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Satira sul web, copioni o costruttori di fotocopiatrici?

15 Gen
una serie di battute originali appena sfornate...

una serie di battute originali appena sfornate…

Questo è il terzo articolo dell’approfondimento di Ananas Blog sulla satira sul web. Per proseguire sarebbe meglio dare un’occhiata al primo post: Liberi battutisti o servi della gleba? e al secondo post Territorio felice o guerra tra bande?.

“E’ sempre preferibile restare due minuti al sole che un anno sotto la pioggia” (da: l’Adorabile Giulia di Gilbert Sauvajon).

Parliamo dell’abitudine di copiare battute altrui: esiste nel web? E’ la prassi? la battuta copiata non è un tema secondario, poiché può addirittura diventare un caso politico, come successe per le battute di Spinoza “prese” da Luca Barbareschi in Barbareschi Sciok su La7. L’incidente fu usato dal potente portavoce grillino Claudio Messora (guarda video dal minuto 19,20) per attaccare la legge sul “copyright in rete” di cui l’Onorevole Barbareschi era tra i promotori.

Se uno prova a chiedere a qualche addetto ai lavori, riceverà delle risposte nette: “Nessuno copia, i plagi sono solo casuali” (la maggioranza minimalista) oppure: “Tutti copiano, tutti si spiano a vicenda, ma nessuno lo ammette” (La minoranza agguerrita). Nessuno può negare, però, l’incredibile numero di battute simili o uguali tra loro che vengono sfornate a getto continuo dai collettivi di satira.

E quasi tutti ignorano o fingono di ignorare (o emettono solo qualche sterile protesta) che il vero “movimento” è altrove, giocato sulla pelle anche dei battutisti, usati come “riempitivo”. Continua a leggere

Pier Massimo Macchini e Marche Tube

23 Apr

 

Pier Massimo Macchini - Marche Tube

Pier Massimo Macchini – Marche Tube

E’ sempre interessante guardare cosa succede a livello locale, soprattutto nelle zone non toccate da una trasmissione televisiva di diffusione nazionale (Genova ha Copernico, Napoli Made in Sud, Roma SCQR, Milano Colorado e Zelig). Cosa succede nelle Marche? C’è il comico, attore e fantasista Pier Massimo Macchini che sta portando avanti un’iniziativa interessante: Marche Tube che si può suddividere in tre settori: Televisione, Web e Spettacoli Live

Tv: sono state prodotte 32 strisce comiche da 10 minuti andate in onda nella emittente regionale TVRS i filmati, definiti Tv Sketch Comedy per tv e web, propone all’interno una serie di clip e sit-com che strizza l’occhio ad un pubblico nazionale; WEB: nel sito www.marchetube.it si possono trovare le singoli clip ed il portale di promozione turistica, dissacra la solennità dei canali istituzionali d’informazione territoriale. All’interno del canale you tube scrivendo marchetubeshow i video hanno totalizzato già più di 100.000 visite; LIVE: si è prodotto uno spettacolo live intitolato “Marche Tube 2.0. l’evoluzione della specie!” con Piero Massimo Macchini e Michele Gallucci, lo spettacolo alterna momenti live di visual comedy a video ed ha già rappresentato più di 30 repliche.”

MT è un omaggio alla Regione Marche, un viaggio comico sociologico, filologico e di promozione di questa splendida terra. Sicuramente la comicità, specie se non può contare su lauti investimenti, deve trovare delle interazioni tra forme di linguaggio diverse, usare il web come risorsa, ma anche come mezzo per rilanciare il live. Qui sotto da Marche Tube: il confessionale del bar di provincia…

Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

PS non dimenticate Carletto Bianchessi Inno alla Vita, inizio di un progetto ad ampissimo respiro che coinvolgerà anche YouTube.

Anche Panariello cerca talenti via web

14 Set

Sembra quasi un passaggio obbligato. A un certo punto qualcuno della vecchia guardia scopre il web e si lancia alla ricerca di nuovi talenti. L’ultimo in ordine di apparizione era stato Colorado (leggi post sull’argomento), mentre in precedenza si erano tuffati nella “new economy” Zelig e i fratelli Vanzina, tutti con risultati abbastanza modesti.

Giorgio Panariello (che si prepara a esordire col nuovo spettacolo teatrale), è l’ultimo arrivato in questa ricerca di “bravura che corre sul filo del mouse” (leggi articolo sul Corriere.it)

«Ho deciso di trovare giovani autori in Rete – racconta -. Ho 52 anni e mi sfuggono certi temi. Ho bisogno di tenermi aggiornato. E poi mi piace l’idea di creare un laboratorio. Già i primi di ottobre conto di lanciare in Rete un testo, uno spunto: e gli aspiranti autori dovranno elaborarlo per scrivere una sceneggiatura di un film o un tv movie. Spero per i primi di gennaio 2013 di arrivare già alle selezioni finali».

Corre veloce Panariello e sembra davvero rapito da questa idea del laboratorio, sintomo di grande generosità nei confronti dei giovani. Ha voglia di sperimentare la via della produzione dopo aver provato il palco, il set e lo studio televisivo. Continua: «A febbraio spero di realizzare due film: uno comico e l’altro tratto dal mio libro Non ti lascerò mai solo , 200 mila copie vendute, storia del rapporto meraviglioso tra un uomo e il suo cane. E poi ho un altro film nel cuore che vorrei realizzare, sempre grazie all’aiuto di questo laboratorio: Mrs. Doubtfire ».

Dell’iniziativa non sono ancora stati comunicati gli estremi. Si tratterebbe di una factory di idee per il cinema e anche per la tv, fatta da giovani autori coordinati da Panariello, prologo di una possibile futura casa di produzione.

Visto che il blog è letto anche da giovani (o quasi) addetti ai lavori, se qualcuno volesse elaborare il film perfetto per Panariello (tipo fare concorrenza a Checco Zalone col personaggio di Mario il Bagnino: invece di “Ma che bella giornata”, “Ma che bella nuotata”), il blog potrebbe fare da tramite e/o garanzia e girare l’elaborato alla futura piattaforma web.

Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

Pure Colorado cerca talenti sul web!

2 Set

So Dieco, ti scopro?

hanno le facce come…

La Colorado Film, produttrice della trasmissione omonima, ha aperto col volto di Diego Abatantuono un canale YouTube, denominato “Ufficio Facce” (vai al link del canale YouTube), il cui scopo sembra quello di cercare nuovi talenti comici (guarda la dichiarazione d’intenti di Diego Abatantuono) .

Recentemente anche i Fratelli Vanzina si sono buttati sulla ricerca di talenti online (leggi post sull’argomento), tramite l’iniziativa nuovicomici.it, sul cui sito è annunciata una “fase due” che ripartirà su FlopTv… Anche se poi i Vanzina hanno deciso di girare il loro prossimo film negli Stati Uniti, quindi si presuppone che i caratteristi li prenderanno sul posto…

Anche Zelig aveva tentato qualcosa di simile, tramite la società Zelanda (una crasi tra Zelig e Smemoranda), cui avevamo dedicato il solito post pacato, dal titolo: “Ci mancava solo questa! (succhiare lavoro anche dai videomaker…) “. I toni erano magniloquenti:

“Il video che carichi non dev’essere mai andato in onda (o in rete) altrove, pena l’esclusione. Puoi ispirarti a qualcosa di già visto, ma non farlo uguale altrimenti ce ne accorgiamo!”

Ma, ahimè, la cosa non sembra aver scaldato troppo gli utenti. Il link alla pagina Fecebook non risulta attivo. Non c’è traccia del Zelanda Show sul sito di Zelanda. Sul portale ZeligTube erano presenti  solo alcuni video della brava Elisa Pistolesi (già frequentatrice degli Zelig Lab), ma attualmente non sono “raggiungibili”.

In generale, perché delle realtà attaccate alla tv generalista come cozze allo scoglio dovrebbero incentivare il web? Non solo, Zelig e Colorado lavorano per avere una scorta enorme di comici (Top Player, ma spesso Pedine Sacrificabili, talvolta Zimbelli) . Per quale motivo dovrebbero bypassare la burocrazia che è alla base del loro modo di operare?

Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

Alcune proposte per contrastare la crisi e tornare a crescere

16 Giu

Premessa: il vero indicatore della crisi è misurabile soprattutto sul live, cioè su quel lavoro pagato per esibirsi di fronte a un pubblico. Questo è vero soprattutto adesso che non lavorano neanche quelli che appaiono in televisione.

C’è una fuga di telespettatori dalle trasmissioni comiche coi budget investiti in crash verticale. D’altronde il calo dell’appeal televisivo non è stato ancora compensato dall’avvento delle cosiddette nuove tecnologie che, anzi, sono andate a occupare spazi generalmente appannaggio dei cabarettisti.

Allora che fare, se non rassegnarsi a un impoverimento inevitabile? Proviamo ad avanzare alcune proposte basate sul buon senso.

LA FRONTIERA DEL WEB – Occorre una strategia basata su un semplice principio: come ricavare soldi dal web, cioè da uno spazio cui gli utenti accedono e condividono i contenuti quasi sempre gratis. È un problema generale, ovviamente.

A parte Beppe Grillo che è diventato uno degli uomini più potenti d’Italia, a parte molti tentativi spesso velleitari, la comicità non sembra battere colpo. Eppure sarebbe adatta al mezzo in questione, proprio perché produce gag e battute caratterizzate sia da brevità che da efficacia.

Il ruolo che fu del comico è stato in gran parte coperto dagli utenti. Maurizio Crozza elaborò delle battute sulla nevicata a Roma senza sapere che altri le avevano già messe su Twitter. Non aveva copiato, ma la rete era stata più veloce.

Chiunque posti qualcosa su Facebook ne cede i diritti automaticamente. Allo stesso modo i suoi sketch possono finire tipo su Media Video e lui può sperare di avere molti contatti, ma di quegli sketch ha già ceduto la proprietà a Mediaset. Questo è il gradino principale: rimanere proprietari di ciò che si fa.

L’altro problema è che le trasmissioni comiche hanno preso una deriva che le allontana inesorabilmente da ciò che va sul web: affliggono lo spettatore anche con 3 ore di comicità forzata, piena di cose ritrite che non fanno ridere. Si è arrivati al paradosso di Italia Coast2Coast in cui si cercava di coniugare la rete con ciò che fa scappare la gente verso la rete (il varietà palloso).

La rinascita comica (e creativa) sul Web partirebbe dall’avere una strategia e degli investimenti (oltre a un’idea forte), ma soprattutto dal rimanere padroni di ciò che si fa.

MORATORIA – Per far rifiatare l’intero settore occorrerebbe almeno un anno di moratoria sulle trasmissioni comiche. Il principio è semplice: si combatte la nausea da cibo smettendo di ingozzarsi. Poi tornerà l’appetito. Lo stop televisivo darebbe un po’ di tregua anche al live: tornare a vedere spettacoli dal vivo.

La cosa è talmente vera che i capoccioni zelighiani stavano pensando a una pausa (coincidenza) di almeno un anno. E’ già avvenuto in passato e ha funzionato. Zelig Circus saltò una stagione e subito dopo Bananas srl prese a macinare utili e fatturato (e visibilità e popolarità). Invece, contro ogni logica, si sta pompando una sovraesposizione comica senza precedenti (in un post successivo vedremo come si sta sviluppando e si svilupperà la “grande abbuffata”).

Operazioni tipo Sto Classico sono controproducenti, infondono l’idea che i comici non facciano ridere, siano grezzi, dilettantistici e poco spontanei. Può essere che facciano incassare qualche euro a qualcuno, ma contribuiscono al rifiuto della comicità.

Andare avanti compulsivamente è un segnale di grande insicurezza, spesso dettato dalla paura che, se si abbandona uno spazio, lo si perderà per sempre.

LABORATORI  – Il rapporto tra abbuffata di laboratori e decremento del live e della qualità comica televisiva è acclarato. Il blog ha più volte auspicato uno sfoltimento dei laboratori, soprattutto di quelli finalizzati alla tv. Il sistema è tenuto su da una ragnatela di interessi e di speranze trasversali (quasi sempre fasulle) difficili da districare. Sarebbe sufficiente metterli “in regola” per ottenere una riqualificazione e una diminuzione del loro numero.

Basterebbe suddividerli in televisivi (finalizzati a produrre sketch per note trasmissioni tv), in cui si regolarizzerebbe la SIAE e l’ENPALS, la contrattualizzazione e in quelli non televisivi, cui spetterebbe il compito di rilanciare la creatività (mai così scadente) dell’italica risata. Un laboratorio non tv lavorerebbe su sketch ex novo, elaborati col lavoro effettivo degli autori.

Bene, queste sono 3 proposte semplici: la prima (il web) totalmente nelle nostre mani per quel che riguarda iniziativa e inventiva e favorita dall’espansione costante del mezzo; la seconda (moratoria) risponde anche a necessità percepite dagli stessi capoccioni; la terza (laboratori) è ineludibile prima che ci pensi il mercato (a lungo andare) a estinguerla (per mancanza di risultati a fronte delle enormi energie finanziarie, fisiche e creative investite).

 Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

Mediaset denunciata perché “censura il web”

22 Lug

Mediaset è stata denunciata presso il Tribunale di Roma dall’Unione Nazionale dei Consumatori, come segnalato su l’Espresso.it (leggi l’articolo completo):

“Che cosa è successo? Che l’associazione aveva un suo canale su YouTube, con migliaia di utenti e più di 80 video, tra cui molti autoprodotti. «Mediaset ha segnalato a YouTube che c’erano due video, protetti da diritto d’autore, tratti dalle “Iene” e da “Striscia la Notizia” ben sapendo che in questo modo YouTube avrebbe cancellato l’intero canale», spiega Fulvio Sarzana, legale dell’associazione.

“E proprio questo è successo: anziché limitarsi a cancellare i due video, il sito americano ha oscurato l’intero canale dell’associazione.

“Un vero peccato, per Sarzana, giacché «si trattava di uno strumento prezioso per mettere in guardia i consumatori dalle truffe».

“Il sospetto, neppure troppo velato, è che Mediaset abbia voluto prendersi una piccola vendetta per la battaglia condotta di recente dallo stesso Sarzana – insieme a molti altri – contro la delibera Agcom (fortemente voluta da Cologno) proprio sul Web: una norma che, per salvaguardare il diritto d’autore, rischia di disincentivare l’uso della Rete in Italia attraverso multe e sanzioni ai blog e ai siti indipendenti.

“Sarzana si era esposto in prima persona nella mobilitazione che ha costretto AgCom a rinviare la decisione e a trasformare il previsto oscuramento dei siti disobbedienti in sanzioni pecuniarie.

“Del resto, se Mediaset fosse stata interessata soltanto alla rimozione dei due video avrebbe potuto chiedere all’Associazione di toglierli: invece ha preferito seguire la strada del reclamo a YouTube che – per prassi – porta alla chiusura dell’intero canale.

E’ successo qualcosa di simile col video/reportage di Ruben Marosha (che domani tornerà online): rimosso totalmente e in modo arbitrario e anonimo.

La Redazione di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

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