14.01.2010: ricomincia Zelig in prima serata (e il terrore dietro le quinte)

9 Gen

Claudio Bisio

Ricomincia Zelig in prima serata, la Messa di Mezzanotte della comicità che dà sempre di meno, a chi ancora ci crede, in termini di “grazie ricevute”, ma il cui costo delle offerte sta aumentando.

Iggy Pop, quand’era a Berlino assieme a David Bowie, ed era strafatto, guardava Starsky & Hutch alla tv tedesca. Al giovedì, giorno di programmazione del telefilm, si rendeva conto che era passata una settimana e che era ancora vivo. Così, per chiunque,  abbia la sfortuna di  essere coinvolto emotivamente, la ripresa di Zelig prima serata significa che è passato un altro anno, vissuto nel tritacarne.

Il 27 dicembre 2010 è uscito un interessantissimo articolo su l’Espresso scritto da Roberto Di Caro, che sfiora alcuni temi trattati dal blog. Titolo: “Poteri forti: torna Zelig”. Ma già il trafiletto è significativo: “Bertolino, Vergassola, Albanese, Covatta, Paolo Rossi, la Gialappa’s, Nico Colonna e molti altri: nella factory milanese gli incroci di partecipazioni e di alleanze ormai sono così tante che perfino Bisio ha il terrore di dire una parola sbagliata su qualcuno

Si sa: il collante Zelig è la paura, ma questa dovrebbe riguardare le fasce medio basse. L’articolo invece allude al terrore da parte di chi è ricco, popolare e non avrebbe nulla da temere. Ci sono state alcune bizzarre dichiarazioni da parte di Bisio, tipo che a Mediaset la censura non esiste (su cui è stato” aggredito” in una serrata intervista da parte di Riccardo Bocca sempre su l’Espresso). Invece è ovvio che la censura in tv esiste, ovunque. Ma una simile “panzana” come si spiega se non col terrore di dire anche una mezza parola fuori posto?

Nell’articolo si rivela che nella prossima edizione di Zelig ci sarà Lella Costa che ha rifiutato di concedere un’intervista al blog sul tema delle politiche Bananas, sostenendo di non essere titolata a parlarne. Ora viene da pensare: “Puoi essere anche avere successo ma quei passaggi in prima serata fanno gola comunque: a dire una  parola fuori posto rischi di passare da ingrata”.

Nell’articolo si dà voce anche a Gino & Michele: “…diciamolo, chi se n’è andato altrove non ha più avuto la stessa credibilità che con noi.” E’ un anatema verso gli apostati, quelli che smettono di credere e che non verranno più toccati dalla grazia. Si fa finta di ignorare che tanti che sono rimasti fedeli hanno bruciato anni e anni della loro vita e adesso sono ancora ai blocchi di partenza.

Ma esiste la possibilità che anche il numero 1 subisca la stessa paura? Lontano da Zelig c’è il ridimensionamento? Bisio dovrebbe affidarsi a una carriera teatrale di buonissimo livello (ma nulla di più);  alle incertezze di una filmografia che ha fatto il botto con Benvenuti al Sud, ma che ha collezionato anche film poco convincenti; dovrebbe accettare un calo delle sue quotazioni come testimonial.

E allora la macchina da guerra che sta uccidendo la comicità in Italia, il più clamoroso e insensato caso di sfruttamento della manodopera gratuita mai esistita nel mondo dello spettacolo deve andare avanti, col legame del terrore che unisce tutti, a cominciare dal “capotreno”.

 La Redazione di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

PS nell’articolo, l’intervista a Bisio è fatta durante le prove al Teatro Strehler dello spettacolo “Io quella volta lì avevo 25 anni” di Giorgio Gaber, mentre è circondato da due pierre una di Zelig e l’altra di Mediaset che cercano di fargli dire meno possibile (forse terrorizzate dalle precedenti uscite dal vaso). Il titolo a questo delizioso quadretto non può che essere: “La mia generazione ha perso…”

PS: lo scopo vero artistico dell’intera funzione è di tirare fuori un fenomeno all’anno (per esempio Checco Zalone viene venduto a 80.000 euro a serata) e di rendere inoffensivi tutti gli altri o di lasciarli marcire.

PS: quest’anno Zelig se la vedrà con un competitor di Rai 1 che sembra deboluccio: I Raccomandati, contro cui dovrebbe vincere facile

6 Risposte a “14.01.2010: ricomincia Zelig in prima serata (e il terrore dietro le quinte)”

  1. antinore wild gennaio 11, 2011 a 11:49 am #

    completamente d’accordo con l’articolo… unica pecca: Claudio Bisio in teatro è mediocre… non sopravvalutatelo, andate a vederlo e vi renderete conto della sua pochezza recitativa, è come se fosse ancora a Zelig a fare la spalla.
    Il suo posto è lì, checche se ne dica…

  2. roberto gennaio 11, 2011 a 10:53 am #

    Accidenti come mai tale cattiveria verso un programma di intrattenimento?? non ho capito se la “non” censura si riferisca al non parlare male di BErlusconi ma mi pare di ricordare che metà delle gag delle passate edizioni fossero comunque ispirate nonchè rivolte proprio al premier….
    puoi spiegare meglio le tue riflessioni??? : (

    • ananasblog gennaio 11, 2011 a 12:04 PM #

      >Accidenti come mai tale cattiveria verso un programma di intrattenimento??
      Boh, chiedi al giornalista dell’Espresso: descrive Bisio circondato da due “badanti” che gli impediscono di parlare liberamente e terrorizzato dal dire mezza parola fuori posto (là dove si prova un testo di Gaber che ha fatto una bandiera della libertà di pensiero)
      La censura esiste: “questo non è televisivo, questo in televisione non si può dire, niente battute sul Papa, non parliamo di nazismo per carità, parlare di mestruazioni fa schifo…” eccetera eccetera, così uno si autocensura fin dal momento in cui china la testa sul computer e cerca di scrivere una battuta.
      L R

  3. Anonimo gennaio 11, 2011 a 10:16 am #

    Incommentabile!!! E’ un articolo carico di frustrazione e malessere.

    • ananasblog gennaio 11, 2011 a 10:37 am #

      Anonimo, potresti indicare le aree esatte di frustrazione e anche quelle di malessere?
      L R

Trackbacks/Pingbacks

  1. Ananas Blog fa il record di contatti (grazie al cast Zelig) « - gennaio 30, 2011

    […] Ma Zelig segue regole tutte sue. Anche a poco dalla messa in onda Claudio Bisio aveva due pierre per verificare che dicesse il meno possibile (vedi post). […]

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