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Zelig Event prima puntata

2 Dic

il palco di zelig Event

La prima delle 4 puntate di Zelig Event, del 1 dicembre 2016, su Canale 5, ha realizzato 3.671.000 spettatori e uno share del 16,8%. Alla conduzione Christian De Sica e Michelle Hunziker. Su Tv Blog il live completo. Oppure su Marida Caterini. Vediamo cosa è successo: dietro le quinte con balletto tra De Sica e la Hunziker. L’onore dell’apertura è per I Beoni (Andrea Carlini e Alessandro Squillace) a schiaffo. Flavio Oreglio col momento catartico, una poesia a testa letta anche dai conduttori. Ale e Franz con gli anziani (quando sei partito il farfallino era un bruco). Raul Cremona col suo Jacopo Ortis, attore che alla fine dice una barzelletta. Teresa Mannino fa un monologo sulle differenze tra adesso e gli anni ’70. Christian De Sica canta New York, New York. Réunion dei Pali e Dispari con Capsula e Nucleo.

Mr Forest con un gioco di magia basato sui candelotti. Pit Stop, sitcom video girata in macchina, con I Boiler: Alessandro Betti, Federico Basso, Davide Paniate, Gianni Cinelli. Momento musical: nei panni di Satine del film Moulin Rouge, la Hunziker canta Diamonds are a girl’s best friend e balla su Roxanne cantata da Sergio Sylvestre. Antonio Ornano sui problemi di coppia.

La cronaca di Ananas finisce qui. Da segnalare, oltre ai senatori, la parte dedicata alle novità: Ale Baldi con Segreti e Sospetti, le Sorelle Campanella cantanti stile old style con doppi sensi, Vincenzo Albano agente di spettacolo.

Recensione: lo vedi? Qua una volta era tutto laboratori.

Ananas Blog

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Il lato oscuro di Zelig: le “vittime”

29 Nov

zelig-black

Questo articolo fa parte delle celebrazioni per i 20 anni di Zelig, del quale la cosa più interessante è indubbiamente il lato “nero”. Il 1° dicembre inizia la prima delle quattro puntate di Zelig Evento, ma questo non è interessante (il prossimo comico è… eccetera, eccetera). Il lato “dark” è una creazione originale dei leader Gino Vignali e Michele Mozzati (Gino & Michele) cui i quadri minori si sono adeguati. Per comprendere questo post occorre aver letto: I comici trattati come bambini…Cosa significa trattare i comici come bambini? Significa nascondere delle informazioni, tenerli all’oscuro, a volte mentire apertamente allo scopo di ottenere qualcosa da loro.” E aver letto anche Il lato oscuro di Zelig: cattiveria o necessità di management? “Ai comici Zelig venivano somministrate dosi di dolore e sofferenza inutili, inutili poiché non servivano a migliorare lo show, piuttosto sembravano inflitte senza uno scopo pratico”.

LE VITTIME il sistema Zelig, basato su tre pilastri (1. Tenere le persone nel mistero, 2. Indurre frenesia produttiva, 3. Infliggere sofferenza emotiva non necessaria) provocava delle vittime. Era inevitabile. Qualsiasi sistema ne crea un certo numero. Però ci sono delle caratteristiche che sono tipiche della vittima zelighiana:

  • Può essere un bravo comico oppure un comico improbabile, non importa. 
  • Deve avere l’ansia di raggiungere ciò che non raggiungerà mai.
  • Deve starci male, essere sottoposto a periodici up and down di umore.
  • Deve tornare periodicamente, seguendo certi input che gli vengono dati.

La vittima può uscire per certi periodi dal suo status, ricaderci ogni tanto o non caderci più (in alcuni casi, andarsene gli risolve la crisi e spalanca le porte al successo personale). La vittima può anche andare in televisione (a sprazzi) ma ciò, strano a dirsi, lo vittimizza ancora di più. I casi peggiori, ovviamente, sono quelli cronici.  La Direzione Artistica ha già deciso che non punterà su di loro, ma li guarda agitarsi, dibattersi anche per lunghi periodi (anche per 10 e più anni) senza intervenire. Anzi, la Direzione Artistica sembra fare il necessario per spingere quelle persone verso lo status di vittima cronica.

Requisiti: per fare sì che il “mercato delle vittime” prosperi occorre non provare empatia verso le persone. L’ideale sarebbe percepirle come sagome di cartone intercambiabili. Se ci fosse empatia ci sarebbe rispetto e ognuno riceverebbe le informazioni giuste (tu ci interessi, tu no, tu torna tra un anno, tu farai 5 puntate, tu 10…) e ognuno potrebbe metabolizzare i dati di fatto. La vittima invece è costretta a metabolizzare le false speranze. La dirigenza sublima tutto ciò nell’aggettivo “stronzo”. Essere “stronzi” è qualcosa di cui in fondo ci si compiace, anche se potrebbe nascondere (non lo sapremo mai) una cattiveria d’animo molto meno simpatica. Continua a leggere

i comici trattati come bambini (quando cominciò tutto)

7 Nov
un bambino con occhiali scuri

i bambini vanno tenuti all’oscuro (dal sito di immagini gratuite https://pixabay.com/)

Parlando con un comico che va spesso in televisione (ma disilluso dalla situazione generale) a un certo punto è venuto fuori col seguente concetto: “Purtroppo noi comici siamo trattati come bambini”. In effetti è vero anche se non è stato sempre così. Per esempio un geniaccio e talent scout come Enzo Jannacci ha sempre trattato gli artisti da suoi pari, gente con cui collaborare, da far crescere. Andava tutto bene allora, poi c’è stato il punto di rottura.

Cosa significa trattare i comici come bambini? Significa nascondere delle informazioni, tenerli all’oscuro, a volte mentire apertamente allo scopo di ottenere qualcosa da loro. L’obiettivo di solito è: spingerli a creare più sketch possibili, impedire che se ne vadano, mantenerli su un basso livello di autostima e di consapevolezza. Il contrario di questo atteggiamento sarebbero: lealtà, condivisione, creazione di gruppi basati sullo scambio di idee e rispetto della persona.  Così come succede quasi ovunque nelle realtà più sane, cosa che a noi a un certo punto è stata negata.

Facciamo un esempio:  a certuni che hanno fatto il provino per l’ultima stagione di Colorado sono state dette cose tipo “bravo, ci piaci, puntiamo su di te, lavoraci sopra, prepara 10 puntate”. Perché si dicono queste cose? Per cattiveria? Per incapacità? Per disprezzo verso il prossimo cui è meglio mentire? Non si sa, ma il risultato è sempre uno: tenere le persone aggrappate alla speranza, quindi produttive, quindi predisposte a creare idee e sketch che, se va bene, verranno usati e che, se non verranno usati, tanto non protesterà nessuno, quindi chi sta sopra la farà franca comunque. Continua a leggere

Sondaggio sulla fine di Zelig: che emozioni provoca?

10 Set
Claudio Bisio e Fabrizio Fontana

bei tempi… o erano già così, così anche allora?

La notizia ufficiale della fine di Zelig (leggi qui) ha prodotto di sicuro un’onda emotiva. Il motivo è semplice: per anni la realtà più di successo (ma anche la più paradossale) della comicità italiana ha influenzato le menti di chi c’era dentro, di chi se ne stava fuori, di chi prima era dentro poi si è trovato fuori e viceversa.

Colorado, Made in Sud, Eccezionale Veramente non sono altro che drammatizzazioni del lavoro impostato da Gino e Michele. Ananas Blog prova a sondare il tipo di emotività che potreste provare adesso.

Votate, votate, sono consentite le risposte multiple:

 

Ananas

Zelig, l’annuncio ufficiale della fine…

5 Set
Gino Vignali Benemerito II, papa della comicità dimissionario come Ratzinger?

Gino Vignali Benemerito II, papa della comicità dimissionario come Ratzinger?

Parlando con gli addetti ai lavori negli ultimi mesi, alla parola “Zelig” veniva sempre associato il complemento “è morto”. La fine di Zelig (come realtà leader televisiva e come marchio identificato col cabaret) sembra da tempo un dato di fatto. Qualcuno ai tempi festeggiò la cosa su Facebook. Michele Mozzati si affrettò a smentire tutto (leggi qui) “Stiamo preparandoci a lavorare a un progetto di Zelig importante.”, suggerì Mozzati. Poi il progetto importante si rivelò essere Zelig Evento, 4 puntate condotte da Cristian De Sica e Michelle Hunziker, in un periodo di “smarocco” tra fine novembre e Natale. 

La conferma che l’evento sarà l’ultimo della pompa magna Zelig televisiva è venuta dagli stessi Gino e Michele prima delle vacanze (leggi qui post su Tv Blog). E’ anche vero che un’affermazione di Gino e Michele ha lo stesso valore di un mutuo subprime firmato Lehman Brothers, però c’è almeno una presa di posizione chiara: “Perché celebra i 20 anni di tv, i 30 del locale cabaret milanese dove è nato tutto, e perché segnerà la parziale fine di un percorso: da lì decideremo altre cose per il futuro” . Lo stesso sottotitolo del post recita: “Zelig torna tra novembre e dicembre 2016. Sarò l’ultima edizione di sempre in quattro puntate.” Continua a leggere

Claudio Bisio che fantastico bambinaio!

31 Ago

 

Claudio Bisio fa un gesto come dire "Venite, venite bambini!" (da TvBlog)

Claudio Bisio fa un gesto come dire “Venite, venite bambini!” (da TvBlog)

La notizia risale alla fine di luglio: Claudio Bisio condurrà un talent per bambini dai 4 agli 11 anni, dal titolo: Kid’s Got Talent, per TV8, il canale generalista in chiaro di Sky (leggi post su Tv Blog) “Kid’s Got Talent, evidente risposta Sky a Pequeños Gigantes, il talent show riservato ai più piccoli prodotto dalla Fascino di Maria De Filippi e andato in onda quest’anno su Canale 5 con la conduzione di Belen Rodriguez”. La notizia è una di quelle che generano in automatico una malinconia senza fine, un po’ per l’ennesimo talent, format da cui siamo letteralmente invasi, verso il quale arriverà (o sta già arrivando) una crisi di rigetto.

E’ vero che l’ultima edizione di Italia’s Got Talent (con giudici lo stesso Bisio, la Littizzetto, Nina Zilli e Frank Matano), ha avuto un buon successo, valendosi tra l’altro di una regia strepitosa. Però vedere quello che poteva essere l’erede di Walter Chiari o del Giorgio Gaber prima maniera (nelle cui corde ci sarebbero performance teatrali, cinematografiche e televisive di alto livello), in un format già qualitativamente bollito, creato per marcare stretta Maria De Filippi mette appunto una tristezza infinita, c’è quell’idea  di marchettone ben pagato, di allegra resa al mainstream, di situazioni a cui si sarebbe potuto dire di no (un talent per bambini? no, non lo faccio, grazie).

La cosa sembra addirittura un ripiego al talent per comici cui stava lavorando Claudio Bisio (leggi qui) che sembra ormai tramontato per la “concorrenza spietata” di Eccezionale Veramente che, uscendo prima, ha bruciato il progetto bisiesco. E’ un peccato perché le alternative al marchettone bimbi ci sarebbero state. Un esempio su tutti: un ritorno all’ovile. Il crollo di Zelig ha lasciato in stato di disoccupazione  o semi disoccupazione tante “risorse” sia comiche che autorali, molte di queste di provata professionalità. Ecco, forse da lì si sarebbe potuto pescare per fare qualcosa di originale nel campo della comicità.

Non andrà così, quindi cantiamo, su un sottofondo suonato da Rocco Tanica il triste jingle: Claudio, Bisio, che fantastico bambinaio! Zum zum!

 

Ananas Blog

una star del rock demenziale ci ha lasciati…

25 Giu
foto di Rocco Tanica

Rocco tanica che simpatico umorista! (foto da blitzquotidiano.it)

Rocco Tanica leggendario componente dei mitici Elio e le Storie Tese ci ha lasciati. Non fisicamente, poiché gode di ottima salute, ma spiritualmente. L’autore di Rapput, de Il vitello dai piedi di balsa e anche di format tv alternativi come Razzo Laser in questi giorni presiede i provini di Colorado, cioè l’avamposto del qualunquismo comico televisivo affaristico. Rocco Tanica sta agendo quasi come capoprogetto in pectore e, a quanto pare, ricade in tutti quei comportamenti che hanno reso la figura dell’autore una figura burocratica. Forse siamo troppo idealisti, forse pensiamo che l’artista abbia un’etica particolare. Forse dietro la presunta genialità si nasconde la semplice ansia di far arte del mainstream. Così si spiegherebbero anche Elio a X Factor e la pubblicità del Cynar.

Ai provini di Colorado sono andati più di 300 comici visionati a gruppi di 50/60 a volta nel locale vuoto. E’ stato chiesto di rimanere per la serata anche a quelli  che erano stati scartati, perché non c’era pubblico. Si è registrata una folta presenza di comici provenienti da Eccezionale Veramente (di cui Tanica ha fatto il giudice in una puntata) che non si capisce perché siano arrivati lì visto che erano già stati testati anche in tv. Poi è arrivata tanta gente già conosciuta, che si dovrebbe conoscere a memoria. Insomma, la domanda è: a cosa sono serviti questi provini? Perché sottoporre le persone a spostamenti inutili e, in molti casi, a una evidente o sottile umiliazione? Continua a leggere

La diaspora zelighiana: Federico Basso

9 Giu

Diaspora: dispersione di un popolo che lascia la terra avita migrando in varie direzioni (da: lo Zingarelli Minore).

Federico Basso (da Facebook)

Federico Basso (da Facebook)

La notizia che Federico Basso sarà tra gli autori di Colorado ha un valore simbolico molto forte. Comico e autore dalla scrittura molto originale era un po’ il fiore all’occhiello del vivaio di viale Monza 140, uno di quelli che facevano la differenza tra il cabaret un po’ fine a se stesso e la qualità. La sua produzione è sfociata anche nel progetto Boiler con Davide Paniate e Gianni Cinelli (interpreti tra l’altro delle interviste a Zelig). Insomma, quella attorno a Federico Basso era una piccola isola creativa continuatrice del glorioso filone surreale milanese.

Dalle parti di viale Monza non c’è, per il momento, nessun progetto televisivo. Nonostante l’impegno in prima linea dei leader che passano 16 ore al giorno sul territorio a tentare di chiudere contratti e sponsorizzazioni e a elaborare format (vedi qui). L’ex impero non è in grado di distribuire stipendi e cachet, quindi è logico che la gente se ne vada. Però che se ne vada una delle “bandiere” fa specie, come scritto sopra è il paradigma di un declino lento e inevitabile. Basso andrà in una trasmissione in cui l’asticella è notevolmente più bassa rispetto a Zelig, in cui il talento autorale è una favola in cui non crede nessuno.

Però Federico Basso, mentre assiste ai provini per Colorado, continua a condurre il laboratorio artistico dove si fanno i provini per Zelig. Un po’ di sana incongruenza tipicamente zelighiana non guasta mai 😉

Ananas Blog (Throw down like a barricade)

Con lo spirito del Leicester di Claudio Ranieri

2 Mag
Claudio Ranieri in una posa da trionfatore (da www.socialup.it)

Claudio Ranieri in una posa da trionfatore (da http://www.socialup.it)

Il Leicester di Claudio Ranieri ha appena vinto la Premier League. Si tratta di un doppio trionfo che  serve da esempio a tutti noi. Una squadra periferica e “povera” sbaraglia la concorrenza di club imbottiti di miliardi (a volte anche grazie all’afflusso di capitali arabi o russi). Il Leicester compie l’impresa guidata da un allenatore fino a ieri considerato perdente, a zero titoli, eterno piazzato, più volte sbeffeggiato da José Mourinho che è un allenatore vincente, ricco sfondato, conduttore solo di grandi club (quest’anno, esonerato impietosamente).

E’ la vittoria del gioco di squadra, dello spirito di sacrificio, del talento e del genio esaltati dal lavoro duro; delle piccole e grandi intuizioni messe in pratica una dopo l’altra grazie all’esperienza, ma anche alla capacità di osare. E’ una storia di scouting e di lavoro sugli atleti, nella quale i talenti inespressi vengono messi alla luce, i presunti brocchi riabilitati, i fuori ruolo piazzati nel ruolo giusto. E’ la vittoria degli outsider che hanno ribaltato tutti i pronostici. Continua a leggere

ecco perché Giuseppe Sala diventerà Sindaco di Milano

2 Feb
Gino e Michele (da affariitaliani.it)

Gino e Michele (da affaritaliani.it)

Una volta era facile riconoscere qualcuno che stava per avere successo: aveva attorno qualcuno di Zelig. Allo stesso tempo, chi era vicino a cadere in disgrazia lo notavi perché c’erano quelli di Zelig che  stavano scappando da lui. Per molti anni è stata la regola per sopravvivere in uno degli ambienti più bizzarri e sotto pressione che siano mai esistiti: bisognava fiutare il vento, schivare i perdenti, salire sui carri giusti. Pian pianino diventava un istinto. Ora che quel mondo è in disfacimento, quell’istinto è diventato inutile ai piani più bassi, ma sopravvive almeno nei capi.

Domenica 7 febbraio si terranno le primarie del PD per il candidato a sindaco  di Milano, in cui si sfideranno Giuseppe Sala (commissario Expo 2015); Francesca Balzani (vice del sindaco uscente Pisapia, da cui ha ricevuto l’endorsement) e Pierfrancesco Majorino (assessore alle politiche sociali della giunta Pisapia). Si immagina che per esempio, Gino, Michele, Claudio Bisio, si schierino senza alcun dubbio con La Balzani o Majorino, che rappresentano la continuità con la giunta uscente. Sala non è propriamente di sinistra, fece parte dell’amministrazione di Letizia Moratti. 5 anni fa il vertice zelighiano si beò letteralmente della vittoria di Pisapia (vedi per esempio qui) e lo stesso Claudio Bisio si fece vedere sul palco assieme a Niki Vendola (vedi qui) Continua a leggere

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