Manuelita Vella racconta un anno di laboratorio Zelig a Piacenza

11 Apr
Manuelita Vella

Manuelita Vella è insegnante di educazione fisica, attrice e cabarettista. È attiva nel campo del volontariato con il gruppo dei City Angels, ma prima vanta una lunga gavetta nel mondo del cabaret; ha partecipato a diverse trasmissioni televisive, spot pubblicitari e a 2 film. La scorsa stagione ha frequentato tutte le serate del laboratorio Zelig di Piacenza. Ci scrive le sue considerazioni sull’esperienza, che sono molto interessanti per capire il sistema Zelighiano.

 La stagione scorsa ero a Piacenza, a fare cabaret in coppia con un mio caro amico, progetto che mi  divertiva, perché condiviso. Sono stata avvicinata dall’impresario Cesare Ansaldi che mi ha convinta a fare il provino a Piacenza, dicendomi che servivano assolutamente donne a Zelig e che avrebbe potuto essere, finalmente, la mia occasione.

Lui era consapevole che avevo deciso di non tornare più su “quel palco”, dove vivi la solita illusione che all’ultimo momento, puntualmente, viene calpestata.  Dopo aver fatto il provino, sono stata convocata per tutte le serate del lab. Zelig di Piacenza dagli autori Gigi Saronni e Bruno Furnari, bravissime persone, molto carine, disponibili e complimentose nei miei confronti al punto che, le sere che non potevo andare perché avevo impegni con la scuola, mi telefonavano perché andassi comunque anche in ritardo.

Mi dicevano che ero  abbastanza brava da potere salire ed essere “bella carica” per la serata. In me sono cominciate a rinascere sensazioni che avevo abbandonato, ormai, da anni; la voglia di palco prendeva sempre più spazio nel mio cuore e si era istaurato un rapporto molto bello e familiare con tutti i presenti, che mi vedevano come una privilegiata, visto che io ero una delle pochissime ad essere sempre presenti.

Una sera, un cabarettista molto affermato mi ha confidato di aver parlato con uno degli autori e  che sarei stata prossima al debutto a Zelig Off! Ero felice e grata a coloro che mi avevano “ripescata” e convinta a continuare!

Io abito in Brianza e il viaggio, a mie spese, fino a Piacenza e ritorno è molto lungo. A volte mi veniva chiesto di passare a prendere o di riportare a casa qualcuno, costringendomi ad allungare molto il percorso, ma per me era ugualmente meraviglioso, nonostante i sacrifici, poter coronare il mio grande sogno!

Gli autori mi chiedevano in anticipo la mail coi miei pezzi e quando, un paio di volte, mi suggerirono una battuta, fu il regalo e la gratitudine più grande, a conferma che a me ci tenevano veramente!

Arriviamo così all’ultima serata di laboratorio. Io non mi aspettavo di fare tv, ma ero certa che il provino l’avrei fatto e che me la sarei giocata.

L’ultima sera Bruno Furnari non c’era; era lui che mi “coccolava” di più e diceva di credere in me, soprattutto nelle telefonate che ogni tanto mi faceva. Gigi Saronni, in modo molto duro e schietto, mi  ha comunicato  che non avrei fatto nemmeno il provino, in quanto avevo cominciato bene il laboratorio, ma l’avevo finito male!! Mi ricordo ancora la bruttissima sensazione, al punto che non sono riuscita a spiccicare una sola parola…

Ora vorrei fare una riflessione: io mi metto anche in discussione, forse i miei pezzi avevano dei limiti, forse non sono abbastanza brava, però… da buona insegnante di educazione fisica ed allenatrice, se mi affidano un atleta, il mio compito è quello di lavorare per fare in modo che migliori! E, quindi, se mi fate venire tutte le settimane vuol dire che volete lavorare su di me…O no!!! Oppure mi avete chiamata solo perché ero quasi l’unica donna del cast?

In seguito ho cercato di contattare Bruno Furnari, ma non ho mai avuto alcuna risposta… che strano!!! Mi ha chiamato, invece, a settembre, Gigi Saronni, dicendo che comprendeva i sacrifici fatti, per poi propormi, un anno di laboratorio Zelig di Como (sempre gratis a mie spese), poi sarei potuta tornare a Piacenza (dove il pubblico ormai era folto e partecipe); ha insistito per Como, luogo meno conosciuto e frequentato. Mi è arrivata anche una mail di convocazione da parte dell’autore di Como, Renato Trinca, a cui non ho neanche risposto.

Recentemente ho organizzato una serata di beneficenza a favore dei City Angels in teatro a Monza. Sono venuti molti cabarettisti, alcuni non famosi e Gabriele Cirilli (nostro testimonial). Avevo chiesto aiuto a Giancarlo Bozzo direttore artistico di Zelig, ma non mi ha mandato neanche una risposta.

Mi viene da pensare: “Quando c’è da chiedere a noi di andare gratis, insistono. Quando potrebbero dare una mano loro, per una giusta causa, non sprecano il loro tempo prezioso… e il nostro tempo???”

Se devo lavorare gratuitamente, preferisco regalare un sorriso ai  senzatetto, fare volontariato, piuttosto che regalare il mio tempo a chi ricava solo un vantaggio economico, a discapito di chi ha creduto fino in fondo ai propri sogni… e chi brucia i sogni di qualcuno con consapevolezza, COMMETTE UN GESTO MOLTO GRAVE, IMPERDONABILE! 

Manuelita Vella

 

51 Risposte a “Manuelita Vella racconta un anno di laboratorio Zelig a Piacenza”

  1. massimo MORSELLI febbraio 17, 2012 a 9:06 PM #

    c***o che palle con sti piagnistei ..l’onta del vittimismo speravo fosse finita coi film di Chaplin

  2. Anonimo aprile 14, 2011 a 10:15 am #

    Non si può fare cabaret… solo per la passione? Che deve essere ciò che ti fa salire sul palco? Purtroppo in troppi la dimenticano… soldi soldi soldi! Mi pare sia l’unico obbiettivo condiviso da tutti.
    Che poi sia il palco di Zelig, o il palco del teatro Mariuccia… fatevi spingere dalla passione!

    • Salma aprile 14, 2011 a 10:48 am #

      Anonimo si comincia per PASSIONE e ed è sempre quella che muove a salire sul palco, non vedo altra alternativa.

      Ma quando ti trovo una SOCIETA’ PER AZIONI che sfrutta una situazione passionevole, allora il palco del “Teatro Mariuccia” acquista un valore e quello dello Zelig sarebbe di salirci SOLO ED ESCLUSIVAMENTE IN CAMBIO DI UN COMPENSO .. in quanto LORO non lo fanno più per passione.

      SVEGLIA !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    • Andrea aprile 15, 2011 a 10:57 am #

      Permettimi di generalizzare, Anonimo, la “passione” dovrebbe spingerci in ogni scelta della vita, anche nel fare l’idraulico. Se no sai che brutta vita, passarla a fare cose controvoglia…

      Non confondere la ricerca di un giusto compenso (io do un servizio ad un pubblico, il pubblico mi paga) con la mancanza di passione, non c’entra nulla.
      E non confondere la passione con l’amatorialità, eh… noi professionisti facciamo questo mestiere con assoluta passione, visto che siamo per definizione dei precari, che vivono di ogni singola giornata che riescono a trovare. E se non sei tutti i giorni al 100% e non piaci, non ti richiamano, non c’è mica un contratto che ti impedisce di essere licenziato… Più passione di così!!

      • Salma aprile 15, 2011 a 4:49 PM #

        Attento a non cadere dalla passione al paraculismo però, perderesti l’ardore e la dignità.

    • Anonimo aprile 15, 2011 a 5:07 PM #

      “Fatevi spingere dalla passione”.. A vedere come vanno le cose sembra che il sistema non sia troppo compassionevole e con i loro modi la passione ce la spingono loro.
      Non è solo un fatto di soldi soldi soldi esiste la dignità che non va calpestata, sopratutto da personaggi che hanno un locale sotto una sede milanese di Luciano Lama.
      Comunismo e Consumismo hanno un unica differenza di questi tempi, una S di SOLDI.

  3. Giglio tigrato aprile 12, 2011 a 11:07 am #

    Eccola!
    (http://www.youtube.com/watch?v=holMBb11BUU&feature=related)

    • ananasblog aprile 12, 2011 a 11:35 am #

      >Eccola!

      Giglio Tigrato, non ho visto il video. Anche perché: se i pezzi sono deboli perché convocarla sempre e farle tanti complimenti?; se i pezzi sono validi perché escluderla all’utimo dicendo “hai cominciato bene e hai finito male”? Insomma, in ogni caso un pessimo lavoro autorale.
      L R

      • Salma aprile 12, 2011 a 4:31 PM #

        Sarà il post della s.ra/ina Vella ma a questo punto sarebbe educato sapere chi è andato a fare i provini?
        Visto che siamo a digiuno di nuovi talenti potreste segnalare i nomi dei partecipanti del Zelig lab di Piacenza?

  4. Andrea aprile 12, 2011 a 8:00 am #

    Manuelita, non posso che solidarizzare e concordare.

    Però, a titolo di provocazione, ti chiedo: tu che per vivere fai altro nella vita (l’insegnante di ginnastica, giusto?), perchè hai pensato che fosse arrivato l’ “uomo dei miracoli”, quello che ti dice: vieni, seguimi, e ti renderò famosa, basta un piccolo sacrificio di un anno e qualche sketch da 3 minuti… cosa hai tu di eccezionale, che ti rende meritoria di fare altro nella vita, e poi, senza la gavetta di 100 date all’anno per 15 anni, entrare nell’Olimpo dei cabarettisti più famosi e ben pagati d’italia?
    (chissà come mai, non riesco a non canticchiare Bennato)

    E’ evidente, Manuelita, che non mi riferisco a te in particolare, ma rilancio la domanda più in generale: cosa fa pensare a tutti quei cabarettisti (grandissima parte dei quali non professionisti) di meritare di andare in tv? qualche sketch di pochi minuti ripetuto allo sfinimento per anni?

    Sembra un gratta e vinci, non una carriera artistica…

    Per cui, il problema non è solo il “sistema Zelig”, ma anche i cabarettisti che lo alimentano

    • Manuelita vella aprile 12, 2011 a 10:35 PM #

      Caro Andrea, ho iniziato a fare cabaret a 27 anni; quando, arrivata a Milano come insegnante, tutti mi stavano a sentire e si divertivano per la mia capacità di ironizzare anche sulle mie disgrazie.Feci un provino per una televisione e il giorno dopo mi ritrovai a fare la trasmissione in diretta insieme ai Fichi d’india, Pino Campagna,Beppe Braida..e così iniziai anche le aperture a zelig,quando si trovava ancora in un piccolo buchetto,attuale ragù.
      Tantissime serate nelle piazze,nei locali e in piccole televisioni…oltre ad avere studiato alla scuola di Teatro dell’Arsenale, recitato, fatto diversi spot pubblicitari e due film…mi pare, che di gavetta,ne ho fatta tanta…Ho solo avuto la furbizia di seguire il consiglio di mio padre a non mollare mai la scuola, che mi avrebbe dato sicuramente da vivere, a discapito di un mondo fatto solo di promesse e tanti compromessi… mentre gli altri cabarettisti, dopo la serata, si svegliavano a mezzogiorno, io dormivo solo un’ora per andare ad insegnare a scuola ai miei alunni, alimentando i loro sogni… Molti colleghi mi conoscono, non sono di primo pelo: ho 50 anni!!
      Come vedi, mio caro Andrea, non ho preteso assolutamente nulla, ho solo creduto, per un anno di laboratorio, che, come nelle fiabe, arriva il principe azzurro e ti porta via su una carrozza tutta d’oro, trainata da cavalli bianchi…ma, oggi, in un mondo orizzontale, dove, come Dio abbiamo il denaro, i sogni sono stati per sempre cancellati dalla lista, per dare spazio a denaro, compromessi, patteggiamenti, interessi e sete di potere ad ogni costo…costi quel che costi… ed io, fatta alla vecchia maniera, mi sono permessa di raccontare la mia piccola ed inutile storia che non ha lieto fine…
      Grazie a tutti

      • Salma aprile 13, 2011 a 5:35 am #

        Chiedo a lei S.ra/ina Vella, si potrebbe sapere chi sono gli altri partecipanti del laboratorio Zelig di Piacenza?
        Non credo verrà lesa la loro privacy iun quanto sono dei personaggi che salgono su di un palco e quindi pubblici o che mirano alla notorietà.
        Sarei troppo curioso se le chiedessi in quali film ha preso parte?

        Salma Rigor Mortis Artisticum

        • ananasblog aprile 13, 2011 a 7:31 am #

          >Sarei troppo curioso se le chiedessi in quali film ha preso parte?

          Uno di sicuro è Casomai regia di D’Alatri, con Fabio Volo e Stefania Rocca. Lo davano l’altra sera se non sbaglio su Rai4. Giro canale e mi vedo la Manuelita coi capelli corti… un segno!
          L’A

          • Salma aprile 13, 2011 a 10:40 am #

            A mio avviso uno dei più bei film italiani degli ultimi anni.
            Lo riguarderò con più attenzione, anche se Fabio Volo non lo digerisco molto.

            Comunque insisto, CHI CAVOLO ERANO GLI ALTRI
            del laboratorio di Piacenza ????

            Ne è venuto fuori qualcuno da tutto quel lavoro di un anno o no????

            • ananasblog aprile 13, 2011 a 3:29 PM #

              >Comunque insisto, CHI CAVOLO ERANO GLI ALTRI

              Credo non sia uscito nessuno, non si sa chi siano, poi bisogna tenere presente che chi va a Bologna magari va anche a Piacenza oppure va a Rozzano e a Padova, c’è una confusione pazzesca.
              L’A

              • Salma aprile 13, 2011 a 4:46 PM #

                Certo che bisogna essere proprio dei discepoli della comicità per correre a destra e a manca per un benemerito NIENTE.
                AH AH AH AH AH Sono proprio COMICI AH AH A HA AH
                Comici a pecorelle, Zelig fa soldi a catinelle. (per sono più comici alla pecorina)

                Muoio dal ridere

          • rael settembre 30, 2012 a 11:56 PM #

            sì ma se scrivete “ha fatto due film”…sembra una protagonista…non c’è traccia né su mymovies né su Wikipedia… o.O

      • Andrea aprile 13, 2011 a 2:05 PM #

        Manuela ciao, ti ringrazio molto per la risposta.

        Tocchi uno dei punti chiave della questione: la mentalità secondo cui si possa fare altro di mestiere, arrivare a Milano, accorgersi di far ridere i colleghi di lavoro, fare un provino ed il giorno dopo andare in tv e fare le aperture di artisti famosi.
        Di più… la mentalità secondo cui uno è “furbo” se mantiene anche il posto fisso che “dà sicuramente da vivere” e poi fare l’attore comico nel tempo libero.
        Non è un merito, dormire solo un’ora per tornare al mattino a fare l’insegnante… è TEMPO SPRECATO, se vuoi fare un altro mestiere.

        Continuiamo ad alimentare il sogno del successo facile (un anno di laboratorio, e vai a Zelig!), e non facciamo l’UNICA scelta doverosa: mi dedico a questo, ci dedico 24 ore al giorno, mi metto in gioco COMPLETAMENTE, capisco fin da subito se ne ho le capacità ed inizio a vivere di questo mestiere, mi creo una mia professionalità ed una “carriera”…
        …e poi la possibilità di diventare mediaticamente famoso (e allora ti venderai a 10.000 euro a sera) è qualcosa che può venire, magari presto, più probabilmente dopo 20 anni, più probabilmente ancora NO, perché non c’è posto per tutti evidentemente (e continuerai a venderti a 500 euro – però se fai 100 serate all’anno, è un bel vivere lo stesso).

        Se il frequentante dei laboratori non fa questo scatto mentale, non si creerà mai le basi per una solida professionalità, e aspetterà sempre il “principe azzurro che ti porta via su una carrozza tutta d’oro, trainata da cavalli bianchi”.

        (PS: chiaramente, non conoscendoci, Manuela, prendo il tuo caso solo come esempio generale, nulla di personale)

        • Manuelita vella aprile 13, 2011 a 8:41 PM #

          Tesoro…
          cosa vuoi che ti dica… ti bastano 2 anni d’aspettativa non retribuita? Ma non è importante… tutti pretendiamo di fare i comici a tempo perso tenendo il lavoro; invece, chi ha mollato tutto è certamente diventato famoso…non mi pare! Ho dei “colleghi cabarettisti” che, a volte, non riescono neanche a pagare l’affitto. Si molla tutto quando si è certi di riuscire a sbarcare il lunario, sai, non potevo contare su qualcuno che nel frattempo mi mantenesse… anche se, con tutti i laboratori che facevo in giro… mi
          potevo sicuramente mantenere… peccato che, non rimborsano neanche il panino!!! Tu dici di mollare tutto, certo!! E trovi giusto che non diano neanche un rimborso a chi affronta delle spese? Se devo fare laboratori su laboratori per migliorarmi… mi ospiti a casa tua per dormire e sfamarmi???? Non è proprio così che funziona!!! Ecco perché preferisco SPRECARE IL MIO TEMPO a scuola, come hai scritto tu… Ma, promesso che, nella prossima vita, ascolterò il tuo consiglio… Dove abiti??? Scusa la battuta!
          Un abbraccio.

          • Andrea aprile 15, 2011 a 7:51 am #

            acc,
            vorrei rispondere a Manuelita/Salma/Davide Colavini, e chissà poi dove va a posizionarsi questo mio commento nella cronologia complicata di questi post.

            Comunque,
            – Davide lo quoto.
            – Manuelita, ti abbraccio anche io perché, ripeto, non è un attacco personale a te, ti ho preso solo come esempio.
            Rilancio: com’è possibile che un artista dopo un immediato provino con passaggio televisivo, aperture ai comici famosi, 2 anni di aspettativa… non riesca a farne un mestiere?
            Evidentemente c’è qualcosa o nell’artista o nel SISTEMA che non funziona, a cominciare da questi laboratori non retribuiti (certo che concordo con te, non è giusto), che sono ANCOR PIU’ una perdita di tempo che fare un altro lavoro.
            Ai laboratori, io non ho imparato nulla, gli autori mi sono parsi mediamente INCOMPETENTI 8dal punto di vista teatrale, poi magari saranno bravi a fare le “scalette”…).
            Per fortuna, lo facevo già di mestiere, quando ho tentato la strada dei laboratori, e sai cosa ti dico? Quando ho iniziato a scrivere nelle mie prsentazioni che frequentavo i Laboratori Zelig, ho ricevuto ingaggi pagati meno. L’ho tolto dal curriculum, e lavoro più di prima e pagato meglio. Sarà un caso… ?!?!
            – Salma, caipsco la tua incredulità, è figlia di questo sistema che NON TI FA VEDERE OLTRE la televisione ed il cabaret da locale. IO faccio più di 100 date all’anno. E non mi conosci, perché sono uno dei TANTI professionisti che non è detto che diventino famosi, ma portano a casa lo stipendio senza problemi. Ovvio, mi adatto anche alla festa di compleanno, al matrimonio, alla festa di pensionamento, alla sagra di campagna… d’altronde ho 8 ore al giorno di “non lavoro” normale per cercare gli ingaggi.

            • Salma aprile 15, 2011 a 10:26 am #

              IO QUOTO ANDREA.

              • Salma aprile 16, 2011 a 10:49 am #

                Ribadisco il QUOTO in quanto più di 100 date all’anno sono un LUSSO di pochi.
                Ma mi sorge una domanda, in quanto “più di 100 date” sono parecchie.
                PIU’ DI 100 DATE…
                Ca++o ma o hai una formula magica o sei uno degli artisti più in gamba d’Italia.
                Più di 100 date all’anno..ma lo hai scritto per zittire o per creare invidia?
                Più di 100 date all’anno..porca vacca..i casi sono due (non che tu debba renderne conto), o assomigli a qualcuno di importante, e quindi la tua presenza brilla di luce riflessa e non sei tu ma la notorietà dell’altro a farti guadagnare o hai una formula magica come dicevo prima, e quindi fai bene a tenerla stretta in mano, con i tempi che corrono.
                COMUNQUE QUOTO ANDREA, spero un giorno di vederlo lavorare in maniera tale da poter farmi un’idea.

        • Salma aprile 14, 2011 a 5:31 am #

          Andrea sei demagogico.
          Fai i conti come un venditore che vuole far vedere quanto è conveniente il suo prodotto , smontando il prezzo.
          Fammi un nome di chi fa 100 serate all’anno?
          Ti lascio una retroattività di 4 anni.
          Quando trovo qualcuno che cerca di vivere solo di comicità e girare i laboratori, alle spalle ha qualcuno che crede in lui, molto spesso dei genitori benestanti o moglie. I pochi che hanno diverse date sono i vecchi maestri ai quali tutti hanno attinto.
          SEI DEMAGOGICO E SOGNATORE; RISPONDIGLI CON QUELLE PAROLE AD UNO CHE TI VIENE A PIGNORARE LA CASA…Con “MA IO SONO BRAVO; FACCIO RIDERE I COLLEGHI E HO FATTO APERTURE A TUTTI I PIU’ BRAVI”..o con .. “IO SONO UNO DA 100 DATE ALL’ ANNO” o con ..”FORSE A BREVE POTRç CHIEDERE 10000EURO A BOTTA” …..Sai già cosa ti risponderà..VERO!!!!!!

      • Davide Colavini aprile 14, 2011 a 4:12 PM #

        Ciao Manu
        Sei una cara amica e rispetto il tuo stato d’animo; ti conosco da anni, abbiamo iniziato insieme più o meno… io non voglio fare l’avvocato del diavolo però… se è vero che “non sei di primo pelo” e vanti esperienze importanti (e io lo so, perchè molte le abbiamo condivise insieme: Casomai in primis, ecc)… io ti domando perchè ti sei lasciata abbacinare dall’illusione come fossi una cadetta comica? Come una giovane ragazzina che muove i suoi primi passi sul palco? mi sembra che in passato avevi già vissuto qulacosa del genere? Certo: frequentare i laboratori ci può stare ma ripetere gli errori di aspettative e illusioni no…

        Certo sperarci è lecito ma se poi tutto crolla… un’artista che ha già vissuto una tale esperienza non entra certo in terapia… almeno: con la tua esperienza non lo permetto.
        Anch’io domani commetterò errori… certo ma non saranno quelli di oggi ma altri nuovi.

        Sei brava e ti abbraccio, ti voglio bene amica mia.

        • ananasblog aprile 14, 2011 a 5:31 PM #

          >io ti domando perchè ti sei lasciata abbacinare dall’illusione come fossi una cadetta comica?

          Davide, ciao. Non sono d’accordo con ciò che dici. Il sistema ha delle tecniche di lusinga e di manipolazione molto profonde. E’ gestito a tutti livelli da persone prive di scrupoli. E’ favorito dall’avere il quasi monopolio, la strada unica che porti al successo. I veterani cadono nella rete come i cadetti. Il fatto che la gente debba frequentare anche 10 anni di laboratorio prima di arrivare al successo ha creato l’idea che prima o poi possa succedere a chiunque; ha creato la percezione che ci voglia del tempo, molto.
          Nel sistema ci sono le lusinghe, i complimenti, il “ti porto in tv”, poi la mazzata all’ultimo istante, la fuga dalle spiegazioni, il mistero sulle scelte. Subito dopo arriva l’offerta di fare un altro anno di laboratorio a proprie spese. Se uno non ha risposte tende a cercarle, deve avere qualche certezza al fatto di essere stato mollato all’ultimo istante. La manipolazione raccontata a Piacenza è il perfetto ciclo di sfruttamento delle speranze delle persone, unito all’avidità di pretendere che le stesse persone continuino a seguirti anche dopo che le hai sottoposte a delle mazzate psicologiche (inutili).
          Ciaoooo
          L’A

  5. Morgana aprile 11, 2011 a 6:51 PM #

    Non è proprio il massimo giocare sulle speranze e i sogni altrui. Questo clima “amichevole” sembra essere finalizzato esclusivamente ad uno scopo economico che non tiene conto, nè del talento dei comici, nè della persona.
    Perchè quando vi chiedono la disponibilità per i laboratori non vi fate mettere tutto per iscritto?
    Quanti siamo? Quanti di noi potranno approdare in tv? E da cosa dipende il “salto di qualità”? Quanto mi costa? Quanto vi rende? Scripta manent.Perlomeno non potranno permettersi di fare promesse esplicite.
    Se illustrassero da subito il quadro della situazione sarebbe piu onesto (nonchè doveroso da parte loro).
    Cioè se so, per esempio, che tra 300 comici solo uno arriva in tv posso fare anche i miei calcoli e decidere se ne vale la pena o meno. Ma capisco che in questo modo ci sarebbero molte più defezioni e meno disponibilità da parte degli artisti.

    • Salma aprile 11, 2011 a 7:23 PM #

      BRAVA MORGANA!!!!!!!

    • Salma aprile 11, 2011 a 7:26 PM #

      BRAVA MORGANA!!!!!!!
      Ma non ne sono capaci, hanno paura che le eventuali domande siano prese male da questi AUTORONI e vengano scartati a priori.
      PECORE!! i comici sono PECORE, e gli autori le contano e intanto dormono e i diritti salgono.

    • ananasblog aprile 12, 2011 a 9:10 am #

      >Non è proprio il massimo giocare sulle speranze e i sogni altrui. Questo clima “amichevole” sembra essere finalizzato esclusivamente…

      Morgana, il clima amichevole è spesso finto (magari non sempre), ognuno pensa a sopravvivere e l’egoismo a danno del prossimo è il sentimento che prevale.

      L’A

  6. Anonimo aprile 11, 2011 a 6:42 PM #

    Ricadiamo sempre a criticare il credo televisivo.
    NON ANDATECI, MI SEMBRA LA SOLUZIONE MIGLIORE.
    Lasciateli da soli, dovranno rendere conto a chi li paga.

    Ma comici che criticate e sparate contro il sistema che tanto idolatrate.. delle SOLUZIONI con la vostra testa riuscite a trovarle o no?

    Mi sembrate una massa di pecore che corre nel senso opposto a dove abbaia il cane.

    • giovanni aprile 11, 2011 a 9:39 PM #

      Condivido in pieno ma un po’ troppo utopistico,purtroppo!
      Per quel che riguarda il racconto di Manuelita posso dire che mi spiace molto,sono noti da tempo i meccanismi tritatutti ma percepire le sensazioni-delusioni di una persona che ci ha messo entusiasmo e sacrificio fa piu’ male.Regala sorrisi ed emozioni davvero a chi se li meriti,a chi li apprezza,a chi ne ha davvero bisogno!

      • Manuelita vella aprile 13, 2011 a 8:42 PM #

        Grazie Giovanni!!!

  7. anonimo aprile 11, 2011 a 4:55 PM #

    Manuelita, penso che la stessa tua esperienza la possano aver vissuta decine e decine di aspiranti comici… me compreso… Dobbiamo fare forza sul fatto che abbiamo noi il potere in mano di far ridere la gente! Tieni duro e continua!

  8. IO aprile 11, 2011 a 3:43 PM #

    … BEH CHE DIRE…??? NULLA DI NUOVO…VEDO CHE DA TEMPO FUNZIONA COSì E CONTINUERA’ A FUNZIONARE COSì…
    E NON SOLO IL MONDO DI ZELIG…MA ANCHE QUELLO DI COLORADO… E NON SOLO GLI ADETTI AI LAVORI…MA ANCHE QUELLI CHE CREDI “AMICI” …QUINDI,I TUOI COLLEGHI… FANNO PIù TRISTEZZA DI TUTTI… è UN AMBIENTE DI FALSI…ED è PER QUESTO CHE QUEL MONDO NON MI APPARTIENE E LE MIE RISORSE ARTISTICHE LE ESERCITO ALTROVE… ANCHE PER BENEFICENZA…MA NON A LORO.
    IO

  9. Maurizio Giuntoni aprile 11, 2011 a 1:35 PM #

    Ciao Manuelita,
    una grande donna non può accontentarsi di piccoli uomini… un sorriso anche a te

    • Manuelita vella aprile 13, 2011 a 8:54 PM #

      Ciao Maurizio!!!
      Amico e compagno secolare di laboratori e laboratori e laboratori…
      Sono felice che tu mi definisca una grande donna!! E’ gratificante sentirlo dire da te, che sei un grande uomo! Anch’io ti stimo!
      Un sorriso.

  10. Marco aprile 11, 2011 a 11:23 am #

    Ho vissuto quest’anno la stessa esperienza.
    Se non sono all’altezza di Zelig non è un problema…mi dispiace…ma continuo ugualmente nella mia “PASSIONE” di “far ridere la gente”.
    Non accetto però di essere preso in giro e questa gente ci “prende per il culo” (scusate il francesismo ma rende meglio l’idea)! Se non ti vado bene per il Circo Zelig dimmelo subito, non illudermi, non giocare con le mie speranze, non prenderti gioco di me, del mio tempo e dei miei sentimenti. La maggiorparte degli autori Zelig, sono ex. cabarettisti che non sono mai riusciti a registrare una trasmissione Zelig, comici frustati che ci fanno credere di avere la bacchetta magica per farci atterrare nell’Olimpo del cabaret quando neanche loro ci sono riusciti. E’ uno schifo avere a che fare con gente così!!!

    • ananasblog aprile 11, 2011 a 3:13 PM #

      >Ho vissuto quest’anno la stessa esperienza.

      Marco, condivido quello che dici e di esperienze simili ce ne sono a bizzeffe. Ci troviamo di fronte a un vero e proprio “sistema”. Direi di non semplificare parlando di frustrazione (cosa ne sappiamo noi delle motivazioni della gente?).
      In realtà, chiunque faccia l’autore finisce in quel meccanismo lì. Le decisioni piovono dall’alto. L’unica speranza è che tra i comici che segui tu ci sia qualcuno che venga prescelto. Così magari firmi la Siae del suo spettacolo, nel caso faccia il botto. Lo stipendio a puntata è mediamente molto basso (21 autori firmano la trasmisisone di prima serata).
      L’unico modo di salire in “graduatoria” è gestire un laboratorio che vada bene e che, ogni tanto, porti qualcuno in tv. C’è questa paura di cadere in disgrazia. In realtà nessuno cade in disgrazia, perché c’è una leadership rapace che decide tenendo gli altri all’oscuro. Però, per quanto possa sembrare assurdo, ci sono queste considerazioni: “se le serate di laboratorio hanno pochi comici, avrò dei problemi”, è assurdo, ma è anche per questo che vengono coinvolte tante persone che non interessano, per fare “mucchio”.
      R G

  11. daniela aprile 11, 2011 a 10:56 am #

    che schifo, Manu, mi dispiace davvero tantissimo

  12. Giovanna aprile 11, 2011 a 10:52 am #

    Bel resoconto, purtroppo non racconto di fantasia. Condivido la scelta del volontariato. Un abbraccio a te, a Giulia, a Romina…a tutte e tutti.
    Ovviamente anche a Roberto, che riceve e divulga, nonostante tutto, la verità.

    • ananasblog aprile 11, 2011 a 11:02 am #

      >Bel resoconto, purtroppo non racconto di fantasia

      Giovanna, il mondo cabarettistico maschile è devastato da situazioni simili, ma hanno tutti una paura fottuta…

      R G

  13. Anonimo aprile 11, 2011 a 10:48 am #

    Vedendo la foto della S.ra/ina capisco perché la volevano al laboratorio. La volevano a Piacenza per piacergli.

  14. Giulia Ricciardi aprile 11, 2011 a 10:40 am #

    Nessuno più di me ti può capire! Hai tutta la mia stima e comprensione … per quello che può servire!
    Abbracci

    • Manuelita vella aprile 13, 2011 a 8:57 PM #

      Grazie Giulia per il tuo intervento e la tua condivisione!!
      Abbracci anche a te.

  15. ananasblog aprile 11, 2011 a 9:56 am #

    Mi permetto un primo commento: è un racconto molto bello, molto vero e molto coraggioso su come funzioni la fabbrica di “illusioni e di delusioni” dei laboratori Zelig, in cui i sentimenti delle persone contano poco, conta usare il prossimo finché serve.
    Roberto Gavelli

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