Giorgio Montanini dal vivo: recensione

14 Lug
Montanini on stage di fronte al mare di Portonovo (Ancona)

Montanini on stage di fronte al mare di Portonovo (Ancona)

Dal fatto che un comico devi vederlo dal vivo, perché la tv non rende la realtà, nasce l’idea di recensire “Per quello che vale” il nuovo spettacolo di Giorgio Montanini,  tra l’altro in una situazione “da battaglia” di fronte al mare (a Portonovo, Spiaggiabonetti, nella Riviera del Conero). Anche se, come vedremo, la situazione non era così da battaglia. Tranquillizziamo anche chi teme un futuro  tra gli scaffali di un supermercato, visto che Montanini ha un pubblico affezionato che lo segue (i selfie, i complimenti, i fan dichiarati, la gente che ha invaso il locale nonostante la poca promozione).  Inoltre il pubblico era composto in larga parte da giovani. Questi sono due segnali che promettono molto bene per il futuro e allontanano il facchinaggio o il cambiare mestiere.

La situazione era meno da battaglia del previsto, dato che tutti, anche quelli seduti per terra, quelli in piedi in fondo che non vedevano quasi il palco, erano lì per ascoltare, ridere e applaudire, con pochissima distrazione. “Per quello che vale” è uno spettacolo i cui pezzi sono passati in parte da Nemico Pubblico, ovvio che dal vivo sia un’altra musica. La formula è quella del raccontare attraverso il paradosso e, da lì, far ridere, passare a riflessioni più serie, all’invettiva, alla battuta e all’aggancio per altri paradossi. L’errore può essere quello di aspettarsi chissà quale rivelazione sconvolgente, mentre lo show va apprezzato più per il “modo” e lo “stile”. Non ci troviamo di fronte a un predicatore o un filosofo ma di fronte a un comico.

Infatti Giorgio Montanini può risultare anche antipatico a qualcuno (c’è pure chi lo odia), ma non si può negare che non sia padrone del palco e che non abbia un suo stile unico nel panorama italiano. Dietro ci sono tanti anni di gavetta, le capacità di attore, il lavoro di scrittura, il mestiere. Il monologo inizia col racconto della recente paternità, con l’amore per la figlia che è scattato solo in seguito (sentito in Nemico Pubblico). Poi passa all’analisi dello slogan “Padroni a casa nostra” perché gli stupidi capiscono gli slogan semplici. Però noi italiani siamo quelli che oggettivamente se la passano meglio, siamo nella parte abbiente del pianeta, abbiamo la qualità di vita migliore, etc. Per esempio Berlino fa schifo, in Giappone se arrivi in ritardo 3 minuti ti devi suicidare, le svedesi sono fighe ma solo fino a 20 anni. Nascere in Italia è bucio del culo è vincere al superenalotto, non c’è nessun merito, nessuna proprietà da rivendicare.

Un comico non deve salire sul palco con l’acredine, deve aver metabolizzato, per questo non parla di politica, tranne che per Salvini, perché non si può resistere alla stupidità. Si rivolge alla sua amante/fidanzata Elisa Isoardi col desiderio di scoparsela a pecorina prendendola a pugni nei reni (detto così non sembra ma è un passaggio che fa molto ridere). Gli immigrati hanno le loro colpe, con quello che gli abbiamo portato via si sforzano di essere gentili con noi, ci dovrebbero accoltellare. C’è una digressione sull’omicidio di Fermo (città di Montanini)  Amedeo Mancini è un emarginato, ultima ruota del carro della società, uno che reagisce a slogan tipo: “ruspa, ruspa, ruspa”. A Fermo non si vede un negro manco a pagarlo, per vederne uno devi fare un appostamento di una settimana.  Altri pezzi: il prete in crisi di vocazione (chi mi piglia a 40 anni ormai?), i calciatori che nominano Dio invano, quindi considerazioni sulle bestemmie, che Dio non punisce perché ha più senso dell’umorismo di noi.

La parte finale è studiata per chiudere senza il “botto”, come invece farebbe chiunque altro: c’è una lunga animazione classica su una coppia del pubblico (state insieme? da quanto?) questo per “spiegare” che si tratta di una tecnica usata da ogni comico sul live e per dire che si può ridere di tutto (anche di Gerry Calà e del suo “capito?!”). Montanini fa alcune battute su temi banali, sul traffico, su nord e sud, su “chi è Tatiana?”, però usando il tormentone del tumore. La frase conclusiva è che delle cose belle non si può ridere. Finale senza bis. Il pubblico è stato con lui dall’inizio alla fine.

La conclusione è che Montanini è più vivo che mai e che merita di essere visto sul live. Un suo messaggio ai lettori del blog e al popolo italiano in generale è: non rimanete a ciò che succede in Italia, perché ci si riduce come i pesci rossi chiusi in un acquario. Guardatevi un video, anche uno solo, di qualche stand up comedian anglosassone e vi si aprirà un mondo, perché qua purtroppo siamo indietro di 40 anni.

Ananas Blog

9 Risposte to “Giorgio Montanini dal vivo: recensione”

  1. Sincero luglio 18, 2016 a 11:44 am #

    Ottimi ascolti ieri per “Nemico Pubblico live” su Rai3 che ottiene 427.000 spettatori con il 4.29%. Non riesco a capire come a Canale 5 “Questi sono i 40” con 495.000 spettatori, di poco superiori come numero a “Nemico Pubblico”, abbia avuto uno share del 7.63%. Boh!
    Comunque, bella puntata ieri! Quest’anno, tra le tante novità di cui già abbiamo parlato, c’è anche l’ospite famoso che viene gratuitamente e serve solo per presentare l’ospite non ancora famoso. Pochi comici ma buoni, tutto a basso costo ma con nuove idee!
    Invece, in prima serata sulla rete ammiraglia di RAI2 a Made in Sud non bastano 50/60 persone con 2/3 minuti ciascuno di sketch, con tormentoni e battute banali, oltre alla moglie di Briatore che non si occupa di turismo, come consiglia Briatore di fare a tutti gli Italiani tranne, pare, alla moglie italiana!?! Infatti, chiamano gli Ospiti famosissimi spendendo tantissimi soldi pubblici solo per pochi punti di share in più, ma gli ascolti sono diminuiti lo stesso sensibilmente con la media di share del 9%, e tutti loro, insieme ad amici giornalisti e radio, parlano sempre di grandissimo successo?!? E, poi, eliminano dal palinsesto The Voice of Italy, che faceva ascolti più alti, per sostituirlo con un altro talent show “Italian Idol”?
    Noi Telespettatori, che paghiamo il canone RAI, pretendiamo POCHI ARTISTI MA BUONI e non una massa di persone che non possono definirsi degli artisti, tranne quei pochi che loro stessi (Siani, Mormone, De Laurentiis, Abatantuono ect) hanno scelto per fare i protagonisti nei loro film. Il resto a ZAPPARE!

    • Giorgio Montanini luglio 18, 2016 a 2:11 pm #

      Sincero non so chi tu sia, ma voglio precisare che non sono io a scrivere con un altro nome.
      Lo specifico perché molte cose che scrivi potrei scriverle tranquillamente io stesso.
      Tranne una, considerare il 4,29 un ottimo ascolto.
      Un ascolto dignitoso ma nulla di più.
      Col traino di Ballarò abbiamo fatto un milione di spettatori e non siamo mai scesi sotto il 6 (abbondante).
      Certo il 4 e spiccioli in questo contesto è dignitosissimo, ma per accontentarsi e svolgere il compitino.

      • Sincero luglio 18, 2016 a 3:01 pm #

        Ciao Giorgio,
        ti ringrazio per aver precisato che l’ascolto non è ottimo ma modesto, come, evidentemente, lo sei anche tu sotto sotto!
        Ti faccio i complimenti per “Nemico Pubblico live” e ti assicuro che moltissimi ti seguono, nonostante la messa in onda a luglio di domenica e in tarda serata, senza traino di un programma come Chi l’ha visto oppure Ballarò (è stato già cancellato dai palinsesti).
        Il LAVORO viene sempre premiato dai Telespettatori.
        Oggi si pensa che basti avere uno sponsor “altolocato” oppure cantanti, giocatori, compagni e “cumpagnielli” per andare “avanti” , come avviene in altre trasmissioni sotto la luce del sole, dove tutti vedono ma fanno finta di niente…. Ma prima o poi la gente finirà del tutto di vederli e saranno costretti a cancellarli dai palinsesti, e finirà questo schifo, specie se con i soldi del canone RAI pagata da TUTTI gli Italiani!

    • giorgiomagri luglio 19, 2016 a 7:42 am #

      made in sud farà anche cacare ma non “spende soldi pubblici”, la pubblicità si paga, se il programma non rendesse lo cancellerebbero

      • Sincero luglio 19, 2016 a 9:57 am #

        Caro giorgiomagri,
        sai quanti programmi facevano fare Cassa alla RAI in passato e sono stati cancellati dai palinsesti solo per motivi politici ect ect?
        Mi sai dire perché gli Italiani, che già pagano tasse altissime in Italia, devono pagare anche per vedere la TV?
        Almeno le reti ammiraglie della RAI TV Statale (RAI1, RAI2 e RAI3) dovrebbero offrire al pubblico solo PROGRAMMI DI QUALITA’ perché NOI PAGHIAMO per i PROGRAMMI, e non per far stare dietro alla scrivania una ciurma di dirigenti RAI che non fanno niente intascandosi circa 300.000 Euro l’anno ciascuno!!!
        Allora se siamo costretti a vedere questi programmi che fanno cacare e che, a tuo dire, non costano nulla, allora NON ci facessero più pagare il CANONE RAI!! Che vendessero le reti RAI a quegli imprenditori che già la usano oggi gratuitamente per i loro affari (pagassero loro i Dirigenti RAI), e continuassero a fare quello che stanno facendo, ma NON con i nostri soldi!!!
        Adiòs!

      • AnOnimo luglio 19, 2016 a 1:06 pm #

        Tipo natural born?

      • Giorgio Montanini luglio 19, 2016 a 5:21 pm #

        Per me non è importante spendere soldi pubblici oppure no, la Rai ha il dovere di sperimentare…le cose vanno bene e a volte male.
        In ogni caso soldi spesi bene.
        Che il programma renda oppure o no, è un altro argomento che non dovrebbe interessare un comico o un autore, ma solo i dirigenti Rai.

        Made in sud per me può fare altre cento stagioni, il pubblico c’è, la Rai lo tiene. Punto.
        Da comico osservo che quella che viene elevata ad eccellenza della comicità nazionale, in realtà non lo è.
        A prescindere dagli ascolti.
        Se Made in sud e Colorado sono i programmi comici di punta e dietro c’è il deserto, è evidente che c’è un problema.
        Un problema di qualità.
        Rido con Boldi Jerry Calà Alvaro Vitali Lino Banfi Pozzetto Celentano De Sica…io veramente rido con tutto e tutti.
        La risata non è il problema, chiedersi “perché rido?” è lo snodo fondamentale.
        Se il pubblico capisce perché ride, la risata con Alvaro Vitali sarà ad un certo livello…quella per un monologo di Lenny Bruce ad un altro livello.
        NB sopra ho citato tutti comici che in parte erano considerati di serie C, altri di B…ce ne fosse uno tra questi, inferiore ad un comico di Colorado o Made in sud.

  2. Alessandro Stamera luglio 14, 2016 a 9:50 am #

    Di Montanini live ho visto Nibiru, e mi è piaciuto molto. Di conseguenza, un giorno, spero di vedere anche questo spettacolo.

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