Zelig Uno: la seconda puntata

24 Dic
Paniate Follesa

Paniate Follesa

La seconda puntata di Zelig Uno, di lunedì 23 dicembre 2013, ha totalizzato 1.631.000 telespettatori e uno share del 6,33%. Vediamo i contenuti: atmosfera finto natalizia in puntata registrata 3 settimane fa; vidiwall per i video; dietro le quinte: leggendario camerino angusto e soppalcato in cui i comici sono stipati come le bbestie; iniziano Davide Paniate e Katia Follesa; Francesco Rizzuto che interpreta l’autista di Paniate; entra Elisabetta Canalis con stacchetto (e cartellina d’ordinanza); Katia: “Mi riconoscono, in strada e mi scambiano per lei”.

Marta Zoboli fa la dog sitter della Canalis: “Maria Carmela Splendente, che non si depila, ma non gliene frega niente” gag con un cane di peluche appeso a una liana; Katia invita a non guardare la Canalis in Zona Patata; Salvatore Marino, politico incomprensibile (in vino veritas, in scarpe Adidas); Federico Basso in collegamento, sequestrato in un ripostiglio, dopo 5 anni di conduzione a Zelig Off (che sono volati…), molte le gag, tra cui un pupazzo che raffigura Paniate che induce al sesso orale prima una Barbie e poi una scimmia.

Alessandro Betti col rapper inconcludente Sdrumo, questa volta non in video, ma presente sul palco, interagisce con un rapper vero: Emis Skilla (al secolo Emiliano Rudolf Giambelli) che per fortuna non canta la sua ultima hit; i Borotalko col visual dei Babbi Natale (detti anche I Senso Quadruplo); Katia Follesa finge di ballare male e la Canalis finge di ammirarla; Gianni Cinelli il cafone, Elisabetta ne è attratta (tre uscite come l’altra puntata: la regola del tre!); Fausto Solidoro il deputato grillino, interpretazione che ha avuto una certa riuscita, visto che gli ha mosso polemiche anche roventi su Facebook.

tre persone felici di fare televisione...

tre persone felici di fare televisione…

Francesco Damiano, già apprezzato con Giallorenzo, qui nei panni dell’ultras (naaaaaaa); il mitico e super energico Alessandro Di Carlo, parla della mamma che lo menava con la cucchiarella e lo zoccolo; gag scambio regali tra Davide e Follesa; Omar Pirovano interpreta George Clooney che poi si impappina e non riesce a dire la battuta (preso perché c’era la Canalis, ma non interagisce con essa); gag sulle foto su Istagram della Canalis paragonate a quelle di Paniate;  Cafone – Cinelli – Elisabetta 2; tornano a Zelig Barletta e Massaro con la lettera.

Andrea Di Marco: le canzoni di Natale cantate da Guccini, Vasco Rossi, Califano; Katia con un copricapo brasiliano è più alta di Elisabetta, fa il balletto di prima; Pablo e Pedro, improvvisazione teatrale sul tennis: “Jingle bells, jingle bells” “Ma che fai?” “Nadal” (Enrico Cibotto e Signora inquadrati tra il pubblico NDR); torna la dottoressa Federica Ferrero della Brevetti ma Intensi, Paniate in questo sketch spara alcune clamorose espressioni finto basite, “Lei ama gli animali?” “Sì” “In alcuni stati è reato”.

Il Cafone Cinelli + Elisabetta di lui innamorata, gag numero 3  (e meno male che il numero perfetto non è il 5!); la notissima band Jasgawronski Brothers che dovrebbe essere al suo debutto zelighiano: suonano i  maialini; Antonio D’Ausilio con la poesia “I Sacrifici” di Tonino Guerra, che dà spunto a pezzi di monologo, purtroppo il monologo si mangia tutta la poesia (forse, è un’ipotesi, c’è stata la volontà di infarcire in eccesso di battute e di “monologo di costume” temendo che il pezzo fosse troppo debole). Fine puntata

Pezzo migliore della serata: Alessandro Di Carlo; Jasgawronski Brothers

Ananas Blog

29 Risposte a “Zelig Uno: la seconda puntata”

  1. Amedeo Storace dicembre 29, 2013 a 11:11 am #

    Buone feste e prolifiche serate a tutti quelli che amano il cabaret e seguono il blog,quello che non riesco a capire come mai i capo struttura di zelig e gli autori, che penso, non siano sprovveduti,insistono nel proporre la stessa minestra per anni e addirittura un comico che copia le battute di Triosi,questo dovrebbe farci riflettere!!,è possibile che, un’azienda che gestisce numerosi laboratori frequentati da centinaia di comici non riesca a trovare nuove proposte?.A questo punto il dubbio sorge spontaneo la storia dei laboratori è una bufala?,inoltre se questi signori sono i capi della comicità come mai nelle altre reti tipo la 7,non c’è nessuno che sfutti questo momento per proporre novità?

    • ananasblog dicembre 29, 2013 a 2:09 PM #

      Sono misteri anche per me. La’7 comunque produce Crozza. L’A

  2. elena (@berlicche) dicembre 28, 2013 a 2:47 PM #

    Non ho letto tutti i commenti quindi ignoro se sia già stato rilevato ma una cosa che mi ha colpito molto è che nel pezzo di Alessandro di Carlo (il monologo della mamma con la cucchiarella) c’è un pezzo paro paro che Troisi faceva nei primi anni 80… quello della nonna che anziché fare i ricostituenti al nonno si faceva le siringhe sul dito e dopo 40 iniezioni aveva il braccio di un maciste… ricordo di averlo visto in una puntata in cui era ospite di Baudo per presentare unsuo film forse addirittura ‘ricomincio da tre’
    Capisco che son passati trent’anni ma per chi conosce e apprezza Troisi questa lunga citazione salta agli occhi

    • ananasblog dicembre 28, 2013 a 4:03 PM #

      Ciao, la cosa è già stata segnalata in un commento precedente, comunque grazie! Non è una bella storia. L’A

  3. Matteo Marchisi dicembre 26, 2013 a 2:04 PM #

    Il quartetto era la cosa più originale. Secondo me vengono penalizzati da un programma scadente di suo, la loro non è comicità grassa ma raffinata, magari estranea ai canoni televisivi attuali, ma definirli tristi è ingeneroso. Sono originali e divertenti proprio perché sono tutt’altra cosa.

    • ananasblog dicembre 26, 2013 a 2:13 PM #

      d’accordo, non sono certo tristi, anzi sono conosciuti a livello internazionale. L’A

  4. Anonimo dicembre 26, 2013 a 10:39 am #

    Jashgawronsky tristezza assoluta ho guardato il video incuriosito su video madiaset,tanta tanta tristezza,è mai possibile che debbano andare in video determinate cose in un programma comico,non rideva neanche la gente in sala.

    • Anonimo dicembre 26, 2013 a 1:49 PM #

      Non ho riso neanch’io con gli jash… Ma da quanto ero affascinato… È un gran pezzo di alta intelligenza… È facile sparare merda… È sono sicuro che succede perché la maggior parte di voi su questo blog è gente frustrata che anziché lavorare per costruire il proprio pensa a sparare merda su altri. Possono non piacere… Ma da qua a dire che sono tristi ne deve passare di acqua sotto i ponti… È si sta parlando di 4 maestri che oltre ad avere uno spettacolo da tre ore e passa in gruppo, hanno uno spettacolo singolo per ciascuno di loro… Ripeto… La comicità è relativa, non tutti ridono per la stessa cosa… Ma a volte la bravura va riconosciuta come in questo caso… Auguro comunque tanta fortuna a questo grandioso gruppo

  5. Anonimo dicembre 26, 2013 a 10:20 am #

    Zelig mette tristezza,fino a quando la comicità italiana è in mano a tre o quattro persone,non penso possa cambiare molto.

  6. Anonimo dicembre 25, 2013 a 5:50 PM #

    qualcosa di nuovo e giovene.mi piace

  7. Anonimo dicembre 25, 2013 a 3:57 PM #

    come si chiamano le 2 canzoni ballate da katia nella seconda puntata

  8. Sacro e ProfAno dicembre 24, 2013 a 7:30 PM #

    Solidoro un comico inesperto, il tormentone di Mario non si può sentire ancora… bastaaaaaa!!! trovati un autore o meglio un autista e ritorna al paesello, magari trovati un vero lavoro!

  9. Sacro e ProfAno dicembre 24, 2013 a 7:27 PM #

    jaschgav… quello che è! Già visti a Metropolis, differenza: qui molto lenti! Certo che il repertorio è molto scarno… cose viste e riviste… dovrebbero vietare di rifare pezzi già fatti in altre trasmissioni… scrivete cazzo invece di ambire ai vostri 2 minuti di notorieta inutile e triste!

    • Anonimo dicembre 25, 2013 a 1:52 PM #

      Scrivete cazzo? Vatteli a vedere dal vivo se non l’hai gia fatto…

    • Jashgawronsky dicembre 25, 2013 a 5:42 PM #

      Caro Amico, peccato tu non ci conosca, ti invito a seguirci in abiti meno televisivi. Abbiamo repertorio per 3 ore e non 2 minuti tristi e la notorietà la cerchiamo nei teatri e festival perchè, ti sembrerà strano, lavoriamo dal vivo più che altro, con uno spettacolo di 70 minuti che è quello che ci richiedono. Zelig per noi è un’occasione per aumentare la nostra popolarità, certo non lo neghiamo, nemmeno neghiamo di essere contenti di esserci. Facciamo sacrifici continuamente e siamo molto determinati, quello che ci siamo guadagnati in 13 anni è tutto frutto del nostro lavoro e cerchiamo di farlo ricercando quell’originalità nel genere che nessuno può negare che ci sia. Questo per rispondere all’osservazione “Scrivete cazzo invece di ambire ai vostri 2 minuti di notorietà (con l’accento) inutile e triste!” Poi sui gusti non discutiamo, né facciamo polemica, non si può piacere a tutti, accettiamo le osservazioni di tutti, fa parte del gioco del nostro lavoro, anzi, accettiamo anche il “colpire per il gusto di farlo” il web ti dà questa possibilità (sempre e solo in relazione a Scrivete cazzo…). Su Metropolis: per noi che non facciamo battute ma lavoriamo di visual e musica, è sicuramente più difficile inventarsi numeri forti, originali, veloci ogni settimana, mese e giorno, ci vuole l’idea, la musica giusta, studiarla, eseguirla bene e non con strumenti normali e farci 2 o 3 gag forti dentro, ti assicuro che non è per nulla facile e perdiamo giorni a guardarci nelle palle degli occhi senza riuscire a tirar fuori un ragno dal buco, certe volte ti viene il colpo e il più delle volte no, ma ci lavoriamo su continuamente, non a caso il numero di metropolis non è esattamente uguale a quello di Zelig ma è leggermente diverso. Caro Sacro e Profano, ti tendo una manina e ti invito a vederci dal vivo o in altre occasioni e ti abbraccio senza polemiche.
      Suren Jashgawronsky

      • Sacro e ProfAno dicembre 28, 2013 a 12:03 am #

        Hai dimostrato che quello che ho scritto ti rode; ti sei attaccato/a a un refuso per dimostrare cosa? che sei ansioso/a! parliamo di argomenti seri e non di ste minchiate da scolaretti d’ultima ora. A proposito (su perché va l’accento acuto e Metropolis va con la maiuscola) :). Il resto della risposta ha un senso logico e critico, e mi piace aver creato un certo interesse sull’argomento. Che voi abbiate serate e ore di spettacolo mi fa piacere, anche perché, vista la vostra età e la vostra esperienza sarebbe tragico non averne! Detto questo, visto che siete bravi e avete repertorio, cosa vi serve sputtanarvi così in TV? mi dispiace, anche voi siete stati infettati da questo virus (il dover esserci a tutti i costi). Questo è un mio pensiero e come tale può essere condiviso oppure no. Portare pezzi di Metropolis a Mediaset è, secondo me, un errore, tra l’altro con risultati peggiori. Vuoi dirmi che non avete scritto nulla in un anno? (scrivete cazzo) lo ripeto con forza, visto che tu stesso/a l’hai ammesso (non è per nulla facile e perdiamo giorni a guardarci nelle palle degli occhi senza riuscire a tirar fuori un ragno dal buco). Scrivere è fondamentale per un artista e se non siete capaci o avete perso la vena fatevi dare una mano da qualche bravo autore. Un abbraccio senza polemica.

        • ananasblog dicembre 28, 2013 a 9:50 am #

          non è questione di scrivere, tanto poi i boss della tv sono delle teste matte, non si sa quando ti chiamino né perché. L’A

  10. Sacro e ProfAno dicembre 24, 2013 a 7:24 PM #

    Ascolti da seconda serata!

  11. cocchino dicembre 24, 2013 a 4:11 PM #

    Solidoro mi ricorda uno splendido romanzo di Buzzati: uno aspetta tutta la vita una battuta che non arriva mai…e sì che ne avrebbe “centinai e centinai”, o semplicemente un “ventinaio”, come diceva al drive-in Lucio Salis

  12. Anonimo dicembre 24, 2013 a 12:28 PM #

    Citando il Professor Jan Malcom di Jurassick Park, E’ previsto vedere comici in questa trasmissione comica?

  13. Anonimo dicembre 24, 2013 a 10:43 am #

    La cosa che mi lascia di stucco è come mai gli autori insistono sempre sullo stesso schema,i commenti sulla pagina facebook sono tutti negativi e loro propongono sempre la stesssa minestra;Gli ascolti secondo me non sono reali,o forse nelle altre reti c’è il nulla.Peccato che la comicità italiana sia in mano a queste persone che non lasciano spazio a nuove proposte o nuovi modi di proporre la comicità.

    • ananasblog dicembre 24, 2013 a 1:10 PM #

      finché un ristretto gruppo di manager guadagna cifre “interessanti”, lo schema va avanti così. L’A

  14. Anonimo dicembre 24, 2013 a 10:42 am #

    secondo me il problema è che se la dicono e se la cantano da soli (ad esempio la gag basso-paniate), sono autoreferenziali e fondamentalmente snob e antipatici ai più. si aggiunga che quando in un programma comico, dove appunto il pezzo forte dovrebbero essere i comici, si rimpiangono i conduttori…bhè gente preoccupatevi. indipendentemente dal valore dei singoli artisti il minestrone è mal cucinato…

  15. Anonimo dicembre 24, 2013 a 10:37 am #

    zelig ha fatto il suo corso,la comicità innovativa la puoi trovare a tuo gradimento nella rete,perchè una persona dovrebbe guardare i soliti Basso.Cinelli,Paniate,ripetitivi fino a dire basta quando nella rete trovi cose nuove e originali?

  16. Anonimo dicembre 24, 2013 a 10:12 am #

    Michele Marletta Nella seconda puntata del 23-12-2013 un comico romano di nome Francesco de qualcosa ha ripreso pari pari le battute del grande Troisi, relativo allo sketch delle iniezioni di vitamine della nonna. Tutti ad applaudire… Tutti a dimenticare. E intanto comici di serie B plagiano impuniti i grandi maestri.
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    • ananasblog dicembre 24, 2013 a 10:20 am #

      http://it.wikipedia.org/wiki/Massimo_Troisi:

      “Troisi ha più volte preso ispirazione dalla sua famiglia per alcuni sketch televisivi e teatrali. Nel corso di un’intervista a Vite straordinarie riguardo l’attore napoletano, Renato Scarpa ha raccontato che la comicità di Troisi scaturisce dalla famiglia stessa dell’attore, e ne sono una prova i moltissimi aneddoti che la madre raccontava ai suoi figli dopo essere tornata dal mercato.[6] Ricorrenti sono anche le apparizioni televisive in cui Troisi parlava della sua famiglia, sottolineando le caratteristiche di alcuni dei suoi familiari, specialmente il nonno e la nonna, che Troisi definiva i “capocomici”. Anche ne La Smorfia, Troisi si ispira alla sua famiglia per realizzare alcuni sketch. Ad esempio, nello sketch Il basso, Troisi racconta:

      « Cioè io mi ricordo a me… veniva mia nonna, no? Prendeva la pelle tra due dita, […] faceva l’iniezione, lasciava e io non sentivo proprio dolore. È che mia nonna se le faceva sul dito tutte quante. […] Quaranta iniezioni di vitamine, che io ne avevo bisogno, […] tutte quante sul dito! Mia nonna mi ricordo aveva fatto ’nu braccio ’e chesta manera! »”

  17. Anonimo dicembre 24, 2013 a 9:54 am #

    Addirittura copiare le battute del mitico Troisi,allora vuol dire che in mancanza di idee farebbero bene a chiudere e andare a casa.

    • ananasblog dicembre 24, 2013 a 10:02 am #

      ???

    • Anonimo dicembre 25, 2013 a 1:57 PM #

      Ci sono molte novita nelle realtà extra milanesi… ma loro devono continuare a prendere i loro amichetti e mettere i soliti volti… tutti a casa e lasciare spazio ai volti nuovi e freschi

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