Tag Archives: Zelig Circus

Zelig 2013: la botta di fortuna e il cast

7 Gen

ZeligTra una settimana, lunedì 14 gennaio, inizia Zelig 2013, sotto una buona stella: il 24 febbraio ci saranno le elezioni, quindi Zelig andrà per 6 puntate in regime di par condicio. Questo solleva la “macchina del cabaret innocuo” dal fastidio di dover fare qualche battuta di satira. La satira è quella bestia odiosa che Bananas ha sapientemente azzerato, senza dare, in tanti anni di militanza Mediaset, il benché minimo fastidio al potere costituito. Se qualche battuta dovesse comunque sfuggire, verrebbe fagocitata dal blob di personaggini, entrate a schiaffo, balletti, canzoncine, battutine. Lo scalettone serve a questo: ad annullare ogni contenuto (leggi intervista su Vice).

CAST 2013 – Come riportato da Sorrisi e Canzoni TV, il cast di Zelig sarà composto da una 40ina di comici, metà veterani e metà nuovi (praticamente Colorado):

“A proposito di cast i comici fervono ai nastri di partenza: dagli artisti storici come Paolo Migone, Giacobazzi, Leonardo Manera, i Pali & Dispari, solo per citarne alcuni, ai comici che hanno segnato in modo determinante le ultime edizioni del programma come Giovanni Vernia, Maurizio Lastrico, Nuzzo & Di Biase, Kalabrugovic, i Senso D’Oppio, Simone Continua a leggere

depressione da reality… e il cabaret?

3 Mag
Enrico Lucci

 Mercoledì 21 aprile Le Iene si sono occupate di Depressione Post Reality, che coglierebbe soprattutto gli ex partecipanti al Grande Fratello, una volta passata la sbornia della popolarità. Il fenomeno è già conosciuto in Inghilterra, India, Stati Uniti.

Enrico Lucci ha realizzato un servizio per molti versi duro e shockante (guarda il video).

Il disagio è intuibile: passi da una situazione in cui tutti ti riconoscono, fai serate in discoteca, gli sponsor ti cercano a una in cui non ti fila più nessuno. Il ricordo della “sbornia” ti perseguita. Tornare a fare un mestiere normale è difficilissimo.

Che poi ci fosse come conseguenza anche la depressione, non era così scontato.

Nel campo del cabaret esiste una situazione simile? È strano, ma la decisione definitiva di aprire il blog è arrivata quando mi sono stati segnalati casi di depressione tra ex di Zelig Circus ritornati a fare i laboratori. È quella la molla che ha fatto scattare il “Se non ora, quando?”

Non ho mai avuto modo di approfondire l’argomento, ma ritengo possibile che le devastazioni psicologiche post Zelig (e Zelig/Colorado) siano molto, ma molto più gravi di quel che si pensi.

Il problema rimane nascosto anche  per gli atavici sensi di colpa che i comici provano (è tutta colpa degli individui, quindi è tutta colpa mia) e dalla mancanza di informazione.

Con i reality ci sono delle differenze: per esempio la popolarità da Zelig prima serata è passata per molti, però il sistema ha offerto loro ancora una dose di speranza: tornare a fare i laboratori e i provini (che forse è peggio). La porta non si chiude mai del tutto, come invece succede agli ex Gieffini.

Il sistema comico, per certi versi, è molto più crudele, soprattutto verso quelli che non ce l’hanno ancora fatta. La gente viene sottoposti a cicli continui di speranze pompate al massimo e di delusioni cocenti, spesso senza arrivare neanche a fare una puntata di Zelig Off.

Forse è peggio di quanto si pensi, ma la verità è assorbita dal principio che chi sta in alto e comanda è innocente, chi sta sotto è colpevole delle proprie condizioni.

Forse un giorno ci sarà qualcuno che romperà il muro del silenzio e avrà voglia di raccontare…

Roberto Gavelli, Amministratore di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

José Mourinho versus Gino & Michele

19 Set
Gino & Michele e José Mourinho, due filosofie di allenamento agli antipodi…

Di Gat

Nel 2010, dopo che l’Inter ha vinto tutto quello che c’era da vincere, sono emerse alcune certezze sui metodi dell’ormai madrilista José Mourinho che, esattamente sul tema della “tensione”, hanno fatto scattare un parallelo con Gino & Michele che sono i due “mister” di Zelig.

Nelle due bacheche ci sono tanti trofei e tante Champions League sia calcistiche che imprenditoriali: una coppa Uefa e una Champions col Porto, i successi di Smemoranda, una Champions e due scudetti con l’Inter, il boom de Le Formiche e di Zelig Circus, due Premier League col Chelsea, il successo duraturo  e il primato d’ascolti di Zelig, eccetera.

Sia Mourinho che Gino & Michele sono abituati agli ingaggi da capogiro e all’audience elevata e trattano il denaro con la disinvoltura di chi è abituato a passare all’incasso.

Ma sulla leadership, e sulla filosofia di allenamento i metodi divergono completamente.

Mourinho, è stato fatto osservare da molti commentatori di prestigio, si comporta da fenomeno mediatico, le spara grosse, attira l’attenzione, provoca, provoca, provoca e costringe a reagire. Così ottiene il risultato di spostare tutte le tensioni su di sé, salvaguardando la squadra e i singoli giocatori.

Gino & Michele, al contrario, scaricano tutta la tensione possibile sulla loro “squadra”, anzi incoraggiano un sistema che porta artificiosamente la tensione ai massimi livelli, mentre loro si defilano, volano basso, ridacchiano sotto i baffi, non si espongono mai.

Mourinho è un grande motivatore, è riuscito a convincere anche le star come Samuel Eto’o a fare partite di grande sacrificio, a coprire gli spazi a correre come un dannato per la squadra.

Gino & Michele invece hanno rinunciato a fare i motivatori, perché le motivazioni nascono dalla rosa mostruosamente allargata: 300 comici l’anno circa che devono passare attraverso il percorso senza fine di provini e laboratori e convocazioni.

“Noi gli rendiamo la vita difficile, poi sono cavoli loro. Se viene fuori qualcuno bravo lo prendiamo”. Questa sembra essere la filosofia d’allenamento, basata sul turn over ampio, sui tanti ricambi per ogni ruolo, su nessun interesse per il singolo.

Mourinho è adorato dallo spogliatoio. Specie nell’Inter i calciatori erano tutti dalla sua parte. Questo non è mai stato in discussione neanche quando le cose andavano non benissimo, l’Inter non aveva un gioco e la Champions League sembrava stregata.

Gino & Michele sono visti con un misto di vaga incomprensione, vago disprezzo, vaga disistima, tutti sentimenti che si rivolgono a chi viene sentito come distante. La “rosa allargata” non li ama, li segue solo perché non c’è un altro posto dove andare. Le partite di sacrificio si fanno solo nella speranza di avere dei vantaggi, mentre lo spirito di squadra non esiste. Come potrebbe esserci quando per ogni monologhista, per esempio, ce ne sono altri 20 o 30 pronti a sostituirlo?

Mourinho è un decisionista, non mostra debolezze, sembra che abbia in mano tutte le risposte. Fa lo sbruffone.

Invece Gino & Michele, puntano tutto su una finta indecisione, che in realtà non esiste: sanno bene come sarà la trasmissione, quali saranno i contenuti, ma fingono di non saperlo perché così ognuno della rosa allargata avrà la speranza di esordire in prima squadra e si impegnerà al massimo. L’importante è che non sappia che il suo sforzo sarà quasi sempre inutile.

Insomma, Mourinho vince e fa vincere la sua squadra, Gino & Michele vincono ma fanno perdere quasi tutti quelli della loro squadra, ma tanto c’è la rosa allargata…

 

La Pasta dello sceneggiatore (appesi sopra un burrone)

8 Giu

Di Alex

FLASH 1: mesi fa ho incontrato uno scrittore e sceneggiatore e giallista che fa parte del gruppo di scrittori e sceneggiatori e giallisti di cui fa parte anche il famoso Carlo Lucarelli.

A casa sua e, mentre parlavamo di lavoro, mi ha spiegato che cos’era la pasta dello sceneggiatore: è un primo che si fa con quello che c’è in frigo. Si cucina, si mangia, poi ci si ammazza di ammazzacaffè e nel frattempo avviene la riunione di sceneggiatura.

Quel giorno in frigo c’era del salmone e le tagliatelle ne hanno guadagnato.

Anche così nascono libri, film, fiction, trasmissioni televisive. Tutti gli autori di quel gruppo sono ottimi cuochi.

Ansia che te la devi tenere? Laboratori che durano anni e anni? È così e basta: se ne parli sei uno che non ha capito niente? Ma vaff… (verrebbe da rispondere ma non lo faccio) c’è chi sceglie un sistema un tantino più conviviale e se la gode di più.

Esistono altri modi di lavorare, insomma.

 FLASH 2: «Li stanno tenendo come appesi sopra un burrone, con la minaccia che basti una scossa per farli cadere giù.» Uno dei cosiddetti senatori di Zelig Circus era seduto a Continua a leggere

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