Terenzio Traisci in finale a Italia’s got Talent!

4 mar

Terenzio, grande prova in semifinale

il bravissimo comico Terenzio Traisci, è approdato alla finale di Italia’s Got Talent, il fortunato show del sabato sera di Canale 5 (ieri sera 6.460.000 telespettatori e il 28,34% di share). Ha superato la semifinale grazie al televoto e al giudizio decisivo della giuria.

Terenzio ha uno stile surreale e nel corso degli anni ha lavorato molto  nel tentativo di migliorarsi. Terenzio è, soprattutto, un comico vero. Perché? Per il semplice fatto che fa ridere, tanto, in qualsiasi circostanza si esibisca (che sia una serata di piazza, una registrazione tv, un laboratorio, un locale, un teatro). Inoltre riesce a prendere le risate sia dei bambini che del pubblico più adulto.

Queste doti sono state riconosciute facilmente e con immediatezza, sia dal pubblico da casa, sia da una giuria formata, tra l’altro, da un super professionista della conduzione come Gerry Scotti e da quella formidabile talent scout che è Maria de Filippi. Scotti, de Filippi e Rudy Zerbi hanno avuto parole molto lusinghiere nei suoi confronti.

Parallelamente, negli ultimi 8 anni, Terenzio Traisci si è speso molto per approdare a qualche possibilità televisiva di cabaret, frequentando laboratori e provini, ottenendo alcune puntate di Central Station (con Terenzio TV, lo stesso pezzo portato a IGT).

L’ottusa burocrazia autorale, in tanti anni, non è ancora riuscita a prendere una decisione su di lui, sottoponendolo alla solita trafila estenuante, il cui scopo sembra non di valorizzare il talento, ma di mortificarlo. Ecco, ci sono i “Talent Scout” e ci sono i “Talent Out”, categoria cui appartengono certi selezionatori…

Terenzio Traisci (vedi suo profilo su Facebook) alterna la professione di comico a quella di Trainer di Yoga della risata e di FormAttore Comico.

Bravo e in bocca al lupo per la finale!!!

Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

 

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la puntata numero 7 di Zelig

3 mar

muy spompado corazòn

 La puntata numero 7 di Zelig, forse complice il bel tempo, ha totalizzato solo 4.994.000 telespettatori e un 20,36% di share (non eccelso). Comunque c’è tempo per rifarsi. Dalla Rai berlusconizzata è atteso il “soccorso Arcore” grazie al quale verranno messi in contrapposizione su Rai 1 varietà sempre più deboli ;) . 

E’ difficile pensare a come possa arrestarsi l’emorragia di telespettatori (talvolta anche i conduttori sembrano addormentarsi, anche Simone Barbato è sembrato col repertorio esaurito). Ieri c’è stata qualche novità, come la grande guest Ennio Marchetto, l’ospitata di Carlo Verdone (in promozione col suo film) intervistato dalla Cortellesi che faceva Silvana de La vita in Diretta (così fa un personaggio e sfoga un po’ le velleità artistiche, come direbbe il Gino Vignali).

E’ tornato anche Giovanni Vernia – Johnny Groove, il cui film è in uscita nelle sale il 9 marzo. Del film ne ha accennatto appena, molto in fretta, in chiusura del pezzo. E’ probabile che torni anche prossima puntata che cade, appunto, lo stesso giorno. Purtroppo il bravissimo Leonardo Manera si è segnalato per la battuta: “le unioni gay sono una botta di culo” (se la proponi a un autore in un laboratorio, alzerà il sopracciglio e dirà: “non è televisiva ed è omofoba” e poi farà un faccia fighetto – disgustata).

Ospite la nazionale italiana di ginnastica ritmica (così c’è un po’ di show e si vedono delle belle gambe e sembra un varietà, come direbbe il Gino Vignali). Da segnalare l’ottimo pezzo dei Pali e Dispari. Altra novità: il bravissimo Lauretta che ha imitato Bossi e Di Pietro, rivoluzione pesante, dato che a Zelig odiano le imitazioni (Bazzoni fu scartato per questo, nonostante fosse fortissimo, cosa che fece la fortuna di Colorado).

La Cortellesi ha riproposto il classicone “Non mi chiedermi” (Silvana, non mi chiedermi… ma un’IDEA originale, mai? Si è pure portata gli autori personali…). Altra sorpresa: coi Sagapò si ride ancora. Eccetera, eccetera.

Pezzo migliore della serata: I Pali e Dispari.

Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

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i rischi per gli organizzatori…

1 mar
Recentemente ho riletto la cosiddetta diffida balneare cioè la lettera che Bananas srl ha mandato al blog verso la fine di luglio 201. Nelle 7 pagine, c’è un passaggio che mi è andato un po’ “di traverso”: 

“Per tutte le contestazioni contenute nel blog vale poi evidentemente l’argomento di chiusura per cui Bananas risponde dei comportamenti posti in essere dalla medesima solo quale organizzatore diretto di spettacoli e laboratori in Milano.”

Cosa significa tutto ciò? Sembra la volontà di affermare che le responsabilità sono tutte degli organizzatori locali, qualsiasi “grana” o anche passivo finanziario possa venir fuori. Una sorta di “rischio zero” per la “casa madre”?

La cosa potrebbe avere una certa logica, se non fosse per due piccoli dettagli:

DETTAGLIO NUMERO 1: l’organizzazione degli Zelig Lab è fortemente centralizzata.

DETTAGLIO NUMERO 2: l’organizzazione degli Zelig Lab è abbastanza discutibile (vedi la lunga serie di post sulle liberatorie farlocche).

Per fare un esempio illuminante: nel primo video di Ruben Marosha si vede un’addetta dell’organizzazione locale far firmare liberatorie, dicendo che ciò fa parte degli accordi intercorsi con Zelig. Quelle liberatorie sono state riscritte, rielaborate, ma mantengono le loro stranissime incongruenze.

Ananas Blog ritiene che Banans srl sia totalmente responsabile per tutto ciò che riguarda i laboratori. Non solo perché sono considerati parte integrante del business zelighiano (come scritto nei bilanci societari) o perché lo stesso Amministratore Delegato Roberto Bosatra li definisce una Divisione Ricerca & Sviluppo di Zelig, ma soprattutto perché si tratta di qualcosa di molto centralizzato.

Nello schema seguente ecco allineati i motivi che rendono Bananas srl “al centro di tutto” (fai click sull’immagine per ingrandirla):

R. G. Amministratore di Ananas Blog (l’unico servizio pubblico cabarettistico)

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la vignetta del momento: affonda Italia

28 feb

Marco Mengoli commenta l’attuale posizione dell’Italia. Ricordiamo, infatti, che la crisi della nostra comicità non è altro che una delle tante dirette conseguenze della crisi generale del nostro paese.

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“Tra me e me”: il nuovo spettacolo di Pietro Sparacino

27 feb

la locandina di TRA ME E ME

Pietro Sparacino è un giovane e bravissimo stand-up comedian. Nonostante l’età vanta  un curriculum intenso. Allievo anche dei portentosi Antonio Rezza e Flavia Mastrella, non si è negato un Colorado Cafè (nel 2008) ed è cresciuto anche grazie alla gavetta delle “aperture”, cosa purtroppo negata a molti giovani. Pietro fa parte del gruppo di comedian “Satiriasi” di cui si è parlato più volte su questo blog.

Lo spettacolo “TRA ME E ME…sono schizofrenico ma stiamo guarendo…” andrà in scena a Roma, presso il Teatro dei Satiri (via di Grottapinta 19 – Campo de’ Fiori) da mercoledì 29 febbraio fino a domenica 11 marzo. E’ uno spettacolo orgogliosamente VM18 e vi consigliamo, se ne avete la possibilità, di non perderlo. Guarda il trailer dello spettacolo.

Altre info:  il link dell’evento su Facebook:
http://www.facebook.com/events/182185228553148/

L’intervista a RaiNews
http://www.youtube.com/watch?v=eKFPL4NDX0A

Per scaricare il coupon riduzione:
http://www.eventizero9.com/

E, per concludere, una ”spiegazione poetica” di “suo pugno” dall’autore.

Io sono un uomo.
E in quanto uomo sono un Continue reading 

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Le domande che contano davvero

25 feb

Questo post contiene domande a cui non è facile dare una risposta, ma che consentirebbero di farsi un quadro reale sullo stato della comicità in Italia.

Ricordiamo che l’attore comico/cabarettista è l’unica “non categoria” esistente in Italia, dove anche i terzi violoncelli delle orchestre sinfoniche di periferia hanno una loro minima lobby.

Se esistesse una categoria, terrebbe sotto controllo le cifre dell’industria comica e, grazie anche a questo, cercherebbe delle contromisure alla crisi terribile che attanaglia il settore.

Il peso politico dei comici potrebbe essere tremendo. Basti pensare agli sconquassi prodotti da un vecchio stand-up comedian come Beppe Grillo.

Le domande riguardano i guadagni, ed è logico che su questo ci sia una certa discrezione, ma facciamole lo stesso (e sono tante):

1) Qual è l’attuale media Continue reading 

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Zelig, la puntata numero 6 (post sanremese)

25 feb

La puntata numero 6 di Zelig ha ottenuto 5.050.000 telespettatori e il 19,57% di share (che sia il più basso di sempre?). Si sa, non c’è più la neve, i giovani al venerdì sera escono, questo spiegherebbe l’essere arrivati appena appena alla soglia “psicologica” dei 5 milioni… Oppure hanno collegato male i fili com’è successo per i neutrini ;) .

La puntata ha visto pochissime parodie sanremesi (Sgrilli, De Angelis, qualche battuta di Bisio). La novità è che non c’è stato Checco Zalone che, nell’ottica dei piani alti, doveva tornare con la coda tra le gambe a fare i pezzi tv che l’avevano fatto diventare famoso, sfruttando qualche canzone resa popolare da San Remo. Il suo “ritorno” avrebbe coinciso con un “ridimensionamento”. Per il momento Checco ha dribblato la trappola e rimane il numero 1 .

C’è stata la novità dell’ottimo esordio stagionale di Daniele Raco, con standing ovation. Altra novità: Simone Barbato ha interagito col noir di Ale & Franz (il più amato, assieme ai più amati del passato?). 

La novità in negativo è stata che alle 23.15, cioè dopo 2 ore di trasmissione, non era entrato nessun esordiente in uno show (forse anche per questo?) mai così ripetitivo e stanco.

Si rischia la querela se si dice che Ale & Franz, Mr Forest, Gioele Dix ormai annoiano a morte? Che sono spompati? Gioele Dix (il più bravo attore del cast Zelig) ormai ha esaurito tutte le osservazioni di costume sugli automobilisti (è arrivato alle 4 frecce quando si va dal tabaccaio a comperare le sigarette) e incombono altre 9 puntate… Arbre Magique? Liquido Antigelo? Il sassolino che ti incrina il parabrezza… Aiutooooooooooooooooo… la serializzazioneeeeeeeeeeee

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L’unica volta che ho gestito un laboratorio…

23 feb

 

il palco del Garag a Bellaria

Sì, sì, sì, me la ricordo bene l’unica volta che ho gestito un laboratorio. Correva l’anno 2004/2005, in quel periodo iniziava la collaborazione a Zelig Off, esordivo su Italia 1 (Mai dire Grande Fratello e figli…) col mio format La Famiglia Bernardoni, “riabilitavo” comici che erano stati dati per “persi”. Giancarlo Bozzo mi definiva un ragazzo in gamba, Daniele Raco mi dava pacche sulla spalla dicendo “Sei un grande”, eccetera.

Era un buon periodo creativo, nessuno mi aveva spiegato che l’autore moderno deve fare il meno possibile, concentrarsi sulla scaletta e non dare fastidio… Urca, scusate, ho dimenticato la premessa: perché racconto ‘sta storia?… Allora, perché in quell’unica volta ho fatto cose che non dovrebbero essere fatte. Capito? Ovviamente no. 

Comunque: il locale era il Garag di Bellaria e mi sembrò subito adattissimo. I proprietari furono d’accordo e si decise di aprirlo al cabaret. In quei tempi non c’erano tutti i Continue reading 

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Made in Sud al teatro San Carlo?

23 feb

Made in Sud

Diciamolo: Made in Sud, lo show comico prodotto dall’agenzia Tunnel di Napoli e in onda su Comedy Central, sta funzionando. Giunto alla 4° edizione, come show è recentemente approdato al Teatro Cilea e in seguito al prestigioso Augusteo, e corre voce che potrebbe addirittura arrivare al Teatro San Carlo.

Ma questo non importa. La cosa interessante è la creazione di una realtà locale che faccia, in qualche modo, da argine alla colonizzazione televisiva. Altre città o altre regioni non hanno questa fortuna o, meglio, questa potenzialità. E siamo in un’epoca in cui c’è necessità di “drenare” più energie possibili da sacrificare sull’altare televisivo, senza lasciare nulla in zona.

Lo show, condotto da Gigi e Ross e da Fatima, rappresenta un punto di riferimento per la comicità napoletana a cui si appoggia un’agenzia forte e radicata sul territorio e un locale storico come il Tam. Una “filiera” nulla di eclatante, ovvio, ma almeno c’è un progetto.

Insomma, per questo il Tunnel – Napoli ha potuto, quest’anno, portare dei comici a Colorado (I Malincomici, Nello Iorio, Gino Fastidio, Gigi e Ross…)  come scelta libera e con un minimo di “potere contrattuale”.

Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

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I Buratori (burocrati autori) seconda parte

22 feb
ricomincia lo Zelig Brontosauro Lab

In che modo la professione dell’autore comico è diventata una sorta di caporalato.

Ananas Blog pubblica una lunga, dettagliata analisi sulla strana figura dell’autore di cabaret Zelig, scritta in collaborazione con Omar Bashuner. Si tratta di un documento notevole in cui, per la prima volta, vengono evidenziate le motivazioni e le routine di questa bizzarra forma di autorato artistico/burocratico (leggi la prima parte).

SECONDA PARTE – (Maestri ed allievi, guadagni e rimborsi, la Siae, colpo gobbo, autostima, raccolta di esseri umani, quote di produzione, caporalato).

 I “maestri” devono avere qualcosa da trasmettere agli “allievi” altrimenti che maestri sarebbero? Zelig funziona a compartimenti stagni, una forma di Continue reading 

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