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la supercazzola autorale

30 Nov

Tognazzi e la supercazzola

Io li conoscevo bene (chi è Baggini?)

2 Lug

Di Gat

Io La Conoscevo Bene è un film del 1965, protagonista Stefania Sandrelli, regia di Antonio Pietrangeli.

C’è una scena che è la più interessante (e la più forte), quella del povero attore Baggini (un grande Ugo Tognazzi) che, durante una festa, nel tentativo di compiacere un attore di successo, sperando di entrare a far parte di un suo film, si esibisce nel numero delle “claquettes”: imita a suon di tip-tap il rumore del treno.

 L’attore di successo (un “cattivissimo” Enrico Maria Salerno) non ha  intenzione di dargli alcuna opportunità, ma si diverte a prenderlo in giro, gli urla cose del tipo. «Questo treno è troppo lento, via, più veloce!»

Baggini agita i piedi di più, arriva quasi a collassare. Il dramma irrompe nella scena, viene sfiorato. Finché il poveraccio non tira il fiato la tensione diventa quasi insopportabile. Alla fine della festa Baggini insegue l’attore che se ne va sgommando sulla sua auto di lusso ignorandolo.

Guardiamo la scena del film e poi guardiamo la vita di chi è sottoposto a laboratori, provini, convocazioni all’infinito. Ci sono delle somiglianze. Chi organizza questa “macchina” assiste all’esibizione di tanti comici simili al povero Baggini: nessuno ha intenzione di puntare su di loro, ma li si costringe a impegnarsi a fondo con tutte le forze nella speranza che, facendo così, succederà qualcosa.

I comici/Baggini arrivano spesso alla stanchezza, allo sfinimento (fisico, mentale). Poi inseguono chi potrebbe dare loro delle risposte, ma questi è sfuggente, non dice nulla, risulta inafferrabile.

Nel 1965 è stata raccontata una situazione simile, e nel film c’è un’esasperazione della cattiveria resa al massimo dalla bravura degli attori (Ugo Tognazzi vinse il Nastro d’argento come miglior attore non protagonista).  

Curioso che ci voglia la cara vecchia commedia all’italiana per raccontare l’attuale situazione del comico: vizi e difetti, piccole e grandi vigliaccherie, piccole e grandi furbizie (forse simili a quelli degli italiani) che nessuno evidenzia più, lasciando che i drammi dei tanti “Baggini” rimangano sconosciuti.

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