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Specchietti per le allodole, vip e agenzie

13 Mag
Un recente servizio de Le Iene, condotto da Gabriella Germani, ha preso di mira una di quelle agenzie o pseudo agenzie che mettono, sul loro sito, comici e vip di cui non hanno la rappresentanza, fenomeno a dire il vero abbastanza diffuso. Tanto che suona un po’ finto lo stupore assoluto della Germani e dello stesso Brignano. (guarda il video de Le Iene).
Enrico Brignano, poi,  fa una cosa molto grave: invita il manager in questione a darsi fuoco, che in un periodo di suicidi d’imprenditori, suona davvero lugubre e fuori luogo. Comunque sul tema abbiamo chiesto l’opinione di un organizzatore esperto come Mauro Giorcelli:

“Già venti/trenta anni fa c’erano in giro parecchie agenzie che offrivano tutto lo scibile del cabaret allora imperante, e guarda caso tutti i “menù” esordivano con Beppe Grillo (allora il più appetibile, che invece era trattato esclusivamente dal suo manager Cencio). A ruota seguivano Greggio, Beruschi, Teocoli, Boldi, Faletti, Zuzzurro & Gaspare, Braschi, Salvi, ecc. Praticamente, per quanto riguarda il cabaret il giochino è iniziato subito dopo l’affermazione di Drive In e non ha mai smesso.”

Anche se poi, Giorcelli fa presente che potrebbe esserci la convenienza che questo sistema sia una “forma di pubblicità”.

“Lo strano è che i singoli artisti (soprattutto i più recenti, la cui notorietà è dimostrato non dura molto) coinvolti in simili offerte fittizie, raramente smentiscono, forse nella speranza che la citazione del loro nome e foto in simili elenchi possa costituire comunque una sorta di pubblicità gratuita (fonte anche di serate ottenute con un intermediario NDR). Oppure, se smentiscono, aspettano di farlo in maniera più eclatante e scoppiettante (in video, ad esempio) di quella ottenibile mediante l’invio di una normale (ma troppo silenziosa) lettera contenente una diffida legale.
Il gioco era (e credo sia tuttora) molto semplice:
1) ti prospetto nomi famosi come specchietto per le allodole;
2) se proprio li vuoi davvero, contatto il manager o l’agenzia ufficiale e concordo il prezzo (senza tante difficoltà da parte loro, perchè a tutti interessa più vendere il prodotto senza preoccuparsi troppo di dove si esibirà, piazza, palasport, discoteca, pizzeria o pollaio che sia), e ci aggiungo la mia percentuale;
3) se i nomi famosi sono soltanto lo specchietto suddetto, come per miracolo salteranno fuori i nomi di cabarettucoli d’accatto con alle spalle qualche passata in tivù, anche soltanto a schiaffo.”

Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

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