Una recensione su Made in Sud…

20 Mag

Marco Zarotti da Ferrara, lettore del blog e  umorista/battutista part -time (ha un altro lavoro) ci ha mandato un suo punto di vista su Made in Sud (questa sera ci sarà una prima puntata di “best off”). Egli fa un parallelo con No Stop, trasmissione leggendaria della tv pubblica italiana. Buona lettura:

Devo dire la verità, non avevo mai visto fino a pochi giorni fa “Made in Sud” che dopo tanta gavetta in seconda serata da un po’ di tempo è stato promosso in prima. Lo so, tanti forse lo guardano soprattutto per la Briatore wife e per Fatima Trotta, che oggettivamente sono un belvedere, “ma dopo cosa c’è?”, mi chiedevo.

Niente, un guazzabuglio di gente sconosciuta che urla, grida, parla a volte anche sguaiatamente, spesso senza un nesso, un filo logico che possa condurre lo spettatore alla risata, quella vera, non da studio televisivo dove l’assistente per indurti ad allargare le ganasce forse ti sventola da lontano un  pezzo da 50 euro.

In mezzo a tutto questo caos ho intravisto Dado, l’unico che conoscessi un po’ prima e l’unico che –come direbbero i cronisti sportivi di un incontro di calcio- strappa la sufficienza sia pur a fatica. Ma che fine ha fatto la forza della parola, della battuta intelligente, non urlata e non accompagnata da parrucche, trucchi, escamotage fasulli?

Questa purtroppo e’ una deriva che era stata anticipata nelle ultime stagioni anche da programmi come Zelig e Colorado che non a caso col passare degli anni hanno perso sempre piu’ appeal e telespettatori. Quando i Kalabrugovic prendono il sopravvento sugli Oreglio sono sempre dolori.

E allora, per me che sono del ’58 e che sono una discreta memoria storica televisiva, il pensiero è andato immediatamente a Non stop, programma che ando’ in onda dal 1977 al 1979 diretto da Enzo Trapani e scritto, tra gli altri, anche da Giancarlo Magalli. Anche quello era uno show senza un conduttore fisso- Ballata senza manovratore era infatti il sottotitolo- ma la differenza con Made in Sud era la stessa che c’è tra l’Inter di Mazzarri e quella euromondiale di Helenio Herrera.

Non voglio affondare il dito nella piaga con paragoni veramente al limite della decenza se pensiamo che allora anzichè Gigi e Ross e compagnia i monologhi vedevano protagonisti I Gatti di Vicolo Miracoli, La smorfia con un giovanissimo Massimo Troisi, Carlo Verdone.

Io parlo anche dei comprimari, gente che al cospetto dei componenti del cast di Made in Sud diventano giganti.

Il pompiere che urla impaurito “Mamma il fuoco”, Nicola Arigliano vestito da sceriffo che lancia il suo “non voglio noie nel mio locale”, e poi Ugo Fangareggi testimone umano, il comizio con parole impronunciabili di Massimo Lojacono, il delicato Yor Milano, un giovanissimo Marco Messeri nel famoso sketch del bambino che sta per venire alla luce e che urla “io voglio rientrare nel buco”, un cabarettista fine ed elegante come Boris Makaresco con le sue definizioni fulminanti (la lusinga e’ un’iniezione portoghese perche’ deriva da lusitano+ siringa).

Quello che fa pensare è che anche allora come ora ci si trovava di fronte a grandi cambiamenti e ad una rivoluzione sociale che poi sarebbe rimasta tale solo sulla carta.

Nel ’77-78 le Brigate Rosse erano ancora in grande spolvero, lo studente Lo Russo morì in piazza a Bologna, tutto era stato ridiscusso ad ogni livello, non eravamo né negli spensierati anni 60 ne’ negli 80 con la Milano da bere. Questo per dire che la comicità, quella vera, che fa leva sull’intelligenza, la leggerezza e l’ironia va al di la’ di tante cose.

Ma se “Made in Sud” fa’ regolarmente 2,5-2,6 milioni di spettatori cosa avrebbe dovuto fare di share ”Non stop”? Gia’, dimenticavo che  per avere tutti quegli ascolti forse il marito della Gregoraci ha mandato casa per casa il sosia di Panariello-Naomo a lanciare pezzi ( ovviamente falsi) da 500 euro…

Marco Zarotti   Ferrara

27 Risposte a “Una recensione su Made in Sud…”

  1. Anonimo agosto 22, 2014 a 8:45 PM #

    c’e’ tanta invidia nelle parole di chi critica made in sud, pensate a fare carriera voi e non a criticare gli altri che c’e’ la stanno mettendo tutta.

  2. Anonimo maggio 23, 2014 a 5:39 PM #

    “Made in sud” basta che funzioni, anche se è ‘na mezza schifezza.
    A Made in Sud non si sono posti il problema della promozione in prima serata: il programma è rimasto identico. Stessa comicità da quattro soldi, tranne l’aggiunta di numerosi comici già affermati come Dado, Valeria Graci, Brignano ect.
    Ora, però, tutti diranno che il programma ha successo e chi lo critica è un rosicone radical chic. Il punto è che a vederlo promosso in prima serata sembra di rivedere il Bagaglino retrocesso su Rete4 (con tanto di De Laurentiis ripreso tra il pubblico), e sappiamo che fine ha fatto il Bagaglino.

  3. Anonimo maggio 22, 2014 a 1:20 PM #

    Tutto molto interessante, ma costui chi sarebbe?
    Perché dovrei prendere per giusta la sua analisi e per stupidi quei due milioni e mezzo di persone che guardano il programma?
    Ha qualche qualifica nell’ambito televisivo, artistico, critico, comico?
    Nessuna? Allora è semplicemente una persona che non apprezza il programma.
    Come lui ce ne saranno tanti altri, e tante altre persone, invece, guardano Made In Sud, ridono e si divertono.
    Quindi, viva la soggettività!
    Solo i numeri restano oggettivi e obiettivi. Anche se per l’amministratore di questo blog sembra non essere così.

  4. Anonimo maggio 21, 2014 a 6:27 PM #

    Made in Sud è proprio un brutto programma.

    • ananasblog maggio 22, 2014 a 4:33 am #

      Ne approfitto qui per dire che devo cancellare ogni riferimento a cronache giudiziarie, per ovvi motivi. L’A

  5. Anonimo maggio 21, 2014 a 9:39 am #

    Parliamo del flop di nemico pubblico…
    È morto dopo due puntate, ed era questo il genio che tutti aspettavamo caro amministratore?????????
    Pensi di difenderlo ancora????????

    • ananasblog maggio 21, 2014 a 9:56 am #

      Nessun flop, numeri buoni in una serata moscissima con le tribune elettorali sotto il 2% di share.
      Vogliamo parlare dei 527.000 telespettatori che fece Made in Sud alla sua quarta puntata, con 30 comici?
      L’A

      • Anonimo maggio 21, 2014 a 10:39 am #

        4%…geniale!!! Parlo di Ballarò ovviamente, che gli ha regalato 2 settimane di illusione! Made in sud ha sempre fatto sopra il 7…nell’angolo della vergogna, su!

      • Anonimo maggio 22, 2014 a 2:37 PM #

        ma alla quarta puntata MADE IN SUD fece 1000000 IN TERZA SERATA con il 10% nemico pubblico va in onda in una vera seconda serata e non se lo fila nessuno…
        i numero sono numeri mi dispiace fatevene una ragione

        • ananasblog maggio 22, 2014 a 3:11 PM #

          Un milione diviso 30 comici = 33 mila spettatori a comico, una miseria. L’A

          • Anonimo maggio 22, 2014 a 6:11 PM #

            Questo ragionamento è veramente ridicolo, quando mAi si divide il numero di telespettatori per comico! Stai grattando il fondo…

            • ananasblog maggio 22, 2014 a 6:47 PM #

              Così com’è assurdo paragonare due trasmissioni che non hanno nulla a che vedere l’una con l’altra, come stai facendo tu. Allora, assurdo per assurdo, dividiamo per comico. L’A

              • Anonimo maggio 22, 2014 a 6:49 PM #

                Hai dimenticato gnè gnè gnè

  6. Anonimo maggio 21, 2014 a 9:37 am #

    Solo perché MADE IN SUD abbia fatto in replica più di colorado, zelig one e Giass non mi sembra il caso di rosicare così tanto…
    Se poi anche gli amatoriali e filodrammatici fanno la critica!!!!!!!!!!!!! Facciamo parlare anche le nostre nonne

  7. Anonimo maggio 21, 2014 a 8:20 am #

    Zelig nonostante morente vince sempre. Zelig One ha fatto da 1.300.000 a 2.000.000. Ma era fatto di nuove leve comici già televisivi che sperimentavano altro. Colorado e Made in Sud hanno fatto in media 2.000.000 il primo e 2.500.000 il secondo ma con produzioni costose, con il cast al completo dei propri big. Zelig One pur andando in prima serata è stata una produzione a basso costo, girato nel locale. Ma vi rendete conto cari appartenenti a Colorado e Made in Sud che è ridicolo il paragone? Zelig sta finendo e voi che lo avete copiato insieme a lui. Zelig faceva tredicimilioni nel suo momento di successo, senza dubbio internet ha cambiato i parametri ma riuscire a battere in ascolti la trasmissione più piccola di viale monza fatta con quattro soldi non è un’impresa. è una cosa ovvia. che tristezza.

    • ananasblog maggio 21, 2014 a 9:23 am #

      “Nonostante Morente Vince” sembra un detto in latino. L’A

  8. Simone Sartori maggio 21, 2014 a 1:40 am #

    Viviamo tempi usa e getta. Non stop facevi una stagione ed eri “il comico”, “il gruppo”, oggi non bastano 20 Zelig per diventar qualcuno a meno che non trovi il produttore che investe su di te e spende. Ma chi c’ha voglia oggi come oggi visto che si riversano comici a tzunami su provini, concorsi, lab e altro? Trovi più facilmente un comico che un idraulico al giorno d’oggi.

    • Andrea maggio 21, 2014 a 2:00 PM #

      si, e il comico lo paghi molto meno dell’idraulico

  9. Anonimo maggio 21, 2014 a 1:08 am #

    Vabbe…a gavelli serviva un post per fare visualizzazioni, visto che gli ultimi stentavano a decollare. Detto ciò, esiste un post più idiota di questo?! Ma come si può paragonare no stop a made in sud?! Sono due linguaggi diversi, due tempi diversi, e due stili comici diversi. Allora diciamo anche che zelig
    Non è il derby, che montanini NON è Beppe grillo e che Colorado non è un programma di ricci anni 80. Eppure made in sud, sgrammaticato, confusionario, piace, fa ascolti, batte ricci, Colorado, zelig One e ha una regia e una conduzione migliore della concorrenza…mah…misteri eh?!

  10. Luca Klobas. maggio 20, 2014 a 1:39 PM #

    Io sempre piu convinto che il cosiddetto share televisivo lasci il tempo che trova, ne senso che in linea di massima la gente non guarda la TV : la subisce…

  11. Simone Sartori maggio 20, 2014 a 1:16 PM #

    Concordo con la disamina di Marco ma in fondo qui si rischia di fare i parrucconi: “La musica classica quella si che era musica, il rock è spazzatura!” Sono i tempi che cambiano come i gusti, premesso che a me made in sud non piace ma mi faccio semplici domande: Come mai una cicciona sudamericana in pigiama, scopa in mano e cuffia in testa ballando la salsa in una casa fatiscente fa un milione di cliccate su youtube? Perché i giovani amano e cliccano i filmati dove la gente si massacra nelle risse riprese col cellulare etc? Io non approvo ma mi faccio seriamente delle domande. Per il resto parlando di comicità forse i tempi son maturi per un altro gran pavese varietà che ha spaccato il dominio del drive in (certo poi rientrando nello stesso). Marco, non stop era un altro pianeta hai ragione, come mr fantasy per la musica e lupo solitario ma purtroppo dobbiamo accettare che il mondo è di questa gente qui abituata al basso, è il loro mondo e noi siamo superati. Non vedo comunque una rivoluzione all’orizzonte.

    • ananasblog maggio 20, 2014 a 6:31 PM #

      Beh, No Stop era un altro pianeta, però Made in Sud si avvale per esempio di un Sergio Colabona che non sarà Enzo Trapani, ma resta un grande professionista, poi coi grandi professionisti fai anche roba non eccelsa perché quello ti tocca fare. Faccio presente che una volta la gente impazziva per roba tipo il Gioca Jouer eppure si faceva anche ottima comicità.
      L’A

  12. ettore maggio 20, 2014 a 10:47 am #

    t di tutte

  13. ettore maggio 20, 2014 a 10:46 am #

    Conosco tute le battute e i tormentoni dei comici di made in sud,un mio amico mi ha detto;hai guardato tutte le puntate?no una sola!!!!!

  14. Anonimo maggio 20, 2014 a 10:38 am #

    ci sara’ un motivo se questo tal Marco Zarotti fa un altro lavoro nella vita ……

    • ananasblog maggio 20, 2014 a 10:44 am #

      L’hanno assunto a fare l’altro lavoro perché non gli piace Made in Sud? Ipotesi un po’ bizzarra, ma affascinante 😉

      • Anonimo maggio 20, 2014 a 1:36 PM #

        no no, l’hanno assunto a fare un altro lavoro forse perchè come comico non era un granchè altrimenti avrebbe continuato 😉

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