la grande stanchezza: acceleriamo la fine degli scalettoni

27 Mag
destinazione: il nulla

destinazione: il nulla

C’è un format comico in crisi: il varietà di prima serata che dura 3 ore. Come contenuti l’abbiamo perso da tempo. Aveva poco da dire fin dall’inizio, figuriamoci adesso. Come produzione potrebbe andare avanti ancora a lungo oppure finire a breve. Zelig è sostanzialmente cotto, Colorado in crisi profonda, Made in Sud chiuso in se stesso (Rai 2 ordina altre puntate così come un’impresa edile ordina bancali di piastrelle) e sta cercando alternative, vedi Il Boss dei Comici e un altro format con sede a Roma. Non solo: gli scalettoni comici hanno un mondo intero che ruota loro attorno. Anche lui in crisi. Questo mondo è basato su due caratteristiche:  A) quantità B) storie dell’orrore.

La quantità la si vede bene nei cast con troppi comici. Ciò porta a provini, laboratori, serate sovraffollate di cabarettisti (anche 30 a botta e in cui si finisce all’una di notte). La quantità stessa provoca degrado e le storie dell’orrore sono un risultato diretto del sovraffollamento. La gente viene trattata con standard bassi. E’ inevitabile. Facciamo un esempio: “Ho preso il giorno libero, fatto 400 km per essere lì, dalle 5 del pomeriggio, ero il 26esimo in scaletta, sono uscito a mezzanotte e 30 e in quel momento Il capoprogetto è uscito e non mi ha manco visto”. Questa è una storia dell’orrore standard: contiene sbattimento inutile e persone trattate con approssimazione. Cose simili ne sono successe a migliaia. Ne succedono ancora.

La gara adesso è: quanti danni riusciranno a fare gli scalettoni di cabaret, prima che la comicità possa risollevarsi? E’ una partita che si gioca col tempo: prima finisce “l’incubo”, meglio è. Solo allora potremo tentare di tornare a ricoprire quel ruolo di eccellenza che è sempre stato tipico della comicità italiana. Il collasso degli scalettoni è un fattore desiderabile a favore del bene comune. Per avere qualcosa che si avvicini al Saturday Night Live o al David Letterman Show deve finire la produzioe coatta di quella roba lì. La domanda è cosa si può fare per avvicinarne la fine.

COSA SI PUO’ FARE 

RACCONTO – Le Storie dell’Orrore vanno raccontate il più possibile. Ne circolano di ottime dietro le quinte, se ne parla molto su questo blog, ma non basta. Dobbiamo confrontarci con gli standard scadenti, affinché si ripetano il meno possibile. La gente là fuori deve venire a conoscenza di ciò che abbiamo vissuto e che stiamo ancora in parte vivendo.

PROPOSTA – Bisogna creare, assemblare, concepire, proporre format che stiano nella durata di “mezzora” o “un’ora”. Per esempio Ananas ha realizzato la puntata pilota di Onde Comiche (leggi qui) che è un format sia “storie dell’orrore free” che “laboratori free”, il quale dura un’oretta e basta. Siate creativi. Impilare una scaletta mettendo un comico dietro l’altro per 3 ore uccide la creatività. Lo saprebbero fare pure un gommista o un fruttivendolo. Solo con “start up” davvero forti possiamo accelerare il ricambio produttivo.

Proponete i format e sottolineate che sono alternativi a scalettoni cui frega sempre meno al pubblico. A mano a mano che andremo avanti questa realtà sarà sempre più evidente. I televisivi lo sanno già. Trovano solo ancora redditizi certi format bolliti.

ORGANIZZAZIONE ETICA – Se organizzate delle serate di provini, laboratorio, kermesse di cabaret, tenetevi su un numero di “persone” che sia sostenibile, che non diventi un danno per i comici stessi. Per esempio: provini massimo 10/12 comici, laboratori massimo 6/8. Si può “scremare” in tanti altri modi, non so se avete sentito parlare di Internet…

NON COLLABORAZIONE – Nessuno vi obbliga a partecipare a situazioni poco redditizie. Il sovraffollamento ha portato una certa indifferenza nei vostri confronti. Non è piacevole. Iniziare a non collaborare e a dire dei NO è importante. Serve anche a migliorare lo standard di trattamento nei vostri confronti. Molti lo stanno già facendo.

 NOMI – Un certo declino non si è creato da solo. Anzi ha “nomi e cognomi”. Persone che hanno deciso di usare, nel nostro settore, una politica che ci ha condotti alla attuale crisi. Dobbiamo confrontarci con le responsabilità, senza paura. Molta gente ha avuto l’illusione di poter godere dell’indotto (spesso milionario) degli scalettoni, 0ra deve anche assumersi le sue responsabilità. “Onori” ed “oneri” come devrebbe essere in qualunque ambiente sano.

Il futuro potrebbe essere dietro l’angolo  oppure lontanissimo. Dipende anche da noi

Ananas Blog (Bisognerebbe imparare come si sta al mondo, ma è molto meglio combatterlo)

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8 Risposte to “la grande stanchezza: acceleriamo la fine degli scalettoni”

  1. Ah giugno 1, 2015 a 12:53 pm #

    AH ah ah ah

  2. Giancarlo Senesi maggio 28, 2015 a 7:30 am #

    DAL CORRIERE DELLA SERA.:IT
    ecco cosa producono le trasmissioni scalettone
    Doveva essere la serata delle grandi ospiti, la dea Charlize Theron e la star barbuta Conchita Wurst. Avrebbe potuto essere addirittura anche la serata delle polemiche vecchio stile sanremese (per la partecipazione della cantante drag queen uno sparuto gruppo di ultracattolici si era mobilitato sul web e si temeva lo sbarco fisico a Sanremo). Ma tutte e due C& C, Charlize e Conchita, sono sgusciate via attraverso la scaletta di Carlo Conti senza eccessivi picchi e senza intoppi, come da copione. Quel che resta da registrare davvero, invece, è che questa seconda puntata del Festival sancisce ufficialmente il flop della comicità all’Ariston. Dopo le gaffe e la prevedibilità di Siani, arriva infatti il clamoroso tonfo di Angelo Pintus, ex Colorado. Il secondo comico chiamato da Conti per il suo Festival regala infatti i quindici minuti più agghiaccianti della chilometrica serata. Un solo tiepido applauso, poi tutto è un lungo e imbarazzante (e imbarazzato) silenzio da parte del pubblico (mentre in sala stampa qualcuno grida “basta” e implora pietà).

  3. Sincero maggio 27, 2015 a 5:31 pm #

    Caro amministratore,
    sono un Telespettatore e nessuno mi conosce, quindi, non li dare retta che dicono solo sciocchezze.
    Gli ascolti di questi programmi non me li sono inventati ma sono veri e li ho solo trascritti. Evidentemente ha dato fastidio a qualcuno che lavora a Colorado oppure Made in sud ma è solo la verità e lo possono leggere tutti su internet.
    Per quanto riguarda i soldi raccolti con i biglietti in RAI, in passato sono stati dati al Cardinale Sepe, e lo puoi leggere su internet nelle conferenza stampa che hanno rilasciato in passato, ma quest’anno? Allora per quale motivo fanno pagare i biglietti in RAI a chi già paga il Canone, se poi non dicono a chi li danno??
    Inoltre, ripeto che in prima serata le tv generaliste dovrebbero mandare in onda programmi di qualità con comici come Verdone, Montesano, Salemme, ed anche Biagio Izzo, ect quindi, pochi comici ma buoni!

    • ananasblog maggio 27, 2015 a 5:36 pm #

      ti chiedo di limitare il trollaggio a Made in Sud, a tratti sei davvero pesante. L’A

  4. Sincero maggio 27, 2015 a 3:18 pm #

    Seconda puntata in prima serata e secondo flop di “Il Meglio di Made in Sud” con share del 6,24%, mentre nella prima puntata di “Il Meglio di Made in Sud” share del 4.37%. E meno male che era il meglio!!!
    Stesso vale per Colorado Remix del 24 maggio, il best of (e meno male che il meglio!), ha ottenuto come share il 6,58%.
    Sono d’accordo con quello che ha scritto l’amministratore.
    Ormai la gente si è stancata di queste carovane di persone (sempre le stesse da anni) che vengono mandate sul palco per pochi minuti a puntata ciascuno alla velocità della luce con tormentoni (dovrebbero durare una sola edizione ma li fanno durare anche in 2/3 edizioni),ma si sa che la gente se vede questi programmi che NON fanno ridere è perché in tale serata non c’è altro da vedere come programma d’intrattenimento oppure si aspetta di vedere gli ospiti famosissimi della settimana.
    Per quanto riguarda Made in Sud ancora non hanno detto a chi hanno donato i soldi raccolti dei biglietti della trasmissione, e spiriamo non al solito Cardinale Sepe….
    Adesso apprendo della conferma dell’ennesimo reality “il Boss dei Comici” di Siani e Mormone. Tra i giudici ci vorrebbero dei veri comici di una volta come Verdone, Pozzetto, Montesano, Benigni e/o pochi altri ed i comici dovrebbero provenire da TUTTA ITALIA, e non solo dal un unico teatro come il Tam Tunnel con tormentoni, barzellette, battute facili facili ect ect.
    Stiamo a vedere che cosa combineranno….
    Certo il Format Zelig, Colorado e Made in Sud dopo tanti anni e tantissime edizioni ci hanno veramente stufato!
    Un comico napoletano che mi fa molto ridere e sorridere è Biagio Izzo che quest’anno ha anche vinto il programma “Si può fare” e io gli farei fare un programma tutto suo con pochi comici ma veramente bravi in prima serata.
    Le TV generaliste, specie la RAI che viene pagata con i nostri soldi, dovrebbero innalzare la qualità dei programmi che mandano in onda in prima serata.
    Meglio POCHI ma BUONI!

    • ananasblog maggio 27, 2015 a 3:44 pm #

      Potresti evitare il solito complottismo tirando in ballo ipotetici cardinali? L’A

    • Bello! maggio 27, 2015 a 4:01 pm #

      Scusa ma che ascolti pretendi da un “meglio di”?!?! Caro Gaetano, rassegnati…

      • ananasblog maggio 27, 2015 a 4:03 pm #

        Ma qua tutti sanno come si chiama la gente tranne me? L’A

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