Il caso di Matteo Marini e la necessità di fare chiarezza

23 Ott
Matteo Marini al lab di Rimini

Il caso di Matteo Marini (documentato nel post del 21 ottobre) ha “incendiato” il web e ha “terremotato” le pagine di Ananas Blog che è arrivato a toccare la bellezza di 2.024 contatti in due giorni! Il caso consiste in:

a) Un presunto plagio (difficile da dimostrare, sembra più LO STESSO FORMAT con “parole diverse”)

b) UN INTERVENTO A GAMBA TESA in cui un pezzo portato avanti per 2 anni nei laboratori Zelig (finalizzati a Zelig Off) è stato “BRUCIATO” dalla messa in onda a Zelig Off di un pezzo simile.

c) Una cocente DIMOSTRAZIONE di come il lavoro dei comici nei laboratori Zelig sia POCO CONSIDERATO O IGNORATO DEL TUTTO.

Per fare chiarezza abbiamo deciso di andare alla fonte, chiedere lumi a Bananas, azienda nota per la ritrosia (forse perché nessuno le fa mai domande direttamente!). Il primo tentativo di “abboccamento” l’abbiamo provato via posta elettronica. Ecco il testo della mail:

    … Ananas Blog ha documentato il caso di Matteo Marini (link) e la sua lamentela su un presunto plagio (e una sicura somiglianza) tra il pezzo che porta da 2 anni al laboratorio Zelig di Rimini e il pezzo dei Boiler (Andrea Gioacchino) andato in onda a Zelig Off il 20 ottobre.

Riteniamo che sia comunque ingiusto far fare sacrifici enormi a un comico e poi portare in scena un pezzo simile, fatto da altri (al di là della sicura buonafede dei comici).

In nome di trasparenza e correttezza, e per dare una risposta all’indignazione di molti, chiediamo:

1) Qualcuno, a parte l’autore dello Zelig lab di Rimini, era a conoscenza del pezzo di Matteo Marini?

2) Le registrazioni dello Zelig Lab di Rimini, relative a Matteo Marini, sono mai state visionate dal direttore artistico?

3) Le registrazioni dello Zelig Lab di Rimini, relative a Matteo Marini, sono mai state visionate da Gino & Michele?

4) Se la risposta ai punti 2 e 3 è sì, allora perché si è deciso di mandare in onda un pezzo simile?

5) Se la riposta ai punti 2 e 3 è no, allora a cosa serve fare 2 anni di laboratorio, se chi decide ignora il lavoro dei comici?

Attendiamo con fiducia un chiarimento.

Bene, le domande sono state fatte. Seguiremo l’andamento della cosa da qui in avanti.

La Redazione di Ananas Blog

 

7 Risposte a “Il caso di Matteo Marini e la necessità di fare chiarezza”

  1. adele ottobre 27, 2010 a 5:24 PM #

    mi sfugge il motivo per cui bananas debba dare delle risposte ad ananasblog invece che al diretto interessato. Non è che vi state attribuendo un ruolo che non avete? Marini si è fatto vivo con l’autore o con il comico in questione? Che lo faccia e poi ci faccia sapere com’è andata. Che sono tanto curiosa…

    • Top Gum ottobre 28, 2010 a 10:31 am #

      Adele, hai perfettamente ragione speriamo lo facciano almeno con il diretto interessato…. anche se ho qualche remora a riguardo.

  2. Maurizio Giuntoni ottobre 23, 2010 a 10:29 am #

    In risposta ad ADAM ( senza la s finale) cito anch’io, visto che è di moda, un pezzo del discorso di Pericle agli ateniesi del 461 A.C. giudicato da molti assai sovversivo:
    ” E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.
    Qui ad Atene noi facciamo così.”

    • Adam ottobre 23, 2010 a 10:57 am #

      La sovversività sta nel citarlo a sproposito. Dopo di che qualcuno dovrebbe dire a Pericle e a te che nel 461 ad Atene l’economia reale si basava sullo sfruttamento di migliaia e migliaia di schiavi. Schiavi veri, non signori di trenta o quarant’anni che frequentano un laboratorio per libera scelta, schiavi e servi della gleba che non potevano riscattarsi e che tali sarebbero morti. Ma Pericle, stanne certo, con loro non ci parlava. Mai. Ma tu continua pure a citarlo…

      • Maurizio Giuntoni ottobre 24, 2010 a 5:37 PM #

        Ogni epoca ha i suoi schiavi e mi pare di intuire anche i suoi caporali (parafrasando Totò)…e poi ci sono i quaquaraquà. Rimanendo in tema di citazioni vediamo se uno più moderno ( A. Manzoni, anche lui noto sovversivo) riesce meglio a rendere l’idea di che volevo dire: “Il buon senso c’era; ma se ne stava nascosto, per paura del senso comune” .

        • Adam ottobre 25, 2010 a 10:55 PM #

          Mi par di capire, non sapendo chi sei ma avendo letto altri tuoi interventi sul blog, che il quaquaraquà sia inequivocabilmente tu.

  3. Adam ottobre 23, 2010 a 9:55 am #

    Cito Andrea, in un commento al post precedente…
    >Il “plagio” è un concetto difficile da affrontare, tanto che io sul caso Cinelli-Marini parlerei di “doppione evidentemente mal gestito”.
    Ma sui link Marx-Totò-Troisi, evidentemente si tratta di un “omaggio”, poiché chi ha visto la lettera successiva, immediatamente ha pensato alla precedente, conosciuta da (quasi) tutti.
    Ma direi che a superare le vette comiche della lettera di Groucho, Totò e Benigni c’è quella di ananasso a Bananas!

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