La versione di Marco Milano

19 Mar
Marco Milano

Marco Milano

Marco Milano ha scritto pagine importanti della comicità italiana, come per esempio a Mai Dire Gol (col personaggio di Mandi Mandi); ha fatto parte più volte del cast di Colorado contribuendo al successo del format e vi è tornato nella penultima edizione con Nicaul, il maestro di sci pugliese.

Recentemente si è reso protagonista di un lungo sfogo su Facebook, nel quale se la prendeva con i “pseudo scopiazzatori e ciarlatani…“. Lo abbiamo intervistato sul tema.

L’intervista è molto interessante per capire come venga percepita dal singolo comico la questione della creatività (compresi i “sospetti inconfessabili” che qui vengono confessati). Il tema è ampio, contiene tante situazioni, compresa quella delle battute e degli sketch reputati non televisivi che, poi, finiscono in tv interpretati da altri (fenomeno misterioso di “bilocazione” o di “universi paralleli” degno di Voyager). Ecco l’intervista che è, ovviamente, imperdibile:

MARCO, NEL TUO SFOGO TI RIFERIVI A FATTI, EPISODI BEN DEFINITI?

È stato uno sfogo perché in molte edizioni di Colorado, che facessi parte del cast o meno, ho sempre visto o sentito qualcosa di mio. In una edizione, quando erano già alla 4°/5° puntata, proposi in ritardo il moralizzatore Giorgino che, puntualmente, veniva rimandato alla puntata successiva, perché secondo gli autori era da sistemare ed alcune battute non si potevano dire. Per due puntate, quindi la 6° e la 7° non è passato Giorgino ma le sue battute sulla Raffaella Fico, su Belen, eccetera, sono state messe in bocca ad altri. Ottava puntata: mi stravolgono un testo che infatti non funzionò per niente, fino a quando alla 9° puntata chiesi di lasciarmi dire quello che avevo scritto. Tre minuti di monologo, sette applausi a scena aperta. Qualcuno aveva cercato di spargere la voce che il pezzo non aveva funzionato. Peccato per lui, la mia ragazza aveva registrato tutto col cellulare.

CI SONO STATI CASI IN CUI UNA TUA IDEA E’ STATA USATA “A TUA INSAPUTA”?

Facevo Mai Dire Gol e, dopo due anni di intenso successo con il personaggio di Mandi Mandi, volevo diversificare e portare personaggi nuovi. Ero sposato da poco e mia moglie, sarda, aveva uno zio molto simpatico al quale facevo il verso a casa. Prima portai la moglie del calciatore Giapponese Miura che entrava in scena con una carrozzina ed era esilarante, ma qualcuno mi disse che altri personaggi a Mai Dire Gol non potevo farli. Inoltre era da tempo che dicevo alla Gialappas dell’inviato Sardo per il Cagliari: “Baingio Maria”.

Quell’anno ci fu maretta, andai via da Mai Dire e l’anno successivo, “Aldo, Giovanni e Giacomo” portarono i Sardi.

NE HAI LE PROVE? OPPURE E’ UNA “SENSAZIONE”?

Baingio Maria il Sardo, non come giornalista sportivo, già lo avevo fatto ad Antenna 3 Lombardia nel programma “La Voglia Matta” con Mauro Di Francesco.

HAI RIFERITO LA COSA AGLI AUTORI E AI COLLEGHI? SE SI’ COSA TI HANNO RISPOSTO?

No! Ma molti colleghi ed amici hanno condiviso e mi hanno bombardato di telefonate.

SEI A CONOSCENZA DI CASI DI PLAGIO O PRESUNTI TALI A DANNO DI ALTRI COMICI?

Luttazzi grande esempio, Bertolino con il Muratore Bergamasco credo sia arrivato dopo Marino Guidi, Crozza con Marzullo dopo Marco Milano che a TMC faceva Gigi Fasullo, ma a volte può essere una casualità. Ci sarebbero altri casi… ma sorvoliamo per il quieto vivere.

RITIENI CHE LA CREATIVITA’ COMICA IN ITALIA SIA POCO TUTELATA?

Certo! A parte l’inflazione di pseudo comici (oggi so’ “tutti comici”), ma dopo aver visto due format realizzati da TV estere, identici a quelli che avevo depositato, ho avuto un mostruoso dubbio: Ma se ci fossero delle talpe in SIAE che si rivendono i format all’estero, come potremmo mai scoprirlo? Credo che la SIAE sia una società seria e questo non possa accadere, ma il dubbio l’ho avuto.                  

Ho avuto il dubbio anche quando, dopo aver fatto un personaggio a Mai Dire Gol, che si chiamava “Sparky”, un ragazzo mai cresciuto con la gomma da masticare in bocca, il cappellino rovesciato e lo zainetto, mi trovai con Giorgio Panariello a Chianciano per la presentazione del film che da protagonisti avevamo girato insieme, “Finalmente Soli” con la regia di Umberto Marino. La sera a cena, Giorgio, che già stava preparando “A Bagno Maria”, mi disse: ‘Sai, era carino quel personaggio che facevi a “Mai Dire Gol”: potresti farlo anche nel mio film’. Bene, lo ha fatto lui!

HAI DELLE SOLUZIONI? COSA BISOGNEREBBE FARE A RIGUARDO?

Cercare di essere il più possibile originali e poco scopiazzabili, ma avverto comunque un senso di impotenza. Credo di essere stato l’inventore delle entrate a schiaffo, quelle veloci: “benzina sul fuoco”, risata, applauso, uscita (si riferisce alle prime edizioni di Colorado, dove in effetti fu il primo a portare gli “schiaffi”, che caratterizzavano la trasmissione contrapposta ai tempi più lunghi di Zelig NDR). Ne sono lusingato ma un po’ dà fastidio, se sono a casa e in molti programmi comici vedo utilizzare questa mia tecnica, con tempi da “guerriglia”.

UN MESSAGGIO ALLA COMUNITA’ DEI COMICI ITALIANI, COSA VUOI DIRE AL “POPOLO”?

Prima agli autori in generale: se oggi il sistema vi porta a scegliere nuovi talenti e a mettere in disparte i Comici che hanno qualche anno in più, ricordate che i grandi hanno fatto cose grandi, superata una certa età. Totò è l’esempio per tutti. Si è più credibili, oltre ad aver imparato meglio a gestire la mimica ed i tempi. Bisognerebbe fare un programma di soli comici che hanno superato i cinquant’anni! 

AL POPOLO: nessuno può insegnarti ad essere comico, è dentro di noi. Se ti accorgi di avere le qualità, non montarti la testa e… saluta! Preparazione, originalità, coscienza storica e gavetta, sono gli unici ingredienti.

Ananas Blog (Bisognerebbe imparare come si sta al mondo, ma è molto meglio combatterlo)

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10 Risposte to “La versione di Marco Milano”

  1. Un utente anonimo che se lo chiami Francesco si gira marzo 22, 2015 a 9:49 am #

    Somiglianze tra il Baingio fatto da Marco Milano e i sardi fatti da Aldo, Giovanni e Giacomo non ce ne sono neanche a cercarle con il lanternino. Capisco che lui e la Gialappa’s Band si siano lasciati male ma qui Marco ha detto una enorme cazzata.

    • ananasblog marzo 22, 2015 a 9:58 am #

      Beh nell’intervista parla anche di “sensazioni” dice le cose in modo equilibrato. L’A

  2. Fare marzo 20, 2015 a 8:31 am #

    fare un personaggio che hanno fatto altri come la morte, un benzinaio, un carabiniere o un gigolò non è plagio e non è mancanza di rispetto verso nessuno. sono figure che fanno parte dell’immaginario comune. diverso sarebbe nel caso si copiasse un personaggio surreale come baz ad esempio dove l’aspetto creativo è già presente nell’identità del personaggio. se si utilizza un linguaggio differente, uno schema diverso e dei modi diversi dove starebbe questo plagio? non si può pretendere l’esclusiva su una cosa che fa parte dell’immaginario comune e castrare gli altri. il problema è che a parte le eccezioni di quelli veramente bravi si è creato un modo scontato di fare comicità che permette che le stesse battute e gli stessi schemi siano passabili da un comico ad un altro. come ci sono mille monologhisti ognuno col proprio stile, mille musicali col proprio stile e mille visual col proprio stile allo stesso modo una figura dell’immaginario comune la si può portare col proprio stile. diverso è se si copiano linguaggi, schemi, strutture e testi. i comici dovrebbero preoccuparsi soltanto di farlo meglio degli altri

    • ananasblog marzo 20, 2015 a 10:11 am #

      e vedere uno che fa il (per esempio) pompiere, dirgli che no, il pompiere non è televisivo, poi l’anno dopo portare in trasmissione un pompiere (fatto da un altro) che cos’è? Tanto per approfondire le casistiche. L’A

      • Francesco Remo marzo 20, 2015 a 6:34 pm #

        E’ una maniera elegante per dirti “vai fuori dalle scatole che tu come persona non interessi”, ma con garbo perché domani potrebbe sempre tornare utile, non si sa mai, metti che dicessero a tutti così… dopo due anni ci sarebbe il deserto per cui, meglio la via diplomatica.

        • ananasblog marzo 20, 2015 a 9:31 pm #

          Conosci bene la diplomazia interna 😉 il deserto c’è già comunque uhuhuhuhhu. L’A

    • Non marzo 20, 2015 a 8:16 pm #

      Non lo dico per vantar credito, ma io anni e anni fa inventai il personaggio ‘Marco Milano’. A distanza di tempo c’è qualcuno che l’ha copiato, anche nel nome, facendosi chiamare Marco Milano. Eppure Marco Milano è un’idea mia accidenti!

  3. Sincero marzo 19, 2015 a 10:39 am #

    Copia copiarella chi devo copiare oggi questo o quello?
    Questo è quello che si chiedono oggi “…gli pseudo comici (oggi so’ “tutti comici”)…”.
    A questo punto, se le cose non dovessero cambiare, ha ragione Marco Milano quando dice che sono meglio i comici oltre i 50 anni, almeno non si abbasserebbero a copiare, ripetere e dire battute banali e volgari solo per andare ancora in TV per i soldi.

  4. Francesco Remo marzo 19, 2015 a 9:59 am #

    Sì copia perché si spende più tempo sui blog a cercare chi ti copia e polemizzare con i copiatori che a scrivere pezzi originali. ☺è una battuta ovviamente. Il problema rimane.

    • ananasblog marzo 19, 2015 a 10:18 am #

      Basterebbe poco, un minimo di associazionismo, di senso di comunità tra gli addetti ai lavori. Il sistema così com’è, coi comici che sono produttori di sketch fino allo sfinimento, come pezzi di ricambio, serve quasi solo a garantire dividendi milionari a una ristretta cerchia di produttori. L’A

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