Tag Archives: Video

Fai un video, vinci… un video!

16 Apr

Invia un video e vinci la possibilità di fare un video… se fosse un film sarebbe uno di quelli che esplorano gli aspetti più bizzarri della nostra società, anche se dietro ci sono i Fratelli Vanzina, quindi sembrerebbe più una commedia di costume. Stiamo parlando di NuoviComici, iniziativa di cui è già stata data notizia su questo blog.

I Vanzina si sono mossi in collaborazione con la  Nuct – Scuola di cinema e televisione, per cercare nuovi talenti sul web. Il “talent” si è spostato sulla piattaforma FlopTv. La prima fase si era conclusa con la proclamazione di 2 vincitori: Simone Cotenna e Osvaldo, i quali hanno vinto… la realizzazione di un video poi finito su youtube. In attesa di seguire gli sviluppi di un concorso le cui finalità sembrano essere un po’ improvvisate, ecco i video:

e poi:

Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

Fuga di cervelli e di regolamenti?

10 Apr

Fuga di CervelliSu questo blog (11 dicembre 2012) si era parlato dell’iniziativa di Colorado Film: il casting online per cercare la protagonista del nuovo film di Paolo Ruffini “Fuga di Cervelli” (leggi post). La cosa è andata avanti e un lettore ci ha segnalato quelle che sembrano delle anomalie nelle selezioni, al termine delle quali sono state scelte 18 ragazze (qui leggi il regolamento del concorso).

Il caso più eclatante sembra quello di Beatrice Baldaccini che aveva già lavorato con Paolo Ruffini nel musical Rent (leggi articolo) di cui Ruffini era sia regista che protagonista, per cui conosceva già la Baldaccini, anzi, in quanto regista l’aveva già provinata. Poi spicca Elisabetta Fusari (vedi curriculum) che non solo sfora con Continua a leggere

Torna online il video reportage di Ruben Marosha

23 Lug

Ma in Italia (paese dalla democrazia declinante, molto indietro nelle classifiche della libertà d’espressione), non si può mai stare sicuri…

Ruben in posa “rivoluzionaria”

Torna online il primo video del reportage che Ruben Marosha ha girato dietro le quinte degli Zelig Lab (leggi post di commento).

Il video era stato rimosso da YouTube in modo arbitrario: avrebbe violato la privacy di qualcuno, non si sa di chi, cosa che ha reso impossibile modificarlo (tenendo presente che la fisionomia dei protagonisti era stata oscurata e le voci alterate).

Comunque adesso è disponibile:

GUARDA IL VIDEO SU VIMEO.COM

Una preghiera: se qualcuno rilevasse una violazione alla propria privacy contatti chi detiene il materiale (Ruben Marosha). Se la richiesta è ragionevole, provvederà alle modifiche del caso. Altrimenti (in mancanza di una motivazione e di fronte a un attacco anonimo) ci saranno tutti i motivi per gridare alla censura.

Comunque chi non ha ancora visto il video, si sbrighi, non si sa mai…

Il reportage ha messo alla luce alcune gravi irregolarità. Bisogna precisare (come già scritto in precedenza) che le voci di “mazzette” per accedere agli Zelig Lab sono infondate, soprattutto non fanno parte delle procedure di Bananas srl. Però dietro le quinte la voce circola (io stesso ne fui colpito ingiustamente), quindi il video, in quel passaggio, cattura un esempio degli umori presenti nell’ambiente.

Le gravi irregolarità riguardano la modulistica, la “ragione sociale” stessa dei laboratori, mostrando esempi di come i comici firmino liberatorie che, fatte analizzare, si sono rivelate quasi del tutto o del tutto incongruenti. E’ andata così: a) pubblicazione del video b) inchiesta successiva.

L’inchiesta è partita, la rimozione del reportage non servirebbe più, perché si può dire che i buoi sono già scappati dalla stalla…

Faccio alcuni esempi dell’analisi critica delle liberatorie: quella Siae presenta un buco clamoroso: non viene indicata l’opera rappresentata, cioè l’unico dato attraverso il quale un funzionario può verificare la legalità della serata. E’ come se a un palazzo mancasse… il palazzo! (leggi il post Le liberatorie: una “truffa” basata sull’autocertificazione? )

La dichiarazione che il repertorio è frutto d’improvvisazione è semplicemente ridicola: gli Zelig Lab praticano l’esatto contrario dell’improvvisazione che come “arte” viene addirittura combattuta ed emarginata. Leggi i 12 motivi che “demoliscono” il concetto di improvvisazione.

Eccetera, eccetera. Insomma, l’inchiesta è basata su dati di fatto incontrovertibili, spesso anche su dichiarazioni fatte dalla stessa Bananas srl che ammette candidamente che i laboratori sono una delle travi portanti del business Zelig (leggi post)

Questo grazie al reportage (di cui si spera di pubblicare la seconda, interessantissima parte). 

Roberto Gavelli Amministratore di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)
 

Mediaset denunciata perché “censura il web”

22 Lug

Mediaset è stata denunciata presso il Tribunale di Roma dall’Unione Nazionale dei Consumatori, come segnalato su l’Espresso.it (leggi l’articolo completo):

“Che cosa è successo? Che l’associazione aveva un suo canale su YouTube, con migliaia di utenti e più di 80 video, tra cui molti autoprodotti. «Mediaset ha segnalato a YouTube che c’erano due video, protetti da diritto d’autore, tratti dalle “Iene” e da “Striscia la Notizia” ben sapendo che in questo modo YouTube avrebbe cancellato l’intero canale», spiega Fulvio Sarzana, legale dell’associazione.

“E proprio questo è successo: anziché limitarsi a cancellare i due video, il sito americano ha oscurato l’intero canale dell’associazione.

“Un vero peccato, per Sarzana, giacché «si trattava di uno strumento prezioso per mettere in guardia i consumatori dalle truffe».

“Il sospetto, neppure troppo velato, è che Mediaset abbia voluto prendersi una piccola vendetta per la battaglia condotta di recente dallo stesso Sarzana – insieme a molti altri – contro la delibera Agcom (fortemente voluta da Cologno) proprio sul Web: una norma che, per salvaguardare il diritto d’autore, rischia di disincentivare l’uso della Rete in Italia attraverso multe e sanzioni ai blog e ai siti indipendenti.

“Sarzana si era esposto in prima persona nella mobilitazione che ha costretto AgCom a rinviare la decisione e a trasformare il previsto oscuramento dei siti disobbedienti in sanzioni pecuniarie.

“Del resto, se Mediaset fosse stata interessata soltanto alla rimozione dei due video avrebbe potuto chiedere all’Associazione di toglierli: invece ha preferito seguire la strada del reclamo a YouTube che – per prassi – porta alla chiusura dell’intero canale.

E’ successo qualcosa di simile col video/reportage di Ruben Marosha (che domani tornerà online): rimosso totalmente e in modo arbitrario e anonimo.

La Redazione di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

Si paga per accedere ai laboratori Zelig? (Chi sa parli…)

8 Lug

La risposta alla domanda potrebbe essere:sì in senso generale, perché i laboratori sono senza rimborso spese, quindi ogni comico paga del suo. Ma, a parte queste sottigliezze, esistono casi di gente che si è fatta pagare in cambio di un presunto accesso privilegiato? (della serie: “ti porto io a Zelig”).

Partiamo dal video rimosso girato da Ruben Marosha, dove un autore dice: ‘Sai cosa mi ha detto a me la signora ******, che è la responsabile di produzione d’Italia? Ha detto che c’è la coda per fare… “Qua c’è gente che paga per fare i laboratori!”‘ (leggi tutti i post della serie). *

Bananas srl ha smentito energicamente l’esistenza di simili pratiche, io ci credo, ma il malcostume potrebbe esistere magari tra le pieghe della zona grigia in cui le risposte non arrivano mai, dove il comico non sa come emergere, in cui qualcuno potrebbe approfittarsene.

Mi viene in mente di quando seguivo il laboratorio Zelig di Lanciano. In seguito fui oggetto di accuse bizzarre (completamente inventate) secondo cui mi proponevo come “intermediario” e lucravo sui comici. Mi ero completamente dimenticato della cosa, classificata come il delirio di qualche pazzoide. Recentemente, però, quelle accuse sono ritornate tramite un commento sul blog (nel post I laboratori sono il cuore del business Zelig? ), da parte di k. h. rumenigge (presumibilmente Carlo Turati).

Insomma, sembrerebbe il tipico esempio di “mettere le mani avanti”, accusare qualcuno che non c’entra per (in modo conscio o inconscio) sviare l’attenzione su qualcosa che c’è davvero. Ho scritto “sembrerebbe” perché non  ho le prove. Ma se un animale sembra un mulo e ha le strisce, è naturale  sospettarlo una zebra…

Recentemente nei commenti del blog appaiono allusioni alla pratica di “pagare per avere un accesso facilitato”. Talvolta ho dovuto cancellarli per il contenuto esplicito a fatti non provati. Però è evidente che la voce circola in maniera un po’ troppo ossessiva e ha stufato. In questa storia sono stato anch’io “parte lesa”.

Insomma, il fenomeno esiste o no? L’invito è il seguente: chi sa parli, denunci,  soprattutto la smetta di alludere oppure… taccia per sempre.

*qualcuno potrebbe erroneamente osservare (in buonafede o no) che il blog dia credito a personaggi la cui identità non è accertata. In realtà non è così: il materiale video di Ruben Marosha è stato girato davvero dietro le quinte di alcuni laboratori Zelig. Nessuno è stato capace di smentire questa cosa, anzi anche sul blog Ruben è stato oggetto di critiche proprio per questa azione specifica. Quindi c’è tutto il diritto di commentare il video in cui sono rappresentate dinamiche che, per chi ha letto il blog a fondo o per chi conosce l’ambiente sono esempi fulgidi di ciò che succede. Esempio: un comico afferma di frequentare diversi laboratori contemporaneamente. Questo è un esempio vivente del fenomeno “il nomadismo tra i laboratori” illustrato quando si ignorava addirittura l’esistenza di Ruben Marosha. Chiaroveggenza o semplice conoscenza dell’ambiente? La seconda.

Roberto Gavelli Amministratore di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

Ananas Blog a rischio oscuramento?

3 Lug

A partire dal 6 luglio L’Autorità sulle comunicazioni (Agcom) avrà la possibilità di chiudere i contenuti online praticamente senza contraddittorio, in nome di una pretesa difesa del diritto d’autore, provvedimento fortemente voluto da Mediaset e dal PDL. La cosa sta creando una vera e propria rivolta. Leggi l’articolo su l’Espresso.it “Golpe sul web: fermiamoli” in cui si riporta che:

“L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni il prossimo 6 luglio varerà le nuove regole per la tutela del diritto d’autore in Rete autoattribuendosi il potere assoluto di vita e di morte su ogni contenuto pubblicato dagli utenti on line attraverso servizi resi disponibili da soggetti italiani o stranieri.

“Secondo la nuova disciplina toccherà, infatti, agli uffici dell’Autorità, su segnalazione dei titolari dei diritti, ordinare, all’esito di un procedimento sommario destinato a concludersi in cinque giorni e senza contraddittorio con l’autore e/o l’utente che ha caricato on line il video, ordinarne ai provider l’immediata rimozione o, qualora il contenuto risultasse ospitato da fornitori di servizi stabiliti all’estero, un filtraggio che valga a renderlo inaccessibile ai naviganti italiani.”

Insomma, nel nostro caso sarebbe sufficiente denunciare che il blog usa la parola “sfruttamento” che è un marchio registrato di Bananas srl, per ottenerne la rimozione di intere inchieste, o addirittura l’oscuramento del blog… Scherzi a parte il problema esiste.

C’è un precedente non molto positivo: il primo video dell’unico reportage sul mondo del cabaret, quello di Ruben Marosha, è già stato rimosso arbitrariamente. Praticamente avrebbe violato la privacy di qualcuno, non si sa chi, cosa che ha reso impossibile qualsiasi correzione.

L’ambiente è così “arretrato” da non sopportare 6’34” di dietro le quinte. Possiamo vedere, leggere, ascoltare di tutto, dai dispacci di WikiLeaks alle intercettazioni, dai fuori onda ai video rubati col telefonino (vedi bestemmia di Berlusconi), ma non possiamo guardare pochi minuti di reportage sul cabaret. Non solo: così rischiamo di non vedere anche il resto del filmato che è di altissimo interesse. Siamo trattati come bambini che non devono sapere.

Così, nell’ultima Corea del Nord esistente in Italia, l’unica voce critica ufficiale (il blog) potrebbe subire degli attacchi. Certo, Bananas srl (che ha smentito di essere la “fonte” della rimozione del video) potrebbe anche essere tentata dal dare “fastidio”, anche se poi l’azione attirerebbe molta attenzione sul blog e Bananas srl è un’entità molto chiusa su se stessa, che preferisce il silenzio.

Comunque nei prossimi giorni seguiremo tutte le iniziative che stanno cercando di contrastare il tentativo di mettere il bavaglio al Web e alla libera informazione.

Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

il primo video dell’infiltrato nei laboratori Zelig!

13 Giu

 

Ruben sta registrando...

È online il primo video tratto dal reportage che Ruben Marosha ha girato dietro le quinte dei laboratori Zelig. (Leggi intervista a Ruben). A questo (della durata di 6’35”), ne dovrebbero seguire altri tratti dalla totalità del materiale girato.

Vediamone le caratteristiche: le immagini sono prese con telecamera nascosta. La qualità è ovviamente bassa. Inoltre sono stati oscurati i volti, alterate le voci (che sono state sottotitolate), cioè  si è evitato qualsiasi riferimento utile all’identificazione dei presenti per non violare le norme in materia di diritto d’immagine e privacy. Questo rende il video di non facilissima “visione”.

L’ambientazione è nello stesso laboratorio, ed è suddivisa in 4 scene. Ruben, sotto le “mentite spoglie” di Humber Sorana, dialoga con: A) un comico B) un autore C) una rappresentante dell’organizzazione D) una cabarettista. In grafica sono presenti delle considerazioni scritte sul tema dei laboratori. 

Guarda il video completo di Ruben Marosha. (AGGIORNAMENTO AL 23.07.2011: DOPO LA RIMOZIONE DA YOUTUBE E’ STATO RIPRISTINATO AL SEGUENTE INDIRIZZO: http://vimeo.com/user7771448/videos)

Le 4 scene, nel montaggio, si intrecciano. Raccontiamole una per una:

A) UN COMICO: Ruben fa domande sull’utilità di così tanto lavoro gratuito. Il comico gli dà ragione, ma ammette che non ci sono alternative. Lui stesso frequenta 4 laboratori alla volta. Sembra rassegnato: o fai così o non hai speranze, anche se tanti fanno la fame e pochi si arricchiscono.

B) UN AUTORE: Ruben fa le stesse domande maliziose, l’autore (uno locale di supporto, non quello ufficiale di Zelig) gli conferma che si possono fare anni e anni di laboratorio, che le risposte ci sarebbero, ma che non verranno mai date.

L’autore fa una dichiarazione sorprendente (probabilmente una boutade): una dell’organizzazione Bananas gli ha detto che molti comici pagano per accedere ai laboratori, della serie: “qua fuori c’è la fila, quindi non fate troppo gli schizzinosi” (SICURAMENTE SI TRATTA DI UNA BATTUTA INFELICE, NON RISULTA CHE SIANO MAI ESITITE FORME DI “PEDAGGIO” PER ACCERE AI LAB ZELIG E CIO’ NON FA PARTE DEI METODI BANANAS).

C) UN’INCARICATA dell’organizzazione locale del laboratorio (quindi non appartenente a Bananas) gira con le due liberatorie che i comici devono firmare (su questo si apre un mondo: ne parleremo ampiamente in futuro). Lei ammette candidamente che: se non firmi non vai sul palco, che la firma ti toglie ogni possibile tutela su ciò che fai, che certifica la gratuità del tuo intervento, che la pratica deriva dagli accordi presi con Zelig/Bananas.

UNA CABARETTISTA, giustamente alterata, racconta che lei è iscritta alla SIAE, i suoi pezzi sono depositati, ma nella liberatoria questa opzione non è prevista (?!?).

Inizialmente si è rifiutata di firmare, per non dichiarare il falso, poi con la minaccia di non salire sul palco (pensiamo a tutti i sacrifici fatti e alle speranze bruciate per arrivare fin lì NDR) ha firmato la liberatoria.

L’autore Zelig, saputo delle sue resistenze, si “è inca***to” e non l’ha fatta salire comunque sul palco.

Il semplice episodio, così com’è raccontato, è di una tristezza unica, per la violenza coercitiva che contiene e per la ritorsione meschina verso chi ha osato porsi dei problemi, verso chi non ha accettato supinamente quello che viene richiesto dal sistema.

L’episodio è come un terremoto che rade al suolo uno degli argomenti usati ossessivamente da alcuni (o molto ingenui o molto in malafede): “Nessuno ti obbliga, non c’è la pistola puntata, uno partecipa a quel sistema per sua volontà”. Dicendo così si ignora quanto il sistema sia basato sulla coercizione e sulla violenza psicologica, su tante piccole “estorsioni” come quella documentata.  

Ruben fin qui ha fatto un ottimo lavoro. Si tratta di una innovazione: per la prima volta una video inchiesta sbarca nel mondo grigio e chiuso del cabaret zelighiano (in ritardo di almeno 10 anni). Professionisti tipo Le Iene o Report avrebbero fatto un lavoro molto più raffinato, ma le cose vanno paragonate al contesto: i primi televisori in bianco e nero erano molto più grezzi di quelli attuali full HD, ma costituirono una grandissima novità.

Quindi, Ruben, bisogna ammettere che, pur nella povertà assoluta dei mezzi che avevi a disposizione, sei stato grande!!!

Roberto Gavelli Amministratore di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

 *qualcuno potrebbe erroneamente osservare (in buonafede o no) che il blog dia credito a personaggi la cui identità non è accertata. In realtà non è così: il materiale video di Ruben Marosha è stato girato davvero dietro le quinte di alcuni laboratori Zelig. Nessuno è stato capace di smentire questa cosa, anzi anche sul blog Ruben è stato oggetto di critiche proprio per questa azione specifica. Quindi c’è tutto il diritto di commentare il video in cui sono rappresentate dinamiche che, per chi ha letto il blog a fondo o per chi conosce l’ambiente sono esempi fulgidi di ciò che succede. Esempio: un comico afferma di frequentare diversi laboratori contemporaneamente. Questo è un esempio vivente del fenomeno “il nomadismo tra i laboratori” illustrato quando si ignorava addirittura l’esistenza di Ruben Marosha. Chiaroveggenza o semplice conoscenza dell’ambiente? La seconda.

Aspettando il video (per uscire dalla Corea del Nord…)

11 Giu
Ruben Marosha

Il blog seguirà con molta attenzione l’uscita del primo video girato da Ruben Marosha dietro le quinte dei laboratori Zelig. Come ripetuto più volte si tratta di un punto di svolta.

Il cabaret italico è cresciuto negli ultimi anni al di fuori di qualsiasi osservazione, analisi, inchiesta, critica.
Visto che ci sono stati alcuni intoppi di natura tecnica, l’attesa ha fatto un po’ slittare tutta la linea editoriale.
L’esordio di questo blog, poco più di un anno fa, è già stato  una grossa novità. Qualcuno (addirittura) non ha retto l’emozione ed è andato un po’ troppo sopra le righe, facendo qualche fallo di reazione eccessivo.
Però un anno di controinformazione dovrebbe aver aiutato un po’ tutti ad accettare chi esercita il semplice diritto di cronaca.
Allora restiamo in attesa di questo piccolo/grande passo in avanti verso le delizie della democrazia (che di solito garantisce più benessere e produttività rispetto alle dittature), un passo che inevitabilmente ci porta a uscire dalla Corea del Nord vissuta in questi anni.
 
Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare).
 

Ci mancava solo questa! (succhiare lavoro anche dai videomaker…)

8 Giu
producete video, producete…

L’ossessione zelighiana verso il lavoro gratuito ha prodotto un’altra idea brillante (basata ovviamente sulle idee altrui). Si tratta di Zelanda Show, una specie di talent show video basato sui video mandati dagli utenti (vedi link su Facebook).

Ma che cos’è esattamente Zelanda? (http://www.zelanda.biz/). Semplicissimo, una scatola dietro cui ci sono i soliti noti:

“Bananas controlla a sua volta altre società. L’ultima è nata nel 2009, si chiama Zelanda, è stata fondata da Gino e Michele e poi parzialmente ceduta ai soliti soci, e vorrebbe sfruttare i marchi Zelig e Smemoranda sul web. C’è una partecipazione del 5% agli utili di Smemoranda, l’80 per cento della Deco srl (circa 2 milioni di fatturato), società di coproduzione tv e la maggioranza (51%) del capitale di Zelig advertising, società di raccolta pubblicitaria (circa 400 mila euro di fatturato). ” (leggi articolo completo)

Insomma, la solita gente che è a capo del sistema dei laboratori, che raccoglie utili da favola, che avrebbe tutti i mezzi e il danaro per produrre delle idee video. Il regolamento fa morir dal ridere (leggilo tenendoti lo stomaco). Ne citiamo i passaggi più esilaranti (con commento tra parentesi):

– Cura bene l’audio, soprattutto. Utilizza un microfono esterno: ce ne sono di molto economici che andranno benissimo anche per la tua telecamera (compra l’attrezzatura a tue spese!!!).

– Il video che carichi non dev’essere mai andato in onda (o in rete) altrove, pena l’esclusione. Puoi ispirarti a qualcosa di già visto, ma non farlo uguale altrimenti ce ne accorgiamo! (porta idee nuove, le idee vecchie le conosciamo bene, ce le siamo prese tutte!).

– Caricando il filmato, dai la possibilità a Zelanda srl di utilizzarlo per sempre, per tutti i formati di diffusione presenti e futuri e riconosci altresì la possibilità di associarci altri filmati senza nessuna restrizione, senza nulla a pretendere per questo motivo. Caricando il filmato dichiari che il contenuto è frutto della tua creatività… (insomma, porta idee tue, cedile per sempre tramite autocertificazione, a titolo gratuito, ma se succede qualcosa, sono c***i tuoi).

Consiglio: non fatelo, non cascateci!!! Non fatevi succhiare altro sangue creativo (dai soliti noti)

 Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

 

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