Battute? una recensione assai positiva

14 Nov

Di “Battute?”, nuovo format satirico di Rai 2 di cui avevamo parlato (per esempio qui). Ora sembra che il programma stia trovando una sua identità, tanto da far parlare di una possibile seconda edizione, nonostante le tante difficoltà e critiche iniziali. A tale proposito ci è giunta la dettagliata e ben motivata recensione positiva che qui pubblichiamo da parte di un addetto ai lavori: Roberto Pozzi (attore, regista, autore teatrale e di cabaret) quindi una persona molto ferrata sull’argomento e non di gusti facili. Buona lettura:

E se fosse “Battute?”, il migliore programma comico di questi anni? Sta a vedere che questa volta la Rai s’è inventata un gioiellino. Studio piccolo e poco costoso, un lungo tavolo che funge anche da palco per gli assoli, ai lati due schiere di eleganti giovani umoristi, più di una dozzina a puntata, a capotavola, con piglio autorevole siede a fare da moderatore l’unico volto noto, Riccardo Rossi.

Il Format esiste da anni nella tv anglosassone; un conduttore e un gruppo di opinionisti fissi a trattare gli argomenti del giorno, più o meno come in “Sbandati” dove però si mescolavano volti della prima Stand-Up italiana ad altri ospiti più frivoli con un risultato non armonico. Qui il gruppo di panelist è omogeneo, fatto di veri Nerd della risata. Il tutto ha una vocazione alta, ma è reso popolare da regia che in sé una spruzzata alla Boncompagni anni ’90 che rende il programma non altezzoso.

Lo schema è semplice: Rossi legge una notizia d’attualità e gli altri rifilano battute, fin qui saremmo in zona “Spinoza”, fare battute è ormai una disciplina olimpica da Social e fosse solo questione di battute si tratterebbe solo di capacità autoriali, fortuna che lo spazio per brevi assoli personali ed il clima da gita di classe fanno la differenza, così nel corso delle puntate il lungo tavolo bianco si sta trasformando in vero trampolino di lancio per il debutto di massa di una generazione nuovi di comici.

Le chiavi del programma sono diverse. Intanto i protagonisti: vengono da tutt’Italia ma non sono scelti a caso, sono un gruppo di comici già in rete fra loro da un pezzo, che s’è fatto le ossa nei club e su Comedy Central, hanno già tanto repertorio e quasi tutti fanno parte della seconda ondata della Stand-Up italiana, forse meno dogmatica della prima, tant’è che alcuni di loro non si vergognano ad usare anche “il tormentone”.

Essendo in Rai e non nei Club hanno i limiti della tv generalista, non possono essere sboccati come nei loro Live e questo, paradossalmente, va a loro vantaggio perché li costringe a NON fare la Stand Up Comedy (che sia detto per inciso non è detto che piaccia a tutti), ma a andare in una nuova direzione. Alcuni vorrebbero sparare battute più audaci, glielo si legge in faccia che tirano il freno a mano, vorrebbero essere più irriverenti ma sanno che un funzionario Rai è pronto per bacchettarli, però, pur con questi limiti, stanno portando il loro stile sulla tv generalista, e sta nascendo un mix di satira non moralista e non-sense diverso da quello che eravamo abituati a vedere.

Il cast fisso è composto Giordano Folla, Carmine Del Grosso, Tommaso Faoro, Valerio Lundini, Stefano Rapone, Daniele Tinti, Filippo Spreafico, Nicolò Falcone, Francesco Mileto, Daniele Gattano, tutti in giacca cravatta, mentre Guia Scognamiglio, Martina Catuzzi, Chiara Becchimanzi, Emanuela Fanelli sono elegantissime in classico abito da sera. C’è persino lo straniero, il “grandissimo” Imaan Hadchiti, il comico libanese-australiano più piccolo del mondo più il turn over di altri talenti, Bongiorni, Villa, David Shusan, Eleazaro Rossi ed altri, insomma la panchina è lunghissima. Personalmente stravedo il surreale Valerio Lundini, (cercate su Raiplay la canzone razzista imbarazzata o la citazione della truffa del cruciverba della Bonaccorti), Rapone funziona da matti, Carmine Del Grosso è un comico solido, la Fanelli (ammirata nella Fiction “Dov’è Mario”) riesce a giocare attorialmente e con lei non si ride per la battuta finale ma per come la infiocchettata. Cito solo questi per brevità ma bravi anche tutti gli altri.

Altra formula vincente è la contemporaneità dei comici. Via l’odioso “scalettone”, la passerella di tre minuti a disposizione che, fosse il blasonato Zelig o il popolare Made in Sud, snocciolava artisti uno dopo l’altro come ai provini. Qui sono assieme tutti, c’è sempre un copione da rispettare ma qualche improvvisazione avviene ed è bravo Riccardo Rossi a provocarla e a gestirla. Certo il livello di libero cazzeggio alla Arbore è ancora lontano, ma almeno da l’idea che a quel tavolo ci si diverta, cosa non scontata nei programmi comici, dove spesso aleggiano tensione e ansia.

Inoltre giova al programma la quotidianità. Come ai tempi del succitato Arbore con “Quelli della notte” si crea affezione ai personaggi, e i comici hanno il privilegio di cementare il loro ruolo. Dopo un mese di puntate stano emergendo le diverse figure; c’è il gigione, il bello, quello più goffo, c’è quello con la faccia intelligente e quello più vessato, Parallelamente ognuno mette in mostra il proprio stile, da quello più caustico a quello più surreale e lo spettatore impara a conoscerli. In più non ci sono né bellone, né ballerine, né un uso ormai becero della figura femminile.

Dura il giusto, venti minuti, si alternano battute secche a brevi monologhi e non riesce ad annoiare. In più osa mescolare azzardate ospitate come il recupero di un personaggio “âgée” come Gianfranco D’Angelo o gli alternativissimi Sgargabonzi e Nicola Vicidomini. Se quelli della prima ondata dello Stand Up, che predicavano che “La risata è il mezzo, non il fine” hanno avuto insulti e meriti per avere scardinato l’onda dei comici usciti dai Zelig e simili, a questo gruppo invece sta capitando una situazione di privilegio unica, facilitati da qualcuno che ha già rotto le regole come capita ai fratelli nati per secondi le cose sono più facili. Riuscire ad apparire ogni sera sulla Rai non è scontato e possono andare oltre al monologo con microfono Shure a filo appoggiato al mento, soprattutto se oltre a fare ridere sanno ascoltare e surfare sulle onde dell’improvvisazione.

Il programma che nasce sotto la gestione di Freccero, è ideato da Giovanni Benincasa, e  prodotto da Stand By Me e ha avuto anche una partenza travagliata. A condurre doveva essere Alessio Bardani, volto non noto ma autore consolidato. Un lutto importante gli ha impedito di essere a quel tavolo, e Riccardo Rossi è stato chiamato in extremis. Il mondo dello spettacolo a volte è fatto anche da questi episodi, crudeli Sliding Doors

Punti deboli: L’orario notturno ed incerto. Forse per paura della disinvoltura a trattare certi argomenti è stato relegato alla seconda/fascia serale, quella vista da panettieri e vampiri. Per fortuna, come dice Fiorello, c’è Raiplay.

Al momento l’auditel è più che dignitoso e le critiche cominciano a incoronare questo piccolo programma come il Cult del momento.

Personalmente auguro buona vita a “Battute?”. Gli auguro di fare al massimo un altro paio di edizioni. Non di più, per rimanere fresco e non ripetersi (Roberto Pozzi)

Ananas Blog 

4 Risposte to “Battute? una recensione assai positiva”

  1. Marco novembre 14, 2019 a 7:59 pm #

    Mentre scrivo sto commento ho una puntata di Battute di qualche tempo fa in sottofondo..
    Non voglio fare l’hater, ci sto provando davvero a cercare di apprezzarlo ma mi sembra tutto molto già visto e prevedibile. ancora le battute su Lapo Elkahn che si droga.. Davvero non c’avete altro su di lui?
    Poi io avevo visto le prime puntate ma tutto sto cambiamento non lo vedo.

    Voglio proporre un programma alternativo.
    “Insulti”. Conduce Giorgio Magri.
    Cast: Clara Campi, Chiara Avanzo, Giorgio Montanini, Filippo Giardina, Balasso, Sofia Gottardi, Daniele Fabbri, Paolo Noise (Zoo di 105), Cruciani (La zanzara), Pino Scotto, Manuel Agnelli, Joe Bastianich, Mara Maionchi, Fabri Fibra.

    Lo chiuderanno dopo una sola puntata, ma almeno c’è un po di pepe.

    Amici della rai se vi interessa il format fatemi un fischio! 🙂

    • ananasblog novembre 15, 2019 a 9:40 am #

      “Conduce Giorgio Magri” è già un inizio interessante… 😉

    • Anonimo novembre 16, 2019 a 1:33 am #

      Jimbo Catazza sei tu?

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  1. Battute? E’ in arrivo la seconda stagione? | - dicembre 2, 2019

    […] totalizzando ascolti dignitosi. Su questo blog avevamo pubblicato una recensione molto positiva (leggi qui la recensione) che iniziava […]

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