Tag Archives: Libertà di parola

l’Articolo 3 è già stato cancellato?

6 Mar

Le nuove liberatorie per accedere agli Zelig Lab, probabilmente rielaborate da Bananas srl in seguito alle inchieste di Ruben Marosha (guarda il primo video), contenevano un assurdo e illiberale Articolo 3, nel quale si vietava di riprendere, fotografare, raccontare qualsiasi cosa succedesse dietro le quinte e sul palco di un laboratorio (leggi post sull’Articolo 3), manco si trattasse del rito segreto di una setta esoterica.

Alcuni amici hanno recuperato il Continua a leggere

il patto di sangue (di Emiliano Petruzzi)

2 Feb

Emiliano Petruzzi, che ha descritto in modo dettagliato il dietro le quinte di Zelig: laboratori, provini e Zelig Off  (Leggi il suo racconto), venuto a sapere del famigerato Articolo 3 è rimasto sconvolto, scoprendo di aver commesso un reato!

Egli ha deciso di diventare “recidivo” rivelando il mistero dei misteri: il rito d’iniziazione ai laboratori, che verrà descritto a fine articolo (attenzione, la visione della cosa renderebbe anche voi colpevoli!):

Udite udite gente! con l’istituzione dell’ART. 3 anche le formiche nel loro piccolo si incazzano, io invece ci rido su dinnanzi all’ultima genialità comica della Bananas.

Soltanto chi conosce il vero significato del cabaret può affermare che censurare un comico è paradossale, ma nel caso in cui la censura avvenga Continua a leggere

Cancellate immediatamente l’Articolo 3!

2 Feb

 

Pare che, in un impeto di follia, Bananas srl, l’agenzia che controlla il marchio commerciale Zelig, voglia mettere il BAVAGLIO TOTALE a tutto quello che succede nei Laboratori Zelig, sul palco e dietro le quinte.

La clausola liberticida è contenuta nel famigerato Articolo 3 delle liberatorie di nuova generazione (leggi articolo precedente). Copia della liberatoria ci è giunta grazie a comici degli Zelig Lab, anche se si spera sempre in una burla ben congegnata.

Ma se fosse vero invitiamo Bananas srl a Continua a leggere

Zelig Bananas: il tentativo di censurare il diritto di cronaca con la “norma liberticida”

1 Feb

Zelig Bananas stabilisce arbitrariamente che tutto ciò che succede nei laboratori non può essere raccontato al mondo esterno!!!

L’ultima follia di Zelig!!! censura, nascondi, occulta… (non pensate, non guardate, non discutete…)

Nelle liberatorie spunterebbe addirittura una “norma ad personam” contro Ruben Marosha!!!  e ogni eventuale plagio o furto di battuta non potrebbe essere raccontato…

A volte non c’è limite al peggio. Ananas Blog, in seguito all’inchiesta di Ruben Marosha dietro le quinte dei laboratori Zelig (vedi link a fine articolo) ha avviato un’analisi sulle liberatorie fatte firmare durante gli Zelig Lab. Da allora Bananas srl sembra aver iniziato una “ridefinizione” delle liberatorie, scivolando talvolta  nel grottesco. Ci è pervenuta una delle liberatorie di “ultima generazione”, la peggiore di tutte, che conterrebbe addirittura una norma contro la libertà di parola, infatti l’articolo 3 contiene il seguente delirio (è vero, non è uno scherzo):

 Art. 3 – Divieto di riprese audio e video – obbligo di riservatezza È fatto espresso e assoluto divieto di registrare e/o riprendere con qualsiasi mezzo audio e video e audiovideo, i luoghi, le persone e lo svolgimento dei Laboratori, comprese anche le esibizioni dal vivo. Il Partecipante riconosce che tutte le clausole del presente regolamento, tutti i documenti e tutte le informazioni di qualsiasi tipo inerenti al Laboratorio (di seguito “Informazioni Riservate”) hanno carattere riservato e di valore, e che qualsiasi atto di divulgazione di dette Informazioni Riservate potrà essere punito ai sensi di legge. Pertanto il partecipante non rilascerà né direttamente né indirettamente alcuna dichiarazione pubblica o annuncio con riguardo al presente Regolamento, ovvero rivelerà o discuterà in qualsiasi maniera con terzi alcuna Informazione Riservata senza la preventiva autorizzazione scritta dell’Organizzatore.

Traduciamo in italiano:  Non si può riprendere, fotografare o registrare in audio qualsiasi elemento relativo a un laboratorio (compreso il dietro le quinte, comprese le persone che vi partecipano), insomma non si può fare “testimonianza” in alcun modo di quello che succede.

Inoltre: nessuno può rivelare al “mondo esterno”  cosa succede durante un laboratorio (dentro e fuori dal palco), nessuno può discuterne con qualsiasi persona. E’ di fatto messo un bavaglio alla libera opinione e al libero racconto dei fatti.

Qualsiasi testimonianza (racconto, foto o registrazione) relativa a un laboratorio passa arbitrariamente sotto il titolo di “Informazione Riservata” (non si capisce perché, non si capisce a che titolo, in base a quale necessità una “palestra” di cabaret usi una regolamentazione così paranoica).

I trasgressori vengono minacciati di ritorsioni legali (senza citare quale articolo di legge verrebbe violato). La cosa assomiglia ai cosiddetti Non-disclosure agreement (vedi definizione su Wikipedia) “Tali accordi sono spesso firmati quando due aziende o privati pensano di fare affari assieme” (ah ah ah!) oppure al patto di segretezza che alcune sette religiose fanno firmare agli adepti affinché non rivelino certe pratiche tenute confidenziali (ah ah ah! Risata doppia!)

LA COSA, SE VERA, AFFOGHEREBBE NEL SUO STESSO RIDICOLO (basta reportage tipo quello di Ruben Marosha, basta libere testimonianze di chi ha avuto brutte esperienze con gli Zelig Lab).

Si tratterebbe di un patetico, maldestro, assurdo, ridicolo tentativo di soffocare ogni voce critica sulla fabbrica di prestazioni di lavoro gratuito denominata “Laboratorio Zelig”. Ovviamente se applicata (ma la violeremo a ripetizione) la norma impedirebbe i racconti e le inchieste apparsi sul blog.

E’ logico che la liberatoria/bavaglio cerchi di violare il diritto di parola e di espressione e il diritto di cronaca. Un’assurda gabola per mettere la museruola ai racconti dietro le quinte di Zelig, azione critica pienamente legittima e democratica.

Davvero una delle pagine più brutte di questa parte della sinistra “finto arancione”, miliardaria ma, a quanto pare, ossessionata dal mistero, sinistra di cui ci vergognamo profondamente. Se davvero avete pensato di farla diventare  regola, ritiratela immediatamente… forse era una burla, felici di esserci cascati, ci rideremo sopra.

il “famigerato” Articolo 3 del “codice penale Bananifero”

R. Gavelli Amministratore di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

Link: Primo video Ruben Marosha; secondo video; la “finta” scuola di recitazione; La finta scuola 2; laboratori Zelig e business.

il prezzo della libertà

5 Ott

Un ringraziamento a chi ha contribuito…

Ananas ringrazia di cuore tutti quelli che hanno spedito un contributo per sostenere il Blog. E’ stato messo il pulsante “donazione” (in alto a destra sotto il logo) per pagare tramite paypal e carta di credito.

L’antefatto è noto: il Blog ha subito un attacco legale da parte di Bananas srl, tramite la cosiddetta “diffida balneare” (leggi post) una lunga e inusuale lettera di ben 7 pagine (la “memoria” di Silvio Berlusconi alla Procura di Napoli sul caso Tarantini-La Vitola era di appena 5 pagine!).

Uno dei pilastri della lettera è la bizzarra (e praticamente falsa) definizione di “Laboratorio Zelig”: una scuola di recitazione per aspiranti comici (leggi post sull’argomento). Ovviamente la cosa è stata elaborata per motivi ******, ma sembra che non si possa scrivere perché si rischia la querela.

Questo succede in Italia nel 2011: qualcuno vuole farti dire che le patate crescono sugli alberi e se dici che crescono sotto terra (come è evidente a tutti) rischi una denuncia per diffamazione aggravata da mezzo agricolo! 😉

Comunque occorre rispondere a questo tipo di attacco e ciò ha dei costi, occorre che un legale di fiducia prenda in mano la situazione, anche se da questa “parte” non c’è la minima intenzione di incentivare la litigiosità a mezzo avvocati.

Personalmente ho deciso di mettere un quota minima di donazione di 10 euro, proprio per fare sì che più gente possibile dia un piccolo contributo (in modo che siano tante “gocce” una dopo l’altra a “scavare la roccia”).

Ananas Blog è un tentativo di avanscoperta: proviamo a vedere cosa succede se mettiamo un minimo di controinformazione, di libertà di parola e di espressione in uno degli ambienti più chiusi in se stessi che esistano: il cabaret in Italia.

Qualcuno doveva cominciare. Bisogna sempre “immolarsi” un po’, correre dei rischi. Aprire un sentiero nuovo è sempre faticoso. Poi sarà più facile per gli altri seguire la strada tracciata.

Ehi, tu, pensi che le informazioni, i dibattiti e le inchieste che leggi ESCLUSIVAMENTE su questo blog piovano dal cielo? Ti sbagli di grosso. Nulla di concreto piove dal cielo, bisogna costruire ogni cosa un mattone alla volta.

Comunque un grazie davvero sentito a chi ha contribuito: avete dimostrato di essere persone di valore che tengono (come valore assoluto) alla libertà di parola.

L’Amministratore di Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

Benvenuti nel club esclusivo

14 Lug

Stupisce la quantità di “motivi per cui dovrebbe stare zitta” che si sono riversati su Vanessa Incontrada dopo aver raccontato le proprie esperienze negative a Zelig. Il fenomeno è ben conosciuto e trasversale: chiunque si esponga pubblicamente contro il “sistema comico” subisce lo stesso buffo trattamento.

Succede sia ai personaggi conosciuti che a quelli che non hanno mai fatto neanche una puntata. Il filo conduttore è l’ossessione verso il silenzio altrui, fino all’oscar della stupidità, che è stato: per parlare bisogna prima esibire il curriculum. Alcuni passaggi contro Vanessa Incontrada sono stati scritti pari contro l’amministratore di questo blog.

Sono soddisfazioni: ti fanno sentire show girl per un giorno!

Comunque l’ambiente Cabarettistico si dimostra uno dei più regressivi esistenti, dove la libertà di parola (secondo alcuni) dovrebbe essere fonte di vergogna e di sensi di colpa.

Intanto, nel mondo reale si registra una voglia crescente di partecipazione e di voglia di essere informati. Più del 50% degli italiani naviga su Internet e la stragrande maggioranza dei giovani preferisce andarsi a cercare le notizie sul web.

Resistono delle sacche di isolamento in cui si spera che tutti stiano zitti (tipo Repubblica comica delle banane).

Ananas Blog (è un lavoro pulito, ma qualcuno lo deve fare)

Ananas Blog compie un anno (vissuto facendo informazione)

19 Mag

Un anno di controinformazione!

L’articolo 21 della Costituzione

8 Nov

L’articolo 21 della Costituzione della Repubblica Italiana è citato abbastanza spesso, soprattutto perché esiste un’associazione per la libertà di informazione che porta il suo titolo. (vedi Link).

Ci sono stati sottoposti molti motivi per cui il blog non era legittimato a parlare (tipo: il curriculum determina il diritto di parola o meno) .

Già, ma l’articolo 21 della Costituzione cosa dice a riguardo? Vediamo i primi tre commi:

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

Molto chiaro, no? La nostra Costituzione è stata (lo è ancora ma molto meno, soprattutto dopo l’intervento di Gianfranco Fini di ieri) sotto attacco nel tentativo di trasformarla in chiave autoritaria, di portare l’Italia verso una “repubblica delle banane”.

Facendo lo zoom nel nostro mondo chiuso in se stesso, vediamo come per molti anni ci sia stata una “Repubblica di Bananas” in cui abbiamo rinunciato a esercitare la libertà di parola.

Questo blog non è altro che il tentativo di creare uno spazio di discussione sui problemi (gravissimi e urgenti) che attraversano il mondo della comicità. Il tentativo sta andando molto bene: un  numero notevole di addetti ai lavori si connette giornalmente, legge, commenta, ci fa arrivare la sua approvazione anche privatamente.

E’ anche vero che, forse per la mancanza di abitudine al confronto pubblico, a una minoranza esigua sono saltati i nervi. Citiamo ancora quello che è successo su Facebook: (vedi link su quello che abbiamo definito un “pestaggio di gruppo”), poiché nel frattempo si sono aggiunti altri insulti. E’ un buon esempio, anche per gli osservatori esterni, del clima che si respira all’interno.

Certamente le analisi blande e moderate che si leggono sul blog sembrano chissà che cosa visto che non ce ne sono molte altre in giro. Però sono comunque legittime proprio perché sono opinioni.

Comunque: viva  la nostra Costituzione Repubblicana e Antifascista!

La Redazione di Ananas Blog

In che mani è finita la comicità in Italia?

28 Ott

La comicità in Italia è in declino finanziario e organizzativo (crollo del live e delle carriere tv, esplosione del lavoro gratuito). Ma c’è un declino peggiore, quello dei rapporti tra persone. Uno frequenta Zelig (o realtà simili) per migliorare. Però, più passa il tempo, più espone i propri punti deboli a chi è lì dentro, che diventa quasi un confessore.

L’ISTINTO NATURALE

Zelig, negli anni, ha operato senza verifiche esterne, è logico che i suoi metodi si siano degradati: un ristorante che non subisce controlli sanitari per 10 anni finirà inevitabilmente per intossicare molti clienti.

All’apertura di Ananas, voce libera di analisi del sistema, l’istinto da parte di appartenenti all’ambito di Zelig è stato quello di personalizzare le critiche, cosa tipica dei movimenti settari: chi parla è un infame che di certo ha dei segreti schifosi da nascondere. Questo è un segnale del declino umano di quell’ambiente.

IL METODO ALLUSIVO

Esempio: dopo la pubblicazione del post “I laboratori sono il cuore del business Zelig” qualcuno (facilmente identificabile) ha commentato:

     Caro gat, chiunque tu sia, è passata l’estate ma noto che lo      sport preferito rimane parlare male di Zelig.

Tradotto in soldoni: se insisti nell’errore di criticare tireremo fuori storie sgradevoli su di te. Infatti è partita la proposizione di vecchie storie calunniose e inventate riguardo all’amministratore di questo blog e alla sua gestione del laboratorio Zelig di Lanciano nel 2005:

     … come molti autori, doveva   affrontare delle spese,  quindi ritenne corretto farsi dare un contributo aggiuntivo  (aggiuntivo rispetto a quanto pattuito con Bananas, ovviamente)  dai comici partecipanti al laboratorio. Il contributo si sostanziava, ad esempio, nel pagare benzine e autostrade,  talora cene e caffè.

Evidente l’accusa di “appropriazione indebita” prendendo i soldi sia da Zelig che dai comici. Nello stesso commento se ne aggiungono altre ancora più fantasiose. Si tratta di: 1) accuse false 2) accuse che giravano già da tempo, in un ambiente noto per la scarsa trasparenza (guarda un po’) 3) nessuno ha mai avuto il coraggio di notificarle all’interessato (guarda caso).

La polpetta non può non essere stata confezionata da qualcuno interno a Zelig che ha la memoria degli eventi e che ha provato ad ammorbidire il libero pensiero, (in modo maldestro ma anche viscido e allusivo).

L’ATTACCO ALLA VITA PRIVATA

Se sei accanto a un comico per molti anni acquisisci informazioni sulla sua vita privata e sul suo stato di salute. E se queste informazioni si rivelassero utili?… Giovanna Senatore ha scritto un articolo critico sulla sua esperienza coi laboratori Zelig e subito è partito l’attacco, in un modo che sembrò innocente:

     Riguardo all’oggetto del post, mi piacerebbe sapere da Giovanna come sta ******* e se dopo il matrimonio avete trovato la felicità.

Il nome che abbiamo nascosto dietro gli asterischi è quello di un ex di Giovanna, anche lui frequentante i laboratori, con cui c’è stata una storia finita male, con la coda di un esaurimento nervoso.

SI È TRATTATO, LO DICO SENZA PERIFRASI, DI UN ATTACCO DISGUSTOSO, VIGLIACCO E RICATTATORIO, SU CUI SI È CONTINUATO A RINCARARE LA DOSE IN ALTRE SEDI, CON INSINUAZIONI ANCORA PIÙ PESANTI E VOLGARI.

Il miserabile che ha effettuato questa azione vergognosa aveva una conoscenza di quello che era successo (vita sentimentale, stato di salute) perché ne era stato testimone durante la frequentazione di Zelig.  Istintivamente ha usato la sua conoscenza dei presunti punti deboli dell’avversario per colpirlo. Senza scrupoli. Senza sensi di colpa.

Ma ora sentiamo cosa ne pensa di noi Cesare Vodani, capo progetto di Colorado, in seguito a un articolo critico… “Fate davvero pena tu e i tuoi 3 topi morti” …  (Cesare Vodani è poi intervenuto con vari commenti, dal tono fermo, ma molto civile, quindi questo va preso come uno sfogo  momentaneo – 01.11.2010 ndr)

I DOSSIER NON ESISTONO, PERÒ…

IL CABARET DEVE TORNARE UNA FORMA DI SPETTACOLO E USCIRE DAL VIZIO DELLA MANIPOLAZIONE: “TUTTI SONO DEBOLI, TUTTI SONO RICATTABILI, CHI PARLA DEV’ESSERE COLPITO” ASSOMIGLIANO PIÙ A UN GRUPPO SETTARIO CHE A UN GRUPPO CHE DOVREBBE MIGLIORARE LE PERSONE.

I dossier non esistono in senso fisico, esistono virtualmente, ma abbiamo scoperto che chi è infastidito dalla libertà di parola può andare a recuperare tutte le informazioni “sporche” (vere o false che siano) per cercare di intimidire chi sta parlando. Tempo perso oramai.

SCREDITARE LA FONTE

Altro metodo è il seguente: uno osa esprimere critiche, si cerca subito un video che possa metterlo in cattiva luce (magari preso durante un concorso di cabaret con un’esibizione che non è all’altezza) per sottintendere: “questo qui non ha diritto alla parola”.

CLAMOROSO AUTOGOL

Il trattamento è stato riservato anche a Giovanna Senatore, cui è stato postato il link di un video di una sua esibizione a Happy Channel (sempre per dimostrare: sei scarsa, non devi parlare). Bene, il pezzo in questione, era stato voluto e diretto da Riccardo Recchia (regista di Zelig Circus) e scritto in collaborazione con Lucio Wilson e Paolo Uzzi (autori Zelig), come dire: pur di sputtanare il nemico, non mi rendo conto che sto sputtanando me stesso!!!

CONCLUSIONE: torniamo a noi amico comico… ti fa piacere andare in un ambiente che sembra felice di accumulare l’elenco dei tuoi punti deboli? Ti fa piacere la considerazione che vorrebbe i comici deboli, sottomessi, e ricattabili a suon di allusioni?

Inghilterra, paese libero, o Corea del Nord, paese dove chiunque alzi la voce è nemico del popolo? Scegli tu dove abitare. Noi preferiamo l’Inghilterra.

L’Amministratore di Ananas Blog Roberto Gavelli

PS alleghiamo un link da facebook, esempio fulgido di violenza verbale, insulti e insinuazioni calunniose. Si tratta di un poco coraggioso tentativo di pestaggio di gruppo.

Zelig è un ambiente ad alta pressione in cui frustrazione, rabbia e odio sono decuplicate rispetto al mondo normale, e possono esplodere quando ci si trova di fronte a qualcuno da “incolpare”. Però adesso basta: se uno sta male si prenda un buon life coach o uno psicologo. Non siamo più disposti a farci insultare in questo modo rozzo, vigliacco e incivile. I bulletti da 4 soldi forti coi deboli, deboli coi forti, sono e saranno sempre figure squallide.

Le Liste Nere esistono?

26 Set

Personalmente non mi è mai capitato di imbattermi in una lista nera, cioè in un elenco di persone sgradite cui è impedito di lavorare e non ho mai conosciuto qualcuno che ne fosse a conoscenza. Di sicuro, in generale, nel mondo dello spettacolo ci sono simpatie e antipatie, ci sono persone che restano più ai margini perché hanno fatto degli errori o per incompatibilità di Continua a leggere

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