananza di Carletto Bianchessi dalla tv non abbia più motivo di esistere.
POSSIBILE che non ci sia un cavolo di talent scout che non riesca a trovare il modo di usare, al meglio, la sua energia esplosiva?
SI RIDE così poco in tv, in questi anni.
BIANCHESSI è un monologhista, e i monologhi sono stati sdoganati da un pezzo. Fa anche animazione sul pubblico, ma anche l’animazione è stata sdoganata: basta mettere una telecamera o due sul pubblico e il gioco è fatto.
BIANCHESSI fa troppo ridere? Non è televisivo? Non è televisivo far ridere? Ha troppa energia? L’energia in tv non funziona? La telecamera ha un filtro che trattiene la bravura e fa passare le “capacità scarse”? Domande senza riposta… 
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