Zelig Uno: la puntata del 6 gennaio

7 Gen

Zelig 1 befana 2

La puntata di Zelig Uno (quarta della stagione) dell’epifania ha realizzato 1.255.000 telespettatori per uno share del 4,68%. Trasmissione cui forse si poteva dire NO. E’ vero che in tempo di crisi il lavoro non si rifiuta mai, ma questo è uno di quei casi in cui il NO sarebbe stato una prova di forza. Qui e anche su altri blog sono piovute critiche feroci alla conduzione di Davide Paniate, abbastanza ingiuste. Davide è un ragazzo pieno di grinta che è arrivato a traguardi importanti. Ad essere in crisi nera è il tipo di conduzione “alla Bisio” così usurata da far rendere poco anche lo stesso Claudio Bisio, figuriamoci Paniate. Detto questo vediamo cos’è successo:

Inizio coi 3 conduttori. Canalis molto carina questa sera. Katia: “come hai passato il capodanno, malloreddus e cheesecake?” in video: Carmela Maria splendente, la dog sitter della Canalis, interpretata da Marta Zoboli, tutina aderente che evidenzia la patata (annotazione tecnica prima di malizia, si intravedeva davvero NDR) Paniate e Canalis leggono la cartelletta, Katia manco ce l’ha; Antonio D’Ausilio con la poesia Lamento di un servo ad un Santo crocefisso, di Leonardo Vico, che poi genera lo spunto per pezzi di monologo di costume; seconda puntata per Francesco Damiano col suo tifoso (erateretensidere a Milano) che migliora rispetto alla prima.

Salvatore Marino con Aldemaraldo Barbazzi, il politico incomprensibile (qui lo dico e Quirinale); Alessandro Betti col rapper sdrumo, anche lui inconcludente (questa volta non in video), interazione con Malika Ayane, bellissima e timida, in abitino nero e brackets. Katia rappa; in tribuna la primavera dell’Inter; gag con Beccalossi fidanzato di Katia, la Canalis azzecca una battuta: “all’Hollywood non l’ho mai visto”; ottimo rientro di Fabio Di Dario sempre surreale (ma adesso sembra più maturo sul palco), cita più volte Baranzate di Bollate, secondo comico di Zelig 1 che lo fa (l’altro era stato Gigi Rock), evidente affettuoso omaggio al Potato di Alessandro Brunello.

Esordio di Alessio Parenti (grande Franchino ne La Famiglia Bernardoni), battute che lanciano 3 video, il terzo con la Canalis, i primi due, tipo “i mille modi di farsi male con una spugna”, si sono già visti a Metropolis (si ma poi che senso ha avuto lanciare il proclama “Zelig cerca videomaker”), Federico Basso sequestrato in video, con Teddy Malosha (Cinelli), così per un istante si formano I Boiler; Maria Pia Timo con SoS Tata, ben fatto, peccato che verso la fine venga posseduta da Mariello Prapapappo (nomi di paesi tipo Ciurlate nel Manico); Katia scatenata canta ed esce dal palco (forse) rotolando; Cinelli cafone di cui è innamorata la Canalis.

era carina, dai, su, che era carina, donne ammettetelo

era carina, dai, su, che era carina, donne ammettetelo

Federica Ferrero della Brevetti ma Intensi, prende di mira Paniate che spara una serie notevole di espressioni finto basite stile Bisio (domanda: perché non si organizza un contest di “finto basite” con Paolo Ruffini?); gradito sketch di Marco Dondarini e Davide Dal Fiume, i due comici messi assieme dal computer, Donda fa la spalla e cita il suo benzinaio, comunque cabaret vecchia scuola che, almeno, non è stato rovinato dalle fisime autoriali; Gigi Rock fa Giuliano Sangiorgi dei Negramaro: canzone con Video, Meraviglioso di Modugno, ma con sodomia da un nero; gag sui titoli di giornale in cui Paniate viene perculato (davvero, non si capisce perché); il cafone – Cinelli (“vende oro?” “no fotto il rame”).

Puntata due per Bottesini e Paci con “Si narra” (Adamo in cambio della costola: non so, vorrei una cosa veramente figa); Fausto Solidoro col parlamentare grillino inesperto (“Legge Bossi-Fini?” “Ah, no, io leggo solo Dylan Dog”); Andrea Di Marco declina le canzoni in inglese come le canterebbe Toto Cotugno, Vasco Rossi, eccetera, poi arriva Malika Ayane (in abitino nero e brackets) che duetta con lui e, sulle note di Knockin’ on Heaven’s Door di Bob Dylan, canta “No, no, no che non te la do”; Federico Basso in video, poi finisce la puntata con 10 minuti di anticipo.

Pezzo migliore della serata: Antonio D’Ausilio, Dal Fiume e Dondarini, Maria Pia Timo.

Ananas Blog

PS a proposito di comicità visual, sia Zelig che Colorado l’hanno sempre usata per offrire quei 2 minuti di musica e movimenti buffi che “staccavano” e davano l’idea del “varietà”. Questo fin dai tempi de Le Tutine. Sì, ma il diritto alla risata? Perché non lavorare su qualcosa che faccia ridere? Perché non possiamo vedere roba tipo questa?:

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26 Risposte to “Zelig Uno: la puntata del 6 gennaio”

  1. Io gennaio 11, 2014 a 12:58 pm #

    Molti di questi artisti vengono proprio dai festival e stagioni teatrali non ufficiali, teatro di strada e perché no, sagre della salsiccia che al giorno d’oggi, se ti danno lavoro, è stupido rifiutare, del maiale non si butta via niente.

    • x gennaio 14, 2014 a 7:57 am #

      allora hanno scelto i peggiori

  2. Anonimo gennaio 10, 2014 a 8:53 pm #

    Scusate ma a parte i geni senza marchio come Guzzanti, De Luigi Fiorello, ecc… io credo che Zelig rappresenti il meglio della comicità italiana anche tutt’ora in questo momento con Zelig1. Colorado è fatto per i bambini (a parte qualche comico) e Made in Sud è una trasmissione che prende in giro gli spettatori proponendogli la stessa puntata da due anni perchè gli sketch non esistono, sono sempre gli stessi. Esiste chi fa altri stili comici come Maccio Capatonda.

    • Anonimo gennaio 11, 2014 a 11:03 am #

      Ecco. Questo sta a dimostrare che la comicità è soggettiva. In questo blog sinceramente vedo gente che fa critiche negative e altre che fanno critiche positive. Anche se però, guardando il numero di ascolti…

    • Anonimo Bis gennaio 11, 2014 a 12:08 pm #

      caro Anonimo,
      se vedi in Zelig il “meglio della comicità italiana”, esci di casa, scegli 10 sagre della salsiccia a caso, 10 stagioni teatrali in circuiti non ufficiali a caso, 10 festival di artisti di strada a caso, 10 ricerche su youtube a caso, e troverai almeno 39 artisti meglio di quello che vedi su Zelig.

      Anonimo Bis

    • ananasblog gennaio 11, 2014 a 12:09 pm #

      Zelig ha una qualità più alta, però si sta sforzando per andare al ribasso. L’A

  3. Anonimo gennaio 8, 2014 a 7:42 pm #

    Il voto se lo danno da soli. Zelig… 1.

  4. Carmen gennaio 8, 2014 a 10:05 am #

    il personaggio del grillino è terribile,una duplicazione del precedente,stesso personaggio,stesse espressioni,stesse facce,la dog sitter e il rapper sono terribili,mai una battuta,una gag,niente di niente,Di Dario non mi sembra un grande monologhista,forse la novità ma niente di eccezionale,Paniate,Basso,Cinelli sono l’espressione della decadenza di Zelig,la Sig.Follesa sembra più dinamica ma non ha testi buoni,la parodia di Giuliano dei Negramaro è un insulto alla comicità.SE questi signori hanno guadagnato tanto ,abbiano la dignità di chiudere un programma del genere,quantomeno per lasciare un ricordo piacevole di quanto hanno fatto negli anni precedenti.

  5. Anonimo gennaio 7, 2014 a 1:45 pm #

    Ci vorrebbe Ruggero de i Timidi 🙂

    • ananasblog gennaio 7, 2014 a 1:49 pm #

      anche… e Carletto Bianchessi in tutte le puntate (l’avevo suggerito) ma a patto che nessun autore gli dica nulla, spedito sul palco a improvvisare (senza interazioni coi conduttori, senza presentazioni pompate, senza disannunci) spaccherebbe! L’A

  6. Sacro e ProfAno gennaio 7, 2014 a 1:23 pm #

    Ragazzi… non fatevi domande! Zelig produce perché c’è ancora qualcuno che paga, ovvero Mediaset. Quando il contratto sarà scaduto allora spariranno. Prendere i soldi e produrre cose il meno costose possibile per poi ritirarsi con il conto in positivo. Semplice no!

  7. Faffo gennaio 7, 2014 a 12:49 pm #

    Io trovo Katia Follesa molto brava e professionale. Se non ci fosse sarebbe tutto ancor più scuro…che dire molte macchiette ( il personaggio della dog sitter è una tristezza, pensando alla bravura di Marta Zoboli), lo stesso Strumo non ha alcuna costruzione, è prevedibile…per non parlare della bruttissima caricatura di Sangiorgi dei negramaro! molte idee potenzialmente carine ma realizzate da comici che sono sempre uguali a se stessi, per es. il 5 stelle se non fosse uguale a Màrio potrebbe essere interessante…..pochissimi momenti di vero cabaret… Si avverte la finzione di Paniate…della Canalis…insomma mi stupisco dei commenti positivi, delle risate della gente, forse sono fuori moda, ma spero che prima o poi possa ritornare il vero cabaret!

    • Lavio gennaio 7, 2014 a 12:55 pm #

      dici “mi stupisco dei commenti positivi”… Faffo, se tu avessi passato un decimo dei travagli del sottoscritto ti stupiresti meno. Senza Zelig1 avrei già staccato la spina, e non quella della tivù. E’ che ho scoperto che in un certo dosaggio con xanax e altre diavolerie mi aiuta a rianalizzare con serenità alcuni strani passaggi della mia vita.

  8. Lavio gennaio 7, 2014 a 11:46 am #

    A me questo Zelig1 piace. Conduzione scattante, comici spiazzanti, medialità accresciuta, polifonia… Certo, se pensate sia roba umana siete fuori strada, io ho fatto un percorso per farmelo piacere, non riesco a spiegarne tutti i passaggi. Voglio ringraziare il mio traduttore per l’Italia, non so se riuscirò a farlo a pochi istanti dall’iniezione letale qui nel braccio della morte. E comunque il mio avvocato è un idiota per parte di padre.

  9. ettore gennaio 7, 2014 a 11:31 am #

    come mai i vecchi comici si sono allontanati tutti da questo programma?

    • Anonimo gennaio 11, 2014 a 1:46 pm #

      non si è allontanato nessuno da questo programma. prima c’erano zelig e zelig off. ora al posto dell’off c’è un nuovo zelig che si chiama zelig1 che viene fatto in viale monza come l’off e va in onda in prima serata come zelig. nell’off c’erano soltanto emergenti e qualche ospite big. qui allo zelig1 ci sono pochi emergenti (baldi,savasta,pirovano,parenti,jashgabrosky,tragique), qualche big (basso, cinelli, betti, bagnato) e un gruppo di comici già televisivi che non si sono ben consacrati). E’ una produzione probabilmente a basso costo che ha uno scopo far spiccare i volti nuovi e consoli
      dare i già collaudati.

  10. cocchino gennaio 7, 2014 a 11:11 am #

    su areazelig il calendario prevede di registrare le restanti puntate una volta a settimana, forse un tentativo di metterci una pezza con battute meno stantie? Credo che quanto visto finora fosse stato registrato un mese fa in due sole tornate

    • ananasblog gennaio 7, 2014 a 1:40 pm #

      essendo due ore di programma registrano una puntata a volta (di Zelig Off ne facevano due). L’A

      • cocchino gennaio 7, 2014 a 5:43 pm #

        ooops, hai ragione!

  11. giorgio gennaio 7, 2014 a 10:57 am #

    Io da casa non ho riso mai,però stranamente si sentivano le risate del pubblico.La gag di Basso è imbarazzante,mentre Solidoro è durato tre minuti con battute prevedibili tipo legge Fini- Bossi(ridicolo),è mai possibile che schiere di autori non scrivano testi passabili.
    Ho letto critiche riguardo l’ultima conduzione di zelig fatta da Forest e Mannino,non penso sia stata colpa dei conduttori,il punto è che ormai zelig è vecchio,monotono,e stancante.

  12. IL MAGO gennaio 7, 2014 a 10:49 am #

    No, qui non si tratta di generalizzare. Paniate è comunque un comico con evidenti limiti, e come presentatore ne ha anche di più. Il resto del disastro imputo soprattutto agli autori inefficaci nelle scelte, in barba allo scalettone che, se riempito comunque di buoni contenuti, il suo risultato lo darebbe. Non resta che intonare il “De profundis”, l’estrema unzione è vicina.

    • ananasblog gennaio 7, 2014 a 11:03 am #

      Non li darei per finiti. Sicuramente il parco autori passato da 21 (vedi periodo Cortellesi) a 4 è un segnale. Però a Mediaset va bene anche robaccia che faccia un ascolto decente. Possono andare avanti ancora molto. Dovevano preparare una strategia d’uscita già da tempo, dire a molta gente che si preparassero alla fine di Zelig, chiudere i laboratori, puntare su un numero ristretto di comici, reinvestire le montagne di soldi guadagnate in innovazione. Invece anche adesso si stanno comportando come se ci fosse chissà quale futuro luminoso. Lo si vede da come organizzano le convocazioni: turn over come se dovessero “testare” i fenomeni di domani. L’A

  13. Anonimo gennaio 7, 2014 a 10:46 am #

    Credo che con questa edizione Zelig abbia toccato il fondo,non era meglio prendersi uno o due anni di riflessione per poi presentare qualcosa di innovativo,veramente i capi di zelig pensano che il pubblico possa continuare a vedere questa roba.

  14. Anonimo gennaio 7, 2014 a 10:16 am #

    Trasmissione deprimente,si potrebbe chiudere tranquillamente,con tutto il rispetto per la persona,artisticamente Paniate non ha nulla che gli permetta di stare su quel palco.Per quanto riguardai comici……… penosi.

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